Il Fondo di quiescenza è stato istituito con la legge n. 6 (articolo 15) approvata dall’Ars il 14 maggio di quest’anno. E’ un ente pubblico non economico dotato di autonomia patrimoniale, finanziaria, gestionale, amministrativa e contabile.
Il regolamento del Fondo di quiescenza, che è stato apprezzato dal Consiglio di giustizia amministrativa (Cga), è stato approvato dalla giunta nel rispetto dei termini di legge. Il provvedimento verrà adesso inviato alla Corte dei Conti per la registrazione.
“Sono convinto – sottolinea l’assessore alla Presidenza, Gaetano Armao – che il Fondo di quiescenza per i dipendenti della Regione potrà essere varato entro il mese di gennaio del prossimo anno”.
Con l’istituzione del fondo di quiescenza la Regione pone fine, dopo trent’anni, a un’anomalia, ovvero al pagamento delle pensioni degli ex dipendenti con i fondi del bilancio regionale. Con questo strumento verranno assicurati i trattamenti previdenziali relativi a pensioni dirette, indirette e di reversibilità e gli assegni integrativi nei casi e nelle misure previste dalla legge. Il fondo provvederà, inoltre, alla gestione delle posizioni assicurative, all’adozione dei relativi provvedimenti (riscatto, ricongiunzione, totalizzazione, costituzione di posizione assicurativa) e ai rapporti con gli enti previdenziali.
Il regolamento introduce, tra le altre cose, la figura del Garante per l’erogazione delle prestazioni del fondo di quiescenza. Il Garante, sulla base di segnalazioni inoltrate per iscritto dai soggetti interessati, rivolgerà le richieste di chiarimenti agli uffici, che dovranno rispondere entro trenta giorni. Con questa soluzione si viene incontro ai pensionati della Regione che, in presenza di eventuali controversie, non dovranno adire a vie legali, ma potranno percorrere la via conciliativa senza costi.
Il Garante verrà nominato dal presidente della Regione su proposta dell’assessore alle Autonomie locali e alla Funzione pubblica.
La filosofia è quella di non eccedere con il numero dei componenti degli organi al fine di contenere il più possibile le spese dell’ente. Si tratterà di un passaggio necessariamente graduale che dovrà essere attuato senza conseguenze negative per le finanze regionali. L’obiettivo è quello di assicurare al Fondo l’autonomia finanziaria.
Ai servizi del fondo di quiescenza si provvederà con personale di ruolo dell’amministrazione regionale collocato in posizione di distacco. Gli oneri del personale restano a carico della Regione. La dotazione organica iniziale viene stabilita in cento dipendenti.
Attualmente, il numero di pensionati regionali è pari a circa 15 mila unità. Il costo, che è a carico del bilancio della Regione, ammonta a circa 500 milioni di euro all’anno.
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