25 nov 2011

“Stiamo lavorando senza sosta per ottenere quella firma che rappresenta una nuova stagione per l’indotto industriale di Termini Imerese”. Lo dice il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, alla vigilia dell’incontro previsto per domani, a Roma, con i tecnici della Presidenza della Regione che parteciperanno alla riunione con Invitalia, Ministero Sviluppo economico e sindacati. L’incontro serve a a sciogliere l’ultimo nodo legato alla mobilita’ incentivata.

“La chiusura dello stabilimento Fiat di Termini Imerese – continua Lombardo – e’ un fatto drammatico, dopo 41 anni di attivita’. Ma non ci scoraggiamo perche’ abbiamo avviato un lavoro duro, faticoso e costoso che dovrebbe vedere subentrare un imprenditore di medie dimensioni, sperando che possa insediarsi e ben produrre, garantendo agli operai di Termini quel futuro cui hanno diritto e per cui la Regione e’ al lavoro senza sosta”.

Il presidente Lombardo ricorda gli impegni finanziari avviati e gia’ operativi per il rilancio del polo industriale di Termini Imerese: 150 milioni di euro destinati a rafforzare le infrastrutture e altri 200 milioni che serviranno a supportare l’insediamento di nuove attivita’ produttive. Altri 45 milioni serviranno come incentivo alla rioccupazione dei lavoratori e 10 milioni sono disponibili per l’aggiornamento professionale e la riqualificazione del personale. La Regione ha gia’ attivato tutte le strumentazioni finanziari utili ad attrarre nell’area iniziative imprenditoriale, immaginando anche una diversificazione produttiva e dimensionale.

“Siamo sempre stati al fianco dei lavoratori di Termini Imerese in ogni momento di questa lunghissima crisi – continua Lombardo – sostenendoli nelle loro legittime forme di protesta e aiutandoli anche quando, per due volte, hanno voluto essere presenti a Roma per manifestare. Comprendendo le ragioni dei lavoratori e la drammatica crisi di quel territorio, inoltre, pochi giorni fa la giunta di governo ha stanziato un bonus straordinario di 1.5 milioni di euro per sostenere le famiglie degli operai. E’ chiaro come il sole che il ruolo della Regione e’ stato fondamentale per accendere i riflettori sulla crisi di quell’area industriale che ha coinvolto non soltanto Fiat ma anche altre imprese. Con questa prassi, infatti, la Regione e’ riuscita a inserire nel bacino dei lavoratori oggetto del tavolo ministeriale di crisi, anche gli operai delle aziende dell’indotto. Abbiamo partecipato, infine, sempre al fianco dei lavoratori, a centinaia di riunione con la speranza di creare un nuo vo futuro per quell’area industriale”.

22 giu 2011

Nessun rinvio delle decisioni sul futuro di Termini Imerese, per il dopo Fiat. Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ha incontrato oggi a Roma il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani. Nel corso dell’incontro si e’ discusso del contratto di sviluppo e dei Piani industriali delle aziende interessate ad investire sul sito e giunte a Invitalia. Si e’ anche discusso della proposta della Dr auto, il gruppo molisano guidato da Massimo Di Risio che ha inviato una manifestazione di interesse al Ministero dello Sviluppo Economico tramite Invitalia per lo stabilimento della Fiat dopo la composizione della Short list. Il Ministro Romani ha assicurato al presidente Lombardo che il necessario approfondimento verra’ effettuato tempestivamente e che la tabella di marcia gia’ stabilita verra’ rispettata. Il Ministero ha gia’ fissato per 8 luglio il termine per la presentazione da parte delle azi ende del piano industriale nel dettaglio previsto dal contratto di sviluppo.

A margine dell’incontro si e’ trattato anche il tema del centro ricerche della Pfizer di Catania al fine di preservare una preziosa esperienza scientifica- imprenditoriale del nostro territorio.

12 apr 2011

“Entro la fine della prossima settimana il dipartimento regionale delle Infrastrutture, consegnera’ i progetti di ristrutturazione dei bacini di carenaggio – da 19 e 52 mila tonnellate – dei cantieri navali di Palermo e di Trapani. Da quel momento in poi l’ assessorato lavorera’ a ritmi serrati per emettere il bando europeo da 65 milioni entro la fine del mese di maggio, e comunque non oltre i primi giorni di giugno. Ritengo che se i tempi saranno rispettati, entro la fine di settembre potranno cominciare i lavori di ristrutturazione dei bacini sia di Palermo sia di Trapani”.

Lo ha dichiarato questa mattina l’assessore regionale alle Attivita Produttive, Marco Venturi, intervenendo al convegno sulla cantieristica navale organizzato da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm-Uil nella sala “Stella Maris” del Porto di Palermo.

Presenti, tra gli altri, il capogruppo del Pd all’Ars Antonello Cracolici, il presidente della commissione Attivita’ Produttive, Salvino Caputo, il deputato nazionale del Pd, Sergio D’Antoni, i responsabili di Fincantieri Palermo, i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil e di Fiom, Uilm e Fim e le Rsu dello stabilimento.

“La Regione ha piu’ volte dimostrato con i fatti – ha sottolineato Venturi – di credere nel progetto di rilancio dei Cantieri Navali di Palermo, uno dei siti storici della cantieristica navale italiana e impianto strategico per la sua posizione al Centro del Mediterraneo. Abbiamo firmato un protocollo con Fincantieri, Comune e Autorita’ Portuale con cui – ha proseguito – abbiamo ribadito la nostra volonta’ di investire sui Cantieri Navali palermitani e abbiamo messo sul piatto risorse economiche pari a 65 milioni per la ristrutturazione di 2 bacini, da 19 e 52 mila tonnellate, a Palermo e a Trapani. E’ giusto che anche l’azienda Fincantieri, metta in atto tutte le iniziative – ha concluso – per utilizzare al meglio il sito palermitano e i suoi lavoratori, altamente specializzati, e la cui qualita’ produttiva e’ gia’ riconosciuta e apprezzata”.

22 dic 2010
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Ieri una giornata molto proficua. Su Termini Imerese il ministro parla di ipotesi di scuola che può essere esportata: il sostegno della Regione e quello del governo, insieme agli imprenditori che ci credono, consentono, se tutto va bene, e noi siamo lì a vigilare e per partecipare alla costruzione di questa ipotesi, di determinare 3.300 posti di lavoro anziché 1.800. Non solo auto quindi, ma un polo di lavoro e sviluppo molto importante.
Sulla vicenda Cesame si dovrebbe riprendere la produzione dei sanitari. Abbiamo altre vertenze aperte. Non possiamo pensare né al sussidio eterno né al fallimento dell’industria. Bisogna aiutare l’industria a riprendere a camminare sulle proprie gambe.

27 lug 2010

Siamo certi che oggi il governo e tutti i suoi esponenti faranno i salti mortali per impedire che a Mirafiori tocchi una sorte simile a quella di Termini Imerese. Se la stessa determinazione si fosse registrata allora per lo stabilimento di Termini forse la storia avrebbe avuto un percorso diverso. La Fiat sta disvelando finalmente il proprio piano complessivo che la porterà a delocalizzare, piano piano se non immediatamente, la gran parte delle produzioni italiane.

Ne prendiamo atto e diamo per scontato che Fiat vada via, a fine anno prossimo, da Termini Imerese. Vuole il governo, una volta per tutte, fare la sua piccolissima parte perché il patrimonio di esperienza e di competenza che centinaia di lavoratori hanno acquisito nell’indotto e nella fabbrica non vada disperso?

Abbiamo selezionato alcune proposte in accordo con il governo nazionale, con il ministero dello sviluppo economico e con Invitalia. Una di queste, in particolare, soddisfa tutti dal governo all’ente locale ai lavoratori e alla Regione che si è impegnata ad investire risorse che sono oggi disponibili e pronte ad essere impiegate.

Vogliamo, una volta per tutte, sbloccare questa pratica e far sì che da prima che vada via la Fiat questo imprenditore possa cominciare a lavorare, visto che garantisce gli stessi posti di lavoro, realizza vetture con margini di profitto e senza lamentare, come faceva Fiat, di perdere mille euro a vettura?

Non ci vorrebbe molto. Ci sono le risorse stanziate dal governo regionale e lo stabilimento si è impegnata la Fiat a lasciarlo.

Vogliamo cominciare da subito sottoscrivendo un protocollo prima che questo imprenditore, preso dalle nostre lungaggini, faccia saltare il banco? Sarebbe drammaticamente grave che noi perdessimo questa opportunità per colpa di ritardi burocratici o di disinteresse politico e amministrativo.

Il governo regionale, in accordo con l’ente locale e con i lavoratori e dopo averne parlato più volte in sede nazionale, sollecita che questa pratica si chiuda a giorni, ben prima delle vacanze.

22 feb 2010
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Non solo Fiat a Termini Imerese. Raffaele Lombardo, infatti, si augura che la casa automobilista torinese rimanga in Sicilia ma se vogliono farsi avanti anche i giapponesi, gli indiani, i francesi, gli spagnoli e i tedeschi, ben vengano. “Così, anziché chiudere, allarghiamo il settore auto”.

Non è mancata la stoccata a Sergio Marchionne, l’amministratore delegato della Fiat, che sa essere “provocatorio nelle sue dichiarazioni e fastidioso nei suoi atteggiamenti“. Lombardo, visti i precedenti, preferirebbe non incontrarlo.

Comunque, il governatore ha annunciato che il 5 marzo ci sarà un tavolo tecnico, “ma stavolta io ci andrò il 4 o il 6. Incontrarci senza aver detto cosa siamo disposti a mettere in campo mi sembra inutile. La Regione propone 350 milioni euro. E la Fiat?

09 feb 2010

“Investire in Sicilia e’ conveniente. Dobbiamo avere il coraggio di creare le condizioni perche’ le grandi industrie possano organizzarsi in modo organico e strutturale per realizzare investimenti duraturi nel tempo, che permettano loro di crescere e far allo stesso tempo sviluppare l’indotto. Un primo passo, importante, e’ la legge sul credito di imposta varata nei mesi scorsi”.

Lo ha detto l’assessore alle Attivita’ produttive, Marco Venturi, commentando la delibera della giunta di governo che ha ratificato il documento con cui si mettono a disposizione circa 350 milioni di euro per la realizzazione e il miglioramento delle infrastrutture nell’area di Termini Imerese.

“Cosi’ come annunciato a Roma – prosegue Venturi – la giunta ha anche deciso di vincolare l’area in cui c’e’ lo stabilimento Fiat all’attivita’ industriale e, in particolare, alla produzione automobilistica. Diciamo no a qualunque altra ipotesi e,in particolare, all’insediamento della grande distribuzione commerciale. Noi abbiamo rispettato immediatamente l’impegno preso al tavolo tecnico di venerdi’ scorso, a Roma. La Regione sta facendo il possibile, ci auguriamo che il Governo nazionale faccia ancora di piu’. Fiat ha deciso di mollare lo stabilimento siciliano mentre, essendo diventata oramai una grande multinazionale, ogni giorno leggiamo annunci di investimenti in ogni parte del mondo, dal Messico, alla Serbia, passando per la Polonia ed anche la Russia”.

05 gen 2010

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Ieri mattina ad Agrate è stato firmato il protocollo che prevede la nascita a Catania della più grande fabbrica di pannelli fotovoltaici in Italia (e una delle più grandi d’Europa), siglato dall’italiana Enel Green Power, dalla giapponese Sharp e dalla svizzera StMicroelectronics.

La produzione della fabbrica catanese, che partirà dall’inizio del 2011, sarà destinata a soddisfare i mercati del solare della cosiddetta regione “Emea”: Europa, Medio Oriente ed Africa.

Il governatore Raffaele Lombardo ha espresso “viva soddisfazione per l’accordo“, aggiungendo che:

“Il governo ha seguito fin dal suo nascere questo importante progetto, assicurando tutto il supporto necessario alla realizzazione dell’iniziativa.

La Sicilia, regione baricentrica nel Mediterraneo è il luogo ideale per la realizzazione di questo tipo di impianti energetici, potendo usufruire di condizioni climatiche e ambientali particolarmente favorevoli e di tecnici specializzati nella lavorazione del silicio”.