11 nov 2011

“Qualita’ delle produzioni, incentivi e promozione. Ecco gli obiettivi cardine a fondamento della campagna vitivinicola 2011″. L’assessore delle Risorse agricole e alimentari, Elio D’Antrassi, lo ha detto in occasione del lancio, nella sede dell’assessorato, della campagna vitivinicola 2011.

“Le misure predisposte – dice D’Antrassi – riguardano, in particolare, la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti, la promozione dei vini sui mercati dei paesi terzi, la vendemmia verde, gli investimenti, e poi, fino alla campagna 2011 – 2012, la distillazione di alcol ‘uso bocca’, la distillazione di crisi e l’arricchimento. E’ stata compresa anche l’estirpazione di superfici vitate con premio. Sono interventi che gia’ nel corso degli anni precedenti sono stati molto utilizzati dai produttori, soprattutto per la riconversione dei vigneti. In tale ambito, anche per l’attuale campagna, risultano presentate circa 1.300 domande, per un importo di circa 30 milioni di euro. Inoltre, in tutti i bandi vi e’ una riserva destinata alle isole minori e al territorio dell’Etna, che, oltre a garantire priorita’ nel finanziamento, ha previsto aliquote contributive maggiori rispetto a quelle degli altri territori. Per quanto riguarda la misura “promozione sui mercati dei Paesi terzi” so no stati finanziati 14 progetti con l’utilizzo di poco piu’ di tre milioni e 500 mila euro. Per garantire il reddito dei produttori, e’ stata attivata la misura della “vendemmia verde”, che prevede l’eliminazione dell’uva gia’ a decorrere da giugno, diminuendo il ricorso alle misure di distillazione e garantendo al tempo stesso un reddito al produttore attraverso un contributo per ettaro”.

Durante la presentazione della campagna vitivinicola 2011, l’assessore delle Risorse agricole e alimentari, Elio D’Antrassi, ha aggiunto: “un altro progetto gia’ attivato, riguarda la riorganizzazione del sistema cooperativistico regionale, che ha previsto un sistema premiale con risorse messe a disposizione dalla Regione, per le cantine sociali che decidono di accorparsi per ridurre i costi di gestione. Contestualmente, sono attivate strategie che puntino ad una riqualificazione della produzione aumentando la quota di prodotto confezionato da destinare al mercato. In ragione di cio’, auspichiamo un aumento della percentuale di vino confezionato di circa l’8% nei prossimi due anni. Infine, il riconoscimento della Doc Sicilia, nel luglio scorso, rilancia il tracciato di valorizzazione dei vini siciliani, sfruttando al massimo il brand “Sicilia” che gode di un forte appeal tra i consumatori nazionali ed internazional i. La valorizzazione del nome “Sicilia”, anziche’ di singoli Comuni, e’ sicuramente piu’ semplice e ridurra’ i costi delle aziende per la promozione di nomi geografici meno conosciuti che potranno comunque essere facoltativamente inseriti, dopo il Doc Sicilia, al fine cosi’ di risalire al territorio d’origine della produzione gia’ riconosciuto con altri marchi. Altro aspetto fondamentale, e’ quello legato ai controlli, che sono previsti per le Doc, mentre al momento in maniera piu’ blanda lo sono per i vini a Indicazione geografica. Cio’ riveste particolare importanza, considerato che molto vino siciliano e’ venduto sfuso e imbottigliato nel Nord Italia, subendo controlli molto limitati.

Ovviamente, la creazione di un consorzio di tutela della Doc “Sicilia” consentira’ un piu’ facile accesso ai fondi europei destinati alla promozione, consentendo cosi’ l’attivazione di azioni territoriali forti ed efficaci”.

11 ott 2011

Dall’house organ al magazine istituzionale: “Terra’” si rifa’ il look e torna in edicola, in allegato al quotidiano Il Sole 24Ore lunedi’ 17 ottobre, con l’estensione “Doc”, e completamente rinnovato nello stile e nei contenuti.

Nato nel 2005 da un progetto editoriale dell’assessorato regionale all’Agricoltura, il periodico si e’ sempre occupato del settore, rivolgendosi gia’ da allora non solo al personale interno, ma anche ai cittadini interessati, alle imprese, alle associazioni di categoria e alle istituzioni. Un percorso complesso ma che oggi diventa piu’ ambizioso: condividere quello spirito identitario, che normalmente lega gli house organ ai soli esperti coinvolti in un progetto editoriale, anche con potenziali lettori oltre lo Stretto, partendo dal presupposto che il primo bene culturale e’ il territorio. E che, attraverso la sua agricoltura, prima voce di bilancio in Sicilia, e’ possibile valorizzare tutte le altre attivita’ produttive di eccellenza, e chi nel mondo le rappresenta. Editore del magazine e’ il dipartimento per gli Interventi infrastrutturali dell’assessorato alle Risorse agricole e alimentari, guidato dall’assessore Elio D’Antrassi. Direttore scientifico e’ il dirigente generale del dipartimento, Salvatore Barbagallo, Stefania Sgarlata e’ il direttore responsabile e Piero Messina ha coordinato l’ufficio stampa della Presidenza nella realizzazione dei servizi.

Il nuovo progetto editoriale ha un formato piu’ generoso (23×29 cm) e una foliazione di 100 pagine. Madrina d’eccezione per la copertina e’ Maria Grazia Cucinotta, intervistata all’indomani del suo debutto da regista alla Mostra del cinema di Venezia. Dopo un “Viaggio nella sicilitudine” di Andrea Camilleri, i lettori di Terra’ Doc potranno conoscere il volto meno noto del presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, intervistato nella sua casa di campagna, e il “signore degli abissi” Enzo Maiorca.

Cuore della rivista e’ l’ampia sezione “Mangiare slow e bere doc”, dedicata all’enogastronomia e introdotta dal presidente di Slow food, Carlo Petrini. Arricchisce la parte, un contributo del popolare giornalista sportivo Bruno Pizzul sul Cerasuolo di Vittoria. Segue “Grandangolo”, rubrica dedicata alle “eccellenze” culturali siciliane. Alle luci, pero’, si contrappongono le ombre della sezione “Controcanto” che, mettendo da parte le autocelebrazioni, affronta i grandi temi irrisolti della regione: da quello dei migranti a Lampedusa, con un contributo inedito di Claudio Baglioni, al progetto dell’aeroporto di Comiso.

La sezione “Il dolce e l’amaro”, dedicata al tema del racket ospitera’, di volta in volta, personaggi autorevoli e associazioni impegnati nella lotta alla mafia. In questo numero si va da un focus su Cosa Nostra del magistrato Antonio Ingroia, agli stralci d’amore della vedova Pina Grassi per il marito Libero, alle nuove attivita’ ancora poco note dell’associazione antiracket Libero Futuro.

Rosalinda Camarda, erede di un’antica famiglia normanna, inaugura la rubrica “da Gattopardo a Gattopardo” dedicata agli antichi casati nobiliari dell’Isola, e raccontata da chi appartiene a sua volta a una dinastia. Chiude il primo numero di Terra’ Doc, una dettagliata guida con gli indirizzi utili su dove dormire e mangiare, alla scoperta delle gemme del Mediterraneo da godere negli ultimi scampoli d’estate.

22 set 2011

“La scelta di cancellare la terza edizione dei telegiornali regionali e’ un errore strategico della Rai, errore ancor piu’ grave se pensiamo alle complessita’ e alla gravita’ degli attuali problemi del nostro Paese e al ruolo, sempre piu’ centrale, assunto dalle Regioni e dagli enti locali.

La riduzione degli spazi di informazione sui territori regionali sarebbe una grave macchia nel curriculum della Tv di Stato. Oggi piu’ di ieri si deve garantire tempestivita’ e profondita’ nella copertura delle notizie del territorio”.

Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo.

25 ago 2011
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E’ ridicolo aver parlato di censura a proposito della questione della rassegna stampa della Regione. Ho apprezzato il gesto di Piero Messina al quale confermo l’assoluta fiducia per il lavoro, per la lealtà e per la serietà del suo impegno.

Condivido con lui che si faccia una rassegna stampa agile e che tenga conto anche delle cose che il governo porta avanti. Non si tratta di una linea editoriale ma di una linea politica e amministrativa che credo meritino di essere conosciute da chi legge la rassegna stampa della Regione. Una rassegna che potrebbe essere fatta in casa, visto che abbiamo in organico 21 giornalisti. Ricordo che alla Provincia la rassegna era realizzata da tre giornalisti, nell’ottica degli interessi della Provincia.

Non ha senso stampare una rassegna di 200 pagine, sarebbe un volume che nessuno leggerebbe. Credo invece che un gruppo di giornalisti che hanno, liberamente, la capacità di selezionare degli articoli debbano scegliere quelli che sono più utili per una classe politica che legge quella rassegna stampa nell’ottica degli interessi della Regione. Talvolta anche nella rassegna estesa sfuggono articoli di giornali che sono di grande interesse. Io stesso molto spesso vado rintracciando articoli che mi vengono segnalati via sms da qualche amico e che direttamente o indirettamente hanno un significato importante per un presidente di regione, un assessore, un deputato o un dirigente regionale.

Peraltro, al di là della selezione delle 20 pagine di rassegna, è bene che ciascuno di noi compri i giornali con i propri soldi oppure utilizzi quella dozzina di giornali che riceviamo quotidianamente:  potremo avere il piacere di sfogliarli così da rintracciare gli articoli che riteniamo più opportuno leggere.

29 lug 2011

Negli ultimi giorni si è scritto e discusso sul tema delle autorizzazioni di impianti di produzione di energia da fonti alternative; lo si è fatto, se non in maniera strumentale, certamente in maniera non esaustiva e non coincidente con la realtà dei fatti.

E’ importante capire e spiegare ciò che si è posto in essere per superare le criticità che negli anni si sono accumulate in questo settore e per dare risposte alle imprese, garantendo celerità ma anche, sopratutto,  trasparenza ed efficienza al processo di autorizzazione.

Ho chiesto ulteriori delucidazioni all’assessore all’Energia e ai servizi di pubblica utilità, Giosuè Marino e al dirigente generale del Dipartimento regionale dell’Energia Gianluca Galati. Di seguito vi riporto quanto mi hanno appena trasmesso.

“Da gennaio ad oggi si è proceduto ad emettere decreti autorizzativi per un numero gia superiore al 50% di quanto è stato fatto nel corso di tutto il 2010 (negli ultimi sei mesi emessi circa 300 decreti!!!); tutti tali decreti si sono emessi dopo aver celebrato le relative conferenze uniche cosi come prevede la normativa vigente; il calendario delle stesse conferenze è stato pubblicato sul sito del dipartimento per rendere trasparente e pubblico il percorso seguito dagli uffici i quali si sono mossi nel pieno rispetto dell’ordine cronologico delle istanze procedibili. Celerità e trasparenza dell’azione amministrativa quindi i principi ispiratori dell’attività del dipartimento e sempre a supporto di ciò si sono firmati protocolli di legalità con le prefetture, con la guardia di finanza e con le altre amministrazioni regionali coinvolte a vario titolo nel procedimento in argomento.” (Giosuè Marino)

“Sostenere che il governo e la burocrazia sia stata inerte o peggio abbia volontariamente fatto da freno allo sviluppo delle energia alternative in Sicilia appare quindi non corretto.
Certo la Puglia avrà più incentivi della Sicilia ma in quella regione si è scelto di autorizzare anche grandi impianti di elevata potenza con semplice dichiarazione di inizio attività; in Sicilia si cerca invece in linea con la normativa nazionale di favorire i piccoli impianti e, tramite lo strumento della conferenza unificata, di valutare con più attenzione i progetti di megaimpianti attraverso i quali, tra l’altro, risulta più facile scadere nella mera attività speculativa a danno del nostro territorio e paesaggio.
In tale direzione è già pronto per la prossima giunta il regolamento attuativo del PEARS con il quale in coerenza con linee guida nazionali si prevedono procedimenti semplificati  quali la scia o il pas per piccoli impianti (fino ad 1 MW) asserviti ai fondi agricoli o sui tetti degli edifici.
Occorre agevolare un forte cambio culturale, bisogna approcciarsi al tema delle energie alternative pensando sì agli ecoincentivi ma non solo. Occorre anche un giusto e sincero approccio al business delle fonti rinnovabili pensando a tutti i risvolti economici, e non solo, che le stesse fonti possono e debbono generare in linea con un vero sviluppo sostenibile.” (Gianluca Galati)

E’ forse superfluo ricordare come nel settore energetico vi siano storicamente interessi forti della criminalità organizzata e possibili fenomeni corruttivi. E’ per questo che una maggiore ponderatezza dei progetti, una maggiore attenzione ai grandi progetti, una forte attività tesa a rendere trasparente e certo il procedimento amministrativo (come fatto fin’ora dal dipartimento) non possono che essere valido strumento di contrasto ai  fenomeni criminali.

29 giu 2011
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Leggo e valuto alcune considerazioni pubblicate sulla stampa. La semplificazione burocratica viene segnalata come una riforma mancata. E’ stata approvata solo qualche settimana fa. Però, e mi chiedo se questa sia informazione onesta, nel commentare la mancata attuazione della legge si parla della riduzione degli stipendi di presidente e assessori. Come se la semplificazione burocratica fosse questo e non invece, ad esempio, l’ottenimento di una risposta in tempi certi da parte dell’amministrazione.

La legge elettorale è una mancata riforma solo perché abbiamo deliberato in aula di farla valere dall’anno prossimo? Sulla formazione professionale stiamo precedendo lungo una strada molto impervia e abbiamo avuto il coraggio di scendere in campo. Il vero disastro è che non si pagano gli stipendi da molti mesi e questo va certamente fatto. Ripubblicizzazione dell’acqua: stiamo aspettando una legge nazionale che faccia seguito al referendum ma intanto noi non abbiamo privatizzato nulla. Le zone franche urbane aspettiamo di finanziarle con i Fas. Ato rifiuti: li abbiamo messi in liquidazione per fare i 9 previsti. Riordino delle società partecipate: la commissione bilancio l’ha completato la settimana scorsa.

Il credito d’imposta sappiamo che dobbiamo finanziarlo, ma lo possiamo fare o con i Fas o con i fondi strutturali. Dall’Europa ci aspettiamo un ok insieme al ministro Fitto mentre i Fas li stiamo ridefinendo. Il riordino enti agricoli e Iacp sono pezzi della finanziaria trasformati in disegni di legge e che l’assemblea esaminerà presto.

Se addirittura si scrive che la riforma sanitaria è una riforma mancata, anche se tutti gli obiettivi sono stati raggiunti, allora si può scrivere qualsiasi cosa. Non si può parlare di riforme mancate ma di articoli che vogliono sostenere che le riforme non ci sono. Tutte hanno bisogno di essere rifinite, rilanciate, aggiustate, attuate in parte grande o piccola, ma che il processo delle riforme sia partito e che questa Regione, tanto per dirne una, sia arrivata al livello di spesa corrente del 2001 riducendo le spese e gli sperperi, significa che abbiamo imboccato una strada diversa.

E questo dà fastidio non solo ai custodi del vecchio regime che si sono posti all’opposizione ma a tutto un corteo e a un coro di gente con ruoli diversi, anche nell’informazione, che gli stava attorno.

12 apr 2011
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Ho appreso da una agenzia e dai miei legai che acquistare i faldoni dell’inchiesta costerebbe 8 mila euro. Si tratta di una sorta di enciclopedia di circa 80 mila pagine, di cui forse poche decine mi riguardano, e vorrei capire come si fa in venti giorni a leggerle tutte.

Come sempre riprendono vigore le polemiche da parte di una certa politica che comincia una battaglia strumentale e aggressiva per dare addosso al governo regionale e a me. Come è giusto che sia, ormai non replico alle polemiche.

Vedremo queste carte e valuteremo se c’è una consistenza e una realtà al di là delle parole. Devo dire di averne viste alcune, quelle che sono state ampiamente distribuite alla stampa e che hanno parlato di mafia, di arresti ecc, fino a sentire però che non ci sono elementi per condurre l’accusa nei miei confronti: così abbiamo letto il 3 novembre da parte della Procura di Catania.

Al di là delle carte, che valuteremo, io intanto ho fatto una conferenza durata due ore e mezza nel corso della quale ho detto tutto quello che ho fatto né ho da nascondere nulla. Se avessi incontrato il demonio in persona direi “ho incontrato il demonio”, salvo poi magari verificare, ad esempio, che l’ho incontrato per caso o che è venuto in casa mia sotto le mentite spoglie di una persona per bene.

Nessun faldone, atto o carta potrà contenere il contrario: io alla cosa nostra catanese o internazionale non ho prestato aiuto o sostegno, né per un appalto o un incarico, o un’assunzione, o una raccomandazione o un favore. Questo emergerà tranquillamente e serenamente.

Mi fa piacere che si sia detto autorevolmente che il deposito degli atti non è il rinvio a giudizio e io sono più che convinto che esaminando gli atti emergerà l’inconsistenza per una accusa che, per carità, si è dovuta portare avanti da parte di una magistratura che fa il proprio lavoro e il proprio dovere. Non mi farò prendere dalla tentazione che possiede il presidente del consiglio di sparare a zero e fare comizi attorno alle aule dei tribunali. Io ci sono andato, ho chiesto di essere sentito e ho reso testimonianza, in altre occasioni, quando sono stato invitato e dare ogni contributo perché emerga e si confermi la verità delle cose.

Io contribuirò fino in fondo perché la verità si affermi e quello sarà un momento molto importante per me, per il mio impegno e per la mia onorabilità e affidabilità agli occhi dei siciliani e della mia famiglia.

01 mar 2011

Il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo ha incaricato i suoi legali di verificare la notizia di una eventuale iscrizione nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Palermo. Secondo quanto riportato questa mattina dalla stampa, al presidente della Regione verrebbe contestata l’ipotesi di abuso d’ufficio, a proposito della nomina di dirigenti esterni all’Amministrazione regionale. Se il fatto dovesse essere confermato, il presidente Lombardo chiedera’, domani stesso, di essere sentito dai Magistrati di Palermo, per chiarire ogni punto.

La presidenza della Regione siciliana precisa che le nomine sono state effettuate dopo avere attivato un attento e rigoroso confronto fra i titoli dei dirigenti esterni, poi nominati, e quelli dei dirigenti interni. Le nomine di dirigenti esterni rientrano, in ogni caso, nell’ambito della percentuale stabilita dalla legge regionale, in una materia la cui competenza e’ esclusiva della Regione.