03 ago 2012

Di seguito l’intervista rilasciata da Raffaele Lombardo ad Amedeo La Mattina pubblicata su “La Stampa” di ieri 2 agosto 2012.

Presidente Lombardo, cosa farà adesso che si è dimesso? Si ritira nella sua casa di campagna in contrada San’Antonino, in provincia di Catania? Farà come Cincinnato in attesa di essere chiamato dalla politica?
«Macché, basta con la politica. Cincinnato aveva 40 anni e io ne ho 62. Sono gli altri, i giovani autonomisti che devono andare avanti. Io sto fuori, mi voglio finalmente godere il mio “buen retiro” dove ho sette specie di galline e da lì osservare lo spettacolo esilarante di una campagna elettorale dove i candidati sono più dei partiti. Ma lei lo sa che nei 4 anni in cui sono stato presidente siciliano ci sono andato tre volte?».

Difficile credere che lei smetterà di fare politica. Non si candida alle regionali e nemmeno alle prossime politiche?
«Esatto. Certo darò un contributo agli amici che me lo chiederanno, andrò un po’ in giro. Anche se mi e ci descrivono come brutti, sporchi e cattivi, il movimento politico che ho fondato non scomparirà, anzi sono sicuro che avrà un ottimo risultato. Prevedo un 20% e non si chiamerà più Mpa ma il partito dei siciliani».

Darà un contributo, sia lei sia le persone che in questi anni ha assunto, soprattutto nelle Asl e nel settore della sanità?
«Smettiamola con questo tormentone. Durante la mia presidenza non c’è stata una sola assunzione ingiustificata. Tutte le persone nominate negli enti ospedalieri e per le cariche dirigenziali delle Asl andavano nominate perché bisognava riempire caselle lasciate vuote in seguito a dimissioni o a pensionamenti. Se non lo avessi fatto commettevo il reato di omissione d’atti d’ufficio».

Ma sono tutti targati “LombardoMpa”?
«Ancora con questa storia del clientelismo… Senta, non facciamo gli ingenui o gli ipocriti. Tutti facevano segnalazioni, e quando dico tutti dico proprio tutti, deputati, senatori di tutti i partiti, nessuno escluso. Le dico di più: le segnalazioni sono arrivate anche da fuori il mondo politico, dal mondo degli imprenditori, delle forze dell’ordine, della chiesa, ma non ci trovo nulla di scandaloso se viene segnalato un bravo professionista. Anche lei poteva segnalarmi una persona meritevole… Qui adesso mi vogliono far passare per il diavolo mentre gli altri sono tutti delle verginelle. Ma su, finiamola con i luoghi comuni! Si è urlato allo scandalo perché, prima di dimettersi, ho nominato il nuovo assessore alle Autonomie e all’Energia. Era però necessario: il primo deve occuparsi delle elezioni regionali del 28 e 29 ottobre, il secondo dell’emergenza dei rifiuti, con tutto quello che sta succedendo nella discarica di Bellolampo a Palermo».

La Regione ha un buco nel bilancio di oltre 5 miliardi, la spesa sanitaria nel 2011 è aumentata del 7,36% rispetto all’anno precedente, i dipendenti sono 28 mila, i forestali un esercito…
«Intanto la Regione Siciliana non si trova in una situazione peggiore di molte altre Regioni. Per non parlare dei conti dello Stato, che ci deve un miliardo e ha utilizzato i nostri fondi Fas. Molte spese sono state tagliate, la spesa corrente è la stessa del 2011. Poi io mi sono trovato tutti questi dipendenti regionali, che dovevo fare? Ammazzarli, buttare per strada migliaia di padri di famiglia, gettando un cerino in una polveriera sociale? C’è tanta disinformazione, un’aggressione criminale nei miei confronti per uccidermi politicamente. Un morto che cammina, ma io mando tutti a quel paese. Allora è meglio separarci e vediamo se riusciamo a camminare con le nostre gambe».

Qual è stata la sua più grande amarezza?
«Intanto l’accusa di collusioni mafiose che dimostrerò essere falsa. Io non sono stato nemmeno ascoltato dai magistrati e prima ancora di ricevere un avviso di garanzia sono stato fucilato sulla pubblica piazza dai media. Poi c’è un’amarezza personale dovuta al tradimento di alcuni amici. Mi riferisco soprattutto a Nicola Leanza che era venuto da me piangendo quando nessuno voleva più candidarlo e invece con me è diventato segretario e capogruppo regionale dell’Mpa, deputato nazionale, presidente facente funzione della Regione. Ora è ritornato tra le braccia di Casini e di un partito che vuole mettere gli artigli sulla Sicilia. Ma Casini sappia che si è messo in casa un traditore, un trasformista, un quaquaraquà. Forse vanno cercando gente simile, degli ascari che predicano il rinnovamento e sono stati alla corte siciliana di Cuffaro fino a quando Cuffaro è caduto in disgrazia. Lui, Casini, è stato il beneficiario degli anni in cui l’Udc ha governato in prima linea la Regione Siciliana. Sono stati gli anni delle assunzioni facili e degli sprechi, che noi abbiamo cercato di correggere. Ora vediamo cosa metterà in campo, s’avanza un certo D’Alia: è il frutto del patto tra Bersani e Casini, una merce di scambio per compensare Casini che aspirava a fare il premier, il presidente della Repubblica… Come quando ai bambini si danno 10 euro più cinque caramelle. Magari gli faranno fare pure il presidente di una due Camere, più la Sicilia».

Questo è veleno puro.
«No, è la pura verità. Casini non vede l’ora di mettere le mani sul malloppo cuffariano in tutti i sensi».

Che intende?
«Oltre che i voti, lui e i suoi alleati vogliono scambiare la Sicilia con i petrolieri e i grandi gruppi imprenditoriali. Conosco poche persone che disprezzano la Sicilia come Casini».

Lei chi metterà in pista?
«Il mio assessore Russo, un ex magistrato antimafia. Secondo me, di fronte alla frammentazione di tutti i partiti e gli schieramenti, ha qualche chance di vincere se riuscirà a far conoscere la rivoluzione che ha fatto nella sanità».

24 lug 2012

“Oltre alla sconfessione di qualunque ipotesi di default della Regione Siciliana, evocata con troppa disinvoltura e molti pregiudizi da alcuni media – ha detto il presidente della regione siciliana, Raffaele Lombardo – ma soprattutto fomentata per interessi di parte da forze politiche che guardano ancora alla Sicilia come terra di conquista e che hanno provocato gravi danni, non solo di immagine alla nostra Regione, dei quali dovranno rispondere, l’incontro di oggi a Palazzo Chigi ha costituito un passaggio essenziale nella conferma del rapporto pattizio Stato-Regione che e’ il fondamento della nostra autonomia statutaria”.

“Informazioni parziali e talvolta disoneste e sollecitazioni interessate, hanno indotto il convincimento che la Regione Siciliana, in ragione della sua specialita’, in un momento di delicata transizione politica, volesse sottrarsi all’impegno di risanamento e di razionalizzazione necessario per assicurare la stabilita’ economica e la sicurezza sociale e che ha caratterizzato il lavoro del Governo regionale sin dal suo insediamento nel 2008″.

“Abbiamo informato- ha proseguito Lombardo – il Governo nazionale di quanto gia’ fatto in questi anni e della determinazione di avanzare ancora nel percorso di ottimizzazione delle risorse regionali in una interlocuzione indispensabile per assicurare un quadro di coesione sociale, messo a dura prova da una crisi economica grave, ancor piu’ pesante in una regione del Sud. In questo spirito, improntato al principio della leale collaborazione tra gli organi istituzionali, accoglieremo ogni suggerimento utile per migliorare le nostre performance e garantire, nel rispetto delle irrinunciabili prerogative costituzionali conquistate dal popolo siciliano, una collaborazione sempre piu’ efficace e costruttiva”.

24 lug 2012

“L’incontro con il Presidente Monti è andato molto bene. Come sostenevamo, le notizie che ci volevano in default erano del tutto infondate”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo alla fine dell’incontro a Palazzo Chigi con il premier.

“La Regione Siciliana ha conti solidi – continua Lombardo – una finanza sostenibile e un debito che ha onorato il 30 giugno scorso pagando la rata del mutuo che incide per 7% del PIL regionale.

Quindi è in grado di pagare gli stipendi del personale: la mancata corresponsione degli emolumenti è un’altra menzogna che è stata dunque smentita. Esiste, invece, una criticità temporale legata alla liquidità: un fattore causato dalla riduzione delle entrate tributarie e dai crediti che vantiamo, alcuni con lo Stato che oggi ha sbloccato 240 milioni per la Sanita’, risorse da non collegare ai 400 milioni che il governo ha già deciso di erogare la scorsa settimana”.

Lombardo ha anche aggiunto: “Non chiediamo neppure che questi crediti ci vengano riversati perché, a prescindere da queste considerazioni, i nostri conti tengono per le radicali riforme che abbiamo approvato nella sanità, nel sistema dei rifiuti e con i tagli della spesa corrente. Abbiamo convenuto con il governo, e lo avevamo chiesto al Ministro dell’Economia Grilli, di avviare una collaborazione forte perché lo Stato sappia ciò che fa la Regione e perché la Regione si avvalga della collaborazione dello Stato. Con il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, abbiamo già impresso un’accelerazione per l’impiego dei fondi strutturali. Lo stesso approccio di forte collaborazione verrà avviato, e in alcuni casi sono già stati avviati i tavoli di confronto, con gli altri Dicasteri. Per esempio Stato e Regione devono ancora chiudere l’iter dei provvedimenti del federalismo fiscale”.

Il presidente ha anche confermato la data delle sue dimissioni: “Ho anche precisato – ha detto – che mi dimetterò il 31 di questo mese e che non ci saranno spese. Si temevano spese pazze e quant’altro. Non ci sarà altro che rigore e un programma di rientro della spesa e provvedimenti per la spending review che dovrà essere l’ossatura per la crescita e, come auspicato dal Presidente Monti, il punto il partenza di qualunque governo venga dopo di noi”.

20 lug 2012

La canea scatenata contro la Sicilia ha nuociuto alla regione e all’Italia intera che oggi vede lo spread balzare a quota 500. E’ venuto alla luce il progetto che ha ispirato articoli di certi giornali e taluni politici che hanno perseguito piccoli, squallidi interessi di partito. Basta leggere le agenzie dei giorni scorsi e si comprenderà chi sono gli autori di questo misfatto che determina un duro colpo all’italia.

Mi dispiace molto che anche a causa di forzature giornalistiche l’indagine Stato-mafia abbia potuto far parlare del presidente Napolitano, la cui integrità declinata al superlativo, è una delle poche certezze presenti in questo paese. Al tempo stesso mi dispiace che Antonio Ingroia lasci l’Italia e, spero per poco, il suo lavoro. Io da lui mi farei giudicare.

20 lug 2012

Video integrale dell’intervento di Raffaele Lombardo alla seduta dell’Assemblea Regionale Siciliana di questa mattina, 20 luglio 2012.

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19 lug 2012

Pubblichiamo il video integrale della conferenza stampa tenuta ieri da Raffaele Lombardo a Palazzo d’Orleans.

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18 lug 2012

Pubblichiamo una nota dell’agenzia Ansa appena battuta che, riportando fonti di ambienti governativi, ribadisce quanto sostenuto dal presidente Lombardo. E cioè che non esiste alcun rischio di default per la Sicilia e che la mancanza di liquidità è solo temporanea e risolvibile con i trasferimenti di 400 milioni di euro già programmati.

AMBIENTI GOVERNATIVI, PROBLEMA NON STRUTTURALE (ANSA) – ROMA, 18 LUG – “Non c’è rischio default per la Sicilia. Il problema non è strutturale ma di temporanea mancanza di liquidità ed è stato risolto con trasferimenti per 400 milioni di euro già programmati”. E’ quanto si apprende in ambienti governativi.
Il bilancio della Regione Sicilia è stato in attivo nel 2011 e nel 2010 – ricordano le stesse fonti – e i fabbisogni delle Regioni regionali non sono automaticamente garantiti dall’Amministrazione centrale dello Stato.
La spending review, spiega la fonte, prevede inoltre interventi di ottimizzazione per la spesa pubblica anche per le Regioni. Per le Regioni a Statuto speciale sono previsti interventi per complessivi 600 milioni già nel 2012.(ANSA).

17 lug 2012

C’è un attacco spietato all’autonomia, un attacco spietato che parte soprattutto dall’UDC che non vede l’ora di rimettere le mani sulla Sicilia che ha governato per molti anni, dal 2001 al 2008.

Oggi l’UDC vorrebbe riconquistarsi una verginità. Ma non mi dicano i rappresentanti di quel partito, sia nazionale che regionale, che non sapevano cosa succedeva in Sicilia:  di quanta gente si assumeva nella formazione o cosa voleva dire il piano dei termovalorizzatori, perchè sappiamo che lo sapevano e chiaramente lo diremo ai quattro venti durante la campagna elettorale che quando sarà il momento di farla sarà molto, molto interessante. Così come sapevano le tante altre cose che abbiamo avuto modo di appurare e che chiaramente dovremo spiegare per filo e per segno ai siciliani.

La morte dell’autonomia la vuole anche Confindustria eppure mi pare che, non vorrei sbagliarmi, abbia qualche rappresentante all’interno del governo regionale. E non parliamo di qualche sindacato, come la Cisl, che appena la Confindustria dice “pio” non fa altro che amplificare le parole della stessa, vista la stretta parentela che la lega all’associazione degli industriali.

Allora cosa dire: questo governo e questo Stato il cui intervento viene invocato da più parti – intervento del tutto illegittimo oltre che costituzionalmente improprio – mi pare che in questi giorni abbia problemi ben piu gravi di quelli della Sicilia. Ma il governo nazionale fa le manovre, lo spendig review, e cala la mannaia dei tagli sulla povera gente e sulle regioni più deboli che pagano sempre per prime.

Lo spread ha superato i 500 punti, il debito pubblico ha raggiunto in questi giorni il record di circa 2000 miliardi di euro. Se il governo centrale ci desse le risorse che ci spettano, diverse centinaia di milioni di euro, non avremmo problemi di liquidità neppure oggi: le anticipazione di fondi fas, la premialità della sanità che non ci viene trasferita.

Un governo, quello nostro invece, che ha fatto la riforma della formazione e quella della sanità, ha bloccato il grande affare dei termovalorizzatori portando a casa un piano dei rifiuti che porterà la differenziata a livelli europei bloccando peraltro l’affare o il malaffare delle discariche.

Ma di cosa stiamo parlando se ancora non si riesce, per responsbailità del governo centrale, ad attivare l’aeroporto di Comiso sul quale la regione ha investito svariate decine di milioni e che chi ci governa fuori dalla Sicilia ha lasciato e ancora lascia marcire sotto il sole?

La sola verità è che abbiamo avviato una rivoluzione che non sta bene agli apparati, al potere centrale, ai padroni di oggi ed ai nostalgici di ieri. Ma noi andremo avanti per difendere gli interessi dei siciliani finché Dio vorrà.