11 ott 2011
Immagine anteprima YouTube

Con Miccichè ci siamo incontrati, niente di clandestino, per riportare alla serenità rapporti che erano stati caratterizzati anche da qualche parola di troppo pronunciata da me o da lui.

E per fare una analisi. Lui dichiara che se si rompe l’alleanza con il Pd sarebbe disposto a riallearsi con me. Io dico, se si rompe il Pdl – e non c’è bisogno di dire se si rompe la sua appartenenza al Pdl – perché non colloca la Forza del Sud, come è giusto che sia, non solo lontano da una alleanza con la Lega che nuoce al sud ma distante anche da questo governo che per il sud non solo non ha fatto nulla ma ha prodotto grandi danni? E perché Micciché non si piazza in una posizione in cui una grande forza del sud, un grande partito dell’autonomia e del mezzogiorno si alleano sulla base degli interessi del sud e non dell’appartenenza pregiudiziale a questo o a quell’altro schieramento? Di questo abbiamo discusso.

La politica nazionale è in continua evoluzione. Non si capisce se il Pdl esplode, si legge del malcontento che serpeggia all’interno di quel partito. E poi c’è la spada di Damocle del referendum per ripristinare il Mattarellum che pesa sulla stabilità della legislatura. Si modifica l’attuale legge elettorale? Difficile, perché ciascuno poi guarda al proprio interesse. Si precipita la situazione per andare a votare e quindi impedire il referendum? E’ una possibilità anche questa.

Io credo che la cosa migliore sia quello di fare il nostro lavoro, ciascuno per il ruolo che svolge, e, politicamente, per quanto mi riguarda, di organizzare il movimento trasformandolo da movimento di eletti e grandi elettori in un movimento di militanti che sappiano toccare la testa e il cuore delle persone. Mi auguro che il prezioso contributo dei giovani in questo processo sia decisivo.

25 nov 2010
Immagine anteprima YouTube

I cittadini siciliani vedano come sono stati assegnati i 21 miliardi che si sono impegnati al Cipe 4 o 5 giorni fa e di cui Gianfranco Miccichè è il sottosegretario.
Le briciole, qualche decina di milioni di euro, per alcune cose a Taranto e a Bari. Tutto il resto va al nord. Questa è la fotografia di come il governo tratta il nord e il sud: l’area più ricca di infrastrutture riceve miliardi per potenziare le sue infrastrutture, quella più povera, il sud, resta senza il becco di un quattrino.
Altra osservazione: non abbiamo i progetti. Ma chi deve fare il progetti dell’alta (o decente) velocità Catania-Paermo? Li fa Rfi, le Ferrovie dello Stato. E il progetto per il Ponte sullo Stretto chi lo deve fare? L’Anas e le ferrovie. Da un lato quindi non si fanno fare i progetti e poi non si danno i fondi perché si lamenta che mancano i progetti.
E’ un gioco indecente e vergognoso contro un popolo che è in grado di capire che sono tutte chiacchiere al servizio di un governo che sta massacrando il mezzogiorno e che si accinge a celebrare i 150 anni dell’Unità sancendo la disunità e la secessione del paese: il nord ricco e infrastrutturato e il sud che esporta giovani in cerca di lavoro.

14 set 2010
Immagine anteprima YouTube

Pier Carmelo Russo ha la colpa di aver paralizzato e azzerato quel grumo di interessi affaristici politico-mafiosi che stavano attorno ai termovalorizzatori. Ha paralizzato il sistema dell’eolico per il quale oggi c’è stato un sequestro di 1,5 miliardi di euro e quindi ha paralizzato il sistema di malaffare infiltrato dalla criminalità e da cosa nostra. Se questo è un demerito lo giudicheranno i cittadini.
Pier Carmelo Russo, il paralizzatore, per merito di queste scelte è costretto a vivere sotto scorta. E’ l’autore della legge sul nuovo sistema dei rifiuti, diverso da quel sistema che costerà alla regione e ai siciliani circa un miliardo di euro e ci lascia le strade piene di rifiuti. Nuovo sistema che dovrà aprirci alla differenziata, all’impiantistica adeguata e, se serve, alla termovalorizzazione.
Miccichè, a proposito di paralizzatori, temo stia parlando lo stesso linguaggio di quelle parti politiche che hanno detto, su termovalorizzatori e sanità, le stesse cose che oggi sono  dette contro di noi.

12 ago 2010

Leggo notizie di agenzie che mi attribuiscono, a proposito di una intervista da me rilasciata ad una televisione locale, valutazioni in merito al fatto che Gianfranco Miccichè dovrebbe rompere con Silvio Berlusconi.

Mi sono limitato a ribadire che, a proposito del dibattito sulla formazione del nuovo governo, saranno alleate quelle forze politiche che accetteranno un programma di riforme serie per la Sicilia, che sottoscriveranno un patto di legislatura per portare il governo alla sua scadenza naturale e che si impegneranno a stare insieme anche per il dopo.

Queste sono le uniche condizioni che pongo per il bene della Sicilia a prescindere dai rapporti e dalle amicizie che chiunque può naturalmente coltivare.

13 lug 2010

Ho incontrato Gianfranco Miccichè. E’ stata una lunga e amichevole chiaccherata nel corso della quale abbiamo analizzato la situazione e soprattutto i precedenti, importanti, di questi due anni. Conveniamo sulla necessità che bisogna dar vita a un governo di legislatura con le persone di buona volontà che sposino questa impostazione autonoma e autonomista del nostro governo e che si organizzino per stare insieme anche nel momento elettorale.

Definiremo nelle prossime ore, insieme agli altri partner di questa operazione, l’agenda programmatica e il presupposto politico che ci portino al rilancio dell’attività di governo e dell’attività legislativa.

Intanto speriamo che vada in porto la legge sugli appalti dopo la ritrovata intesa con l’associazione dei costruttori.

Più tardi vedrò il segretario del Partito democratico e nelle prossime ore faremo il punto complessivo della situazione durante un incontro che, mi auguro, veda la pertecipazione di chi ci sta.

08 lug 2010
Immagine anteprima YouTube

Due sono le questioni politiche critiche fondamentali in questo momento nella situazione siciliana. La prima è legata al fatto che  “il terremoto politico di cui si parla e di cui ci si lamenta è determinato da una scelta mia, ma non solo mia, di imprimere una svolta al governo della regione con una serie di riforme rivoluzionarie: dai rifiuti alla sanità, dalla gestione dell’acqua alla questione dei liberi consorzi dei comuni al taglio degli sprechi.”

Su tale svolta riformatrice è significativo che “un partito che stava all’opposizione all’inizio convenga su queste riforme e che io stesso, piuttosto che starmene comodamente sul trono del sultano di presidente della regione abbia scelto questa strada non è un capriccio e neppure una imposizione ma una scelta politica e umana di coscienza”

La seconda questione – aggiunge Raffaele Lombardo – riguarda invece “l’incertezza determinata, e le conseguenze deliberatamente programmate, con la fuga di notizie che mi riguardano. Fuga di notizie e nient’altro che hanno fatto anzitempo venire in mente a qualcuno di sostituirmi domani mattina piuttosto che fra tre anni.”

In questo quadro Lombardo si chiede se “qualcuno nel Pdl-Sicilia, non ho capito se Miccichè o altri, oltre una ricomposizione con l’altra parte del Pdl stia nel governo, da un canto, ma lavori alla mia successione. Con una alleanza nella quale chi sostiene questo governo non si ritroverebbe mai.”

A conclusione del ragionamento Lombardo intende allora proporre “alcuni punti programmatici fondamentali, riforme radicali, sulle quali chiedo la sottoscrizione a chi ci vuole stare. Miccichè è il primo alleato a cui chiederò. Che le forze politiche si impegnino in un patto di legislatura di tre anni e si impegnino in modo che, quando si andrà a votare, lavoreranno insieme con un unico candidato per vincere le elezioni. Questa sarà la discriminante.”

22 mag 2010
Immagine anteprima YouTube

Ecco uno stralcio dell’intervista che Raffaele Lombardo ha rilasciato al mensile “S”.

18 mag 2010
Immagine anteprima YouTube

Raffaele Lombardo tesse le lodi di Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia e delle Finanze:

“Mi dispiace per il Paese che affronta un’emergenza finanziaria notevolissima. Grazie a Dio abbiamo un ministro dell’economia che può essere accostato a Quintino Sella, perché è bravo e più che all’altezza della situazione”.

Al contempo, tuttavia, Lombardo riconosce le difficoltà del governo, dispiacendosi di ciò che si legge sulle cricche e le caste:

“Io devo dire che, piuttosto che da eventuali cricche legate ad affittopoli, io credo che Silvio Berlusconi sia circondato da cricche politiche che lo hanno allontanato dai suoi veri amici.

Mi dispiace doverlo dire in un momento nel quale la mia simpatia nei suo confronti è più grande che nel passato.

Questi cattivi consiglieri lo hanno allontanato da coloro che lo hanno voluto bene. Ad esempio, i nuovi arrivati gli hanno dipinto negativamente un suo vero amico, che è Gianfranco Micciché“.