04 nov 2011

“Abbiamo creduto nel federalismo fin dal principio e continuiamo a credervi per molte ragioni. In quest’ottica, abbiamo compiuto numerose scelte, alcune delle quali difficili e impegnative, ma non e’ possibile proseguire in questo percorso senza ottenere la perequazione strutturale che deve sancire piu’ di qualunque discorso un’unita’ del Paese che ancora stenta a divenire concreta e stabile”.

Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, nel suo intervento al convegno “Federalismo fiscale e perequazione: l’autonomia della responsabilita’” oggi a palazzo Comitini, a Palermo.

“Abbiamo avviato – ha proseguito Lombardo – un rigoroso piano di contenimento dei costi e di risparmio di spesa e a questo abbiamo affiancato una produzione legislativa in grado di imprimere una chiara direzione anche per il futuro.

Siamo in attesa di vedere comportamenti coerenti anche dal governo nazionale, pena un arretramento del percorso unitario portato avanti, seppur faticosamente, in questi anni. Celebrare i 150 anni dell’unita’ significa riconoscere la positivita’ di questa storia, ma senza dimenticare quanto ancora manca per il pieno raggiungimento effettivo di questa unita’”.

13 ago 2011

“Nei mesi scorsi, quando la Sicilia insieme ad altre regioni contestava un federalismo rabberciato e confusionario, che senza perequazioni fiscali ed infrastrutturali mostrava i sui veri effetti ritorsivi sul Mezzogiorno, ponemmo un problema: se questo e’ l’approccio, cosa accadra’ quando occorrera’ affrontare il baratro del debito pubblico?”

Cosi’ l’assessore regionale per l’Economia, Gaetano Armao, commenta i primi dati che emergono dalla manovra del governo nazionale.

“Il debito pubblico – afferma Armao – e’ giunto a 1.903.300.270.257 euro e ogni giorno, cresce di altri 236 milioni di euro (l’andamento del debito pubblico si puo’ seguire su http://www.brunoleoni.it). Con questi numeri sarebbe stato impensabile costruire un federalismo equo e solidale: la grave crisi economica internazionale ha solo evidenziato la fragilita’ del sistema-Italia”.

Di fronte a questo scenario, per Armao emergono, evidenti, due conclusioni: il federalismo fiscale deve andare a binario morto non essendoci le risorse per le perequazioni; il risanamento per conseguire il pareggio e contenere il debito pubblico si scarica sulle aree piu’ deboli del Paese.

“Questo e’ semplicemente inaccettabile – commenta l’assessore – perche’ dai primi dati, peraltro parziali, che giungono da Roma, la nuova manovra governativa aggiunge circa 2 miliardi ulteriori di tagli per i prossimi due anni a carico di Regione ed enti locali siciliani, che si aggiungono a quelli gia’ previsti in precedenza e corrispondenti nel 2012 a 471 milioni e nel 2013 a 869 milioni per la Regione, ed almeno 200/250 per gli enti locali siciliani. A questi vanno ulteriormente sommati quelli connessi all’anticipata riduzione dei fondi Fas al 2012, che aggravera’ la riduzione gia’ effettuata di quasi 1,2 miliardi di euro”.

Pertanto, nel prossimo biennio la manovra sulla Sicilia pesera’ per oltre 3,5 miliardi, ai quali vanno aggiunti quelli relativi alla di riduzione dei fondi Fas, originariamente assegnati alla Regione. Si giunge, quindi, complessivamente a quasi 5 miliardi.

“Ebbene – aggiunge Armao – con un bilancio regionale a spesa sostanzialmente rigida, frutto di molte scelte dissennate fatte nel precedente decennio, la compressione delle spese potra’, solo in parte, gravare sulla quella corrente, dovendo pesare anche sugli investimenti. Cio’ determinera’, tra l’altro, la minore capacita’ di cofinanziamento dei fondi europei rallentandone il pieno impiego”.

Per l’assessore all’Economia, “la crisi internazionale ha determinato una brusca accelerazione imponendo di conseguire al piu’ presto il pareggio di bilancio”.

“Non potendo piu’ puntare, a breve termine, sul federalismo fiscale – commenta – si realizza un federalismo del debito pubblico, che penalizza i soliti noti e si scarica sulle tasche dei meridionali, ed in particolare dei siciliani”.

“Il governo regionale, a differenza di quello nazionale – spiega l’assessore -, ha gia’ avviato il taglio di costi delle istituzioni politiche in via amministrativa; ma si tratta di un centinaio di milioni, rilevante soprattutto sul piano etico e simbolico in un momento di grave difficolta’ per il Paese, che si accompagna al risanamento dei conti della sanita’, alla razionalizzazione degli apparati amministrativi ed alla riduzione delle societa” partecipate (da 34 a 14). Nel contempo, con il rilancio del credito d’imposta per gli investimenti per 120 milioni (pronto per fine ottobre), e di altre misure per l’imprenditoria, stiamo cercando di sostenere l’economia regionale, coniugando risanamento ed investimenti”.

“A settembre – conclude Armao – presenteremo un legge finanziaria attenta allo sviluppo, ma occorre la stessa compattezza che le forze politiche hanno mostrato in occasione dell’approvazione della legge sul credito d’imposta. Resta l’auspicio di un rigurgito di attenzione per il loro territorio da parte dei parlamentari nazionali eletti in Sicilia, alcuni dei quali con rilevanti incarichi politici, istituzionali e governativi, che sostengono un governo a sempre piu’ evidente trazione leghista. Se ci stanno, battano un colpo! Ma soprattutto si battano con noi per cambiare questa pur essenziale manovra di risanamento, facendola gravare, equamente, su chi ha avuto e puo’ dare di piu’ al Paese”.

13 lug 2011

“Le Regioni a statuto speciale intendono dar il loro contributo al risanamento della finanza pubblica italiana. La Regione Siciliana dovra’, pertanto, adottare nei prossimi giorni le conseguenti drastiche misure di contenimento della spesa.” Lo dichiara l’assessore all’Economia della Regione siciliana Gaetano Armao, che oggi ha partecipato all’incontro, svoltosi al Ministero dell’Economia, tra i rappresentanti delle Regioni e il governo. “La Sicilia – continua l’assessore Armao – tuttavia, non puo’ sopportare il peso piu’ gravoso di questa misura. Peraltro, senza investimenti, perequazioni infrastrutturale e fiscale nelle aree svantaggiate, su cui la manovra interviene riducendone le disponibilita’ – il federalismo penalizza ancora di piu’ il sud e le isole. Il mix di manovra e federalismo senza riequilibri spacca il Paese e per questo va ritenuto ormai insostenibile.”

09 lug 2011

“Le decisioni assunte dal governo nazionale con la manovra economica incidono inevitabilmente sull’avvio del federalismo fiscale. Per questo motivo occorre rinviarne di almeno due anni l’attuazione, altrimenti il peso imposto al Paese diverra’ insostenibile”.

Lo ha detto a Malta l’assessore per l’Economia della Regione siciliana, Gaetano Armao, che questa mattina ha concluso, con il Presidente del Parlamento maltese, Hon Michael Frendo, i lavori della conferenza annuale dell’European Public Law Organization “The Sovereign Debt Crisis and the New Boundaries of the State’ (‘Crisi economica e nuovi confini degli Stati’).

“La difficile situazione dell’economia continentale – ha aggiunto Armao – determina nei diversi Stati l’adozione di urgenti misure di risanamento che garantiscano la stabilita’ e gli equilibri di bilancio. In Italia, l’entrata in vigore della manovra varata dal Governo nazionale, anche per il peso che impone alla Sicilia, necessita adesso l’adozione di conseguenti misure a livello regionale”.

La conferenza, che ha analizzato le conseguenze delle politiche di stabilita’ economica sulle relazioni istituzionali interne ed esterne agli Stati, e’ stata introdotta dalla relazione di Giuliano Amato, e chiusa da quella di Spyridon Flogaitis, direttore del European Public Law Organization; vi hanno partecipato giuristi provenienti da diversi Paesi europei, in particolare da quelli che stanno affrontando la difficile crisi economica e adottando drastiche misure di risanamento economico (Grecia, Portogallo, Irlanda, ma anche Germania, Francia, Turchia, Albania).

Per l’Italia la relazione e’ stata presentata da Giulio Napolitano.

04 giu 2011

In riferimento ad alcuni interventi di stampa che in questi giorni hanno sollevato dubbi sull’immediata applicabilita’ in Sicilia della cedolare secca sugli affitti, prevista dal decreto legislativo sul federalismo municipale, ritenendola condizionata alla preventiva adozione da parte della Commissione paritetica Stato-Regione delle norme per l’attuazione dello stesso decreto nel rispetto dello Statuto regionale, l’Assessorato regionale per l’Economia precisa. Con l’art.3 del decreto legislativo 23/2011 e’ stata prevista una nuova imposta operata nella forma cedolare secca, sostitutiva dell’Irpef sui canoni di locazione, attivabile in base all’opzione del locatore in favore di tale regime tributario. Al pari di qualsiasi altra disposizione volta a disciplinare o modificare i profili sostanziali di un tributo erariale, anche quella sulla cedolare secca e’ immediatamente applicabile a tutti i contribuenti ivi inclusi, ovviamente, quelli siciliani. Diverso e’, infatti, l’ambito sul quale saranno chiamate ad operare le norme di attuazione sul federalismo municipale per la cui elaborazione il Governo regionale e’ impegnato da tempo, mentre va sottolineato come la Regione abbia impugnato proprio alcune delle norme del decreto attuativo del federalismo municipale davanti alla Corte Costituzionale, ritenendole lesive dello Statuto.

Nel merito occorre distinguere, in particolare, due aspetti. Da un canto il decreto sul federalismo municipale regola, nel caso della cedolare secca, un nuovo tributo erariale, peraltro sostitutivo di altro gia’ esistente e certamente applicato anche ai contribuenti siciliani, che sarebbe alquanto improprio ritenere non riferibile all’intero territorio nazionale per effetto della clausola di salvaguardia (art.14, comma 2) prevista per le regioni a statuto speciale, a meno di ipotizzare una disparita’ di trattamento tra i contribuenti delle varie regioni certamente non configurabile nell’attuale cornice costituzionale. Quanto sopra fermo restando, ovviamente, la spettanza del tributo e del relativo gettito alla Regione, a norma dell’art. 36 del nostro Statuto e secondo il richiamo ricavabile dal testo della stessa clausola. Invece, l’articolato processo di fiscalizzazione dei trasferimenti finanziari in favore degli enti locali, aspetto centrale del decreto sul federalismo munici pale, potra’ trovare attuazione in Sicilia soltanto con le norme definite in sede pattizia tra Regione e Stato attraverso la Commissione paritetica.

Non sussistono dubbi, pertanto, sulla circostanza che anche i contribuenti siciliani possano optare per il regime della cedolare secca come, peraltro, esplicitato e confermato dalla stessa Agenzia delle Entrate con le proprie circolari Cosi’ si legge in una nota dell’assessorato regionale per l’Economia.

24 mag 2011

L’assessore regionale dell’Economia, Gaetano Armao, ha inviato le osservazioni sull’illegittimita’ dello schema di decreto legislativo di attuazione della legge sul federalismo fiscale.In particolare, l’articolo 16 della legge 42/2009, ha indicato i principi ed i criteri ai quali uniformare gli interventi per rimuovere le condizioni di squilibrio economico e sociale. Ne da notizia l’assessorato regionale per l’Economia.

20 mag 2011

Nel corso dei lavori della giunta che si è riunita questa mattina sono state affrontate diverse importanti questioni.

Grazie all’impegno e alla tenacia dell’On. Ruggirello e del presidente del consiglio comunale di Favignana Galuppo che hanno insistito perché si facesse questo investimento, abbiamo acquistato per 900 mila euro, e prima che diventi francese, un immenso fondo nelle isole Egadi appartenuto alla Parmatour.

Nelle prossime settimane andrò sull’isola per rendermi conto personalmente delle risorse disponibili e per verificare quanto c’è da fare e quali siano i passi da compiere. Si tratta di una immensa area che salvaguarderemo e sottrarremo a qualunque tipo di speculazione e che riusciremo a forestare in modo che diventi patrimonio ambientale e naturalistico dell’intera Sicilia e di quanti potranno liberamente fruirne piuttosto che consentire che si trasformi, magari devastando l’ambiente, in luogo a vantaggio soltanto di chi se lo può permettere.

Sul caso Agrigento sono stati deliberati interventi seri e solidi. Solleciteremo al governo l’ordinanza di protezione civile che ci consenta poteri straordinari. Le risorse che verranno impegnate proverranno tra l’altro dalle misure del Po-Fesr per quanto riguarda soprattutto l’area della frana.

Insieme all’assessore Sparma abbiamo deliberato in giunta di dare priorità all’intervento sulla collina dove c’è la cattedrale di Agrigento. Stamattina i tecnici della protezione civile e dell’assessorato Territorio e ambiente hanno fatto un sopralluogo. Si può intervenire, questa è la novità. Quindi la cattedrale è possibile salvarla. Le risorse provengono in parte dalla misura Po-Fesr e ammontano a circa 20 milioni.

Respingiamo al mittente il decreto attuativo del federalismo che tocca l’articolo 16. Ieri, al solito, il governo nazionale, a proposito di misure per attenuare lo squilibrio tra i territori, ha destinato illusioni e fumo nei confronti del sud. Noi ci opporremo, dovessimo arrivare alla Corte costituzionale. Anche perché il governo sa che, per i decreti attuativi, la legge sul federalismo lo costringe a rapportarsi direttamente con ciascuna regione a statuto speciale.

13 mag 2011

La giunta di governo della Regione siciliana, riunita a Palazzo d’Orleans sotto la presidenza di Raffaele Lombardo, ha deliberato l’impugnativa del decreto sul federalismo fiscale municipale (DLGS 23/2011) ritenendo gli articoli 2 e 14 lesivi delle prerogative statutarie regionali ed in particolare dell’autonomia finanziaria sancita dagli articoli 36 e 37 dello Statuto Autonomistico siciliano. Relativamente al medesimo decreto la conferenza dei Presidenti della Regioni aveva gia’ negato l’intesa in sede di conferenza Stato – Regioni.

La giunta ha deliberato, inoltre, la definizione degli obiettivi per i dipartimenti regionali, relativi all’attuazione del PO FESR 2007/2013, allo scopo di sostenere l’andamento della spesa e monitorarne i flussi.