26 ott 2011

“La Sicilia, insieme alle altre regioni interessate, sta profondendo un grande sforzo per il conseguimento degli obiettivi di pieno impiego delle risorse comunitarie, pur di fronte alla crisi economica continentale, alle gravi inerzie che provengono dalla legislazione comunitaria, nazionale e dalle scelte operate dallo Stato. Tuttavia non possiamo non sottolineare l’esistenza di vincoli, che rallentano la spesa, direttamente riconducibili alle scelte operate dal Governo nazionale”.

Lo ha detto l’assessore regionale per l’Economia, Gaetano Armao, al convegno ‘Futuro della politica di coesione comunitaria: presentazione della proposta di nuovi regolamenti 2014 – 2020′ organizzato oggi a Roma dal Ministero delle Regioni e della Coesione territoriale, alla presenza del Commissario europeo, Johanness Hahn.

L’assessore ha evidenziato come l’esclusione della compartecipazione regionale dal Patto di Stabilita’ interno, sia “una delle condizioni imprescindibili per l’efficiente e tempestivo impiego dei fondi europei”.

“I vincoli imposti dal Patto di Stabilita’ interno dello Stato italiano – ha aggiunto Armao – costituiscono un freno alla spesa e limitano l’attuazione dei programmi operativi. Una condizione che diviene piu’ grave nel caso delle linee di intervento i cui beneficiari sono in larga misura i Comuni che hanno serie difficolta’ ad effettuare pagamenti sugli interventi cofinanziati”.

“La Sicilia ha prospettato la necessita’ di una norma che attenuasse gli effetti recessivi della manovra finanziaria e che consentisse alle Regioni meridionali di non perdere risorse comunitarie per i limiti al cofinanziamento discendenti dal Patto di Stabilita’”.

Necessita’ solo in parte accolta nel testo definitivo, sicche’ nel documento presentato dal Governo regionale alla Commissione Bilancio del Senato nell’audizione delle Regioni svoltosi il 25 agosto 2011 sulla manovra di agosto, si sono evidenziate alcune riserve.

Armao ha affermato che “se non si esclude la compartecipazione regionale ai vincoli discendenti dal Patto di stabilita’ interno, la Sicilia e la gran parte delle Regioni del Mezzogiorno, non potranno conseguire gli obiettivi di accelerazione della spesa comunitaria per il conseguimento del pieno impiego dei fondi europei assegnati ai programmi regionali”.

L’assessore si e’ soffermato, inoltre, su quelli che ha definito “i tentativi del Governo nazionale di ridurre il finanziamento statale all’Unione europea e in particolare delle politiche di coesione, in un malcelato tentativo di prospettate una nuova politica per il Mezzogiono (c.d. eurosud)”.

“Questa iniziativa – ha detto – danneggia ancor di piu’ il Sud e la Sicilia. Infatti, solo apparentemente accelera la spesa, mentre riduce drasticamente, come gia’ avvenuto per i fondi Fas, le risorse statali per il Mezzogiorno (per circa 8 miliardi di euro, per la Sicilia una perdita di circa 2,5 miliardi di euro). Si persegue pervicacemente quell’obiettivo di riduzione degli investimenti verso il Sud che la SVIMEZ ha quantificato evidenziandone gli effetti sulla crescita del divario col nord del Paese, in continuita’ con quel depauperamento del Sud che aveva gia’ indicato Don Sturzo quale male da debellare per rilanciare il Paese”.

08 set 2011

La Corte dei Conti ha registrato i decreti 1219 e 1220 dello scorso 20 luglio dando il via libera al finanziamento dei primi progetti del PO FESR 2007/13 messi a bando dall’assessorato regionale alla Famiglia. Si tratta dei progetti relativi alle linee d’intervento 6.1.4.1 e 6.1.4.3 dell’Asse 6 “Sviluppo urbano sostenibile”.

“Saranno presto erogati i finanziamenti delle due linee di intervento dell’Asse 6 gia’ registrati dalla Corte dei Conti – dice l’assessore regionale alla Famiglia Andrea Piraino che sottolinea l’ottimo lavoro svolto dagli uffici -. Altre linee di intervento messe a bando sono pronte per essere inviate alla Corte dei Conti per la registrazione e la successiva erogazione dei finanziamenti ammessi”.

Per la linea 6.1.4.1, che prevede “L’istituzione di centri unificati di informazione e accesso ai servizi, con particolare riferimento alle esigenze delle persone diversamente abili e dei cittadini extracomunitari”, erano disponibili somme pari 15 milioni e 107 mila euro, e sono stati ammessi a finanziamento progetti per complessivi euro 6.382.986 a fronte di un costo complessivo dei progetti pari a euro 11.298.310. I progetti riguardano la realizzazione, l’adeguamento e lo sviluppo di strutture e servizi, in particolare per le utenze svantaggiate, prevedendo l’attivazione ed il rafforzamento di modalita’ innovative di erogazione di servizi di carattere integrato compreso l’orientamento e l’informazione rispetto ai principali servizi di rango urbano.

Sulla linea 6.1.4.3, che prevede “Interventi per l’accoglienza volti a contrastare situazioni di grave disagio (persone in condizione di poverta’ estrema, donne vittime di violenza)”, erano disponibili somme pari a 23 milioni e 700 mila euro, e sono stati ammessi a finanziamento progetti per complessivi euro 6.109.622 a fronte di un costo complessivo dei progetti pari a euro 10.887.663. Questo asse riguarda la realizzazione o l’adeguamento delle strutture finalizzate all’accoglienza o al recupero di specifici target della popolazione che versano in condizioni di estremo disagio nonche’ l’acquisizione dei relativi beni e servizi necessari.

15 feb 2011

“Nel corso dell’incontro con la DG Regio, questa mattina a Bruxelles, abbiamo informato la Commissione europea che questo pomeriggio l’assemblea regionale avvia l’esame del disegno di legge sulla semplificazione amministrativa.”

“Nel contesto del disegno di legge, presentero’ – afferma Gaetano Armao – un emendamento sull’accelerazione delle procedure di spesa dei fondi europei.”

“Lo snellimento delle procedure – conclude l’assessore dell’economia – e’ infatti un punto qualificante ed irrinunciabile dell’azione del governo regionale, sulla cui opportunita’ gli esponenti della Commissione hanno convenuto”.

15 feb 2011

Il governo siciliano ha presentato oggi ai responsabili della DG Regio – la direzione generale della Commissione europea che si occupa dello sviluppo regionale – un pacchetto di iniziative mirate ad accelerare e qualificare la spesa dei fondi comunitari.

Il vice presidente della Regione Siciliana, Giosue’ Marino e l’assessore dell’economia, Gaetano Armao, al quale e’ affidata la delega ai fondi strutturali, hanno incontrato oggi il direttore generale della DG Regio, Michele Pasca Raymondo e il capo unita’ che ha competenza sulle regioni italiane, Raoul Prado. Alla riunione hanno partecipato anche il dirigente generale della programmazione regionale – Felice Bonanno -, quello degli affari extraregionali – Francesco Attaguile – e quello del dipartimento dell’energia – Gianluca Galati -.

La Sicilia ha selezionato un pacchetto di progetti strategici su cui concentrare l’uso delle risorse. Una scelta che permettera’ anche di accelerare le procedure di spesa. Le scelte siciliane riguardano il cofinanziamento del credito d’imposta, la realizzazione dell’interporto di Termini Imerese, la realizzazione di un centro medico di adroterapia, il completamento della rete di metanizzazione, la copertura di tutto il territorio regionale con la cosiddetta “banda larga” e il finanziamento dei poli museali di Palermo, Catania e Messina.

Si tratta di un pacchetto di iniziative che muove investimenti per circa 800 milioni di euro e che permette di mettere in movimento, per effetto del cofinanziamento, una ben piu’ rilevante massa finanziaria sul territorio regionale.

Nel dettaglio, il pacchetto di iniziative presentate dalla Regione al vaglio della Commissione prevedono:

- 360 milioni di euro in tre anni per il finanziamento del credito d’imposta destinato alle attivita’ estrattive, manifatturiere, del turismo e dei servizi o legate all’ict(legge regionale n.11 del 2009);

- 74,8 milioni di euro per l’interporto di Termini Imerese, di cui 48,8 su risorse del Po fesr;

- 176 milioni di euro, di cui 121 a valere sul Po fesr, per la realizzazione presso lazienda ospedaliera Cannizzaro di Catania, di un centro medico di eccellenza di adroterapia (la piu’ avanzata frontiera di lotta oncologica); – 56 milioni di euro per completare la metanizzazione dei comuni siciliani (il cui utilizzo era bloccato da una condizione tecnica); – 30 milioni di euro per integrare lo stanziamento (70 milioni tratti dai fondi Fas) per estendere la banda larga al 95 per cento dei comuni siciliani;

- 100 milioni di euro (30 per cento a valere sui fondi fesr) per progetti strategici regionali per la realizzazione dei poli museali di Catania, Palermo, Messina e Gela.

“Oggi abbiamo colto un obiettivo strategico di grande importanza, avviando l’iter che sblocchera’ risorse per 56 milioni di euro destinati al completamento della rete di metanizzazione in Sicilia”, ha detto Giosue’ Marino, vicepresidente della Regione siciliana con delega all’energia, al termine della riunione alla DG Regio, a Bruxelles.

“Lo stanziamento era di fatto inutilizzabile – ha spiegato Marino – per via di una ‘condizione’ posta dagli organismi comunitari: i progetti sarebbero stati finanziati solo se inseriti in un progetto generale che ne dimostrasse costi e benefici”.

“Considerato che la rete di metanizzazione in Sicilia deve essere completata recuperando una miriade di piccoli progetti in piccoli comuni sparsi in tutto il territorio ha proseguito il vicepresidente – la costruzione di una scheda generale si e’ rivelata di fatto un ostacolo insuperabile. E lo abbiamo dimostrato, con documenti alla mano, ai dirigenti della Commissione”.

“Adesso – conclude Giosue’ Marino – potremo procedere realizzando una scheda costi-benefici, per ciascun progetto.

Condizione che ci permette di dire che le risorse messe a disposizione dalla misura comunitaria saranno pienamente utilizzabili, con beneficio immediati e diretti per le comunita’ che ne usufruiranno. I progetti che saranno realizzati avvieranno un processo virtuoso che va incontro non solo alle esigenze dei cittadini, nelle abitazioni, nelle scuole e negli edifici pubblici, ma anche al fabbisogno degli imprenditori nelle attivita’ produttive”.

04 lug 2010

In un mondo ideale la lettura dei giornali dovrebbe essere, per il cittadino, un aiuto a capire la realtà e uno strumento di comprensione e interpretazione dei fatti che accadono e che, spesso e a vario livello, lo coinvolgono direttamente.

Non è questa la sensazione che si ricava leggendo le cronache delle polemiche scaturite dalle parole del ministro Tremonti. E non è certo questa la reazione che si ricava leggendo certi titoli, inutilmente polemici, pretestuosi e, a volte, anche indecenti se non addirittura diffamatori, in cui vengono raffigurati i governatori delle regioni del meridione come carnefici dei propri cittadini e additati al pubblico disprezzo con la colpa di aver tradito la loro fiducia. Mi riferisco ai titoli de “il Giornale” di oggi in prima pagina e poi a pagina 5.

La polemica è pretestuosa e, per quanto ci riguarda, anche fuori tempo dato che il prossimo obiettivo è il 31 dicembre 2011. Ma forse, è anche finalizzata a coprire scelte politiche ed economiche che nulla hanno a che fare con l’argomento di cui si discute: che si voglia in qualche modo giustificare la sottrazione dei fondi Fas alle regioni meridionali e far dimenticare che il governo centrale ha utilizzato tali fondi per coprire i propri buchi di bilancio? Oppure, che si intenda far passare il taglio dei contributi alle regioni inserito nella manovra e sopire le profonde critiche che le regioni stesse, e non solo quelle del meridione, hanno sollevato verso tale aspetto della manovra?

Credo che abbia ragione chi sostiene che la questione è da porre non solo nei termini di quantità della spesa ma anche e soprattutto in quella della sua qualità. Così come è indubbio che i ritardi nella spesa, che ci sono e che vanno certamente corretti, riguardano tutti gli stati e tutte le regioni d’Europa. Tanto che il 16 giugno scorso la Commissione ed il Consiglio europeo (cui partecipano sia il Premier che Tremonti) hanno approvato una modifica ai regolamenti che annulla il disimpegno automatico delle somme non spese nel 2009 e fa slittare agli anni successivi l’obbligo  di spesa. Cioè, si è dato più tempo sia alle regioni che agli stati membri per tentare di accelerare la spesa, spostando di fatto alla fine del 2011 la verifica della spesa di metà periodo.

Altro e ulteriore aspetto da non sottovalutare è quello della burocrazia oltre a quello legato alla gestione diretta dei fondi da parte del ministero attraverso i PON della cui responsabilità nei ritardi dovrebbe farsi carico il governo e i ministeri competenti e non certo le regioni meridionali oggi sotto accusa.

Sarebbe allora forse auspicabile che la si smettesse con polemiche inutili e viziate e si lasciasse invece libero il campo ad una seria riflessione che coinvolga le regioni, il governo, i ministeri e gli enti per pianificare una seria programmazione che abbia realmente l’obiettivo di far crescere tutto il mezzogiorno in modo che possa crescere l’Italia nel suo complesso.

Per chi volesse approfondire: Nota del Dipartimento programmazione della Regione siciliana

03 lug 2010

“La polemica sollevata sui ritardi delle regioni meridionali sulla spesa dei fondi comunitari è una tempesta in un bicchiere d’acqua, che mira solo a nascondere imbarazzi politici assai più complessi“.

Raffaele Lombardo, presidente della Regione Siciliana, al termine di un vertice operativo con i dirigenti regionali responsabili della spesa comunitaria, replica al ministro Giulio Tremonti.

“Ci sono, è vero, dei ritardi nella spesa. Ma riguardano tutti gli Stati e tutte le regioni d’Europa. È accaduto infatti che la Commissione europea abbia fatto slittare al 30 giugno 2009 i termini per la rendicontazione finale del Por 2000/2006. E tutte le amministrazioni, naturalmente, hanno concentrato i loro sforzi in direzione della complessa e laboriosa rendicontazione finale di un programma”.

“Per questo motivo, in tutta Europa, le attività preliminari del programma 2007/2013 sono state messe in coda all’impegno straordinario per la chiusura di agenda 2000. Dappertutto la programmazione delle iniziative e la predisposizione dei bandi ha sforato i tempi previsti“.

“E i rappresentanti del governo italiano hanno partecipato sicuramente alla seduta dei Presidenti dei Consigli dei Ministri europei che il 16 giugno – appena quindici giorni fa – ha modificato il regolamento del Por, annullando il disimpegno automatico delle somme non impegnate nel 2009 e nel 2010, e ha deciso di distribuire sugli anni successivi l’onere della spesa“.

“Il ministro Tremonti sa, tra l’altro, che i fondi comunitari gestiti direttamente dal governo – i pon, i cosiddetti piani operativi nazionali – sono in ritardo ancora più marcato rispetto ai piani regionali. Non è un caso che dal montante complessivo della spesa comunitaria nazionale, che è di 56 miliardi di euro, nelle sue dichiarazioni, Tremonti parli di ritardi su 44 miliardi: dei dodici in mano al governo si sa poco e niente“.

“E che dire di Anas e Rfi, due aziende di Stato, che sono all’origine dei ritardi più gravi ed evidenti: le infrastrutture della rete dei trasporti assorbiranno infatti una percentuale assai rilevante della spesa comunitaria, soprattutto al sud. Ma il ritardo delle due aziende, nella progettazione delle opere e nella realizzazione dei dossier, è grande. E condiziona – in negativo – l’attivita’ delle regioni, soprattutto al Sud”.

“In Sicilia Anas può contare su 2 miliardi di euro di risorse regionali Fas. RFI, solo sul 2007/2013, ha a disposizione 400 milioni di euro di risorse. Eppure di lavori in corso se ne vedono pochi: la velocizzazione della tratta Palermo-Agrigento, finanziata con 139.44 milioni di euro del Por 2000/2006 e 8 milioni dei fondi Fas regionali, avrebbe dovuto essere completata entro il dicembre 2008. Ad oggi la previsione e’ slittata al 31 marzo 2013. Sulla direttrice Messina-Palermo, il raddoppio Fiumetorto-Castelbuono è stato coperto finanziariamente dalla Regione fin dal 2001. La prima tratta, fino a Cefalu’, è stata aggiudicata nel 2006. L’avvio dei lavori è stato nel quarto trimestre 2008″.

“Dove possiamo fare da soli, facciamo sicuramente meglio – conclude Lombardo -. Non è un caso se la percentuale di impegno delle somme, in agricoltura, abbia raggiunto la soglia del 45 per cento. Ad oggi sono stati emessi 24 bandi su 30. Molte misure sono già in graduatoria e oltre un miliardo di euro della dotazione complessiva è stato impegnato”.

11 feb 2010

“Il governo ha attivato investimenti mirati per 590 milioni di euro di risorse del Par Fas che avranno un impatto importante sull’intero territorio sotto il profilo economico se saranno bene utilizzati. Perché non basta solo investire, è necessario poi monitorare e verificare in che misura l’impiego di tali risorse siano in grado di ridurre la forbice strutturale e infrastrutturale tra la Sicilia e il resto del Paese”.

Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, nel corso di una conferenza stampa, che si è svolta a palazzo d’Orleans, a Palermo, per illustrare lo stato dell’arte degli investimenti dei fondi del Par Fas (Programma attuativo regionale dei fondi per le aree sottoutilizzate) 2007/2013.

Le somme saranno ripartite secondo le priorità definite in sede di giunta e saranno impiegate per migliorare la qualità della vita nelle aree urbane attraverso la realizzazione di opere strutturali. “I bandi relativi alle azioni 7.1 e 7.2 del Programma attuativo saranno attivati nei prossimi giorni – ha assicurato l’autorita’ di gestione del Par Fas, Enzo Emanuele, del dipartimento Bilancio -”. “Saranno aperti cantieri che daranno lavoro a circa 36mila persone”, ha aggiunto Lino Leanza, assessore regionale al Lavoro e alla Famiglia.

Alla prima azione, la 7.1, relativa alle “Spese di investimento negli enti locali” è stata assegnata la somma complessiva di 450 milioni: 128 milioni saranno utilizzati per sistemare piazze e scuole; per realizzare nuove aree di verde pubblico, giardini e parchi e strade di tipo sovracomunale; per ripristinare edifici comunali di alto valore artistico. Circa 30 milioni saranno destinati a contributi in conto interesse per interventi di recupero edilizio e di riqualificazione urbana. Altri 30 saranno assegnati per realizzare l’aeroporto di Agrigento. Una cospicua parte, circa 222 milioni, saranno invece investiti in nuovi cantieri di lavoro per la manutenzione straordinaria di opere di pubblica utilità. Con altri 41 milioni saranno aperti asili nido.

“Ho rassicurato il sindaco Marco Zambuto – ha detto il vicepresidente della Regione con delega all’Economia, Michele Cimino – che a breve sarà rifinanziato il centro storico di Agrigento, tenuto conto dell’emergenza abitativa e della fatiscenza di numerosi edifici”.

Alla seconda azione, la 7.2, “Altri progetti di interesse regionale”, sono state destinate risorse per 140 milioni di euro, cosi’ ripartiti: 40 milioni per infrastrutture nel settore didattico e nella ricerca universitaria (restauro di strutture e costruzione di edifici per studenti); 90 milioni saranno messi in campo per le emergenze ambientali, idrogeologiche e per completare le reti di distribuzione di energia; 2 milioni per la produzione e la diffusione di opere cinematografiche e audiovisive che valorizzino l’immagine della Sicilia all’estero; 8 milioni per infrastrutture destinate alla sicurezza dei cittadini.

Sono state inoltre approvate in sede di giunta le linee di intervento e i criteri di ammissibilità dell’asse VI “per lo sviluppo urbano sostenibile”: questo permetterà, nel giro di una settimana, di mettere a bando investimenti per 773 milioni di euro dei fondi comunitari 2007/2013, di cui 640 dell’asse VI e 133 del fondo Jessica.

02 feb 2010

Il vice presidente delle Regione siciliana, Michele Cimino, per fare il punto della situazione sull’utilizzo dei fondi comunitari, ha incontrato oggi nella sede dell’assessorato all’Economia, il dirigente generale del dipartimento della Programmazione, nonché autorità di gestione del Po Fesr 2007-2013, Felice Bonanno, e il dirigente generale del dipartimento Bilancio, Enzo Emanuele, autorità di gestione dei 4 miliardi 313 milioni di euro dei fondi Fas.

E’ stata concordata una riunione, per martedì 9 Febbraio, con i dirigenti generali di tutti i dipartimenti interessati alle misure per accelerare l’attuazione dei fondi comunitari e degli accordi di Programma quadro 2000-2006.

E’ stato pure deciso di monitorare costantemente la spesa per garantire la piena utilizzazione di ogni disponibilità finanziaria assegnata a ciascun dipartimento e per evitare eventuali disimpegni e, nel caso in cui ve ne siano, procedere alla loro riprogrammazione affinché le risorse arrivino al territorio e non rimangano inutilizzate.