11 ott 2011

Accolgo con favore l’ipotesi di un governo politico avanzata in queste ore da Fli, Udc ed Api. Il governo politico però non ha solo bisogno dei numeri, ma soprattutto di una maggioranza che abbia una vera volontà riformista e di conseguenza, visti gli atteggiamenti concreti, del profilo essenziale ed insostituibile del Pd.

Lasciano però perplessi alcuni atteggiamenti di esponenti del terzo polo, che dovranno essere oggetto di attenta verifica; in particolare dovremo verificare attentamente la visione riformista di quegli esponenti terzopolisti che sulla mozione di sfiducia a Russo si sono espressi con comportamenti e dichiarazioni indegne rispetto ad una riforma della sanità che ha abolito gli sprechi ed i privilegi, e che è impegnata a riportare sul binario dell’efficacia e dell’efficienza, a lungo smarrite, la politica sanitaria regionale.

07 set 2010
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Il governo dei tecnici non mi appassiona in maniera particolare. Anch’io mi sento più a mio agio circondato da cosiddetti politici come me, eletti dalla gente e titolari di una rappresentanza chiara.

Bisogna vedere però come accrescere i numeri di questa maggioranza che dovrà essere determinata per portare avanti ancora una serie di riforme fondamentali per la vita della Sicilia.

Occorre cambiare il sistema in cui funziona la Regione, decentrare i poteri ai comuni, farli organizzare in liberi consorzi, reimpostare la politica agricola sui controlli ed impostare una politica del turismo del tutto diversa.

L’altro giorno ad esempio abbiamo emanato la direttiva contro la grande distribuzione organizzata che sta massacrando la Sicilia: i produttori che vendono a due lire ed i consumatori che comprano a prezzo salato. Nel mezzo chi ci sta? Quella distribuzione organizzata cui si sono aperte le porte, con qualche complicità che prima o poi verrà alla luce, per distruggere produttori, consumatori ed il piccolo commercio. Perché poi per ogni mega centro di grande distribuzione chiudono decine e centinaia di piccoli esercizi commerciali.

Si è polemizzato dalle parti di Messina ad esempio, per questo o per quell’altro soprintendente. I soprintendenti non sono stati lottizzati. Sono tutti miei fedelissimi uomini? Ormai non si lottizza il soprintendente così come un direttore di un museo per poi andargli a chiedere di fare questo o quell’altro. Tutti dovranno fare il loro dovere aiutando la Sicilia, aiutando i cittadini senza figli e figliastri. Senza amici cui dire di si e non amici a cui dire di no se non passano nella segreteria di tizio o di caio. Deve valere così per la sanità come per la cultura, per l’agricoltura e come per tutto. E’ la Sicilia che cambia e per fare queste cose io credo che ci voglia una grande determinazione e una grande compattezza.