29 giu 2011
Immagine anteprima YouTube

Ho la sensazione che il governo nazionale non abbia un euro. Leggo di ipotesi di dimissioni di Tremonti e dei rischi che corriamo di finire come la Grecia.

Non ci si rende conto che questo paese è in ginocchio, e non per colpa della Sicilia che taglia gli sprechi della sanità, ma perché non ci sono politiche di crescita e quel poco che si fa al Nord lo si fa saccheggiando e dissanguando ulteriormente il Sud.

Bisogna dare una svolta magari ricorrendo ad un governo di unità nazionale per il rilancio dell’economia del Paese nel quale Tremonti non potrà che svolgere un ruolo centrale.

Se non capiamo questo, rischiamo di trastullarci con storielle varie, con illusioni e ipotesi di spese che non possono crescere e sarebbero enormi guai. E se i guai sono per la Lombardia, figuriamoci cosa succederebbe in Calabria e in Sicilia.

Oggi noi non abbiamo la forza che ha la Lega. Se avessimo solo la metà dei deputati che si eleggono in Sicilia, cioè 28 deputati, non solo bilanceremmo la forza della Lega ma potremmo ottenere in Sicilia quello che questo governo ci sta negando.

Salvo poche eccezioni, i deputati sono allineati e coperti con le politiche di chi governa. E queste politiche non sono state favorevoli al Sud in questi 17 anni. Posso riconoscere che ci siano state delle parentesi con uomini che hanno governato guardando al Sud con attenzione, ma il risultato complessivo purtroppo non è incoraggiante.

21 giu 2011
Immagine anteprima YouTube

La Lega ha fatto affermazioni precise in cui si pretende la riforma fiscale. A noi si prometteva la fiscalità di vantaggio. Chi se ne occuperà più se non una grande forza politica che sappia scendere in campo e mandarli al diavolo tutti? E non so se si farà una riforma fiscale, mi pare che Tremonti sia abbastanza perplesso se non contrario.

Hanno chiesto il trasferimento di ministeri al nord contro il quale si sono schierati il sindaco di Roma e il presidente della regione Lazio e contro il quale mi schiero anche io. Evitiamo di cadere nel ridicolo. Se vogliono rompere l’Italia, bene. Sediamoci attorno ad un tavolo e ogni Regione vada per la propria strada. Noi, più del Veneto, del Piemonte e della Padania, abbiamo il precedente dell’Autonomia, che non abbiamo saputo far funzionare perché non ci siamo dotati di una forza politica autonoma e autonomistica.

Se la Lega non ha detto sciocchezze non c’è dubbio che questo governo tra qualche giorno cadrà perché non si potrà consentire il lusso di portare a Milano o a Monza nessun ministero.

Berlusconi deve chiarire le sue posizioni, possibilmente prima di quando ci saranno questi voti importanti in Parlamento.

A Pontida i leghisti gridavano “secessione”. O il governo, pur di restare in sella, vuole questo risultato e, se secessione deve essere, si veda di capire se questa nuoce più al nord o al sud, oppure si prenda atto che il governo non tiene e che in un momento di grande difficoltà per il paese la Lega pone una condizione che non può essere assicurata. Allora si dia luogo ad un governo di unità nazionale che ci faccia superare questo momento di grande crisi e corregga uno dei difetti di questa finta democrazia, cioè la legge elettorale, introducendo un sistema proporzionale con tutti i correttivi per garantire la stabilità e garantendo ai cittadini di scegliersi i parlamentari che finalmente riprenderanno a servire il proprio popolo piuttosto che i capi che li designano nelle varie liste.

Con questo governo di salute pubblica, di unità nazionale e di risanamento economico e morale del nostro paese, quando avrà esaurito la sua funzione, si potrà andare al confronto elettorale.

Questa è la mia lettura di quanto è successo a Pontida: l’anticamera della caduta del governo. Prepariamoci non ad andare a votare domani mattina con questa situazione economica drammatica, con un debito pubblico incontrollabile, con una crescita industriale inesistente, con un bipolarismo antidemocratico ma andiamo incontro ad un governo di grande sintesi che porti al superamento di questa condizione. Non abbiamo alternative a questo sbocco.

18 mag 2011
Immagine anteprima YouTube

Che Tremonti ritenga che la questione meridionale è irrisolta e che per lo sviluppo del paese bisogna prima far ripartire il sud, mi pare una posizione condivisibile.

Sulle ragioni e sulle responsabilità c’è da fare una analisi più seria e approfondita. Si è instaurato un patto tra le classi dirigenti meridionali e i governi e i partiti centrali fondato sulla reciprocità: il trasferimento delle risorse da attribuire assistenzialisticamente agli amici in cambio di consenso, pace sociale e, soprattutto, una mano per affermare il sud come un grande mercato di consumo per i prodotti della grande distribuzione.

Se Tremonti vuole investire risorse aggiuntive rispetto a quelle dei fondi strutturali europei perché il divario si colmi e perché il sud possa e sappia utilizzare al meglio le proprie risorse e puntare su classi dirigenti responsabili e non di cialtroni, allora siamo d’accordo.
Se, invece, tutto serve per alimentare l’antimeridionalismo del nord
o se lo fa solo perché vuole governare centralmente i fondi che noi non sapremmo spendere, rispondo che se con questo governo si vogliono sperimentare forme di autonomia più avanzate, separazioni consensuali camuffate magari da maggiore autonomia, credo che la Sicilia abbia tutto da guadagnare.

Sono i numeri che parlano: dalla produzione di benzina raffinando il petrolio alle mille iniziative che magari abbiamo appaltato a terzi e che non abbiamo la forza di sostenere finanziariamente anche grazie ad un sistema del credito rapace che ha occupato lo spazio finanziario siciliano dopo che siamo stati spogliati e depredati di un sistema bancario e creditizio regionale.

16 feb 2011

“E’ importante che in sede europea il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, abbia sottolineato la necessita’ di colmare il gap economico e infrastrutturale tra Nord e Sud del Paese. L’assunzione di responsabilita’, verso i problemi del Sud, che Tremonti definisce un dovere di tutti risolvere, e’ un buon punto di partenza da riempire di contenuti. Lo dice il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, commentando le dichiarazioni del ministro dell’Economia.

“Non a caso Tremonti – continua Lombardo – ha citato le quote enormi di deroghe concesse alla Germania. Questa e’ la strada da seguire declinando i principi di deroga rispetto alle specifiche esigenze del territorio”.

“Per rilanciare l’economia della Sicilia, e del Mezzogiorno in generale, vanno bene le deroghe in materia di appalti e infrastrutture – continua il presidente – perche’ cosi’ si creano le premesse per il rilancio. Ma per incidere realmente sui fondamentali dell’economia, far crescere il Pil, il reddito pro- capite e i livelli di occupazione, e’ necessario ottenere una fiscalita’ di vantaggio, con una finestra temporale di almeno dieci anni, che sia il volano per incentivare gli insediamenti produttivi, attrarre gli investimenti ed evitare la delocalizzazione delle attivita’ produttive”.

10 feb 2011

E’ deprimente verificare come per il sud ci siano soltanto battute. Se Tremonti avesse fatto la Catania-Palermo, senza fermarsi non ad Eboli ma a Reggio Calabria, si sarebbe reso conto che la situazione è ancora peggiore: 4 ore e mezza per 180 chilometri sono tutto un programma.

Quando De Gasperi andò ai Sassi di Matera e ci entrò, all’indomani, commosso e distrutto da quell’esperienza drammatica, diede vita alla Cassa per il Mezzogiorno che, per i primi decenni, fece cose straordinarie nel sud povero e depresso.

In questo caso temo che ci si fermi alle battute perché Tremonti ha le chiavi di una cassaforte abbastanza vuota. Da quello che sento sul piano per il sud, i giudizi di vaghezza, di inderminatezza e di “tutto da vedere” sono quantomeno fondati. Al contrario, il federalismo deve andare avanti comunque perché senza il governo casca dopo due minuti.

Al sud siamo messi più che male. La gente lo capisca e si faccia sentire.

Noi stasera affronteremo un tema rispetto al quale credo e temo che il governo nazionale sia distratto o assente: l’ipotesi di un accordo di liberalizzazione degli scambi con il Marocco che vorrebbe dire importazione di prodotti agricoli, e quindi la rovina per la nostra agricoltura, ed esportazioni di prodotti industriali che non vengono certo fuori dal nostro sistema produttivo.

Esamineremo questa ipotesi, scongiurando il governo nazionale affinché non dia l’assenso e ponga il veto in modo che non si compia questo ulteriore scempio.

30 nov 2010
Immagine anteprima YouTube

Stiamo facendo quello che abbiamo detto: stabilizzare i precari senza spendere un euro in più. Lo abbiamo detto ai sindaci e ai precari ai tempi della manovra Tremonti, sei mesi fa, quando avevamo detto che avremmo avviato un percorso e un processo che li sottraesse alla condizione di ricattabilità cui sono tuttora sottoposti.
Dobbiamo dare ai precari la certezza che ogni cittadino merita: un reddito, per quanto modesto, ma sicuro fino alla pensione.
Non ci costa un euro in più e ci confronteremo con il Commissario dello Stato e con il governo. Il ministro Tremonti quando si consentì quella deroga, sostenne che la condizione di precarietà andava definita per superare questa condizione che non è solo siciliana.
A parte le polemiche e le discussioni di questi giorni, credo sia fondamentale che su questo tema, comunque la si pensi, il merito sarà di tutti perché facciamo il nostro dovere e un atto di giustizia da parte di una classe politica che deve superare tutto il precariato e non assumere più fino a quando non si torni al rapporto fisiologico tra pubblica amministrazione e numero di dipendenti rispetto alla popolazione.

06 ago 2010

Abbiamo rimandato al mittente la proposta di protocollo d’intesa tra Stato e Regione per l’aeroporto di Comiso perché non prevedeva che le spese per il controllo aereo e per la sicurezza, cioè per i vigili del fuoco, fossero a carico dello Stato, come avviene in qualunque altro aeroporto nazionale.

Ancora una volta il governo centrale ha tentato la furbata di caricare questi oneri all’aeroporto o alla Regione, il che significa costi proibitivi per un aeroporto che non avrebbe potuto “decollare”. L’ennesima porcata.

Il ministro Tremonti ci fa sapere che lo Stato si farebbe carico delle funzioni. Cosa vuol dire farsi carico delle funzioni? Che i vigili del fuoco e il controllo aereo lo assicura lo Stato? Delle funzioni possiamo farci carico anche noi, eventualmente “inventandoci” un corpo dei vigili del fuoco siciliani. Ma il problema è il costo delle funzioni.

Se lo Stato non precisa che si farà carico del costo per il controllo aereo e per la sicurezza, noi il protocollo non lo firmiamo e, ancora una volta, ci rivolgeremo all’Unione Europea perché dimostreremo che, oltre che per le strade e per la navigazione, lo Stato italiano massacra la Sicilia, un’isola che proprio delle infrastrutture dei trasporti ha estremo bisogno.

La discriminazione antimeridionale e antisiciliana del governo centrale sarà messa a nudo, denunciata e presentata all’opinione pubblica per quello che è. Ma grazie a Dio teniamo gli occhi aperti e difendiamo gli interessi del popolo siciliano.

27 lug 2010

L’assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro, Lino Leanza, ha illustrato il programma predisposto dalla Regione Siciliana per ottenere dal Governo regionale i fondi necessari all’avvio dei cantieri di lavoro nei comuni dell’isola.

Nel corso dell’assemblea, alla quale hanno preso parte numerosi sindaci siciliani, e’ stata sottoscritta una lettera da inviare al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, e al ministro per i rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto. La Regione e i sindaci chiedono che venga firmato ad agosto l’Accordo di programma quadro “Riqualificazione urbana dei Comuni siciliani”, attraverso cui sara’ possibile istituire 1.759 cantieri di lavoro.

“Ho richiesto questa ampia convergenza istituzionale – ha detto Leanza – a cui dovra’ aggiungersi quella dei deputati regionali e di quelli nazionali eletti in Sicilia. Molti cittadini, in questo momento di crisi, hanno bisogno di aiuto e ci chiedono di intervenire. Di fronte alla concreta esistenza dei fondi europei, peraltro gia’ disponibili, non possiamo farci bloccare da ritardi o complessita’ burocratiche”.

“Con questa iniziativa – ha proseguito Leanza – contiamo di dare occupazione a circa 38.000 operai e a oltre 2.000 tra tecnici e progettisti, che potranno trovare impiego per circa 90 giornate lavorative pro-capite, pari a tre milioni complessive. Secondo i nostri calcoli potrebbe abbattere di circa due punti il tasso di disoccupazione della Regione, senza dal luogo ad alcuna forma di precariato E’ una grande opportunita’ da non perdere e che potra’ dare i suoi effetti immediatamente”.

I progetti riguardano opere di manutenzione o la costruzione di edifici per il miglioramento della qualita’ dei servizi comunali come il ripristino e la messa in sicurezza di spazi per il ritrovo di giovani o anziani, di scuole o palestre, oppure il risanamento di viali, fontane e aree pubbliche. Ma i cantieri potranno anche essere utilizzati per realizzare nuove infrastrutture come tratti stradali, parcheggi e piazze.

Per ogni progetto e’ previsto un finanziamento di circa 110 mila euro e il coinvolgimento di varie professionalita’ che lavorano all’interno degli enti locali. “E’ una maniera – sottolinea Leanza – per garantire l’occupazione ai residenti e per offrire ai sindaci un importante strumento che, integrato con altri provvedimenti, possa fronteggiare almeno in parte le difficolta’ economiche in cui versano tante famiglie. L’impiego di disoccupati in questi cantieri – ha concluso Leanza – fornira’ una concreta esperienza di lavoro e un’occasione formativa producendo allo stesso tempo opere per la collettivita’ che, per la loro semplicita’, possono essere portate a compimento in un breve arco di tempo