12 ago 2010

Leggo notizie di agenzie che mi attribuiscono, a proposito di una intervista da me rilasciata ad una televisione locale, valutazioni in merito al fatto che Gianfranco Miccichè dovrebbe rompere con Silvio Berlusconi.

Mi sono limitato a ribadire che, a proposito del dibattito sulla formazione del nuovo governo, saranno alleate quelle forze politiche che accetteranno un programma di riforme serie per la Sicilia, che sottoscriveranno un patto di legislatura per portare il governo alla sua scadenza naturale e che si impegneranno a stare insieme anche per il dopo.

Queste sono le uniche condizioni che pongo per il bene della Sicilia a prescindere dai rapporti e dalle amicizie che chiunque può naturalmente coltivare.

12 ago 2010
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Credo che la Sicilia avrà un ruolo fondamentale nell’evolversi della situazione. Lo ha avuto a proposito delle vicende del Pdl e lo avrà con il governo che noi riorganizzaremo dopo la pausa estiva. Voglio capire se il governo nazionale intende fare la propria parte e il proprio dovere istituzionale o vuole, come abbiamo registrato nei giorni scorsi, continuare ad attaccare e ad aggredire il popolo siciliano e meridionale.

Lo scempio della Tirrenia, vicenda sulla quale, lo ribadisco, noi ricorreremo, a cominciare dalla Corte Costituzionale, perché il decreto del governo non ha visto la presenza del presidente della Regione. Questo vuol dire mettersi sotto i piedi lo Statuto che prescrive che il presidente della Regione sia presente quando si riunisce il Consiglio dei ministri per trattare questioni che riguardano la Sicilia. Si vede che non c’era nessun siciliano interessato alla questione Tirrenia.

Un misfatto quello delle autostrade. C’è un disegno per far accaparrare le autostrade siciliane a qualcuno per far poi pagare ai siciliani il pedaggio per trenta o cinquanta anni. Un misfatto che non possiamo consentire e che denunceremo alla magistratura che, sono certo, farà giustizia.

03 ago 2010
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Chi ha ostacolato il processo di riforma e di risanamento? Volete i nomi e i cognomi? Il Presidente del gruppo Pdl all’Ars Innocenzo Leontini, i deputati Fabio Mancuso e Giuseppe Limoli e il loro ispiratore, senatore Firrarello. Tutti fanno capo all’area di Schifani e Alfano. Ecco la verità.” Questo è quanto ha dichiarato Raffaele Lombardo a proposito dei rapporti tra il governo regionale siciliano e l’area cosiddetta lealista del Pdl.

“In Sicilia abbiamo messo in discussione un modello di organizzazione sanitaria che faceva acqua da tutte le parti e che è stata oggetto di sanzioni da parte dello stato che ha stipulato con noi un patto di rientro fatto di scadenze precise.”

“Tremonti dice che la Puglia di Vendola, per la sanità, andrebbe commissariata, la Calabria ha perso un miliardo di euro sottratti allo sviluppo a causa della mala gestione della sanità. – sottolinea Lombardo – Noi siamo a posto grazie a Massimo Russo, al suo rigore e ai mille no che ha detto a me e al mondo intero. Noi abbiamo rispettato il piano di rientro e veniamo citati come una regione modello.

“Io sono stato attaccato, aggredito e insultato per aver portato a casa una cosa importantissima: sono riuscito a contribuire, come presidente della Regione, a rimettere sul giusto binario un treno che stava deragliando. Noi siamo a posto con la nostra coscienza” ha ricordato Lombardo.

A proposito poi del ruolo della stampa e dell’informazione il Governatore ha detto: “Mi auguro che i siciliani capiscano che di questo sistema che si oppone alle riforme vere fa parte anche tutto un pezzo di comunicazione disonesta che mi ha aggredito facendomi passare per uno prossimo all’arresto al solo fine di demolire la mia immagine e distruggere il processo riformatore. Dei veri e propri criminali – conclude – che avrebbero potuto far cadere il governo della regione.”

29 lug 2010
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“C’è una volontà di una ripresa forte dell’attività amministrativa che è stata aggredita da più parti. Abbiamo un assetto che dovrà quadrarsi attorno a un patto: un governo di legislatura fatto da gente di buona volontà che conosce il proprio mestiere e lo sviluppi fino in fondo e ad una alleanza che resista nel tempo per realizzare un programma riformista.”

“Il programma riformista sarà il vero fattore di selezione di questa alleanza e la cui attuazione richiede non sei mesi ma anni. Siccome riformare vuol dire rivoluzionare abitudini e modi di fare, un andazzo che ci vede saccheggiati da secoli, non c’è dubbio che le reazioni che subiamo, che abbiamo subito e che subiremo sono apocalittiche.”

Siamo esposti a mille aggressioni cercando di far vincere la Sicilia. Fin quando ci stiamo, ci stiamo per questo.

27 lug 2010

Siamo certi che oggi il governo e tutti i suoi esponenti faranno i salti mortali per impedire che a Mirafiori tocchi una sorte simile a quella di Termini Imerese. Se la stessa determinazione si fosse registrata allora per lo stabilimento di Termini forse la storia avrebbe avuto un percorso diverso. La Fiat sta disvelando finalmente il proprio piano complessivo che la porterà a delocalizzare, piano piano se non immediatamente, la gran parte delle produzioni italiane.

Ne prendiamo atto e diamo per scontato che Fiat vada via, a fine anno prossimo, da Termini Imerese. Vuole il governo, una volta per tutte, fare la sua piccolissima parte perché il patrimonio di esperienza e di competenza che centinaia di lavoratori hanno acquisito nell’indotto e nella fabbrica non vada disperso?

Abbiamo selezionato alcune proposte in accordo con il governo nazionale, con il ministero dello sviluppo economico e con Invitalia. Una di queste, in particolare, soddisfa tutti dal governo all’ente locale ai lavoratori e alla Regione che si è impegnata ad investire risorse che sono oggi disponibili e pronte ad essere impiegate.

Vogliamo, una volta per tutte, sbloccare questa pratica e far sì che da prima che vada via la Fiat questo imprenditore possa cominciare a lavorare, visto che garantisce gli stessi posti di lavoro, realizza vetture con margini di profitto e senza lamentare, come faceva Fiat, di perdere mille euro a vettura?

Non ci vorrebbe molto. Ci sono le risorse stanziate dal governo regionale e lo stabilimento si è impegnata la Fiat a lasciarlo.

Vogliamo cominciare da subito sottoscrivendo un protocollo prima che questo imprenditore, preso dalle nostre lungaggini, faccia saltare il banco? Sarebbe drammaticamente grave che noi perdessimo questa opportunità per colpa di ritardi burocratici o di disinteresse politico e amministrativo.

Il governo regionale, in accordo con l’ente locale e con i lavoratori e dopo averne parlato più volte in sede nazionale, sollecita che questa pratica si chiuda a giorni, ben prima delle vacanze.

16 lug 2010

Due punti fermi sono imprescindibili

scritto da Raffaele Lombardo 4 commenti

Da stamattina mi sto occupando di problemi del governo regionale: dall’emergenza rifiuti, a cominciare dalla ottimizzazione dell’ufficio del commissario, alla ricerca di soggetti attuatori fino al fotovoltaico in agricoltura, compreso un approfondimento sul nuovo piano energetico per passare ad una ricognizione sui temi della sanità che ho fatto con Massimo Russo e per concludere con un approfondimento sulla concessione delle autostrade che l’Anas dovrebbe riaffidare.

Finalmente ho trovato un momento per la lettura dei giornali e mi sono reso conto di come oggi siano fioriti commenti, analisi e deduzioni sull’incontro con il Presidente del Consiglio, interventi tutti per niente disinteressati e talvolta ispirati da un programma di disinformazione tendente a seminare zizzania e a confondere le idee.

Allora desidero precisare che in questi due anni travagliatissimi di governo regionale due sono i punti fermi che sono emersi e caratterizzano la prospettiva.

Il primo è che il rapporto di dialogo, di confronto e poi di collaborazione con gli uomini del Partito Democratico è stato fondamentale, a partire dalla riforma sanitaria che ci ha impegnato dall’autunno del 2008.

Il secondo è l’irreversibile inconciliabilità con le posizioni assunte dal Popolo delle Libertà, che da oltre un anno a questa parte boicotta, non escludendo colpi bassi di ogni tipo, l’azione di governo.

Sul resto si può discutere ma questi due punti, per la mia responsabilità di Presidente della Regione, sono imprescindibili.

Per il resto chiunque si può incontrare con chi vuole, di giorno o di notte, alla luce del sole o clandestinamente, ma se la nostra azione legislativa e di governo è sostenuta da un processo riformatore orientato allo sviluppo della Sicilia, alla creazione di benessere e di opportunità di lavoro, all’affrancamento dai mille condizionamenti e dalle mille dipendenze, sarebbe grave che si stesse dietro a commenti, analisi, deduzioni, ricostruzioni fantasiose e maligne che vanno prese per quello che sono: squallidi e indegni tentativi di nuocere non solo al cambiamento ma alla Sicilia stessa.

16 lug 2010
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“E’ stato sottovalutato un risultato importante. Certa politica e certo sistema di comunicazione hanno montato una manfrina su un fatto ovvio: che un presidente della Regione incontri il presidente de Consiglio”. Queste le parole di Raffaele Lombardo a proposito delle polemiche seguite all’incontro da lui avuto ieri a Roma con Silvio Berlusconi.

Qualcuno che tifava contro la soluzione del problema dei precari c’era – ricorda Lombardo – Gente che pur di portare a casa un piccolo vantaggio politico, se il termine politico si potesse usare, si è fatto il conto che se non va in porto il problema dei precari Lombardo si trova in difficoltà. E invece noi abbiamo fatto un patto chiaro con il ministro Tremonti e ci aspettavamo una sola cosa: la soluzione del problema dei 22.500 precari siciliani.

“Quando ci siamo trovati al tavolo delle regioni, piuttosto che affrontare lo smantellamento della manovra, cosa che sapevamo non sarebbe mai successa, gli abbiamo chiesto di affrontare e risolvere questo problema. Tremonti mi ha chiamato per dirmi che aveva mantenuto l’impegno e io ho chiesto ai miei amici di votare la fiducia per questa ragione

“Abbiamo dato un riscontro ad un impegno che non è la soluzione dei problemi della Sicilia. La manovra- sottolinea il Governatore -  penalizza il sud, i governi penalizzano il sud, come l’Anas e le Ferrovie dello Stato. Abbiamo avuto un risultato positivo. Ne prendiamo atto e manteniamo l’impegno.”

“Adesso abbiamo la possibilità di prorogare i precari e possiamo lavorare alla loro stabilizzazione definitiva“.

13 lug 2010

Ho incontrato Gianfranco Miccichè. E’ stata una lunga e amichevole chiaccherata nel corso della quale abbiamo analizzato la situazione e soprattutto i precedenti, importanti, di questi due anni. Conveniamo sulla necessità che bisogna dar vita a un governo di legislatura con le persone di buona volontà che sposino questa impostazione autonoma e autonomista del nostro governo e che si organizzino per stare insieme anche nel momento elettorale.

Definiremo nelle prossime ore, insieme agli altri partner di questa operazione, l’agenda programmatica e il presupposto politico che ci portino al rilancio dell’attività di governo e dell’attività legislativa.

Intanto speriamo che vada in porto la legge sugli appalti dopo la ritrovata intesa con l’associazione dei costruttori.

Più tardi vedrò il segretario del Partito democratico e nelle prossime ore faremo il punto complessivo della situazione durante un incontro che, mi auguro, veda la pertecipazione di chi ci sta.