28 lug 2010

Nell’ambito delle celebrazioni del 150° anniversario della spedizione dei Mille, domani 29 luglio, a partire dalle 20.30,nel cortile Platamone a Catania, si terra’ il convegno dal titolo “Garibaldi e la Sicilia tra storia e mito”.

All’evento prenderanno parte il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, l’assessore regionale ai Beni Culturali e dell’Identita’ siciliana, Gaetano Armao, il sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, l’assessore comunale alla Cultura, Marella Ferrera, il preside della Facolta’ di Scienze Politiche, Giuseppe Barone e il direttore del Teatro Stabile, Giuseppe Dipasquale.

11 mag 2010

Ho molto apprezzato l’incontro di oggi con il Presidente della Repubblica, in coincidenza con le celebrazioni siciliane del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, al quale ho donato la ristampa della Costituzione del Regno delle due Sicilie risalente al 1812,  nell’approssimarsi del secondo centenario.

Non si può che essere d’accordo con il Presidente Napolitano e apprezzarne la tenacia con la quale sostiene e difende il concetto per cui l’Unità d’Italia non è pienamente compiuta se il sud non riparte e non si crea sviluppo nel mezzogiorno. Sono convinto che dall’Unità in poi le cose si sono invertite: lo sviluppo del nord si è finanziato con le risorse che giacevano nelle casse del Banco di Sicilia e del Banco di Napoli.

E’ giusto che il Presidente ricordi Garibaldi, lo sbarco e il valore che l’Unità rappresenta, valore cui non intendiamo rinunziare. Ma non possiamo sottacere al tempo stesso che esiste una situazione di divario che determina una profonda spaccatura dell’Italia.

Credo, e spero, che questo anniversario possa servire a farci prendere coscienza della necessità che si inverta una rotta e che i governi e la politica agiscano in questa direzione.

05 mag 2010
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Oggi hanno preso avvio le celebrazioni per l’anniversario dell’Unità d’Italia.

150 anni dopo anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha voluto ricordare “i vizi di origine e gli alti e bassi di quella costruzione, le incompiutezze dell’unificazione italiana e innanzitutto la più grave tra esse che resta quella del mancato superamento del divario tra nord e sud“.

Unità mai messa in discussione da Raffaele Lombardo, anche se la vorrebbe “vera, effettiva“, caratterizzata dall’eliminazione della mafie (“e lo Stato sta facendo l’impossibile” per ottenere questo risultato); da infrastrutture efficienti (“non solo il Ponte di Messina, ma anche ferrovie veloci che colleghino le due Sicilie: Palermo con Catania. Ma pure con Napoli e Bari”, nonché il completamento del “cantiere eterno: la Salerno – Reggio Calabria” e “porti decenti”).

Unità che sia anche sinonimo di “sviluppo”.

E Raffaele Lombardo parla delle soluzioni per risolvere i problemi “secolari” del Mezzogiorno: “la fiscalità di vantaggio“, per cui “il governo nazionale deve battersi”: “un fattore attrattivo di sviluppo e di lavoro”, “un antidoto contro la criminalità“.

Una Unità d’Italia, infine, da ricostruire anche con il “federalismo fiscale, intelligente, non razzistico ed egoistico”, con alla base un “meccanismo perequativo“. Ma ci vorrà del tempo.