03 giu 2010
Immagine anteprima YouTube

In merito all’emendamento sulle intercettazioni che stabilisce di opporre il Segreto di Stato per le comunicazioni degli “007″, commentando le dichiarazioni di Fabio Granata, vicepresidente della Commissione Antimafia, Raffaele Lombardo ha dichiarato:

“Mi sembrerebbe assurdo che ci fosse il Segreto di Stato opposto alla conoscenza di elementi che possano servire a capire e a sapere chi ha organizzato le stragi e chi ha fatto uccidere Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

È un’indecenza che ci sia qualunque segreto, una vergogna. Che si scopra chiunque sia stato, affinché venga giustamente perseguito; che si arrivi una volta per tutte alla verità, da cui ne ricaveremmo un vantaggio che gioverebbe moltissimo al nostro Paese, soprattutto ai siciliani e a quanti venerano le figure di uomini come i due giudici uccisi dalla mafia”.

24 mag 2010

Ci sono diversi aspetti sensibili da considerare riguardo al Ddl sulle intercettazioni in discussione in questi giorni in Parlamento: il primo attiene alla questione legata alle indagini e al ruolo della magistratura e il secondo tocca nel profondo il concetto stesso di democrazia sostanziale.

Non posso che essere d’accordo con gli allarmi preoccupati, e preoccupanti, lanciati da quei magistrati che si occupano di indagini legate alla mafia e che vedono il rischio cui andrebbe incontro il loro ruolo di corpo autonomo e indipendente volto all’accertamento della verità se il Ddl dovesse essere approvato. Hanno usato parole forti su cui tutti avremmo il dovere morale di riflettere attentamente.

Anche sull’altro aspetto della questione, la democrazia e il ruolo di controllo della pubblica opinione e della società civile che passa necessariamente attraverso la conoscenza e l’informazione, non si possono sottovalutare i rischi che la legge in discussione comporta.

Certo, bisogna fare attenzione: non tutte le intercettazioni possono e devono essere pubblicate. La tutela della vita privata di persone non coinvolte in indagini deve essere sacra. Così come deve essere chiaro che le fughe di notizie pilotate a fini politici sono una iattura per la democrazia e la convivenza di un paese civile.

Chi abbia a cuore l’accertamento della verità e chiunque attribuisca un valore fondamentale alla democrazia e al ruolo di controllo dell’opinione pubblica su di essa non può che battersi affinché le norme in discussione siano modificate e opportunamente corrette.

E’ in gioco il nostro vivere civile.

21 mag 2010

“Alla vigilia della commemorazione dei giudici Falcone e Morvillo e degli agenti della scorta, mi permetto di rivolgere un appello, da Presidente della Regione siciliana, al Governo nazionale, ai parlamentari siciliani e meridionali, a tutto il Parlamento e a tutte le forze politiche – a cominciare dal Movimento per l’autonomia che ho contribuito a fondare – affinche’ non si pongano limitazioni alle intercettazioni telefoniche, rivelatesi prezioso ed insostituibile, spesso decisivo, strumento di lotta alla mafia e alle varie forme di criminalita’ organizzata che affliggono in particolare il mezzogiorno d’Italia.”

Lo ha detto Raffaele Lombardo, presidente della Regione siciliana, che aggiunge: “Il ddl oggi in discussione al Senato mette a rischio indagini e liberta’ di informazione. Credo che cambiare strada sia ragionevole, opportuno, necessario.”