10 dic 2011

Le parole chiave dell’appuntamento di domani a Caltanissetta sono Sud, Italia e Militanza. Una quarta parola chiave è il luogo stesso in cui ci ritroveremo: Caltanissetta, una scelta non casuale.

Domani si chiude un ciclo. Nel marzo scorso abbiamo avviato un percorso di rifondazione del nostro movimento, quello della “naturale evoluzione”. Un percorso che si è sviluppato attraverso il confronto politico tra gli aderenti al movimento, dai giovani militanti di base ai quadri dirigenti, dagli amministratori locali ai parlamentari. Un confronto a volte anche aspro e polemico ma certamente utile e necessario.

Da domani con l’introduzione di nuove regole e con il lancio della campagna di tesseramento,  il nostro movimento, rifondato, potrà ripartire con slancio e convinzione rimettendo al centro del dibattito e dell’azione politica il concetto della militanza.

E così come vogliamo ripartire dalla centralità del militante, allo stesso modo intendiamo rimetterci in marcia e ripartire da un luogo posto al centro del nostro territorio. Ecco perchè Caltanissetta, al centro della Sicilia.

Solo però con una Sicilia “nuova” e pervasa dal medesimo sentire autonomista, che è istanza politica, sociale e culturale, possiamo far valere le nostre ragioni e lavorare per lo sviluppo della nostra economia e per il diritto al lavoro dei nostri cittadini. Solo con un forte partito autonomista possiamo influire sulle scelte della politica nazionale, indirizzarla a riconoscere i nostri diritti e a restituirci il posto che ci spetta ricostruendo quindi una “nuova” Italia che riconosca il valore e le esigenze di tutto il suo territorio nazionale, comprese le regioni meridionali, e sia finalmente davvero unita dopo 150 anni di unità dichiarata solo a parole ma negata e misconosciuta sempre nei fatti.

In caso contrario, senza una nostra forte presenza a livello nazionale, continueremo a subire i torti e le angherie alle quali, purtroppo, la storia e i poteri forti, radicati prepotentemente al nord, ci hanno abituato e continuano a volerci tenere sottomessi.

Tutto questo presuppone un cambio di passo, una ripartenza per il nostro movimento e per quanti vogliono impegnarsi per la Sicilia e per il suo sviluppo. E presuppone anche un forte impegno nella comunicazione, campo nel quale i nostri giovani militanti, ma non solo loro, dovranno e potranno giocare un ruolo fondamentale.

E, a questo proposito, già da domani inizierà le proprie trasmissioni in diretta una nostra radio, Radio Autonoma, per il momento diffusa solo attraverso internet ma che speriamo a breve di poter ricevere sulle tradizionali onde radio, per dare voce alle idee e alle istanze di giovani e non giovani, alle istanze autonomiste e a tutti i cittadini della nostra regione.

Su questo particolare aspetto della militanza così come sulla comunicazione in generale i più giovani e più avvezzi all’uso delle nuove tecnologie dovranno avere un ruolo centrale e potranno non solo spendersi in prima persona ma potranno anche rappresentare esempio e guida per quelli che come me invece sono in ritardo nell’adozione dei nuovi strumenti.

Da domani dovremo tutti quanti operare un salto qualitativo nel nostro impegno politico se vogliamo che l’idea autonomista diventi per la Sicilia una leva attraverso la quale conquistare il diritto alla nostra crescita sociale, economica, politica e culturale per il bene del nuovo sud, della nuova Italia e di tutti i siciliani.

21 nov 2011

La Sicilia fa registrare un’importante inversione di tendenza nella lotta all’obesita’ infantile: secondo gli ultimi dati, tra i bambini di terza elementare c’e’ stata una riduzione del 4% rispetto alla campagna del 2007. C’e’ stata anche una rilevante riduzione di alcuni fattori di rischio come i comportamenti sedentari per i bambini delle scuole elementari: meno della meta’ dei bambini passa almeno diverse ore davanti a tv e videogiochi (47%). Sono sempre piu’ diffuse le adesioni a stili di vita salutari: attivita’ fisica (45%); giochi all’aperto (54%); consumo di frutta e verdura (4%); merenda di meta’ mattina 12% e consumo della prima colazione (83%).

Sono questi i principali risultati dell’indagine condotta tra 1280 studenti di 64 scuole primarie siciliane e di 2840 studenti di 223 classi di scuola media e superiore nell’ambito del progetto di controllo sui rischi comportamentali tra i ragazzi di eta’ compresa tra i 6 e i 17 anni voluto dal Ministero della Salute e dal Centro di Controllo delle Malattie (CCM) e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanita’.

Nell’ambito di questo progetto, al quale la Sicilia ha aderito, e’ stata sviluppata l’indagine “OKkio alla Salute”, un sistema di sorveglianza sullo stato nutrizionale e sui fattori di rischio ad esso associati nei bambini delle scuole primarie ed e’ stato avviato il sistema di sorveglianza sugli stili di vita e sui comportamenti dei giovani “HBSC- Health Behaviour in School – aged in Children”.

“I dati confermano che la prevenzione e’ alla base di una corretta politica sanitaria – ha commentato l’assessore regionale per la Salute, Massimo Russo – e quest’amministrazione crede molto nella prevenzione a partire dal miglioramento degli stili di vita e dalla correzione di comportamenti a rischio. I miglioramenti conseguiti vanno certamente messi in relazione con le attivita’ di promozione e di educazione alla salute volute dall’assessorato nell’ambito del Piano regionale della Prevenzione e basate sull’integrazione tra salute, scuola e famiglia. Nonostante i dati siano incoraggianti, dobbiamo ancora lavorare per diffondere nelle famiglie e nella scuola il convincimento di quanto sia importante non sottovalutare il problema dello stato nutrizionale dei propri figli, della qualita’ e della quantita’ dei cibi assunti e degli aspetti legati alle attivita’ che favoriscono il movimento”.

Riguardo allo stato di salute e benessere fisico, psichico e sociale dei preadolescenti, i risultati dell’indagine condotta tra i ragazzi delle scuole medie e superiori della Sicilia mostrano che il sovrappeso e l’obesita’ tra gli undicenni e’ pari al 26% e tende a scendere con il crescere dell’eta’: a quindici anni e’ pari al 18% e si mantiene costantemente piu’ elevato tra i maschi. Quasi la meta’ degli adolescenti consuma la frutta quotidianamente ma il consumo di verdure e’ piu’ basso. Cresce con l’eta’ il consumo di bevande alcoliche e aumenta l’abitudine al fumo e ai comportamenti sedentari.

Il 15% dei ragazzi di 15 anni d’eta’ dichiara di aver gia’ fatto uso di droghe quali la cannabis, mentre il 22% dice di avere avuto rapporti sessuali completi e di questi il 24% dichiara di avere avuto rapporti non protetti. In tema di violenza, si e’ evidenziato che la maggior parte di ragazzi/e non e’ coinvolto in tali comportamenti; particolare attenzione destano tuttavia i dati degli 11enni, tra i quali circa il 5% dice di aver subito atti di bullismo.

Le indagini a livello regionale sono state coordinate dal Dipartimento attivita’ sanitarie e osservatorio epidemiologico diretto da Lucia Borsellino grazie anche all’efficiente rete di raccolta dei risultati realizzata fra gli operatori del mondo della scuola e della salute.

“I dati ad oggi raccolti – ha aggiunto Lucia Borsellino – dimostrano che occorre continuare a valorizzare strategie di promozione e di educazione alla salute sempre piu’ capillari sul territorio e nelle comunita’, attraverso interventi integrati che coinvolgano tutti gli attori istituzionalmente coinvolti”.

11 ott 2011
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Con Miccichè ci siamo incontrati, niente di clandestino, per riportare alla serenità rapporti che erano stati caratterizzati anche da qualche parola di troppo pronunciata da me o da lui.

E per fare una analisi. Lui dichiara che se si rompe l’alleanza con il Pd sarebbe disposto a riallearsi con me. Io dico, se si rompe il Pdl – e non c’è bisogno di dire se si rompe la sua appartenenza al Pdl – perché non colloca la Forza del Sud, come è giusto che sia, non solo lontano da una alleanza con la Lega che nuoce al sud ma distante anche da questo governo che per il sud non solo non ha fatto nulla ma ha prodotto grandi danni? E perché Micciché non si piazza in una posizione in cui una grande forza del sud, un grande partito dell’autonomia e del mezzogiorno si alleano sulla base degli interessi del sud e non dell’appartenenza pregiudiziale a questo o a quell’altro schieramento? Di questo abbiamo discusso.

La politica nazionale è in continua evoluzione. Non si capisce se il Pdl esplode, si legge del malcontento che serpeggia all’interno di quel partito. E poi c’è la spada di Damocle del referendum per ripristinare il Mattarellum che pesa sulla stabilità della legislatura. Si modifica l’attuale legge elettorale? Difficile, perché ciascuno poi guarda al proprio interesse. Si precipita la situazione per andare a votare e quindi impedire il referendum? E’ una possibilità anche questa.

Io credo che la cosa migliore sia quello di fare il nostro lavoro, ciascuno per il ruolo che svolge, e, politicamente, per quanto mi riguarda, di organizzare il movimento trasformandolo da movimento di eletti e grandi elettori in un movimento di militanti che sappiano toccare la testa e il cuore delle persone. Mi auguro che il prezioso contributo dei giovani in questo processo sia decisivo.

26 ago 2011

Proficuo incontro del terzo polo

scritto da Raffaele Lombardo 14 commenti

Riunione costruttiva con gli esponenti del terzo polo questa mattina, anche se con alcune assenze “giustificate” per questi ultimi giorni di vacanza.

E’ stata confermata l’importanza di stare insieme in questa maggioranza che sostiene il governo regionale. La prossima settimana il terzo polo organizzerà un incontro con i deputati.

Nel corso della riunione sono state affrontate diverse questioni, a partire dal dato insostenibile del 28% di disoccupazione tra i nostri giovani che merita tutta la nostra attenzione e il nostro impegno verso la realizzazione di iniziative per lo sviluppo e per il lavoro.

E ancora, il rapporto privilegiato con il Partito democratico. Occorre cominciare a costruire un ragionamento complessivo sulle prossime elezioni amministrative ed è stato ribadito l’impegno a proseguire sulla strada del taglio agli sprechi, con la soppressione delle province e l’istituzione dei liberi consorzi.

Infine, nei prossimi giorni, verrà presentata la manovra che riguarderà non solo i tagli ma soprattutto forti iniziative e interventi per lo sviluppo e il lavoro.

21 giu 2011

Il 25 e 26 giugno si terrà una grande assemblea alla quale saranno presenti i nostri quadri dirigenti ma anche elettori, gruppi, persone che possono essere interessate a un movimento autonomista che ha un marchio conosciuto e una esperienza di sei anni da quando ha esordito sul piano siciliano prima e poi nazionale.

Un movimento che si interroga sul prosieguo della sua vita e che ritiene debba esserci una evoluzione. Lo  penso io e lo riteniamo in tanti a cominciare dalla nostra classe dirigente. E mi auguro che la pensino così anche molti siciliani che oggi più che mai, dopo le dichiarazioni di Bossi e la corsa a sfasciare l’Italia a tutti i costi, capiscano che c’è bisogno di un forte presidio politico per il mezzogiorno e per la Sicilia.

Il nostro movimento deve selezionare una classe dirigente nuova che si caratterizzi per la militanza. Sono necessarie quelle persone pronte a sbracciarsi per fare affissione e che sappiano fare un comizio o organizzare una manifestazione. E non parlo solo di manifestazioni di protesta su grandi temi. Mi riferisco anche a tematiche che riguardano i singoli comuni come  la realizzazione di una strada rurale, una discarica, la raccolta differenziata.

Tanti cavalli di battaglia che devono vederci in prima fila e attenti a capire cosa chiede il popolo siciliano che non ha mai avuto voce in capitolo anche se ha avuto ministri e deputati tutti scodinzolanti, felici e contenti nei partiti nazionali ad aspettare il premio per il silenzio o per l’obbedienza che ha significato la perdita di tante opportunità per la Sicilia.

Oggi c’è bisogno di un grande partito che richiami la classe dirigente e i deputati, anche quelli eletti negli altri partiti, a fare il proprio dovere.

Sono necessari molti militanti in un movimenti di questo genere, a cominciare dai giovani che vogliono dire la loro. E piuttosto che affidarsi a parolai inconcludenti, divorati dall’ambizione e pronti a passare sul cadavere dei propri elettori pur di affermare le loro smanie di non governo, credo che abbiano il diritto di avere una formazione politica attraverso la quale esprimersi.

Sono questi i temi che dobbiamo affrontare sabato e domenica al Palaghiaccio di Catania. Ragioneremo per arrivare ad una conclusione per aprire una fase nuova di un movimento che incida e che cerchi di far valere le ragioni del popolo siciliano intanto e meridionale in genere.

Dobbiamo avere la forza di fare la nostra parte fino in fondo e poi di pretendere che il governo nazionale faccia la propria.

18 giu 2011

Ci siamo. Sabato 25 e domenica 26 giugno saranno due giorni fondamentali per il nostro movimento. Arriva a compito quella Naturale evoluzione che ci ha visti impegnati a ridefinire il nostro ruolo e la nostra presenza sul territorio e nella politica della Sicilia.

È necessaria la presenza di tutti. E, soprattutto, è importante la partecipazione. Tutti siamo infatti chiamati a dire la nostra, a esprimere il nostro punto di vista.

Raffaele Lombardo qualche giorno fa ha ribadito che il movimento che sta rinascendo dovrà essere basato sulla militanza. Questo vuol dire che non basta la semplice presenza ma è necessario un impegno ed una partecipazione in prima persona, attiva e propositiva.

Tutti quelli che si riconoscono nei nostri valori e tutti quelli che hanno a cuore la Sicilia sono coinvolti e nessuno può permettersi il lusso di delegare ad altri la definizione di un processo determinante per le sorti non solo del nostro movimento ma del futuro della nostra regione.

Chiunque abbia qualcosa da dire sarà il benvenuto perché è dal confronto e dalla dialettica che devono scaturire le scelte che faremo.

Da questa pagina è possibile compilare un modulo per iscriversi a parlare, per partecipare al dibattito di sabato e domenica prossimi. Compilando ed inviando il form, avrete il diritto di fare un intervento della  durata di tre minuti.

Ci auguriamo che sabato e domenica ci siano tantissimi interventi di giovani, donne, cittadini siciliani che hanno a cuore le sorti della propria isola.

20 mag 2011
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Ritengo siano state sottovalutate la portata e le conseguenze della legge che prevede lo studio nella scuola del patrimonio linguistico e, soprattutto, della letteratura e della storia siciliana. Credo sia la più importante per una regione del sud e per il recupero di una identità che rischia di scomparire.

Studiamo la storia di Roma, quella dell’Europa, la storia d’Italia, il Risorgimento, ed è importante che sia così. Però non ci occupiamo della storia del nostro territorio e questo è un fatto di alienazione e di sradicamento da quella che è una parte di noi.

Lo studio della nostra storia a partire dall’unificazione, la lotta indipendentista e il compromesso autonomista e statutario, personaggi che magari abbiamo rimosso dalla nostra conoscenza e dalla nostra consapevolezza. E’ possibile che un siciliano non conosca, perché è stata rimossa dagli storici, la figura di Canepa, docente universitario geniale e capo della lotta indipendentista? Molto della nostra autonomia si deve a quell’avvio di lotta indipendentista.

Questo studio determinerà una coscienza e un orgoglio che ci consentiranno, anche in virtù delle ingiustizie subite e delle responsabilità gravissime delle classi dirigenti ascare meridionali, di riprendere la via della lotta per conquistare i nostri diritti e poter valorizzare e usare le nostre risorse e non quelle altrui.

Un nord oggi avanzatissimo e un sud palla al piede non sono casuali e non sono dovute al fatto che, come diceva Lombroso, siamo minus habens. Abbiamo fatto tanti errori ma siamo stati oggetto di uno sfruttamento. La consapevolezza di questa realtà attraverso la storia è rivoluzionaria.

Mi auguro che nel territorio, nei comuni, nei circoli dei paesi, un tempo luogo di confronto e di discussione, si riprenda il dibattito e la Regione ne tenga conto nell’emanare le direttive che dovranno riguardare una scuola che sarà, in buona parte, governata dalla Regione.

Riempire la scuola di contenuti che riguardano il nostro territorio, i nostri diritti e le speranze dei nostri figli era una cosa fondamentale. Saluto questa legge, portata avanti con tenacia e convinzione dall’On. Nicola D’Agostino, con grandissimo favore e mi auguro che i nostri figli la apprezzino e la facciano fruttare. E mi auguro che se ne colga appieno la portata e se ne traggano i benefici.

09 mag 2011

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana il decreto, a firma del dirigente generale dell’assessorato Famiglia e politiche sociali, Rosolino Greco, e le direttive per l’attuazione dell’Azione 5 denominata “Orientati verso l’Europa” dell’Accordo di Programma Quadro “Giovani protagonisti di se’ e del territorio”.

Si tratta di un nuovo avviso per la concessione di contributi a titolo di cofinanziamento di progetti europei destinati ai giovani. Rispetto al passato, possono accedere anche i gruppi informali che presentano un progetto nell’ambito del programma Gioventu’ in azione. L’APQ “Giovani protagonisti di se’ e del territorio” costituisce uno strumento di programmazione integrata attraverso il quale la Regione Siciliana pone al centro dell’attenzione il mondo giovanile. Vengono incoraggiati quei processi di cambiamento culturale tendenti alla crescita e responsabilizzazione, valorizzando le potenzialita’ dei giovani in quanto soggetti attivi e determinanti per lo sviluppo della Sicilia. La strategia generale e’ quella di promuovere il protagonismo sociale e le capacita’ di relazione dei giovani, per favorirne l’inserimento nel mondo del lavoro, lo sviluppo della personalita’, le attitudini e la partecipazione attiva alla comunita’ locale. Gli oneri finanziari delle istanze di cofinanzia mento regionale, accolte graveranno sugli stanziamenti previsti nell’Azione 5 “Orientati verso l’Europa” dell’A.P.Q.,

pari complessivamente a 140 mila euro a cui potranno aggiungersi ulteriori economie che si renderanno disponibili. Il decreto restera’ in vigore fino alla piena utilizzazione delle risorse finanziarie e comunque non oltre il triennio di attuazione dell’intero Accordo di Programma Quadro.