04 gen 2012

“Il governo nazionale si decida ad intervenire su tagli effettuati da Trenitalia sui convogli a lunga percorrenza dal Sud verso il centro-Nord e viceversa, ripristinando le tratte soppresse. Il meridione e la Sicilia non possono continuare ad essere penalizzati, occorre che sia garantita la continuita’ territoriale”.

Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, intervenendo nuovamente sui ridimensionamenti e sulle soppressioni disposte da Trenitalia. Lombardo gia’ ad inizio dicembre aveva chiesto formalmente al governo centrale l’istituzione di un tavolo di confronto fra azienda e governo, questione che e’ stata riproposta nel corso dell’incontro avuto il 27 dicembre alla Presidenza del Consiglio.

“Dopo le assicurazioni ricevute nel corso degli incontri romani, avuti a cavallo delle festivita’ natalizie, dall’esecutivo nazionale ci aspettiamo un segnale forte, che possa porre rimedio ai pesanti contraccolpi patiti da lavoratori, solo in Sicilia sono 85 ad aver perso il posto, viaggiatori e pendolari”.

01 dic 2011
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Le ferrovie una volta si chiamavano dello Stato. Quindi è lo Stato che vuole emarginare la Sicilia e tagliare i ponti, altro che crearne di nuovi.

I treni a lunga percorrenza che partivano da Siracusa, Palermo o Catania e ci consentivano di andare a Roma partivano alle 9 di sera per arrivare la mattina dopo. Quando questi treni partiranno da Villa San Giovanni e poi piano piano se ne risaliranno verso nord è chiaro che il treno non sarà più un mezzo da poter utilizzare.

Le strade sono quelle che sono. Arrivare a Roma con la Salermo-Reggio Calabria è un’impresa nelle condizioni in cui è e in cui si troverà ancora per decenni. Per inciso, se fosse stata a Milano avrebbero lavorato anche di notte pur di completarla in tempi ragionevoli. Bisognerà quindi utilizzare l’aereo e, visti i costi, purtroppo molti non se lo potranno permettere e saremo tagliati fuori dal mondo.

Per non parlare della questione del ponte. Alcune forze politiche forse si sono innamorate del via vai dei traghetti che ci collegano con il cosiddetto continente. E’ da incoscienti sostenere la tesi che ci porterebbe a rinunciare al ponte sullo stretto. Piaccia o meno, la società è andata avanti, ha fatto espropriazioni e una gara. Credo che le società aggiudicatarie farebbero una causa e 400 o 500 milioni si perderebbero comunque per pagare i danni.

Sappiamo che la parte pubblica interviene con 1,5 miliardi mentre il resto sarebbero fondi di privati. Rinunciare vuol dire non volerlo fare per pregiudizio o per lasciare le cose come stanno, cioè continuare con i traghetti che non trasporteranno più i treni e quindi anche di notte saremo costretti a scendere da un treno a Messina, salire sul traghetto con la valigia in mano, come nell’800, e poi risalire sul treno dall’altra parte.

Il piano delle ferrovie credo lo abbiano immaginato nel momento in cui avevano previsto anche un notevole investimento per la realizzazione del ponte. Le ferrovie, non caricando più i treni e non prevedendo più i treni a lunga percorrenza, risparmieranno ma non manterrebbero l’impegno a finanziare il ponte se questo non si facesse più. Noi saremmo penalizzati mentre le ferrovie realizzerebbero i loro piani di risparmio sempre sulla pelle della Sicilia.

Sono convinto che se non si farà il ponte non saranno neppure ripristinate le cuccette e i treni a lunga percorrenza e peraltro ci priveremmo di un investimento che ci darebbe un’opera che sarebbe una meraviglia nel mondo, che nel corso della costruzione farebbe lavorare decine di migliaia di persone, che rilancerebbe enormemente il nostro turismo, e che finalmente darebbe alla Sicilia un primato: avremmo una opera straordinaria che potrebbe compensare con il suo prestigio e il suo valore le mille cose delle quali non possiamo andare fieri.

16 set 2011

Puntualita’ negli orari, numero di corse adeguate, pulizia dei vagoni: la Regione siciliana mettera’ nero su bianco questo e altro al momento di siglare con Trenitalia il Contratto di servizio del valore di 111 milioni di euro che gli affida il compito di regolare tutto cio’ che viene offerto agli utenti del trasporto ferroviario, controllandone al tempo stesso la qualita’.

“Un primo esempio concreto di federalismo”, lo definisce l’assessore regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture, Pier Carmelo Russo, ricordando i decreti legislativi 422/97 e 400/99 che decentrano a livello locale, con le relative risorse, tutte le competenze in materia di trasporto pubblico, per le funzioni di programmazione, amministrazione e controllo.

Il 13 settembre scorso la giunta di palazzo d’Orleans ha dato il via libera all’Accordo di programma con il Ministero che, di fatto, spiana la strada alla sottoscrizione del Contratto di servizio con Trenitalia che, per i prossimi 6 anni, consentira’ alla Regione di attuare una programmazione dei servizi piu’ vicina alle reali esigenze del territorio.

“Verra’ istituito – spiega Russo – uno specifico tavolo tecnico per l’esame congiunto con Trenitalia delle diverse criticita’ del settore. Tema centrale sara’ quello della qualita’ dei servizi, individuando livelli minimi con riferimento alla regolarita’, puntualita’, comfort, informazioni alla clientela, pulizia dei mezzi ma anche aspetti comportamentali e comunicazionali del personale di contatto, definendo appositi indicatori per rendere oggettivamente misurabile ogni singola performance aziendale, raccogliendo le valutazioni degli utenti e prevedendo meccanismi sanzionatori”.

Il governo regionale ha, inoltre, approvato un investimento di oltre 48 milioni per l’acquisto di vagoni da utilizzare lungo le tratte a piu’ alta intensita’ di passeggeri. “Cio’ evidenzia – sottolinea l’assessore – il livello di attenzione e la considerazione strategica che rivolgiamo al trasporto ferroviario.

Infatti, a parte i 40 Minuetto comprati a suo tempo con la nostra compartecipazione finanziaria per 46 milioni di euro, il parco rotabili in dotazione alla Direzione regionale della Sicilia di Trenitalia annovera ancora oggi mezzi con una anzianita’ media di trent’anni e con caratteristiche tecnico-costruttive inidonee, che rappresentano una delle cause ricorrenti dei disservizi lamentati dall’utenza”.

“Per l’attuazione di tale programma – aggiunge Russo – la Regione, come in passato, fara’ la sua parte destinandovi l’intera dotazione finanziaria, pari a poco piu’ di 36 milioni di euro, prevista dalle leggi 296/2006 e 244/2007, cui vanno aggiunti ulteriori 12 milioni di euro a carico del bilancio regionale ed eventuali ulteriori risorse che dovessero rendersi disponibili in futuro”

“Il Contratto di servizio – conclude l’assessore ai Trasporti – ci offrira’ anche l’occasione per ridiscutere con Trenitalia il taglio dei cosiddetti rami secchi, che molto spesso sono invece indispensabili per gli utenti che li utilizzano”.

Puntualita’ negli orari, numero di corse adeguate, pulizia dei vagoni: la Regione siciliana mettera’ nero su bianco questo e altro, al momento di siglare con Trenitalia il Contratto di servizio dal valore di 111 milioni di euro che gli affida il compito di regolare tutto cio’ che viene offerto agli utenti del trasporto ferroviario, controllandone al tempo stesso la qualita’.

“Un primo esempio concreto di federalismo”, lo definisce l’assessore regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture, Pier Carmelo Russo, ricordando i decreti legislativi 422/97 e 400/99 che decentrano a livello locale, con le relative risorse, tutte le competenze in materia di trasporto pubblico, per le funzioni di programmazione, amministrazione e controllo.

Il 13 settembre scorso la giunta di palazzo d’Orleans ha dato il via libera all’Accordo di programma con il Ministero che, di fatto, spiana la strada alla sottoscrizione del Contratto di servizio con Trenitalia che, per i prossimi 6 anni, consentira’ alla Regione di attuare una programmazione dei servizi piu’ vicina alle reali esigenze del territorio.

“Verra’ istituito – spiega Russo – uno specifico tavolo tecnico per l’esame congiunto con Trenitalia delle diverse criticita’ del settore. Tema centrale sara’ quello della qualita’ dei servizi, individuando livelli minimi con riferimento alla regolarita’, puntualita’, comfort, informazioni alla clientela, pulizia dei mezzi ma anche aspetti comportamentali e comunicazionali del personale di contatto, definendo appositi indicatori per rendere oggettivamente misurabile ogni singola performance aziendale, raccogliendo le valutazioni degli utenti e prevedendo meccanismi sanzionatori”.

Il governo regionale ha, inoltre, approvato un investimento di oltre 48 milioni per l’acquisto di vagoni da utilizzare lungo le tratte a piu’ alta intensita’ di passeggeri. “Cio’ evidenzia – sottolinea l’assessore – il livello di attenzione e la considerazione strategica che rivolgiamo al trasporto ferroviario.

Infatti, a parte i 40 Minuetto comprati a suo tempo con la nostra compartecipazione finanziaria per 46 milioni di euro, il parco rotabili in dotazione alla Direzione regionale della Sicilia di Trenitalia annovera ancora oggi mezzi con una anzianita’ media di trent’anni e con caratteristiche tecnico-costruttive inidonee, che rappresentano una delle cause ricorrenti dei disservizi lamentati dall’utenza”.

“Per l’attuazione di tale programma – aggiunge Russo – la Regione, come in passato, fara’ la sua parte destinandovi l’intera dotazione finanziaria, pari a poco piu’ di 36 milioni di euro, prevista dalle leggi 296/2006 e 244/2007, cui vanno aggiunti ulteriori 12 milioni di euro a carico del bilancio regionale ed eventuali ulteriori risorse che dovessero rendersi disponibili in futuro”

“Il Contratto di servizio – conclude l’assessore ai Trasporti – ci offrira’ anche l’occasione per ridiscutere con Trenitalia il taglio dei cosiddetti rami secchi, che molto spesso sono invece indispensabili per gli utenti che li utilizzano”.

17 mag 2011

“Per le ferrovie, l’Italia si ferma a Reggio Calabria. Mentre, a Reggio, il ministro Tremonti prospettava, pochi giorni fa, la possibilita’ dell’arrivo dell’alta velocita’, la Sicilia – e Messina in particolare – e’ sempre piu’ penalizzata dai tagli ai convogli, soprattutto quelli che partono la sera dallo Stretto per arrivare al mattino a Roma. Usare il treno per raggiungere la Capitale da Messina, e viceversa, e’ diventato praticamente impossibile.

Questo, mentre alle promesse del governo nazionale, come al solito, non corrispondono, poi, fatti concreti”.

Lo dice l’assessore regionale al Turismo, Daniele Tranchida, evidenziando le difficolta’ dei viaggiatori che usano il treno per i collegamenti da e per la Sicilia, alla vigilia dell’inizio della stagione turistica estiva.

“Da Messina – dice l’assessore – per raggiungere Roma e’ rimasto ormai soltanto un treno serale, che parte alle 22,10 e che assembla i vagoni che arrivano da Palermo e da Siracusa, con difficolta’ che incidono sul rispetto degli orari e sulla disponibilita’ di posti. Mentre, citta’ come Palermo e Catania possono optare per l’alternativa dell’aereo, questo non e’ possibile per Messina, che non ha un aeroporto. Attendiamo che alle promesse e agli impegni del governo nazionale facciano seguito atti concreti, con l’aumento del numero dei treni che collegano Messina con Roma, per le esigenze del traffico ferroviario quotidiano e in vista dell’avvio della stagione turistica estiva. Stagione che rischia di essere notevolmente danneggiata da questa continua e inesorabile politica di smobilitazione”.

23 feb 2011
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A proposito di infrastrutture, l’alta capacità ferroviaria tra Palermo e Catania è a portata di mano. Per mettere in collegamento queste due grandi città con un treno che percorra il tragitto di 180 chilometri in un’ora e quarantacinque minuti, basterebbe intervenire con una cifra di 800/900 milioni di euro, non un investimento impossibile.

E poi l’aeroporto di Comiso che deve essere completato. Non lo si può lasciare inutilizzato e non vedo perché non gli si debbano assicurare i servizi di sicurezza e di controllo aereo.

E ancora, l’aeroporto di Agrigento a proposito del quale quale sono intervenuti, ed intervengono, ministri e deputati. Non credo che il governo nazionale attraverso i propri ministri, per questioni di ripicca politica, voglia cancellarlo.

In ogni caso lo finanzieremo noi. Ci è stato detto dall’Enac che ci sono le condizioni perché lo si possa realizzare, se la Regione partecipa insieme a un gruppo privato che crede in quell’investimento.

Noi siamo pronti a fare la nostra parte. Perché quell’aeroporto a cui tiene tanto il presidente D’Orsi e tutti gli agrigentini, sorgerebbe in un territorio nel quale, con tutto il rispetto per i signori ministri in carica e non, non c’è un metro di autostrada o una circonvallazione. Credo che un piccolo aeroporto gestito da un privato che investe perché ci crede e quindi si impegnerà a far venire la gente, possa essere una cosa molto importante. L’ho confermato al presidente D’Orsi e mi sento di poter prendere l’impegno pubblicamente.

20 nov 2010

“La Regione siciliana intende puntare sul trasporto ferroviario ed in particolare all’alternativa modale, almeno sulle direttrici delle dorsali Messina-Catania-Palermo, toccando lungo il tragitto Enna e Caltanissetta, sulla dorsale Catania-Siracusa e sulla direttrice Palermo-Agrigento con prosecuzione fino a Porto Empedocle e sul raddoppio della Messina-Palermo almeno fino a Castelbuono”.

Lo ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture e la Mobilita’, Pier Carmelo Russo, intervenendo insieme al collega di giunta Marco Venturi, assessore alle Attivita’ Produttive, alla tavola rotonda organizzata a Palermo della Fit Cisl Sicilia.

Al dibattito ha partecipato anche il ministro per i rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto.

“Occorre ammodernare il materiale rotabile – ha aggiunto Russo – e fare precise scelte di campo per rendere comodamente fruibile il treno in Sicilia e verso il continente. Siamo disposti a sederci al tavolo fra stato, regione e ferrovie proposto dal sindacato, sul quale ha concordato il ministro Fitto, ed affrontare senza pregiudizi tutti gli argomenti in campo”.

“Dobbiamo avere il coraggio – ha aggiunto l’assessore alle Attivita’ produttive Marco Venturi – di concentrare le risorse disponibili, siano esse residue e liberate da agenda 2000 o del nuovo programma 2007-2013 o provenienti dai FAS, su 4 obiettivi strategici: strade, ferrovie, portualita’ e distribuzione idrica.

Solo attraverso un serio intervento di infrastrutturazione potremo rilanciare anche le attivita’ produttive in Sicilia”.

10 ago 2010

Il vice presidente della Regione siciliana con delega all’Economia, MIchele Cimino, ha formulare le congratulazioni all’ingegnere Dario Lo Bosco, nominato presidente di Rete ferroviaria italiana per il triennio 2010-2013.

“Mi auguro – ha detto Cimino – che adesso, con la nomina di Lo Bosco, prestino maggiore attenzione alla Sicilia e, in generale, alle regioni del sud”.