03 mag 2012

Il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo ha deciso di avvalersi dei poteri attribuiti dallo Statuto e promulgare integralmente la legge “Autorizzazione al ricorso ad operazioni finanziarie”, approvata dall’Assemblea regionale siciliana nella seduta dello scorso 27 aprile, nonostante l’impugnativa avanzata dal Commissario dello Stato.

Nel pieno convincimento che le scelte normative approvate dall’Ars, oltre che legittime, rispondano in modo efficace alle esigenze di comparti essenziali dell’amministrazione e del territorio – dalla forestazione, agli interventi infrastrutturali – il governo regionale ha quindi assunto la determinazione di promulgare la legge, a difesa delle competenze legislative della Regione siciliana, in relazione all’infondatezza dei rilievi avanzati dal Commissario dello Stato.

Tra l’altro – continua la nota di Palazzo d’Orleans – nell’impugnativa si censurano le modalita’ con cui la Regione siciliana intende finanziare i propri investimenti in materia di prevenzione e manutenzione straordinaria del patrimonio boschivo.

Si tratta di rilievi privi di pregio, poiche’ le scelte legislative dell’Assemblea regionale siciliana, oltre ad essere in piena armonia con le normative e i regolamenti comunitari, attingono anche al principio della “somma urgenza” legata ad interventi di carattere straordinario.

Per queste ragioni, la promulgazione integrale della legge appare un atto doveroso e costituzionalmente corretto.

“E’ l’ulteriore occasione – commenta il Presidente – per rilevare l’ingerenza sempre piu’ invasiva del Commissario dello Stato, perniciosamente lesiva dell’Autonomia statutaria conquistata dal popolo siciliano”.

26 apr 2012

“Le dichiarazioni del Presidente Cascio sono inopportune ed istituzionalmente scorrette, sia nella forma che nel merito. Inopportune perche’ il presidente dell’Assemblea dovrebbe sapere, anche informandosi con i suoi vice se necessario, che le uniche misure qualificanti della finanziaria, quali i tagli alla spesa pubblica, le norme per lo sviluppo e quelle per la semplificazione amministrativa, sono iniziative esclusivamente del Governo”.

Lo dice il Presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, commentando le dichiarazioni del Presidente dell’Ars Francesco Cascio sull’impugnativa della legge di stabilita’ da parte del Commissario dello Stato.

“Le parole di Cascio appaio, poi, istituzionalmente scorrette perche’ tracimano il ruolo di garanzia ed imparzialita’, che dovrebbe essere proprio del Presidente dell’Assemblea, dimostrando come Cascio non abbia mai avuto la serenita’ per guidare il Parlamento, con il risultato che oggi e’ sotto gli occhi di tutti.

Quanto ai toni utilizzati, non intendo inseguire il Presidente dell’Ars sul terreno della caduta di stile, laddove sarebbe facile ricordargli responsabilita’ e protagonisti delle ‘porcate’ come lui stesso le ha definite, figlie di quanti criticavano sui giornali la finanziaria, ma trattavano nell’ombra tabelle e provvedimenti di spesa incontrollata. Sarebbe infatti superfluo ricordare a Cascio, che pure lo dovrebbe ben sapere, che il bilancio non e’ un atto tipico del Governo, ma l’atto di maggiore responsabilita’ che attiene alla competenza esclusiva e finale dell’Assemblea.

Sull’opposizione di Cascio ad un eventuale commissariamento si puo’ leggere la totale difformita’ con la quale interpretiamo i rispettivi ruoli: io pronto a dimettermi domani senza essere mai stato neanche rinviato a giudizio per rispetto della Sicilia e dei siciliani, lui disposto a qualsiasi mediazione e qualsiasi incoerenza pur di non perdere un solo giorno della sua dorata presidenza”

20 apr 2012
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Quella che è stata approvata qualche giorno fa in Assemblea è una finanziaria di straordinario rigore, per i tagli e per l’impostazione, che per pareggiare i conti ha dovuto tagliare diverse spese e che con il sistema degli accantonamenti sblocca una parte della spesa solo a condizione che ci siano le relative entrate.

Questa è l’impostazione generale della finanziaria che si avvale anche di una valorizzazione del patrimonio, questa volta dettagliatamente indicato. Non c’è dubbio che questa regione che ha problemi finanziari, come tutte le altre regioni e più delle altre essendo una regione del sud che paga di più i tagli e le manovre che i governi hanno fatto.

Non dimentichiamoci quattro numeri sui quali un governo responsabile non può che fare la sua parte. Le due manovre di Tremonti e di Monti ci hanno portato via 1,5 miliardi di euro. Aggiungiamo che non abbiamo ricevuto i 600 milioni di premialità della sanità che ci spettavano. E, infine, abbiamo anticipato 800 milioni di fondi Fas. Il governo avrebbe dovuto darci tutti i fondi Fas entro il 2012 e invece non ci ha dato neppure quanto abbiamo anticipato. Questa è una cifra notevolissima che grava sul nostro bilancio.

Non c’è dubbio che c’è stata una intesa e la volontà di far passare delle norme positive, come non c’è dubbio che qualche deputato non si è tirato indietro rispetto alla tentazione di metterci dentro qualche sciocchezza. Mi auguro che queste vengano bocciate dal commissario dello Stato perché sono frutto di interessi particolaristici che non sarebbe male far sparire.

Ma in questa finanziaria le cose importanti e fondamentali ci sono. Ci sono norme per lo sviluppo e per aiutare la produzione anche e soprattutto quella agricola. Ci sono le norme che riguardano l’antitaroccamento e il contrasto alle frodi che nuocciono alla nostra economia.

Poi un articolo sul fotovoltaico e le energie alternative. Le banche concedono prestiti fino ad un certo punto, la restante parte può essere garantita dal nostro fondo costituito con il conferimento di pezzi del nostro patrimonio. Questo potrà accelerare la creazione di piccoli e piccolissimi impianti di produzione energetica che serviranno alla produzione agricola come all’artigianato e in generale alle famiglie.

Poi ci sono due norme di vitale importanza per la Sicilia, anche se appaiono in conflitto con le norme sulle liberalizzazioni che sono state approvate dal governo Monti. Una riguarda la Serit, argomento sul quale torneremo perché bisogna prevedere più rate, è necessario sbloccare i beni ipotecati, ci vogliono lievitazione di interessi meno cervellotiche. E poi c’è una norma sulla grande distribuzione alla quale o si da un freno oppure è chiaro che la morte del piccolo commercio e della nostre produzioni agricole sono segnate.

Poi ci sono alcune norme che sembrano sciocchezze ma sono di importanza fondamentale. Finalmente abbiamo stabilito per legge che si può fare la mobilità di un dirigente o di un dipendente da un dipartimento all’altro. Fino a ieri, e sembra incredibile ma pur avendo tanti dipendenti l’amministrazione riscontrava che alcuni dipartimenti erano sguarniti di personale mentre altri avevano un surplus di personale sottoimpiegato. Adesso possiamo fare la mobilità e l’istituto che si occupava di rapporti con il personale, l’Aran, è stato profondamente modificato. Mentre prima costava milioni di euro adesso avrà solo tre consiglieri di amministrazione che prenderanno una indennità modestissima.

Altre norme poi riguardano la soppressione di due dipartimenti importanti. Uno è l’Agenzia per l’impiego e la formazione, un doppione del dipartimento lavoro, che viene assorbita da quest’ultimo.

L’altro dipartimento è l’Azienda foreste. Questa credo sia la norma più rivoluzionaria di questa finanziaria perché realizziamo il primo grande decentramento di poteri, risorse e personale dalla Regione all’ente intermedio che in questo momento è la Provincia ma domani mi auguro possa chiamarsi libero consorzio dei comuni. La norma prevede che nell’arco di pochi giorni con un decreto della Presidenza dobbiamo realizzare lo straordinario obiettivo di trasferire 26 mila persone che si occupano di anti incendio e che lavorano nel settore delle foreste, alle Provincie che potranno controllarli più da vicino e li aiuteranno e gli faranno fare certamente un lavoro più dignitoso rispetto a quello che potevano fare sotto l’occhio lontano della Regione. Potranno curare il verde delle scuole o degli ospedali attraverso le convenzioni che la Provincia potrà fare e questo è certo un ente più vicino al territorio e conosce meglio le esigenze.

Altre norme prevedono ad esempio che nei boschi, per quanto compatibile, si possano impiantare strutture precarie per fare attività lavorative, dal vendere bevande a organizzare passeggiate a cavallo.

Abbiamo poi abolito i Consorzi di ripopolamento ittico, una invenzione che non serviva a nulla se non a pagare consiglieri di amministrazione. Allo stesso modo abbiamo abolito la commissione di tutela ambientale provinciale e regionale che non si riunivano ormai da dieci anni. Mentre alcuni servizi come quelli dell’Arpa, ormai devono essere retribuite. Molto spesso offrono servizi alle imprese e non vedo perché queste non debbano fare la loro parte per pagare servizi che alla regione costano.

Abbiamo poi investito per la riduzione dei ticket sanitari e abbiamo previsto che le assunzioni per le vittime di mafia possano riguardare anche i parenti fino al secondo grado. Abbiamo poi cominciato a onorare, finanziandoli, i contratti dei regionali. Abbiamo fatto un piccolo passo e se ne dovranno fare altri. Vi posso assicurare che c’era una forte opposizione da un bel pezzo dell’assemblea e attraverso il maxiemendamento abbiamo posto questa condizione importante.

Abbiamo poi affrontato la questione del precariato che riguarda i nostri e i 22 mila degli enti locali. Abbiamo fatto una norma che però non so che esito e che fortuna avrà.

Parlare di precariato come solito vizio della regione è fuori di luogo. Io credo di essere stato il primo presidente che ha chiuso la partita del precariato attraverso il blocco delle assunzioni negli enti e nell’amministrazione e che allo stesso tempo ha fatto una forte stabilizzazione. Persone che di proroga in proroga stavano da venti anni soffocati nella speranza che la politica gli mantenesse il lavoro. Per i 4500 della regione non è più così. C’è ancora il problema degli altri che però inciampa su una norma nazionale. Dovremo organizzare un tavolo con il governo nazionale, che mi pare poco sensibile sull’argomento, perché capisca che qui è tutta un’altra storia che dobbiamo certo lasciarci alle spalle ma non lasciando in mezzo a una strada queste famiglie che sulla previsione di un modesto stipendio hanno costruito le prospettive della loro vita.

A proposito di rifiuti abbiamo poi approvato una norma molto importante che consente di intervenire sui comuni viziosi che in alcuni casi vanno commissariati. Gli Ato hanno un debito di un miliardo verso i fornitori, che sono anche le imprese che forniscono la manodopera e che realizzano la raccolta dei rifiuti urbani. I comuni non vigilano sulla efficienza della riscossione e a loro volta sono debitori nei confronti degli Ato rispetto ai quali hanno esercitato pressioni sempre con il solito obiettivo delle assunzioni. Lo scandalo è enorme e quando si ci infila la mafia scattano le misure conseguenti, dagli arresti al disvelamento di tutto questo formicaio di porcherie che stava sotto il settore dei rifiuti (per non parlare della vergogna e dello scandalo che sarebbe scoppiato sui termovalorizzatori). Ora cosa si fa? Intanto ci sono le sanzioni per i sindaci. E poi bisogna definire gli Ato e chiudere le liquidazioni entro quest’anno per poi organizzare una grande gara per le riscossioni. Ci auguriamo che la società per le riscossioni che dovrà rapportarsi con i singoli comuni abbia la capacità finanziaria per poter anticipare quel miliardo che abbiamo il dovere di pagare ai nostri creditori. Questo è il contesto complessivo che abbiamo affrontato.

Infine bisogna attaccare il patrimonio. Se questo è utile bisogna metterlo a profitto. Se invece è meglio che sia un privato ad occuparsene lo si dismetta. Ovviamente con la riserva che le dismissioni non possono pagare spesa corrente ma solo investimenti mentre la messa a reddito potrebbe consentirci di fronteggiare la spesa corrente.

05 apr 2012
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Non posso che essere grato ad Armao, a Bossone, a Pisciotta e agli altri collaboratori che hanno fatto i salti mortali per star dietro a ipotesi, accordi, misure per la crescita o per il contenimento della spesa che sono emerse nel corso di dibattiti, in assemblea, in commissione o altrove. Un plauso, quindi, un ringraziamento e l’invito a proseguire il buon lavoro svolto.
D’altro canto io sono stato invitato ad andare in commissione bilancio, e in questi giorni spero di poter andare. Con Armao conto poi di sentire i capigruppo e i deputati che sono portatori di idee. L’interessante è che i conti quadrino, ci siano misure di contenimento e riduzione della spesa, ci siano misure di aumento delle entrate, si facciano i tagli per evitare che il bilancio non stia in piedi e poi ci siano misure per la crescita: dai confidi, all’anti taroccamento, alla Serit eccetera.
Tra le altre cose credo che non si possa ignorare che c’è un debito che abbiamo con i regionali, legato a contratti che avevano oneri che non sono stati sostenuti dalla Regione. Questo è un ragionamento che indubbiamente va fatto a prescindere da qualsiasi chiacchiera si possa fare sui privilegi dei regionali.
Noi abbiamo bloccato le assunzioni, abbiamo fatto una legge per la semplificazione amministrativa con la quale ci vincoliamo a scadenze e impegni precisi però che la gente abbia diritto ai miglioramenti contrattuali, quando questi miglioramenti ci sono, questo è fuori discussione.
Mi auguro quindi di trovare con tutti un’intesa tale per cui si trovi una quadratura del cerchio e in quattro e quattr’otto, se c’è la volontà, si approvi il bilancio e la finanziaria.

01 nov 2011

“L’impianto della finanziaria regionale, molto articolato, rimane sostanzialmente confermato.

Superata la fase preliminare con minimi stralci, rispetto ai 91 articoli che la costituiscono essa comincia l’esame dell’Ars nel corso del quale le forze parlamentari potranno dare il loro contributo per rafforzarne gli obiettivi di risanamento e di crescita, che ne costituiscono gli assi portanti”.

E’ il commento dell’Assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, alle notizie d’agenzia riguardanti lo stralcio di alcune norme dalla legge finanziaria all’avvio dell’iter davanti all’Assemblea Regionale Siciliana.

“In particolare sulla crescita – continua Armao – il disegno di legge finanziaria contiene molte disposizioni che apporteranno alle imprese ed al sistema economico, l’auspicato sostegno necessario per la ripresa, e cio’ mentre sono gia’ partite le misure sul credito d’imposta per gli investimenti (il click day e’ fissato dopodomani), e l’esenzione Irap quinquennale per le nuove imprese giovanili e femminili, norme che sono state tutte approvate all’unanimita’ quest’anno dall’Ars”.

“E’ una finanziaria – sostiemne ancora l’Assessore – che il Governo Lombardo non ha voluto limitare ai pur necessari interventi di contenimento della spesa ed alle razionalizzazioni organizzative, ma che punta decisamente allo sviluppo e le cui disposizioni sono state elaborate con gli utili apporti delle categorie produttive e sindacali, in un proficuo confronto che continuera’ nei prossimi giorni (il prossimo appuntamento con i sindacati e’ previsto per il 3 novembre)”.

“Le norme stralciate – annuncia Armao – potranno essere presentate all’interno di autonomi disegni di legge o, come quelle riguardanti la semplificazione e la concentrazione degli enti in agricoltura, quali emendamenti a disegni di legge di imminente esame all’Ars. Resta l’impellente esigenza di ampie riforme di settore le cui premesse sono state delineate nel DPEF.

Stralciate alcune di queste norme resta, impregiudicata, l’esigenza di dare alla Sicilia le impellenti riforme strutturali che essa attende”.

12 ott 2011

“Non ci sara’ la soppressione delle Circoscrizioni nei comuni di Palermo, Catania e Messina poiche’ riteniamo questo strumento di rappresentanza democratica, di grande rilievo per raccogliere le istanze che vengono dai cittadini e convogliarle opportunamente nel dibattito e nelle decisioni del Consiglio e della Giunta comunali”.

Questa l’assicurazione data dal Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, nel corso della riunione di questo pomeriggio con i rappresentanti delle circoscrizioni di Palermo che, unitamente a quelli di Catania e Messina, avevano chiesto un incontro urgente sulla norma riguardante la soppressione delle municipalita’, presente nella legge finanziaria.

I portavoce dei Coordinamenti, Pietro Gottuso per Palermo, Massimo Tempio per Catania e Francesco Quero per Messina hanno accompagnato alla richiesta di incontro al Presidente della Regione, un documento in cui si evidenzia l’importanza del decentramento amministrativo soprattutto nelle grandi citta’.

Inoltre chiedono che siano rinforzati e sostenuti i poteri e gli strumenti anche di natura finanziaria delle Circoscrizioni.

Nel documento si avanza pure la richiesta che il Presidente della Circoscrizione interessata sia convocato quando la Giunta comunale tratti di questioni rilevanti per quel territorio.

“Ho accolto con piacere – ha detto il presidente Lombardo – la richiesta di incontro perche’ credo fermamente nel valore di queste forme di rappresentanza. Sono spesso il primo serio impatto con cui i giovani si avvicinano alla politica. Riteniamo questo strumento particolarmente utile anche per favorire il rapporto tra le istanze dei territori e il primo livello di decisione politica, quello delle Giunte e dei Consigli comunali” “In merito alla riduzione delle indennita’ previste per i Sindaci – ha concluso Lombardo – ne sara’ valutata piu’ avanti l’entita’ che sara’ disposta con decreto del governo”.

A questo primo incontro seguiranno quello con i rappresentanti di Catania e Messina.

03 ott 2011

La giunta regionale, presieduta da Raffaele Lombardo, ha approvato il bilancio e il disegno di legge di stabilita’ regionale per il 2012.

Il Bilancio regionale ammonta a circa 27 miliardi di euro ed e’ in linea con il patto di stabilita’ e i risparmi previsti: prevede riduzioni per la spesa di tutti i dipartimenti regionali, per dare corso a quanto indicato nella manovra nazionale, mentre vengono mantenuti inalterati i trasferimenti agli Enti locali.

Nel documento presentato dall’assessore per l’Economia, Gaetano Armao, sono state inserite diverse norme in materia di entrate e di contenimento della spesa, frutto anche delle proposte delle parti sociali.

Tra l’altro e’ previsto l’aggiornamento delle rendite patrimoniali, dei canoni e di altri proventi del demanio. In particolare, per quanto riguarda i canoni demaniali marittimi a decorrere dal primo gennaio del 2012 si ipotizza un aumento che variera’ da un minimo del 25% a un massimo del 75%. Incremento anche per i canoni dei beni immobiliari demaniali e patrimoniali.

Per aumentare i servizi ai visitatori e le attivita’ di tutela delle aree protette regionali, viene istituito un biglietto di ingresso, secondo modalita’ che saranno stabilite successivamente da un decreto dell’assessore per il Territorio e l’Ambiente, sentiti i Comuni interessati.

Previsto un contributo per la tutela e la sostenibilita’ ambientale a carico di barche (da 14 a 24 metri), navi (da 24 a 60 metri) o aerei privati che, nel periodo dal primo giugno al 30 settembre, attraccheranno nei porti e negli aeroporti dell’isola.

Stabiliti anche i criteri con cui sara’ applicata anche in Sicilia la tassa di soggiorno per i turisti che occuperanno le strutture alberghiere della Sicilia.

Il corposo documento individua anche una serie di norme per razionalizzare e contenere la spesa pubblica. Innazitutto prevista la soppressione dell’assegnazione diretta dei contributi dell’ex tabella H, che adesso saranno concentrati in un unico plafond che finanziera’ organismi e istituzioni sulla base di procedure a evidenza pubblica, nel rispetto dei principi di trasparenza, non discriminazione e parita’ di trattamento. Deciso l’avvio del “monitoraggio della spesa mirato alla definizione dei fabbisogni standard dei dipartimenti regionali”, due dei quali (Azienda foreste demaniali e Agenzia per l’impiego) saranno soppressi.

In tema di riduzione dei costi connessi agli organismi istituzionali, dal primo gennaio del 2012 saranno soppressi i Sepicos, i Servizi di pianificazione e controllo strategico degli assessorati, le cui funzioni saranno esercitate dall’omologo ufficio della presidenza della Regione.

Per le missioni, agli amministratori e al personale regionale che utilizzeranno l’aereo sara’ riconosciuto il rimborso in sola classe economica. Le auto di servizio degli enti regionali una volta dismesse o rottamate non potranno essere sostituite.

Prevista la riduzione del 10% per i compensi e i gettoni di presenza corrisposti dagli enti regionali.

Introdotto l’election day: dal 2012 elezioni regionali, provinciali e comunali si dovranno svolgere in un’unica data.In materia di personale, individuate diverse norme per il contenimento della spesa e l’istituzione di un bacino unico.

In tema di costi degli affitti, ci sara’ la possibilita’ di rinnovare, alla scadenza, i contratti per 6 anni, ma con la riduzione del 15%. Il costo della manutenzione degli immobili utilizzati dall’amministrazione non potra’ superare l’1,5% (per il 2012), il 2% (per il 2013) del valore dell’immobile stesso.

Accorpamento per i consorzi di bonifica, che diventeranno 2: uno a Palermo (con competenza anche su Trapani, Agrigento e Caltanissetta) e uno a Catania (Enna, Ragusa, Siracusa e Messina).

Scioglimento in vista per gli Iacp, con la propedeutica liquidazione del patrimonio immobiliare.

Inserite norme di contenimento della spesa degli enti locali, con la riduzione dei compensi per gli amministratori e l’accorpamento di funzioni per i Comuni piu’ piccoli.

In tema di sviluppo e crescita dell’economia regionale, inserite diverse norme nel campo degli investimenti. Per favorire l’accelerazione della spesa comunitaria, previsti cronoprogrammi piu’ stringenti per gli uffici responsabili dell’espletamento delle varie “misure”.

Istituito il fondo di garanzia destinato alle grandi imprese aventi sede legale in Sicilia e che realizzino programmi di investimento nell’isola. Le aziende dovranno occupare almeno il 70% di lavoratori locali.

In tema di piccole e medie imprese, per favorire il rilancio produttivo e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali nel territorio siciliano, previsto il ricorso a prestiti per facilitare la ricapitalizzazione delle imprese ad alto contenuto innovativo.

Per le aziende che trasferiscono il domicilio fiscale in Sicilia e’ riconosciuto un abbattimento del 50% dell’imposta sul reddito societario per un massimo di 3 anni. Istituito anche un fondo di garanzia per l’accesso al credito delle imprese femminili e giovanili.

08 giu 2011
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Credo che siano stati approvati tutti gli emendamenti che avevamo proposto e, attingendo alle riserve, credo che si sia ridefinito un quadro di interventi che ci può consentire di dire che stiamo venendo incontro a tutte le esigenze che non potevano essere raccolte in una finanziaria che abbiamo voluto agilissima.
Così come ci siamo impegnati con le imprese e i sindaci, si viene incontro alle spese certificate anche in modo parziale per i comuni di Scaletta, Itala e Roccalumera.
E’ stato affrontato il discorso di un gruppo di lavoratori di Lipari e i comuni delle isole minori che hanno alcuni problemi anche relativi allo smaltimento dei rifiuti con interventi per 4,2 milioni.
Abbiamo mantenuto l’impegno di 5 milioni per Ibla e per Comiso, in modo che non stiamo ad aspettare le elemosina da parte del ministro Tremonti e al tempo stesso possiamo denunciare che Comiso è l’unico aeroporto non finanziato dallo Stato per i servizi di controllo aereo e per i vigili del fuoco.
Poi 3 milioni per fare il piano particolareggiato del centro storico di Agrigento e 1 milione per Favara per cominciare. Ma poi ci sarà un grosso finanziamento per Agrigento, Favara, San Fratello, i Nebrodi nel fondo Fas che stiamo per definire con il ministro Fitto.
E ancora 5,5 milioni per gli asili nido, 17,5 milioni per i trasporti interurbani, 12,5 milioni per l’indennità dei vigili urbani, il fondo premiale per 8 milioni, le associazioni degli enti locali per 600mila euro. Credo che si tratti di cose importanti.
Senza trascurare poi il milione di euro per Aidone per interventi strutturali connessi all’arrivo della dea di Morgantina e i 2,5 milioni per l’area di Aidone e la provincia di Enna per interventi sulla viabilità.
Qui c’è ancora molto da fare. Nel Fas abbiamo la nord-sud, da Santo Stefano fino a Leonforte, poi c’è la superstrada che da Mulinello porta a Piazza Armerina perché poi congiungendosi con la Catania-Gela arrivi fino alla città di Gela. Si realizza così la nord-sud: il primo tratto già finanziato che deve consentire che comuni come Agira, Nicosia, Troina siano meglio collegati con la viabilità mentre per Aidone bisogna organizzare un intervento finanziario forte perché alle spalle di Piazza Armerina c’è la strada che porta verso Raddusa, Castel di Judica, bivio Iannarello fino all’autostrada. Una strada di più facile collegamento con Catania.
Credo che questa debba essere una scommessa e un impegno in coerenza con tutto quello che quest’area culturale, archeologica e ambientale di grande rilievo richiede.