09 mar 2011
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Quelli che hanno imboccato la strada dei ricatti o dei piccoli scambi quotidiani vanno avvisati che hanno deviato dalla strada maestra dell’autonomia e che questo posto, forse, non è più adatto a loro. Se ne vadano nei grandi partiti nazionali, augurando loro migliore fortuna.

In questa fase bisognerà fissare paletti precisi perché non si consenta, a chi ci crede, di demotivarsi a causa dei cattivi esempi.

Questo movimento deve registrare una evoluzione che gli consenta di uscire dall’ambito della Sicilia nel quale viene identificato e localizzato anche in funzione del fatto che il presidente della Regione ne è pure il fondatore. Da qui la necessità di individuare una persona che sia al di sopra dell’appartenenza a questo o quell’altro territorio.

Io chiedo un impegno a tutti, anche a quei meridionali che stanno nelle città del nord. Rivolgo loro un appello, e spero che mi si risponda anche attraverso il mio blog, perché nei tanti comuni in cui si vota i cittadini provenienti dal sud  possano ritrovare la ragione per stare nel nostro movimento, dare un contributo attivo per ridefinirne i connotati e dare una mano e impegnarsi con quanti vogliono un sud diverso e una unità d’Italia che si realizzi superando l’attuale vergognoso divario.

Un movimento nuovo che avrà una radice autonomistica ma nel quale innesti della società civile, dai giovani universitari ai docenti, dagli intellettuali agli agricoltori o ai disoccupati si possano ritrovare, cosa che fino ad oggi è avvenuta solo parzialmente.

Basta guardare i conflitti, le divisioni, gli odi e i rancori che caratterizzano i grandi partiti nazionali, dalle fibrillazioni del Pd con le contestazioni alla leadership e gli attacchi che subisce anche da sinistra, al Pdl con la frattura con Fini e i tanti fermenti che in quel partito stanno vivendo. Un partito che ormai ha delegato la rappresentanza degli interessi economici e sociali nel governo alla Lega, augurandomi che si possa uscire vivi da questo federalismo, riforma epocale che lo Stato si appresta a vivere.

Rispetto a questi partiti, che di ideale e programmatico esprimono poco, o perché non riescono o perché non ne hanno interesse, il legame con il territorio, all’insegna di principi e valori che non intendiamo trascurare, e il farsi carico dei problemi della gente sono istanze fondamentali e di grande attualità.

La crisi dei nostri gruppi parlamentari alla Camera, con le incertezze di chi se ne va o di chi baratta la propria dignità per un posto di sottosegretario, dimostra che c’è bisogno di un progetto solido a cui ancorare una classe dirigente fatta di persone che ci credono e che portino avanti le stesse battaglie che i leghisti facevano quando erano quattro gatti, prima di diventare il partito che governa l’Italia.

25 feb 2011
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Il terzo polo è un polo di partiti nazionali dal quale noi siamo distinti. Come Mpa, al momento, siamo un partito radicato in Sicilia ma  anche un partito nazionale e quindi questa alleanza deve essere costruita all’insegna della chiarezza e di obiettivi comuni. (continua…)

11 nov 2010
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C’è una sintonia forte tra Futuro e Libertà, l’Udc di Casini, l’Alleanza per l’Italia di Rutelli e il nostro Movimento, che sarà pure piccolo ma l’altra sera ha fermato il governo sulla finanziaria costringendolo a cambiare musica e a rettificare un percorso che ritenevamo sbagliato.
Il nostro Movimento è pronto ad andare avanti su questa strada perché siamo in sintonia con quanto detto da Fini in Umbria e oggi abbiamo precisato con lui e con Casini, insieme agli amici di Api, una strategia che ci vede camminare insieme.
Il nostro Paese è troppo pieno di veleni, insulti, aggressioni, dossier che circolano e che vengono confezionati ad uso e consumo dei potenti e del potere per cercare di fermare chi osa dissentire, anche se si comporta correttamente e lealmente nei confronti dei cittadini e dei propri elettori.
O si cambia musica o è meglio spegnerla questa musica nefasta per il Paese e per la Sicilia.

17 set 2010


Riportiamo l’intervista rilasciata dal presidente Raffaele Lombardo al Corriere della Sera pubblicata oggi.

Presidente, è l’ennesimo annuncio o questa volta nasce davvero il quarto governo di Raffaele Lombardo?
Lo presenterò martedì prossimo all’assemblea siciliana. Ascolterò suggerimenti e consigli, poi però il governo lo faccio io. E se la signora assemblea accetta bene, altrimenti si stacca la spina e si va a casa. Ma non credo che lo farà.

Per restare in sella ha rotto con la maggioranza del Pdl e con i cuffariani, dialoga con Fini, Casini e Rutelli e accetterà l’appoggio esterno del PD di Bersani…
Per  metà sarà un governo di tecnici, per l’altra metà di politici. Non politici di professione, però!

In gergo si chiama ribaltone.
Il ribaltone lo ha fatto il PDL quando ha votato con il Pd.

E quando lei ha liquidato i “lealisti” di Schifani e Alfano…
Sono loro i traditori, fedeli al mandato di lasciare che la Sicilia naufraghi. Noi invece cerchiamo di tenere a galla la barca con l’apporto di chi ci sta. E se poi questa esperienza sarà riprodotta su scala nazionale in un terzo polo, tanto meglio.

Non è trasformismo il suo?
No, io la chiamo trasformazione radicale. La riforma della sanità me la invidiano in tutta Italia, ho avuto il coraggio di cancellare un piano dei rifiuti che era in mano a ditte palesemente mafiose e rivendico il diritto di avere bloccato le assunzioni. E’ trasformismo? No, è la Sicilia che cambia, la Sicilia che prova a uscire dallo sfruttamento eterno.

Non è possibile cambiare l’isola senza rompere alleanze?
Avrei potuto continuare  la politica sultanesca dei miei  predecessori tenendomi privilegi, lussi e vantaggi. Bastava non pestare i piedi alle lobbies e ai poteri forti, che sono i veri veicoli con cui la mafia governa la Regione. Invece sono andato aventi con il mio programma.

Prima ha fatto fuori  i cuffariani.
Se  sulla sanità o sui rifiuti un pezzo della mia vecchia maggioranza si sfila e mi aggredisce, pur di difendere  il sistema, io che faccio? Me la tengo e cambio il programma? No, mollo un pezzo di maggioranza  a costo di farmi tacciare di trasformismo da chi preferisce una Sicilia immobile.

L’ex presidente Cuffaro ha detto che la gestione Lombardo è molto più clientelare della sua.
Il clientelismo cos’è, scambiare favori? Io li ho cancellati, i favori. Sto risanando una Regione la cui situazione finanziaria mi è stata lasciata in termini drammatici.

Accetterà  l’appoggio del Pd ma non vuole Miccichè, perché?
Con l’approssimarsi delle politiche Miccichè ha scelto di tornare a casa, forse perché Berlusconi gli ha offerto la presidenza della Regione. Ma se qualcuno contava di andare al voto a novembre o in primavera si sbaglia, io lavoro perché ci si vada fra tre anni. Speravano di azzopparmi per via giudiziaria? Mi dispiace per loro, non ho ricevuto alcun avviso. Quella è una parentesi chiusa.

Il 28 settembre l’Mpa voterà la fiducia a Berlusconi?
La mia è una fiducia molto esigente, non gratuita. Non faccio parte dell’area della responsabilità e non darò nessuna fiducia cieca. Voglio leggere il programma, vedere cosa succede sulla giustizia e accettarmi che, per il Sud, non ci sono solo miraggi e un po’ di fumo. Farò di tutto per scongiurare che Berlusconi vada in crisi. Ma se succede…

Se succede?
Sono pronto ad aderire a qualunque governo che riformi la legge elettorale. Con gli uomini di Fini abbiamo avviato un percorso di leale consultazione e condivisione.

Dica la verità, davvero non sta trattando con Berlusconi per tornare nel centrodestra?
Io non sto trattando con alcuno. Ho con il premier un rapporto istituzionale e ne avrei uno buono sul piano personale, se non fossero successe tante cose. Il mio piccolo gruppo è già stato addentato da Berlusconi. Avevamo otto deputati e quattro se ne sono andati con quel finto Noi Sud, poi è arrivato Misiti…

E siete diventati cinque. Voti preziosi per Berlusconi.
Fino al 28 c’è tempo…

Qui l’intervista in formato Pdf

03 ago 2010
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“All’interno del Pdl si è determinato un nucleo forte di “pasdaran” che,  facendo leva sulla vicinanza col premier, hanno cercato di far fuori chi non era omologato dentro il partito.
In politica c’è bisogno di un rapporto di correttezza quando si deve fare un tratto di strada l’uno accanto all’altro. Gianfranco Fini entra nel Pdl titolare di almeno un 30% di rappresentanza e si ritrova senza nessuno nel partito e senza nessuno nel governo.
Fini ha capito che se non avesse scisso i percorsi si sarebbe trovato con un pugno di mosche in mano. Questa credo sia una delle ragioni per cui si è rotto il feeling con Berlusconi.
Granata e altri non hanno voluto condannare nessuno ma evidenziare il comportamento di alcuni che, credendosi al di sopra delle regole e non punibili, hanno forse assunto comportamenti sbagliati.”

23 apr 2010
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Oggi, più che mai, è indispensabile che ci sia un Partito del Sud“. Questa la conseguenza che trae Raffaele Lombardo dalla lite tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, avvenuta ieri durante la direzionale nazionale del Pdl.

Infatti, avendo “Fini posto anche il tema dell’appiattimento del Pdl rispetto alla Lega e alle sue politiche”, ciò dovrebbe portare lo spostamento del baricentro dell’azione del governo verso il Mezzogiorno.

In quest’ambito s’inserisce il Partito del Sud, “unico strumento che serve a compensare lo strapotere obiettivo della Lega, che fa bene il suo mestiere per il Nord”, indispensabile “per equilibrare i due piatti della bilancia”.

11 feb 2010

adorazione dei pastori

È stato presentato oggi, nella sala della Lupa di Palazzo Montecitorio, a Roma, “L’adorazione dei pastori“, il dipinto restaurato di Caravaggio, testimonianza della presenza dell’artista a Messina tra l’autunno del 1608 e la primavera del 1609.

Alla presentazione ha partecipato anche Raffaele Lombardo:

“Un restauro che è stato realizzato in fortunata coincidenza con il centenario della morte del pittore, un’opera che tornerà a meravigliare i siciliani insieme all’altro dipinto del Caravaggio ospitato a Messina: la Resurrezione di Lazzaro.

Per la Sicilia si apre un anno di ritorni eccellenti. Tornerà ed essere fruibile la Villa del Casale di Piazza Armerina, ha riaperto il Museo di Palazzo Abatellis di Palermo, tornano gli argenti antichi di Morgantina e soprattutto ho invitato i partecipanti alla presentazione di oggi a non perdere il prossimo ritorno in Sicilia della Venere di Morgantina“.

Il governatore, infine, ha dimostrato “la nostra riconoscenza, quella di tutti i siciliani, al Presidente Gianfranco Fini e ai vertici di Fastweb per la sensibilità dimostrata con il forte sostegno che hanno dato al restauro della tela”.

Infatti, a Montecitorio c’erano anche il presidente della Camera dei Deputati, il ministro per i beni e le attività culturali Sandro Bondi, il vicepresidente della Camera dei deputati Maurizio Lupi e l’ amministratore delegato di Fastweb Stefano Parisi.

(continua…)