22 ott 2011

Il concetto di “perequazione” degli incentivi per il fotovoltaico che il governo nazionale sta tentando di introdurre nel decreto sviluppo, in elaborazione in questi giorni, rappresenta la triste ed ennesima conferma della politica di discriminazione delle regioni meridionali attuata da questo governo a trazione leghista.

La Sicilia e le regioni meridionali non possono più tollerare questo costante e continuo disinteresse della maggioranza di governo nei confronti di una parte fondamentale del Paese.

Ho quindi inviato una lettera, che riporto di seguito, al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ai presidenti delle Regioni del Sud, ai ministri competenti in materia, a tutti i deputati e senatori eletti in Sicilia e al presidente del Consiglio, con la quale manifesto tutto il mio disappunto e chiedo loro un pronto intervento per eliminare questa ulteriore discriminazione alla quale ci opporremo con qualunque mezzo a nostra disposizione.

Al Presidente  della Repubblica
On. Giorgio Napolitano
Al  Presidente del  Consiglio
On. Silvio Berlusconi
Al Ministro dello Sviluppo Economico
On. Paolo Romani
Al Ministro per l’Ambiente
On. Stefania Prestigiacomo
Ai  Presidenti Delle Regioni del Sud
Ai  Senatori  della Repubblica   eletti in Sicilia
Ai  Deputati Nazionali eletti in Sicilia
Loro Sedi

Apprendiamo  da un articolo di stampa,pubblicato il 18 ottobre u.s . sul sole 24 Ore, che, nell’ambito della bozza del c.d. Decreto legge Sviluppo (articolo 47), in questi giorni in sede di elaborazione definitiva, si introduce il concetto di perequazione degli incentivi per il Fotovoltaico.
Si  tratterebbe di una misura di “perequazione”, per l’appunto, volta ad una differenziazione delle tariffe del conto energia in base alle caratteristiche del territorio, dell’irradiazione solare e della relativa capacità di generare energia elettrica a parità di mezzi e strumentazioni, con la conseguenza inevitabile di dirottare gli incentivi al Nord Italia, laddove la produzione di energia solare è ridotta rispetto al Sud.
Il correttivo perequativo proposto sugli incentivi al fotovoltaico, stabilito con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e collegato ai gradi-giorni delle zone climatiche, persegue il fine di ridurre gli incentivi nelle regioni meridionali.
Appare evidente come l’introduzione di tale emendamento creerebbe ulteriori incertezze e confermerebbe, dopo il tormentato varo del quarto conto energia,una politica di discriminante differenziazione degli aiuti sul territorio nazionale.
Tale misura peraltro sarebbe in pieno contrasto con la politica energetica nazionale in quanto, come osservato più volte dalla Regione siciliana in sede di Conferenza Stato-Regioni, da un lato  lo Stato tramite l’approvando decreto sul burden  sharin chiede soprattutto  alle regioni meridionali un forte contributo nella produzione di energia da fonte  rinnovabile ai fini del raggiungimento degli obiettivi europei nell’ottica del c.d. 20.20.20, dall’altro lo stesso territorio verrebbe penalizzato dalla riduzione degli incentivi.
Nel manifestare vivo disappunto per la incredibile  proposta, che non farebbe altro che incrementare le tariffe incentivanti per le zone meno soleggiate  a scapito del Sud Italia,premiando gli impianti che producono di meno,si invitano le SS.LL. ad intervenire prontamente per eliminare l’ennesima discriminazione attuata a discapito del Meridione d’Italia.
Ci riserviamo, nell’ipotesi di approvazione  della misura,  di avviare ogni azione  possibile per assicurare che tale  nefasta scelta della politica nazionale non sia portata a termine.
Raffaele Lombardo

18 ott 2011

Oggi abbiamo avuto una serie di incontri molto importanti e positivi.

In mattinata, c’è stata una riunione con Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit, il successore di Alessandro Profumo, con cui abbiamo affrontato alcuni argomenti di grande rilevanza. Ad esempio, l’Unicredit studierà una formula per agevolare la scelta del fotovoltaico da parte delle famiglie e delle imprese, per i quali manca una copertura adeguata, che si potrebbe garantire col ‘conto energia’. Poi, è stato trattato il tema della rielaborazione, in termini diversi, del ‘mutuo per i rifiuti’, che la banca, ormai particolarmente presente nell’Isola, dovrebbe prendere in seria considerazione.

Nel pomeriggio, invece, ci siamo recati presso la fondazione ‘Italia – Cina’, presieduta da Cesare Romiti, che intrattiene rapporti istituzionali, molto forti e significativi, con lo Stato cinese. Qui si è discusso dell’impegno della Banca Cinese per lo Sviluppo nel settore del fotovoltaico (che ha necessità di credito), anche perché proprio i cinesi, ben si sa, sono leader mondiali nella produzione dei pannelli. Inoltre, i cinesi hanno dimostrato il loro interesse a valutare l’utilizzo del Maas che potrebbe costituire ua sorta di hub per le loro produzioni da smistare in Europa e Africa.

Si è discusso ancora di aeroporti e porti, argomenti che riguardano direttamente Pozzallo e Comiso. Nonché della promozione dell’immagine della Sicilia per un mercato turistico che ha superato ormai i 70 milioni di cinesi.

Ciò naturalmente si inserisce nell’ottica dei tanti incontri che si sono svolti fino ad oggi; delle tante delegazioni che sono giunte in Sicilia per acquistare i nostri vini e i nostri prodotti agroalimentari; degli scambi culturali che abbiamo fatto in occasione dell’esposizione di Shangai.

Tutto ciò, compresa una co-produzione legata al settore cinematografico, serve per rilanciare e promuovere l’immagine dell’Isola. Ed è oggetto di approfondimento tra i nostri tecnici e i dirigenti della Fondazione per definire un accordo che possa portare ad una collaborazione, di cui si è tanto parlato, e che ci auguriamo si concretizzi presto.

29 lug 2011

Negli ultimi giorni si è scritto e discusso sul tema delle autorizzazioni di impianti di produzione di energia da fonti alternative; lo si è fatto, se non in maniera strumentale, certamente in maniera non esaustiva e non coincidente con la realtà dei fatti.

E’ importante capire e spiegare ciò che si è posto in essere per superare le criticità che negli anni si sono accumulate in questo settore e per dare risposte alle imprese, garantendo celerità ma anche, sopratutto,  trasparenza ed efficienza al processo di autorizzazione.

Ho chiesto ulteriori delucidazioni all’assessore all’Energia e ai servizi di pubblica utilità, Giosuè Marino e al dirigente generale del Dipartimento regionale dell’Energia Gianluca Galati. Di seguito vi riporto quanto mi hanno appena trasmesso.

“Da gennaio ad oggi si è proceduto ad emettere decreti autorizzativi per un numero gia superiore al 50% di quanto è stato fatto nel corso di tutto il 2010 (negli ultimi sei mesi emessi circa 300 decreti!!!); tutti tali decreti si sono emessi dopo aver celebrato le relative conferenze uniche cosi come prevede la normativa vigente; il calendario delle stesse conferenze è stato pubblicato sul sito del dipartimento per rendere trasparente e pubblico il percorso seguito dagli uffici i quali si sono mossi nel pieno rispetto dell’ordine cronologico delle istanze procedibili. Celerità e trasparenza dell’azione amministrativa quindi i principi ispiratori dell’attività del dipartimento e sempre a supporto di ciò si sono firmati protocolli di legalità con le prefetture, con la guardia di finanza e con le altre amministrazioni regionali coinvolte a vario titolo nel procedimento in argomento.” (Giosuè Marino)

“Sostenere che il governo e la burocrazia sia stata inerte o peggio abbia volontariamente fatto da freno allo sviluppo delle energia alternative in Sicilia appare quindi non corretto.
Certo la Puglia avrà più incentivi della Sicilia ma in quella regione si è scelto di autorizzare anche grandi impianti di elevata potenza con semplice dichiarazione di inizio attività; in Sicilia si cerca invece in linea con la normativa nazionale di favorire i piccoli impianti e, tramite lo strumento della conferenza unificata, di valutare con più attenzione i progetti di megaimpianti attraverso i quali, tra l’altro, risulta più facile scadere nella mera attività speculativa a danno del nostro territorio e paesaggio.
In tale direzione è già pronto per la prossima giunta il regolamento attuativo del PEARS con il quale in coerenza con linee guida nazionali si prevedono procedimenti semplificati  quali la scia o il pas per piccoli impianti (fino ad 1 MW) asserviti ai fondi agricoli o sui tetti degli edifici.
Occorre agevolare un forte cambio culturale, bisogna approcciarsi al tema delle energie alternative pensando sì agli ecoincentivi ma non solo. Occorre anche un giusto e sincero approccio al business delle fonti rinnovabili pensando a tutti i risvolti economici, e non solo, che le stesse fonti possono e debbono generare in linea con un vero sviluppo sostenibile.” (Gianluca Galati)

E’ forse superfluo ricordare come nel settore energetico vi siano storicamente interessi forti della criminalità organizzata e possibili fenomeni corruttivi. E’ per questo che una maggiore ponderatezza dei progetti, una maggiore attenzione ai grandi progetti, una forte attività tesa a rendere trasparente e certo il procedimento amministrativo (come fatto fin’ora dal dipartimento) non possono che essere valido strumento di contrasto ai  fenomeni criminali.

28 lug 2011
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Non si tratta di un no alla manovra, come leggiamo da più parti, ma di una accelerazione in modo che la parte amministrativa venga adottata domani e lo faremo con una giunta prima di andare in vacanza.

E’ emersa una volontà ampia. Una serie di tagli e di incentivi per lo sviluppo sono condivisibili e condivisi. Gran parte dei temi della manovra sono affrontabili e il problema si può risolvere con provvedimenti amministrativi. Si è ritenuto di non farne  una legge che potrebbe richiedere mesi per essere approvata.

Tireremo fuori da questa ipotesi di manovra tutti quei provvedimenti che si possono adottare con delibera di giunta e li adotteremo. Una parte di questioni sono poi state tratte dalla finanziaria e queste sono già state tradotte in disegni di legge che possono andare in aula e che potrebbero diventare un solo provvedimento, per semplicità, da esaminare in settembre. Ci sono poi misure che riguardano lo sviluppo e, anche queste, possono essere adottate con delibera di giunta.

Stesso ragionamento va fatto per il disegno di legge per l’abolizione delle province, riforma che sta entrando nella testa di tutti i deputati, verrà presentato prima della pausa estiva.

La settimana prossima presenteremo i dati dell’incremento del turismo in Sicilia. Mi si dice che in molti comuni i dati parlano di un incremento del 40%. Questo vuol dire lavoro, ricchezza, benessere. Temevamo l’effetto Libia e invece questo lo stanno pagando i paesi del nord Africa. Se riusciamo a trattare bene questi turisti e li spingiamo a visitare il nostro immenso patrimonio artistico, credo che acquisiremo clienti che potrebbero tornare anche nei prossimi anni.

Anche nel settore agricolo i dati sono positivi. E’ diminuita l’età media degli imprenditori agricoli, grazie anche agli incentivi che abbiamo messo in campo. E’ poi aumentata la superficie coltivata e sono diminuite le aziende. Questo vuol dire che le dimensioni medie delle imprese crescono superando quello che era uno dei punti di debolezza della nostra agricoltura. Se a questo aggiungiamo la politica per il vino che l’assessore sta portando avanti, se si fa una buona politica del grano e se puntiamo a spingere il comparto della trasformazione e della commercializzazione, la nostra agricoltura non potrà che crescere e svilupparsi.

Rispetto poi alla questione del fotovoltaico, abbiamo fatto chiarezza e liberato un assessorato da ritardi storici. Prima si autorizzava solo l’eolico che è una grandissima porcheria perché è tutto in mano a grandi gruppi non siciliani che portano altrove il guadagno e l’utile infestando le nostre campagne e il nostro paesaggio.

Ci sono una miriade di piccoli e medi impianti di fotovoltaico che sono stati finanziati. Adesso stiamo valutando un protocollo per realizzare 5000 impianti, già finanziati, al di sotto dei i 200 kilowatt che staranno su dei capannoni che saranno utilizzati per stivare i prodotti o gli attrezzi agricoli e per produrre energia. E’ la piccola dimensione per l’agricoltura che noi auspicavamo. Questo porterà a rendere l’impresa agricola più produttiva incentivando ulteriormente la coltivazione dei campi.

06 lug 2011
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Pare che dalla manovra siano saltati i tagli al fotovoltaico che sarebbero stati micidiali per noi che abbiamo il sole e dobbiamo essere intelligenti ad utilizzarlo.
Venerdì inauguriamo la grande impresa che nasce dalla fusione tra i giapponesi della Sharp, l’Enel e la ST di Catania
e che darà lavoro a centinaia di persone. Produrrà pannelli solari all’avanguardia da montare sui tetti, sulle serre, nelle campagne ad uso delle piccole imprese, delle famiglie, degli agricoltori, dei commercianti siciliani.
La manovra economica in discussione ci penalizza perché cancella l’idea della perequazione e delle infrastrutture
che ci servono e fa pagare alle Regioni a statuto speciale i costi di questa manovra allontanando ancora di più il sud dal nord.
La vedremo nei dettagli. Ma credo che i deputati e i parlamentari del sud e della Sicilia non possono pensare di non essere chiamati a render conto di quello che fanno. Il nostro invito è che vigilino perché la manovra venga modificata a favore di un territorio come la Sicilia che è già ampiamente penalizzato e non può sopportare di esserlo ulteriormente.

04 lug 2011

Pare che nella manovra sia stato inserito il taglio del 30% delle agevolazioni e degli incentivi destinati al fotovoltaico e alle energie rinnovabili.

Trovo assolutamente incredibile una decisione di questo genere che, se venisse confermata, non sarebbe altro che l’ennesima prova di quanto a questo governo non importino le condizioni delle famiglie e delle piccole imprese delle regioni meridionali in genere e della Sicilia in particolare.

Qual è la politica energetica verso cui il governo intende puntare? A giudicare da questi tagli scellerati sembra essere solo quella basata sul petrolio e, nonostante il recente referendum, sul nucleare.

Non si spiega altrimenti la decisione di tagliare gli investimenti sul fotovoltaico, l’unica strada che consentirebbe alle famiglie e alle piccole imprese un risparmio economico e al paese intero una prospettiva più sostenibile e compatibile con la difesa dell’ambiente e del territorio.

12 mar 2011
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L’arresto di Gaspare Vitrano è una cosa molto spiacevole. Non credevo alle mie orecchie quando me lo hanno comunicato. Oggi tutti danno addosso a Vitrano. Sentiremo nei prossimi giorni anche lui, mi pare che abbia almeno il diritto di dire cosa sia successo dal suo punto di vista.

Sul fotovoltaico vorrei che i siciliani apprezzassero una scelta, che non è stata fatta per impedire fatti di corruzione o concussione ma perché serviva ai siciliani. Ho fatto la scelta di puntare sul piccolo fotovoltaico e di tagliare con l’eolico. Il grande fotovoltaico e l’eolico vogliono dire centinaia di milioni di euro di investimenti dove si può annidare il malaffare, la corruzione e la mafia.

Aver puntato sul piccolo fotovoltaico, che non interessa nessun grande costruttore e nessun grande investitore, serve al portafoglio dei siciliani. Il governo nazionale la smetta di disincentivarlo forse perché si illude di puntare sul nucleare.

Il governo nazionale eviti di farci fare manifestazioni per impedirgli di fare sbarcare il nucleare in Sicilia. Non ero pregiudizialmente contrario all’energia nucleare ma dopo quello che sta succedendo in Giappone con il pericolo reale di radiazioni, in una terra a rischio sismico altissimo come la Sicilia soggetta a terremoti, non esiste parlare di nucleare. Se la vadano a fare altrove e il governo nazionale punti sulle energie alternative, che non risolvono certo il problema energetico, ma dalle nostre parti è una grande risorsa per le famiglie. E ripristini gli incentivi altrimenti ci sarebbe da fare una Marcia su Roma.

Noi abbiamo preposto poi l’ex prefetto antiracket Marino come assessore e credo che sia una scelta molto importante. Qualcuno si è lamentato perché avevamo cambiato un dirigente dopo molti anni ma, senza nulla togliere a nessuno, credo sia necessario fare qualche rotazione in settori delicati e importanti da cui dipendono centinaia di milioni di euro di investimenti.

09 dic 2010

Quella di oggi è stata una giornata molto proficua. A Roma, insieme al ministro per lo sviluppo economico Paolo Romani, sono state affrontate diverse questioni importanti per lo sviluppo e il lavoro della Sicilia.

Abbiamo incontrato gli amministratori di due società siciliane, la Keller e la Tributi Italia, e abbiamo concordato la necessità di sostenerle per superare l’attuale stato di crisi in cui versano.

Alla presenza del ministro Romani e dell’assessore Venturi abbiamo discusso con i rappresentanti di Rossignolo e della Cape il tema del futuro di Termini Imerese.

I due progetti, che non sono incompatibili, sono entrambi molto interessanti in quanto l’uno, quello di Rossignolo, assorbirebbe tutti i lavoratori che facevano riferimento alla Fiat, mentre il secondo, quello di Cimino per la produzione di centraline per auto elettriche, rappresenterebbe una forte spinta in termini di innovazione e sviluppo, soprattutto in una regione come la nostra.

Infine abbiamo ricevuto la conferma del finanziamento relativo al progetto che vede impegnate insieme StMicroelectronics, Sharp ed Enel per la produzione di pannelli fotovoltaici nello stabilimento M6 di Catania.