15 dic 2010

Su Porto Empedocle terremo conto dell’ordinanza del TAR del Lazio ma crediamo in quel rigassificatore anche perché lo riteniamo utile e legittimo.

Per quanto riguarda Priolo non abbiamo mai detto di no a quell’impianto ma abbiamo soltanto posto delle condizioni relativamente alla sicurezza ed alla vita delle persone oltre che per il rispetto del paesaggio che pure è già gravemente provato da precedenti insediamenti industriali.

Nello specifico le condizioni del Governo sono:

1) mettere in sicurezza un impianto che molto spesso è stato sede di incidenti;
2) incassare sotto terra, per circa tre quarti, la parte a rischio dell’impianto stesso;
3) mettere a punto adeguate compensazioni a favore del territorio, a fronte dei rischi ambientali.

Il temporeggiare in attesa che tutto accada come prima è una tattica perdente con questo Governo. È finita l’era in cui grandi gruppi imprenditoriali facevano i loro comodi in Sicilia senza tenere conto del rispetto delle regole e delle legittime esigenze del territorio.

26 nov 2010
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Ho incontrato un paio di volte Zamparini. E’ un imprenditore frizzante e con un vigore invidiabile. Lo incontrerò con piacere e anzi lo invito fin da ora perché ci si possa confrontare e sentire le idee di un uomo che investe il suo denaro e sa come lo si fa fruttare.

28 lug 2010
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Partecipiamo, con trasparenza, ad una cordata, la Mediterranea Holding di cui possediamo il 37%. Non abbiamo la maggioranza e parlare di regionalizzazione è da cretini o disinformati, sempre che non ci sia malafede.” Queste le considerazioni di Raffaele Lombardo a proposito della privatizzazione della Tirrenia.

Abbiamo preteso, nello statuto, che la flotta Tirrenia lasci Napoli e venga a Palermo. Mi auguro che i siciliani apprezzino l’importanza di questa scelta. La sede legale e tributaria sarà Palermo ed è qui che pagheranno le tasse.”

Torna in Sicilia la flotta che fu dei Florio dopo circa un secolo e mezzo. I Florio, imprenditori più potenti degli Agnelli, avevano una flotta, la Tirrenia, che ci fu soffiata dopo l’Unità d’Italia, quando ci unificarono con la violenza e contro la nostra volontà distruggendo la grande imprenditoria meridionale.”

“Noi, come Regione, incideremo sulla strategia. Abbiamo preteso che la Sicilia e Palermo siano il sito da cui le cosiddette autostrade del mare si dipartano. Non solo il collegamento con Pantelleria o Favignama ma anche con Tunisi, Tripoli, Il Cairo, Casablanca, Barcellona, Marsiglia, Genova e Venezia. Rotte più convenienti in una logica di mercato che dovrà guidare questo processo.

La Regione non avrà funzione manageriale così come non pensiamo ad un nostro esponente che faccia l’armatore. La Regione, in questa operazione, non guadagna e non perde perché il rischio d’impresa è tutto sui privati, a tutela del patrimonio della Sicilia. Ciò fa parte delle condizioni statutarie.”

“Ultima considerazione importante: siamo pronti a cedere le nostre quote. Quindi nessun insulto agli imprenditori con cui ho discusso e che ho invitato a far parte di questa cordata. Chi lamenta una loro assenza, li porti qui e noi cederemo le nostre quote al costo del capitale e non un euro in più. Imprenditori che però devono assumersi il rischio d’impresa senza l’aiuto della Regione: l’imprenditore, industriale o confindustriale tiri fuori i capitali ed entri nell’azionariato della società.

21 dic 2009
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Da Tgweb – 18/12/09 “Grazie al fondo di garanzia di 39 milioni di euro, le imprese potranno godere di una nuova linea di credito e ottenere i finanziamenti necessari”