L’intervento di Raffaele Lombardo all’Ars – 31 luglio 2012
C’è un attacco spietato all’autonomia, un attacco spietato che parte soprattutto dall’UDC che non vede l’ora di rimettere le mani sulla Sicilia che ha governato per molti anni, dal 2001 al 2008.
Oggi l’UDC vorrebbe riconquistarsi una verginità. Ma non mi dicano i rappresentanti di quel partito, sia nazionale che regionale, che non sapevano cosa succedeva in Sicilia: di quanta gente si assumeva nella formazione o cosa voleva dire il piano dei termovalorizzatori, perchè sappiamo che lo sapevano e chiaramente lo diremo ai quattro venti durante la campagna elettorale che quando sarà il momento di farla sarà molto, molto interessante. Così come sapevano le tante altre cose che abbiamo avuto modo di appurare e che chiaramente dovremo spiegare per filo e per segno ai siciliani.
La morte dell’autonomia la vuole anche Confindustria eppure mi pare che, non vorrei sbagliarmi, abbia qualche rappresentante all’interno del governo regionale. E non parliamo di qualche sindacato, come la Cisl, che appena la Confindustria dice “pio” non fa altro che amplificare le parole della stessa, vista la stretta parentela che la lega all’associazione degli industriali.
Allora cosa dire: questo governo e questo Stato il cui intervento viene invocato da più parti – intervento del tutto illegittimo oltre che costituzionalmente improprio – mi pare che in questi giorni abbia problemi ben piu gravi di quelli della Sicilia. Ma il governo nazionale fa le manovre, lo spendig review, e cala la mannaia dei tagli sulla povera gente e sulle regioni più deboli che pagano sempre per prime.
Lo spread ha superato i 500 punti, il debito pubblico ha raggiunto in questi giorni il record di circa 2000 miliardi di euro. Se il governo centrale ci desse le risorse che ci spettano, diverse centinaia di milioni di euro, non avremmo problemi di liquidità neppure oggi: le anticipazione di fondi fas, la premialità della sanità che non ci viene trasferita.
Un governo, quello nostro invece, che ha fatto la riforma della formazione e quella della sanità, ha bloccato il grande affare dei termovalorizzatori portando a casa un piano dei rifiuti che porterà la differenziata a livelli europei bloccando peraltro l’affare o il malaffare delle discariche.
Ma di cosa stiamo parlando se ancora non si riesce, per responsbailità del governo centrale, ad attivare l’aeroporto di Comiso sul quale la regione ha investito svariate decine di milioni e che chi ci governa fuori dalla Sicilia ha lasciato e ancora lascia marcire sotto il sole?
La sola verità è che abbiamo avviato una rivoluzione che non sta bene agli apparati, al potere centrale, ai padroni di oggi ed ai nostalgici di ieri. Ma noi andremo avanti per difendere gli interessi dei siciliani finché Dio vorrà.
Mi auguro che la manifestazione di questa mattina sia finalizzata al confronto e al rilancio del rapporto con imprenditori e sindacati perché su quel piano vogliamo mantenere la nostra interlocuzione. Dalla manifestazione verranno delle proposte come anche dei rilievi critici. Noi siamo pronti a rispendere a tutti i rilievi e ad accogliere tutte le proposte. Lo possiamo fare in occasione dell’incontro che potrà avvenire oggi pomeriggio come la settimana prossima, pronti a render conto di ognuna delle nostre azioni e ognuna delle nostre scelte.
Mi pare intanto opportuno ricordare solo alcuni dei risultati raggiunti dal governo regionale a proposito di sviluppo e lavoro anche in un momento di grave e profonda crisi economica che il Paese e la Sicilia stanno attraversando.
Non ricordo neppure quante decine di incontri abbiamo fatto in una lunghissima trattativa per mantenere la produzione di auto a Termini Imerese con investimenti di decine e decine di milioni di euro. La Regione è stata in prima fila accanto ai lavoratori perché la Sicilia non perdesse questa opportunità.
Abbiamo fatto un piano energetico ispirato alla logica del fotovoltaico “democratico”, quello per le famiglie e per la piccola impresa agricola e artigianale, e oggi lo stiamo sostenendo con un disegno di legge che destina un miliardo di patrimonio immobiliare per la costituzione di un fondo di garanzia a sostegno delle imprese e delle famiglie che così potranno avere quasi il 100% del credito per avviare gli impianti di energia alternativa.
Abbiamo inaugurato a Catania un nuovo stabilimento di Selex e abbiamo avviato con Finmeccanica un rapporto di collaborazione che ci consente di acquisire apparecchiature e sistemi che Finmeccanica produce. E ancora, abbiamo aiutato i lavoratori della Cesame a mettere su una cooperativa di produzione. E poi la Pfizer che stava perdendo il suo centro di ricerca e che, dopo laboriosi incontri, confronti e trattative, la Regione ha aiutato e sostenuto perché il know-how posseduto da quegli imprenditori e ricercatori non si perda.
E ancora, il credito d’imposta per l’occupazione e per gli investimenti. I 120 milioni che avevamo destinato si sono volatilizzati e abbiamo dovuto avviare una lunga trattativa con l’Unione europea per farci autorizzare ad impiegare queste risorse e questi fondi. Per la prima volta della storia abbiamo destinato una parte delle nostre risorse perché si acceleri la tratta ferroviaria Catania-Palermo e già siamo pronti per realizzare il primo tratto di questo percorso.
Tutti risultati che vengono incontro alle richieste e alle istanze che lavoratori e imprenditori ci fanno. Ho letto un documento delle associazioni di categoria degli artigiani a favore di un governo che li ha sostenuti anche attraverso il credito Crias che ha funzionato. Per il resto, stiamo adottando misure quali ad esempio quelle sulla Serit per rendere meno pressante sui nostri imprenditori il peso della riscossione dei crediti e delle imposte. All’Ars si è istituito un intergruppo per il lavoro e lo sviluppo. E ciò indica una precisa volontà anche dell’Assemblea di sintonizzarsi lungo questa lunghezza d’onda.
Ecco perché credo e spero che la manifestazione di stamattina non possa che andare nella direzione di un proseguimento di dialogo e confronto con le forze imprenditoriali e produttive nell’esclusivo interesse della Sicilia.
Di questa mozione di sfiducia si parla da tanto tempo. Finalmente Pdl, Pid e Grande Sud hanno partorito questa mozione. Se raggiungono i numeri se ne prenderà atto e si andrà a votare. Parleranno direttamente ai siciliani.
Che abbiano presentato la mozione dopo anche l’aggressività dell’altra sera in assemblea dimostra che si tratta di gente che non ha argomenti perché dopo aver letto un mezzo articolo di stampa scaraventa sul governo tutto il rancore, l’odio, il fiele di cui è capace con un disprezzo e una cattiveria degna di peggiore causa.
Perché? Perché a queste persone abbiamo tolto di mano il giocattolo. Un giocattolo fatto di sperpero di denaro pubblico, dello sfascio della regione siciliana e della Sicilia, di assunzioni degli amici degli amici a scapito di chi è costretto ad andare a cercare lavoro fuori.
Ma si può sfiduciare la riforma della sanità che tra mille difficoltà ha contratto i costi? Volete che non diano la sfiducia al governo i promotori e chi ha concepito il sistema dei termovalorizzatori, infiltrato di malaffare, rapina e mafia, come dice la commissione Pecorella, esponente del Pdl? E’ naturale che reagiscano, c’era tutto un giro di porcherie attorno a queste cose. E’ finito questo tempo, si mettano il cuore in pace.
Parlano di formazione professionale, ma abbiamo portato sul fondo sociale europeo una formazione che ci è costata 4 o 5 miliardi di euro in dieci anni e che sulla pelle della povera gente o di gente meritevole ha reclutato personale arrivando a 8 o 9 mila persone. Noi abbiamo fatto una legge per bloccare le assunzioni e qualche ex assessore, rimosso provvidenzialmente dalla sua carica, avrebbe continuato quello squallido andazzo.
E si lamentano di Sicilia e-servizi che io ho inteso liquidare una volta per tutte. Una società dove c’erano dirigenti che percepivano oltre 400 mila euro l’anno.
Certo che devono votare la sfiducia. Che facciano pure. Ma che non aggiungano anche partiti che non hanno firmato, come l’Udc, con cui mi auguro di riprendere il filo di una collaborazione anche a partire dalla candidatura di Massimo Costa a sindaco di Palermo, valorizzando, come è giusto che sia, le loro proposte.
Leggo che si annuncia la ripresa delle proteste da parte del cosiddetto movimento dei forconi, pare perché non siano stati convocati ai tavoli tecnici. Ma noi cosa stiamo facendo? Forse è il caso di renderne conto a scanso di equivoci e in modo che nessuno abbia l’alibi per inscenare proteste che magari gli danno la ribalta della stampa o della tv ma che hanno lasciato macerie in Sicilia.
Ho ricevuto molte persone a partire da Tamburello un imprenditore che sta sul mercato e che ha dovuto licenziare personale e con il quale abbiamo parlato di cantine, consorzi e di un vino di base che dobbiamo fare e per il quale siamo in fase avanzatissima di progettazione e di realizzazione.
Stiamo organizzando una collaborazione tra le forze – la nostra forestale, l’istituto zooprofilattico, la guardia di finanza e i nas – per il controllo, a cominciare dalla Sicilia, contro il taroccamento, uno dei punti della piattaforma di chi protestava e di tutto il mondo agricolo. Mi aspetto che anche a Roma si faccia così. La vicenda di Vittoria con i prezzi eccessivi dei prodotti di cui abbiamo letto in questi giorni non è ovviamente estranea a questo tipo di ragionamento. Quindi il controllo anche da parte degli istituti sanitari per verificare che il prodotto sia sicuro. Cominciamo dalla Sicilia e lo faremo con grandissimo rigore e lo faremo giorno per giorno in modo che si capisca che non si può colpire né il produttore né il consumatore.
Ancora, ho incontrato fino a poco fa il presidente della Serit, la dottoressa Cannata. Stiamo lavorando per alleggerire la pressione della Serit sul mondo agricolo e sull’artigianato.
Il fotovoltaico, stiamo lavorando per istituire un fondo di garanzia che aiuti gli agricoltori, gli artigiani, le famiglie che vogliono farsi il loro impianto. Per cui ci sarebbe un limite di prestito per le banche e poi bisognerebbe intervenire per il resto. Se riuscissimo ad assicurare una media di 100 kilowatt ad ogni famiglia daremmo una mano all’economia siciliana come non mai. Questo fondo da 1 miliardo andrebbe istituito anche utilizzando il nostro patrimonio immobiliare e daremmo una mano grandissima al mondo agricolo e a tutti i siciliani.
Stiamo poi pensando ad una banca. Oggi ne ha parlato l’assessore Armao in aula. Non è una cosa facile, so come la Banca d’Italia sia durissima in tal senso, e so come ci sono stati rapinati il Banco di Sicilia e Cassa di Risparmio, con tutto il rispetto per le regole del gioco che vanno rispettate. Ma so anche che sarebbe importante avere istituti di credito veramente siciliane che, nel pieno rispetto delle regole, puntino sull’impresa, la sostangano e l’aiutino piuttosto che rendergli il credito quantomeno difficile.
Stiamo lavorando poi ad una serie di note con le quali intervenire su sprechi e privilegi a cominciare da quelli della macchina amministrativa regionale.
Ancora, sui fondi strutturali. Abbiamo un ritardo, non c’è dubbio. Ieri ci siamo incontrati con il ministro Barca al quale abbiamo chiesto, così come fatto in Campania, che ci sia una collaborazione stretta con il ministero in modo che si veda giorno per giorno cosa facciamo, dove sbagliamo, cosa si deve correggere. Il 7 incontrerò dei tecnici del ministero e la settimana successiva faremo un incontro qui da noi e poi verrà anche il ministro Barca a visitare alcuni luoghi e alcune imprese importanti del nostro sistema economico.
Vado ogni settimana a Roma per vedere il ministro dei trasporti per parlare di ecobonus da incrementare, abbiamo insediato il tavolo per il federalismo fiscale e per le accise. Tutti argomenti e temi che andavano a dieci a l’ora e noi dobbiamo farli andare a 120 se non a 150 all’ora.
Mi auguro che i cittadini siano, non dico tranquillizzati, ma almeno consapevoli che non ci si deve fermare e io e il mio governo non ci fermeremo.