04 feb 2011
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Ieri abbiamo firmato un accordo, esaminato anche in giunta, con l’Eni.

La trattativa è stata durissima perché in passato i protocolli sono stati fatti da terzi, valevano per tutti e la Regione firmava. Stavolta il protocollo lo abbiamo rifatto di sana pianta noi nell’interesse esclusivo della Regione. C’erano delle compensazione ambientali da fare e da rimettere a posto dei saggi che erano stati fatti per cercare petrolio. Noi abbiamo tutto l’interesse che i pozzi ripartano.

L’Eni si è impegnata a discutere del progetto della Catania-Gela, farà il porto di Gela che varrà anche per un’attività commerciale che mi auguro riprenda in modo che quella zona non viva solo di petrolio, chiude e mette in sicurezza il grande deposito del pet-coke che era all’aria aperta e determinava emissioni sicuramente venefiche. L’ambiente, la sicurezza e la salute sono al centro di questo protocollo.

E poi 800 milioni di investimento, tasse pagate in Sicilia per 20 anni per un miliardo di euro, sono il frutto di questa trattativa che ha visto confrontarsi una Regione, in questo caso da me rappresentata, che non ha mollato su niente. Fin quando durerà il mio mandato farò così con tutti.

Nessuna polemica con i grandi gruppi. Ma bisogna anche rispettare gli ospiti, non si può venire qua a fare quel che si vuole e portarsi via gli utili. Non so se Ikea, ad esempio, ha fatto una sede legale e fiscale in Sicilia in modo da pagare le tasse qui da noi. Il principio deve valere per tutti: quando c’è da dare autorizzazioni bisogna pretendere che questa norma statutaria venga rispettata.

Se si inverte la tendenza anche in questo e se si determina la svolta secondo la quale gli amministratori pubblici devono fare gli interessi del loro ente fino in fondo, fino a dire mille volte no fino a quando non si arriva al sì, abbiamo raggiunto un risultato. Perché una via di mezzo, nell’interesse dei siciliani, si trova.

25 gen 2011
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Ho chiesto all’Ikea e noi parteciperemo al tavolo che il prefetto organizza a Catania venerdì con i vertici della burocrazia e, mi auguro, anche con il governo a proposito della questione dei lavoratori ex-Cesame. C’è il massimo dell’attenzione da parte nostra.
Sono uomini che hanno perso la pazienza, la fiducia e la speranza ma è gente che ha lavorato e che sa lavorare nelle manutenzioni, nelle riparazioni, nei trasporti, tutti servizi che, attorno alla grande distribuzione come l’Ikea, si devono fare. Questi uomini possono assicurarli. Certo, non si tratta di ragazzini che si possono anche accontentare di 400 euro. E non ne pretendono nemmeno 10mila ma uno stipendio decente che basti ad un lavoratore disponibile a fare le 7 ore al giorno.
E’ questo l’impegno che noi vorremmo l’Ikea si assumesse. Comunque lavoreremo perché questa gente, che deve rientrare nella copertura della casa integrazione, trovi lavoro entro sei mesi al massimo.

31 gen 2010

lombardo_bio

Raffaele Lombardo ha rilasciato una intervista al quotidiano La Sicilia, pubblicata sull’edizione di oggi. Toccati vari temi d’attualità politica. Eccone alcuni:

Ikea a Termini Imerese: “Ho l’impressione che la Fiat non solo se ne voglia andare, ma che intende cedere lo stabilimento all’Ikea. È solo un sospetto“, aggiungendo che “l’Ikea può venire perché ormai di falegnami non se ne trovano più e non fa una grande concorrenza, al contrario basta con la grande distribuzione alimentare, che non è che nuoce solo al piccolo commercio, ma anche alla produzione”.

Ente Porto di Messina: “Ho fatto bene a non scioglierlo. È vero che ha un solo dipendente, è vero che aveva 15 consiglieri e ora ne ha uno solo, ma ha un patrimonio non indifferente, un terreno importante. L’Autorità portuale intendeva acquisire i beni dell’ente porto. Ecco perché io non l’ho sciolto, per evitarne la spoliazione. Appartiene alla Regione”. Cosa farne? “Lì si può esercitare la funzione di porto franco con una convenzione Stato – Regione”.

(continua…)