24 feb 2012

La Giunta regionale siciliana, riunita a Palazzo d’Orleans sotto la Presidenza di Raffaele Lombardo, ha deliberato di impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale svariate norme del Decreto Legge n. 201/2011, conosciuto come decreto “Salva Italia”, convertito nella legge n.214/2011. Le disposizioni legislative contestate, anche per l’assenza di clausole di salvaguardia a tutela delle prerogative proprie della Regione siciliana, comportano, secondo la Giunta regionale, una violazione dello Statuto siciliano, nonche’ del principio di leale collaborazione fra Stato e Regione.

Le norme che saranno impugnate dinanzi al Giudice delle Leggi, tra l’altro, comporterebbero una cospicua sottrazione di risorse di spettanza della Regione siciliana o oneri finanziari a carico della stessa Regione in palese violazione delle norme statutarie.

Si tratta nello specifico degli art 13, 14, 28 e 48 del decreto “Salva Italia” per violazione degli articoli 36, 37 e 43 dello Statuto siciliano, dell’art 2 delle norme di attuazione nonche’ dell’art. 119 comma 4 e 81 della Costituzione anche in riferimento all’art. 10 della legge costituzionale 3 del 2001 nonche’ del principio di leale collaborazione fra Stato e Regione.

Fra le norme impugnate c’e’ l’Imu (ovvero la nuova versione dell’Ici), la cui applicazione comporterebbe per la Regione siciliana uno squilibrio incompatibile con il bilancio regionale in quanto, da un lato, la normativa statale ignora che l’intero gettito dell’IRPEF sulla componente immobiliare nel territorio della Sicilia e’ attualmente di spettanza regionale e dall’altro, la Regione si troverebbe a dover compensare anche le perdite degli enti locali con ulteriori trasferimenti e cio’ per coprire la quota del gettito riservata allo Stato.

Sarebbero in contrasto col dettato statutario anche le disposizioni dell’art. 28 che portano dallo 0,9% all’1,23% l’addizionale regionale Irpef e indirettamente riducono la quota di compartecipazione dello Stato alla spesa sanitaria. Ancora illegittima secondo Palazzo d’Orleans la riduzione dei trasferimenti ai Comuni siciliani alla quale la Sicilia si troverebbe a dover far fronte senza introiti compensativi.

Ancora una volta lo Stato intende attuare il federalismo fiscale a carico della Regione violando le prerogative statutarie della stessa Regione in materia finanziaria.

Unitamente alle predette norme in materia tributaria e finanziaria, il Presidente della Regione, in sede di Giunta, ha sottolineato la necessita’ di impugnare anche la norma in materia di “esercizi commerciali”, che prevede una totale deregulation in materia di apertura ed esercizio di attivita’ commerciali.

La norma e’ lesiva della competenza esclusiva della Regione siciliana attribuita dallo Statuto speciale in materia di commercio e di valorizzazione, distribuzione, difesa dei prodotti agricoli e delle attivita’ commerciali.

In forza di questa competenza la Regione potrebbe “adattare” la normativa di settore, pur nel rispetto della Costituzione e delle direttive comunitarie, a quelle che sono le specificita’ del suo tessuto economico-sociale, fatto di piccoli esercizi commerciali e favorire la vendita dei propri prodotti agricoli.

Lo Stato, invece, senza rispettare le norme statutarie, che sono di livello costituzionale, finisce con lo schiacciare le peculiarita’ regionali.

08 feb 2012

La giunta regionale di governo riunita a Palermo nella sede di Palazzo d’Orleans sotto la presidenza di Raffaele Lombardo, ha nominato il nuovo dirigente generale del Dipartimento del bilancio e del tesoro – ragioneria generale della Regione siciliana. Si tratta del prof. Biagio Bossone, palermitano di 54 anni, attualmente coordinatore del Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici del Dipartimento programmazione e coordinamento della politica economia della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Su proposta dell’assessore per l’Economia, Gaetano Armao, la giunta ha poi approvato un disegno di legge riguardante norme in materia di pubblicazione tramite la rete internet e di riutilizzo dei documenti e dei dati della pubblica amministrazione regionale e locale.
La Regione siciliana, gli enti, gli istituti e le aziende dipendenti dalla Regione dovranno assicurare la disponibilita’, la gestione, l’accesso, la trasmissione, la conservazione, la fruibilita’ e la riutilizzabilita’ dei documenti e dei dati pubblici di cui sono titolari o da essi detenuti in modalita’ digitale.
Le amministrazioni promuoveranno: il processo di innovazione tecnologica e informatica della propria organizzazione; la pubblicazione dei documenti e dati pubblici in formato aperto e liberamente riutilizzabile; lo sviluppo della societa’ dell’informazione e della conoscenza in ambito regionale.
Inoltre, utilizzeranno le tecnologie dell’informazione e della comunicazione per rendere fruibili i documenti e i dati pubblici, assicurandone la pubblicazione tramite la rete internet in formato aperto (open data) secondo gli standard internazionali.
I documenti e i dati saranno gratuitamente accessibili tramite la rete internet e riutilizzabili nel rispetto della normativa vigente in materia di digitalizzazione della pubblica amministrazione, di accesso agli atti amministrativi, di protezione dei dati personali, di riutilizzo delle informazioni del settore pubblico, di diritto della proprieta’ intellettuale e industriale.
Le amministrazioni opereranno per rimuovere e prevenire gli ostacoli che impediscono la piena accessibilita’ ai documenti e ai dati pubblici assicurando la parita’ di trattamento tra tutti i riutilizzatori.
Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge con decreto del Presidente della Regione, previa delibera di Giunta, su proposta dell’Assessore regionale per l’economia, di concerto con l’Assessore regionale per le autonomie locali e per la funzione pubblica, saranno definiti: i dati, le informazioni e i documenti pubblici che devono essere oggetto di immediata pubblicazione in formato aperto (open); le modalita’ per individuare ulteriori dati e documenti pubblici, che devono essere oggetto di pubblicazione in formato aperto (open) in futuro; le modalita’ per la pubblicazione degli open data sui portali delle amministrazioni; le licenze per il riutilizzo dei documenti e dei dati pubblici di cui l’amministrazione regionale e’ titolare; l’individuazione dei casi nei quali, per ragioni di interesse pubblico, la pubblicazione e l’utilizzo dei documenti e dei dati pubblici dell’amministrazione regionale non e’ gratuita; l’elenco dei formati aperti utilizzabili, indiv iduabili anche in via indiretta, tramite riferimento a standard internazionali.

10 gen 2012
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La storia del referendum del Pd ha dell’incredibile, a un anno dalle elezioni politiche regionali e a poche settimane dalle amministrative di Palermo. E’ un colpo di scena che sinceramente i più non si sarebbero mai aspettato e che neppure la più fervida immaginazione avrebbe potuto produrre.

C’era stata una raccolta di firme, peraltro su quesiti che sono stati profondamente modificati. Per quanto mi riguarda credo sia assurdo per un gruppo dirigente che ha instaurato con me un rapporto di collaborazione che è stato fondamentale per la produzione legislativa e per l’azione riformista che abbiamo portato avanti e quando faremo l’elenco delle riforme che abbiamo definito per legge e per azioni di governo non so se troveremo molti paragoni nella storia della nostra terra.

Adesso cosa si fa con il referendum? Si mette in discussione o meno l’appoggio al governo ora? E’ assurdo e folle e io non posso consentire che si faccia. Piuttosto che fare questo referendum, il Pd decida di non sostenere l’azione riformatrice del governo. Si vada a qualunque conseguenza ed eventualmente per togliere di imbarazzo e per eliminare qualunque dubbio o sospetto, gli assessori tecnici che si sentissero espressione per una ragione o per un’altra del Pd lascino pure la giunta e tolgano dall’imbarazzo questa parte di Pd che non so qual è. Non credo sia quella minoranza che ha chiesto il referendum perché il quesito sottoscritto dai loro firmatari è tutt’altra cosa. Non è neppure della maggioranza dell’80% dei componenti dell’assemblea perché di certo non vogliono il referendum. Eppure lo si fa. Leggo oggi che sarebbe illeggittimo perché è stata discrezionalmente cambiata la data.

Io onestamente non mi ci raccapezzo. Come non ci si raccapezzano gran parte delle persone serie, competenti, per bene, validissime che militano all’interno del Pd e non solo i deputati molti dei quali ho sentito.

Mi auguro che nel giro di qualche ora si riesca a fare chiarezza oppure ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità. Non c’è dubbio che il gran lavoro che si è fatto in questi anni e che ha prodotto ottime amministrazioni espressioni di questa alleanza nei vari comuni in cui si è votato l’anno scorso va a farsi benedire a cominciare dal comune di Palermo. E allora chiaramente ognuno farà le proprie scelte e prenderà la propira strada.

26 dic 2011

Mi auguro che il disagio delle forze politiche, non solo dell’Udc ma anche dell’Mpa e degli altri partiti, per un riassetto complessivo e un rilancio in vista delle elezioni possa rientrare. Il riassetto è indispensabile e in questo senso mi impegno e mi auguro che il confronto con l’Udc e con gli altri partiti alleati possa tornare su un binario di collaborazione proficua per tutti.

Non c’è dubbio che la giunta politica abbia i suoi vantaggi e i suoi pro indiscutibili. Si tratta però di un ragionamento che andiamo facendo in una fase in cui bisogna rilanciare l’azione amministrativa. Che l’Udc abbia le sue ragioni l’ho sempre riconosciuto e si era detto che immediatamento dopo il bilancio se ne sarebbe discusso. Pensavamo di approvarlo prima della fine dell’anno ma poi c’è stata la manovra di Monti che rimette in discussione i conti e che ci richiede uno sforzo notevole per farli quadrare nuovamente e quindi si allungano i tempi.

Io credo che comunque il ragionamento sull’equilibrio della giunta e sulle persone che la compongono si debba fare e sono pronto a farlo. L’ho detto anche ai vertici dell’Udc e credo che ci sia qualcosa da aggiustare e che ciò riguardi l’assetto complessivo e tutti i partiti che compongono la maggioranza. E’ una esigenza avvertita da tutti che non può che trovare riscontro anche nel presidente della Regione.

Non credo si tratti di imporre politici in giunta che poi non sarebbe più tecnica. Si tratta di trovare le persone giuste che abbiano al tempo stesso la competenza e la sensibilità politica che serve per rilanciare l’azione amministrativa. Credo che si convenga che non saranno deputati, ma che ci sia necessità di una revisione l’ho sempre sostenuto e assicurato. Se si fosse approvato il bilancio entro fine anno avremmo già affrontato la questione. Da qui alla riapertura dell’assemblea c’è il tempo e la volontà perché anche il problema dei numeri che di certo penalizza l’Udc possa essere risolto.

A proposito dei dirigenti generali non può esserci una proroga. Intanto interrompiamo il rapporto con i direttori che scadono e in seguito si ragionerà su quali confermare e quali spostare di dipartimento e quali nominare per superare gli interim che vanno colmati. Questo va fatto valutando l’efficienza dell’azione dei dirigenti e seguendo ragionamenti e proposte degli alleati. Io sono pronto ad essere il punto di ascolto finale perché anche qui un equilibrio e una efficienza siano assicurati.

Sono convinto che si debba rinsaldare la coalizione che attualmente sostiene il governo e anche aprire un dialogo con chi ci voglia stare anche al di fuori di quella maggioranza perché l’apporto di tutti è più che utile, questo è fuori di dubbio e in tal senso io mi muoverò nei prossimi giorni. Giorni di lavoro, domani abbiamo giunta e poi vedrò il sottosegretario Catricalà per affrontare alcuni nodi fondamentali che riguardano ordinanze tra le quali quelle di protezione civile per i comuni interessati al dissesto e alle precipitazioni delle settimane scorse, e la vertenza con le Ferrovie dello stato sulla quale ho assunto un impegno, tutte questioni sulle quali mi prefiggo di avere un confronto con tutti sull’azione di governo e sulle cose da fare in questo scorcio di legislatura.

07 dic 2011

Ieri sera in giunta abbiamo discusso ed approvato la proposta di abolizione delle peculiarità introdotte in Sicilia sulla legge 104.

Riguardo invece alla manovra economica nazionale, le cui ripercussioni sui conti della Regione ci hanno costretto a ricorrere all’esercizio provvisorio, mi auguro che il presidente del consiglio ci conceda una mezz’ora del suo tempo perché dobbiamo riflettere su come procedere.

Ci sono diversi argomenti da trattare. Saponara e Bracellona, città quest’ultima in cui non ci sono state vittime, e tante altre realtà che potrebbero avere delle vittime, comportano oneri non indifferenti per essere messe in sicurezza. E’ un discorso aperto. C’è una ordinanza che giace nelle mie mani e la copertura finanziaria non è scritta da nessuna parte. Vorremmo sapere quanto ci dà lo stato.

Ecco un altro motivo per cui, anche al sud, serve un partito di lotta che scenda in piazza per difendere i nostri interessi.

24 nov 2011

La giunta regionale di governo, riunita stasera in seduta straordinaria, presieduta da Raffaele Lombardo, ha deliberato la dichiarazione dello stato di calamita’ e nel contempo ha deciso di avanzare richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza per le piogge alluvionali del 22 novembre scorso che hanno causato i drammatici fatti in provincia di Messina ed in particolar modo nei comuni di Antillo, Barcellona Pozzo di Gotto, Castroreale, Condro’, Fondachelli Fantina, Gualtieri Sicamino’, Meri’, Messina, Milazzo, Monforte San Giorgio, Pace del Mela, San Pier Niceto, Santa Lucia del Mela, Saponara, Spadafora, Terme Vigliatore, Torregrotta, Valdina, Venetico e Villafranca Tirrena.

18 nov 2011

La giunta di governo regionale, riunita oggi a Palazzo d’Orleans, ha apprezzato due disegni di legge che adesso saranno inviati all’Ars per l’esame da parte del parlamento. “Il primo di questi due disegni di legge, presentato alla Giunta dall’assessore Caterina Chinnici – spiega il Presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo – stabilisce le procedure per la proroga e la successiva stabilizzazione dei 750 precari regionali impegnati in settori delicati dell’amministrazione, quali la Protezione civile, l’ambiente, il dipartimento acqua e rifiuti (uffici in cui rappresentano dal 60 all’80 per cento del personale in servizio)”.

Lombardo precisa che “la stabilizzazione di questo personale, tra cui ci sono persone che lavorano in modo precario anche da vent’anni, non costera’ un solo euro in piu’ alla Regione”.

La giunta di governo ha anche dato il via libera a un disegno di legge che consentira’ la creazione di un Fondo unico per acquisire al patrimonio pubblico appartamenti che siano in grado di soddisfare il fabbisogno abitativo di Favara, in provincia di Agrigento, comune alle prese con il degrado del centro storico, caratterizzato da case e immobili fatiscenti e pericolanti. Per la dotazione finanziaria necessaria allo scopo si attingera’ dai Fondi ex Gescal.

14 nov 2011

“La giunta regionale, gia’ nella riunione di questa sera, dara’ il primo segnale di riscontro ai progetti contenuti nel Masterplan predisposto da Confindustria per la citta’ di Palermo. Sul piano tecnico, la giunta, richiamandosi alla normativa in vigore, potra’ dichiarare il rilievo regionale dei sette grandi progetti per il recupero di altrettanti siti della citta’ di Palermo. Attraverso l’investimento di capitali privati, questi siti saranno restituiti alla fruibilita’ dei cittadini. Una massa finanziaria notevolissima investita da soggetti privati per dotare Palermo di strutture moderne e anche belle, visto il coinvolgimento di architetti di sicura fama, nonche’ compatibili dal punto di vista ambientale e urbanistico.

Ma, soprattutto, investimenti che avranno una notevole e importante ricaduta sul mondo del lavoro e sullo sviluppo economico e sociale della citta’ di Palermo e, per suo tramite, della Sicilia intera”. Lo dice il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, anticipando i contenuti della riunione di giunta di governo che si terra’ questa sera a Palazzo d’Orleans.