05 ott 2011

L’assessore regionale per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Caterina Chinnici, ha firmato la circolare che stabilisce le modalita’ per accedere al rimborso dell’80 per cento delle spese sostenute per la gestione degli asili nido. A essere interessati sono i 284 Comuni con meno di diecimila abitanti e la cifra prevista in bilancio e’ di 5 milioni di euro. Per procedere all’assegnazione delle somme, i Comuni interessati dovranno presentare un’istanza entro 60 giorni dalla pubblicazione della circolare sulla Gazzetta ufficiale della Regione.

L’assessore Chinnici ha dato il via libera anche ai criteri per la ripartizione di 2,523 milioni di euro a favore delle Province siciliane che hanno attivato misure di fuoriuscita dal bacino dei lavori socialmente utili negli anni 2009 e 2010. In questo caso, le domande andranno presentate entro 30 giorni dalla pubblicazione della circolare sulla Gurs.

26 set 2011

La consegna che il Ministero della Difesa effettuerà domani a favore della Regione Siciliana  dell’area e dei manufatti dell’aeroporto di Comiso, chiuderanno un percorso lungo e travagliato. Per evitare ogni ulteriore ritardo, la Regione trasferirà contestualmente al comune di Comiso il sito aeroportuale, affidandogli la custodia delle opere già realizzate.

Con quest’ultimo passaggio si perfeziona l’iter che dovrà portare alla piena operatività il nuovo aeroporto, a dispetto dei tanti che hanno, per anni, animati solo da un istinto distruttivo e sacrificando il bene del proprio territorio a beghe locali di carattere politico, sperato in un intoppo dell’ultimo momento che pregiudicasse lo straordinario risultato per il quale il mio governo si è battuto senza lesinare sforzi e risorse. E’ opportuno ricordare in questo senso l’impegno economico che la Regione ha sostenuto negli anni e la destinazione di 4,5 milioni di euro di fondi regionali a favore del nascente aeroporto, arrivati a colmare i ritardi ingiustificabili accumulati dallo Stato nella gestione dei fondi Fas, oggi rivelatisi provvidenziali e forse insostituibili, dopo la recente manovra finanziaria del governo.

Questo risultato ci riempie d’orgoglio, non solo perché realizza il sogno inseguito per anni da un territorio troppo spesso marginalizzato, ma anche perché sana la ferita infrastrutturale che attanaglia la provincia di Ragusa, unica in Italia a non poter contare su un solo kilometro di autostrada.

Da domani tocca al Comune di Comiso ed alla società di gestione dell’aeroporto dare sostanza alla cerimonia di consegna, definendo senza indugi gli aspetti tecnici necessari per avviare l’operatività della scalo comisano.

Il nostro desiderio è quello di poter decollare al più presto da Comiso e soprattutto di vedere atterrare migliaia di turisti diretti negli Iblei, mentre altri aerei volano, pieni dei prodotti d’eccellenza dell’ortoflorovivaismo, per raggiungere i mercati nazionali e del nordeuropea.

22 set 2011

In arrivo quasi 50 milioni di euro per i comuni siciliani. Si tratta di 25 milioni per il rimborso delle spese degli enti locali nell’anno scolastico 2008/2009 per il trasporto interurbano degli alunni della scuola media superiore e di 23.856 milioni per le anticipazioni delle somme relative al ricovero, disposto dall’autorita’ giudiziaria, per minori negli anni 2008 e 2009.

I due decreti con allegati gli elenchi completi con le assegnazioni, comune per comune, sono gia’ stati pubblicati sul sito del dipartimento regionale delle Autonomie locali.

15 set 2011

“Le Regioni a Statuto speciale hanno ritenuto di condividere le contestazioni delle Regioni a statuto ordinario – dichiara l’assessore all’Economia, Gaetano Armao, al termine dell’incontro con il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto – segnalando al governo nazionale l’insostenibilita’ degli oneri del trasporto pubblico locale a causa dei mancati trasferimenti e dei tagli imposti dalla manovra approvata dal Parlamento. Purtroppo, si sta verificando cio’ che da tempo abbiamo segnalato: la manovra scarica il suo peso maggiore su Regioni ed Enti locali in danno diretto del cittadino”.

“Piu’ tasse e meno servizi – ha proseguito l’assessore – non e’, a nostro avviso, il modo piu’ equo per risanare i conti dello Stato. Non si puo’ decidere, come ha fatto il governo di intaccare sensibilmente i servizi ai cittadini senza, invece, eliminare sacche di privilegio sulle quali si potrebbero ancora recuperare rilevanti risorse”.

“Tocca al governo nazionale – ha aggiunto Armao – assumere queste scelte. La Regione siciliana, da parte sua, ha gia’ avviato un programma di risanamento che ha portato quest’anno la spesa corrente al di sotto dei livelli del 2001, pur raddoppiando la dotazione degli investimenti rispetto a quel periodo, procedendo altresi’ con la riduzione delle societa’ partecipate ed il contenimento della spesa sanitaria e dei costi delle istituzioni”.

“Ma le manovre statali – ha concluso l’assessore per l’Economia – continuano a gravare con tagli indiscriminati sulle Regioni, colpite dal 60% delle riduzioni di spesa pur contribuendo soltanto per il 20% alla formazione della spesa pubblica, mentre si riduce solo per il 20% la spesa statale che pesa, invece, per il 60% in termini di finanza pubblica. Cosi’ si costringono le Regioni a penalizzare inevitabilmente i cittadini e la qualita’ dei servizi che dobbiamo rendere ad essi”.

14 set 2011

In arrivo 26,67 milioni di euro per i Comuni siciliani che hanno attivato misure di fuoriuscita dal bacino dei lavori socialmente utili. L’assessore regionale per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Caterina Chinnici, ha firmato il piano di ripartizione delle risorse relative al 2010.

Il decreto assessoriale e’ stato gia’ inviato al dipartimento regionale delle Autonomie locali, che provvedera’ a emettere i singoli mandati di pagamento. Il 50 per cento della somma e’ stata destinata ai comuni con meno di 10 mila abitanti, e il numero degli Lsu coinvolti in tutta l’isola e’ di 19.896.

Queste le risorse destinate alle nove province: Agrigento, 3,268 milioni, 2.260 lsu; Caltanissetta, 2,128 milioni, 809 lsu; Catania, 3,530 milioni, 2.408 lsu; Enna, 786mila, 655 lsu; Messina, 4,081 milioni, 2.997 lsu; Palermo, 5,945 milioni, 6.621 lsu; Ragusa, 2,201 milioni, 923 lsu; Siracusa, 2,273 milioni, 1.365 lsu; Trapani, 2,452 milioni, 1.858 lsu.

L’assessore Chinnici ha firmato anche la circolare che stabilisce i criteri per accedere alla quota di premialita’ dei finanziamenti per le province siciliane. Il documento verra’ pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione.

25 ago 2011
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Sulla questione di Gela c’è un disegno di legge di iniziativa popolare, come ce ne sono centinaia che trattano le materie più disparate, e conosciamo le aspettative di Gela di avere una sua provincia così come di Caltagirone e del calatino, ma questo non vuol dire che la Regione in questo momento di taglio dei costi della politica stia creando una nuova provincia.

Il governo e l’assemblea potranno apprezzare un disegno di legge che stiamo elaborando e che istituisce i liberi consorzi dei comuni. Questi dovranno mettere insieme i comuni di un territorio i cui organi saranno selezionati con una elezione di secondo grado da parte dei sindaci e dei consiglieri comunali e non dovranno percepire alcuna indennità.

La vera riforma è il decentramento di poteri, uomini e risorse da parte della Regione.

Sono invece fermamente contrario all’ipotesi di abolire i piccoli Comuni. Non si può cancellare una identità, una bandiera, un campanile, una passione, una partecipazione, una storia, una cultura che si sono costruiti talvolta nei secoli. Semmai, per i Comuni, pensiamo a ridurre i consiglieri e gli assessori, non le indennità che sono, in quei casi, non riducibili.

Abolire i piccoli Comuni non serve a nulla. So che questi manifesteranno a Roma. Se la competenza, come credo, è nostra, io non farò mai passare una cosa del genere. I Comuni non si toccano: sono una risorsa straordinaria attraverso cui democraticamente i cittadini si ritrovano.

Sono convinto che l’elefante Regione, cresciuto a dismisura, blocca e paralizza la vita dei cittadini perché ha centralizzato tutto. Se questi poteri li passiamo ai liberi consorzi, il controllo da parte dei cittadini potrà essere più puntuale, diretto e forte.

Questa riforma arriva in un momento particolare per noi difficilissimo da fronteggiare, con una manovra iniqua quanto mai che sarà pagata dai più deboli e dai territori del sud – salvo che ne approvino una più equa – che ci costringe finalmente a tagliare tutti gli sprechi di questo mondo.

Lo dico con molta franchezza: intendo mettere su, online, uno strumento per la caccia agli sprechi. Segnalatemi tutti gli sprechi, che non sono solo l’auto blu o le indennità dei deputati, ma sono i dipendenti che non lavorano o gli uffici pieni di gente che stanno a leggersi il giornale.

Cominciamo, come cittadini, ad abituarci a tenere sotto controllo le nostre risorse e il patrimonio pubblico. I cittadini hanno il diritto di pretendere che noi dipendenti pubblici facciamo il nostro dovere.

27 lug 2011

Questa mattina l’assessore all’Economia della Regione Siciliana, Gaetano Armao ha relazionato alla conferenza delle Regioni sulle norme relative all’assegnazione dei beni confiscati inserite nel c.d. Codice antimafia varato dal Governo, adesso all’esame delle Commissioni giustizia di Camera e Senato. Nel merito l’assessore Armao – ricordando le pesanti critiche cui in termini generali e’ stato sottoposto il testo, a partire dal Procuratore nazionale antimafia e dal Centro ‘Pio La Torre’ – ha evidenziato “le criticita’ presenti nel decreto legislativo – ha detto – che avranno gravi ricadute negative soprattutto nel territorio delle regioni dov’e’ allocato il numero maggiore di beni (in Sicilia il 45%)”.

La Conferenza delle Regioni, al termine della relazione, ha richiesto audizione alle Commissioni parlamentari per proporre le modifiche al testo governativo.

“In primo luogo – ha proseguito l’assessore – il codice e’ viziato da eccesso di delega, modifica infatti la previgente normativa (l. N. 575 del 1965 e succ. mod. ed int.), senza che in merito vi sia riferimento nella l. delega n. 136 del 2010.

Nell’attuale formulazione del c.d. Codice antimafia (artt. 55 e segg.) le Regioni e gli altri enti territoriali sono posti soltanto alla fine dell’elenco dei soggetti beneficiari dei beni confiscati, in termini residuali e, pertanto, inaccettabili”. E ancora Armao: “la scelta del Governo nazionale sembra individuare Regioni ed enti territoriali come soggetti ai quali i beni possono essere conferiti in via sostanzialmente marginale, solo dopo che le amministrazioni statali e l’Agenzia per i beni confiscati non ne richiedano l’assegnazione. Altro aspetto significativo riguarda il mancato coinvolgimento delle Regioni nella individuazione degli enti territoriali locali. In particolare questa scelta puo’ provocare ritardi nell’adozione delle procedure e difficolta’ gestionali”.

“In ultimo – ha aggiunto l’assessore – considerato che Regioni ed Enti locali non sono stati tenuti in conto nella disciplina della vendita dei beni confiscati alla mafia, si ravvisa la necessita’ di riformulare i commi 9 e 10 dell’art. 58 che stabiliscono semplicemente che i proventi derivanti dalla vendita o dall’affitto o dalla liquidazione dei beni confiscati siano devoluti al Fondo unico giustizia per poi essere riassegnati allo Stato. Anche in questo caso Regioni ed Enti Locali non sono presi in considerazione come possibili destinatari dei proventi di attivita’ illecite che si sono,direttamente o indirettamente, consumati nel loro territorio. In questo modo il territorio viene penalizzato due volte: la prima volta quando il bene e’ stato acquistato con proventi e/o modalita’ illecite e la seconda volta con l’attribuzione del ricavato della vendita allo Stato.

E’ auspicabile, pertanto, che le Regioni che utilizzano gli immobili confiscati assegnati al demanio dello Stato (anche se appartenenti a societa’ oggetto del provvedimento di confisca), siano sgravate dei costi che in atto sostengono, com’e’ il caso dei costi ingenti per gli affitti a fini pubblici dei predetti immobili, che in atto gravano pesantemente sull’erario regionale.

La sola Regione siciliana spende oltre sei milioni di euro l’anno”. A tal proposito l’assessore ha evidenziato “l’incompatibilita’ delle previsioni del c.d. Codice antimafia con l’art. 33 dello Statuto che assegna alla Regione i beni appartenenti allo Stato e da esso non direttamente utilizzati”.

“I siciliani – ha concluso l’Armao – rischiano di pagare due volte, considerato che la gran parte dei beni confiscati ai mafiosi sono il frutto della vessazione e del pizzo. Pagherebbero prima come vittime e poi come contribuenti, considerato che non solo i beni non verrebbero assegnati alla fruizione collettiva, ma addirittura potrebbero essere ceduti e poi utilizzati per finanziare il fondo nazionale e quindi utilizzati in gran parte fuori dalla Sicilia. Si preveda, almeno, il vincolo di destinazione alle spese dei tribunali e delle forze dell’ordine della Sicilia.”

27 lug 2011

Le problematiche delle isole minori sono state al centro di un incontro, che si e’ tenuto stamattina a Palermo, promosso dall’assessore regionale per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Caterina Chinnici. Alla riunione hanno partecipato i sindaci delle 8 amministrazioni comunali interessate: Lipari, Santa Marina Salina, Malfa e Leni in provincia di Messina, Ustica nel palermitano, Favignana e Pantelleria, in provincia di Trapani, e Lampedusa e Linosa nell’agrigentino.

“Ho voluto promuovere quest’incontro – ha detto l’assessore Chinnici – per conoscere da vicino e dai diretti interessati quali sono le esigenze specifiche di quei territori, costretti a un disagio maggiore rispetto agli altri comuni”.

Nel corso della riunione, l’assessore ha comunicato di avere gia’ firmato il decreto di riparto, per le prime 2 trimestralita’ del 2011, dei finanziamenti a favore degli enti locali siciliani e che in settimana il dipartimento regionale delle Autonomie locali procedera’ a completare l’iter con i singoli mandati di pagamento.

Acqua, rifiuti e trasporti le 3 tematiche piu’ importanti segnalate dai primi cittadini, che hanno inoltre chiesto all’assessore di escludere gli 8 comuni delle isole minori dai tagli apportati al Fondo delle autonomie. Gli amministratori hanno anche sollecitato l’assessore a farsi promotore di un disegno di legge sulle isole minori.

L’assessore ha assicurato il proprio impegno per cercare di compensare talune specifiche esigenze delle isole minori nell’ambito delle disponibilita’ del Fondo e ha annunciato l’avvio di alcuni tavoli di lavoro per la predisposizione di un apposito disegno di legge che tenga conto delle peculiari caratteristiche ed esigenze di questi territori.