29 mag 2011

Fuga di notizie ad orologeria

scritto da Raffaele Lombardo 10 commenti

Prendo atto che con cronometrica puntualità il giorno delle amministrative in Sicilia e dei ballottaggi nazionali, grazie alla consueta fuga di notizie in violazione del segreto istruttorio, si fa sapere all’opinione pubblica l’ipotetica esistenza di un atto interno, di nessuna rilevanza procedurale, allo scopo di creare un artificioso clima di pressione sull’opinione pubblica e sulla necessaria serenità che caratterizza il lavoro della magistratura.

Lo scorso 20 aprile, quando sono riuscito a venire in possesso degli atti del procedimento IBLIS, ho conferito un articolato incarico di consulenza difensiva al dr. Gioacchino Genchi ed al suo staff.

Il dr. Genchi ha già ultimato l’informatizzazione degli atti del procedimento ed ha iniziato l’estrapolazione di elementi che in modo oggettivo ed incontrovertibile dimostrano la mia assoluta estraneità ai fatti che mi vengono contestati.

Penso di non dovere aggiungere nulla sulla professionalità del dr. Genchi, di cui si è pure servita anche di recente la magistratura di Catania: dal processo per la costruzione del nuovo ospedale Garibaldi di Nesima ad un processo di mafia conclusosi con sentenza di condanna emessa qualche settimana fa dal tribunale di Catania.

Ho seguito il lavoro da lui svolto in queste settimane condividendo la sua metodologia, l’obiettività e il rigore logico e scientifico con cui procede nelle analisi ed accompagna le conclusioni.

Di seguito la nota di Gioacchino Genchi

(continua…)

01 ott 2010
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Atti coperti da segreto istruttorio che mi riguardano vanno sui giornali. E’ inziata la campagna d’autunno.
Io non chiedo nessun occhio di riguardo e, come si sa, mi sono schierato a favore dell’uso delle intercettazioni.
Ieri c’è stato non so bene se il sequestro o la visione di un giornale che si stampa e che si distribuisce gratuitamente. Si vede che non era quello il posto dove andare a cercare gli atti che mi riguardano, se è vero che stamattina un giornale nazionale ne parla. Che la magistratura faccia il suo corso e che impedisca che si compiano reati.
Quello relativo alle mie condizioni di salute è una violazione di ogni norma deontologica, di ogni legge, oltre ad essere una colossale menzogna. Anche in questo caso la magistratura è stata investita da me e presto dovrà fare luce in modo che questo equivoco venga risolto definitivamente.

01 ott 2010

Mi aspettavo che oggi, come un sol uomo, gli ascari, spietati campieri coi siciliani quanto proni al cospetto di padroni romani, insorgessero contro di me. Ciò è puntualmente avvenuto.

Così come mi aspettavo la campagna d’autunno a base di sistematiche fughe di notizie e di aggressioni quotidiane ma sinceramente non ambivo a che fosse il ministro di Giustizia a dare il la.

E’ vero, le nostre storie sono abissalmente diverse e me ne vanto. In quanto ai miei appuntamenti e perfino alle mie parole è giusto che vengano vagliate dalla magistratura cui non servono incitamenti così come a me non servono nè lodi nè scudi protettivi.

Per concludere,  fa bene il ministro Alfano ad occuparsi delle mie agende perché se si occupasse di quelle dei suoi sodali dovrebbe cambiare sodali o cambiare quantomeno ministero.

21 lug 2010
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Queste le valutazioni di Raffaele Lombardo a conclusione di una giornata nel corso della quale è stato ascoltato per alcune ore dalla commissione antimafia.

Oggi ho avuto un confronto molto interessante e soddisfacente con la Commissione antimafia alla quale ho reso conto di ciò che avevo anticipato durante la scorsa mia audizione.

Avevo detto che saremmo andati avanti sulla riforma sanitaria e lo abbiamo fatto uscendo dalla lista nera delle regioni cosiddette canaglia o sperperatrici.

Poi la grande riforma dei rifiuti. Abbiamo avuto il coraggio di denunciare l’infiltrazione mafiosa alla magistratura palermitana competente e con atti amministrativi coerenti abbiamo demolito un sistema in cui è provato che la mafia si era infiltrata.

Rispondendo ai commissari ho poi affrontato la vicenda che mi riguarda personalmente. Una vincenda incredibile per la quale nessuno credeva che io non avessi ricevuto alcuna notizia ufficiale, dove l’unico reato che ufficialmente esiste è quello della fuga di notizie. Fuga di notizie che ha dato luogo ad una campagna di aggressione che doveva far fallire la finanziaria, legge nella quale c’è la copertura della riforma dei rifiuti, la gestione dei servizi idrici e tante norme fondamentali sul fotovoltaico, e soprattutto il piano energetico, campo in cui abbiamo saputo dire di no alla schifezza delle pale eoliche che portavano benessere ad alcuni speculatori e pochi vantaggi ai cittadini.

Il disegno della fuga di notizie era finalizzato a far cadere quella finanziaria e a portarmi alle dimissioni. Mi auguro che questa vicenda si possa concludere consentendomi di fare ciò che ho chiesto fin dal primo momento: partecipare all’accertamento della verità venendo sentito e offrendo i riscontri necessari perché la verità emerga.

Se io avessi aiutato, e non contrastato concretamente con azioni amministrative che sono sotto gli occhi di tutti, questa maledetta mafia, non sarei degno di essere il Presidente della regione. Avendo fatto esattamente il contrario, quello che si è verificato va letto con un’ottica diversa, che renderemo nota al popolo siciliano tornando ad esprimere fiducia nella magistratura che deve restare autonoma, forte e libera di intercettare.

L’augurio che rivolgo alla Sicilia è quello di riprendere a lavorare con una serenità che in queste ultime settimane è certamente mancata.

20 lug 2010
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“Sono state tre ore di piena collaborazione”. Queste le parole di Raffaele Lombardo a proposito della sua testimonianza, quale persona informata sui fatti, al procuratore di Messina nell’ambito della fuga di notizie dell’inchiesta catanese su presunti rapporti mafia-politica.

Ho esibito e consegnato 34 articoli di stampa, di quotidiani e settimanali, e qualche resoconto di Assemblea – ha detto Lombardo – a proposito di un sistema di fuga di notizie che mi ha interessato e che mi ha procurato danni enormi sul piano personale, familiare e politico-amministrativo: il governo in bilico, l’Assemblea che avrebbe potuto non approvare la finanziaria regionale, qualcuno che mi ha chiesto le dimissioni.”

Tutto questo non può rimanere impunito. – conclude Lombardo – E’ bene che vengano accertate, e perseguite, le responsabilità, a prescindere dall’azione legale che dovrò svolgere nei confronti di chi ha mentito o diffuso notizie false.”

22 mag 2010

Ascoltato dalla Procura di Catania

scritto da Raffaele Lombardo 4 commenti

Sono stato ascoltato oggi, su richiesta dei miei legali, dalla Procura della Repubblica di Catania, in merito all’inchiesta sulla fuga di notizie che mi riguarda.

Ho reso spontanee dichiarazioni e allegato ben 23 articoli di stampa, solo una sintesi di quanto è accaduto dal 29 marzo ad oggi, da quando cioè si diede in pasto all’opinione pubblica la notizia di un’inchiesta per mafia sul governatore della Sicilia.

Articoli relativi al tema, all’inchiesta, persino alla personalità del sottoscritto, alle presunte prove, consistenti in presunte intercettazioni, perché è tutto presunto in questa vicenda!

È noto, infatti, che io ho appreso le notizie sul reato e sulle indagini soltanto dalla stampa. Fuga di notizie che, per quanto riguarda alcuni giornali, si spinge fino a citare mie dichiarazioni spontanee che sono ovviamente coperte da segreto istruttorio; che osa sostenere che i Pm si interessano alle attività imprenditoriali, in realtà inesistenti, di mia moglie.

E poi, grazie a Dio, puntualmente per ogni notizia, sia quella del 29 marzo sulle indagini che quella del 12 maggio sulla richiesta dell’arresto, è arrivata la smentita della Procura della Repubblica, che ha parlato apertamente, nella persona del procuratore, di matrice politica nella diffusione della notizia.

In questa sorta di vicenda kafkiana, di certo c’è solo una contrapposizione politica di chi, costi quel che costi, in tutti i modi, possibili e immaginabili, leciti o illeciti, vuole chiudere questa esperienza di governo della Regione.

Questo accade dopo che, ancora prima che io venissi eletto, da parte di taluni esponenti di una certa Forza Italia, si riferivano sentimenti della serie: “Lo faranno morire di morte naturale“; “Lo fanno attaccari” (riferendosi al carcere), per una sciocchezza, possibilmente un’assunzione. “Agguerriti sono“, dicevano tra loro.

Forse immaginavano che si sarebbe avviata un’azione di cambiamento all’insegna dell’onestà, della trasparenza, della correttezza, della lotta alla mafia, come non si era vista da qualche tempo a questa parte in Sicilia.

A fare da sfondo a questa illecita diffusione di notizie, inoltre, sono state le voci circolate all’Assemblea Regionale Siciliana, nonché qualche sconnessa dichiarazione di qualche deputato che ha dimostrato di saperne di più con un solo fine: fare cadere l’assemblea alla vigilia della finanziaria e piegare così il governo, in un momento in cui, piaccia o non piaccia, si è intestata una finanziaria ricca di spunti riformatori, mai visti in passato.

Il governo, per di più, ha avviato un’opera di risanamento e di rigore morale e finanziario nel settore della sanità; ha bloccato le assunzioni; ha messo in discussione anche il sistema dei termovalorizzatori che sembrava blindato e inaffondabile, sul quale è provata la commistione con la mafia; ha proposto il tema della ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia.

Ho detto questo ai procuratori ! E naturalmente ho ribadito, in un momento nel quale ho invitato il mio partito a votare contro la legge che riduce le intercettazioni (e quindi gli strumenti per combattere la mafia), la mia piena fiducia alla magistratura, alla quale chiedo tutela e che venga svelato questo vergognoso intreccio, che nuoce a me e soprattutto alle istituzioni, in generale; a quelle regionali, in particolare; alla Sicilia e ai siciliani.