12 mag 2011

“C’e’ una priorita’ fra le priorita’ rispetto alla quale non ci si puo’ tirare indietro.

Lasciando temporaneamente da parte le risorse che ci spettano, non possiamo dimenticare la situazione di Giampilieri e San Fratello”.

Lo dice il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, che lancia, contemporaneamente, un allarme: “A fine maggio – dice – non avremo piu’ risorse da destinare all’emergenza, nemmeno per compensare gli abitanti che hanno dovuto lasciare le proprie case o per proseguire nelle attivita’ di assistenza che abbiamo portato avanti fino a ora, guadagnandoci la stima dei cittadini dei comuni interessati”.

“Ci si deve subito una risposta alla lettera che abbiamo inviato gia’ una settimana fa con la quale chiedevamo l’uso dei fondi Fas, ben prima della rimodulazione che dovra’ essere valutata dal Cipe”.

“Sono soldi dei siciliani – incalza Lombardo – che destiniamo ai nostri fratelli di Giampielieri e San Fratello che ne hanno maggior bisogno. Il Governo deve risponderci domani, non dopodomani ma domani stesso, o saro’ costretto a rivolgermi ad autorita’ sovranazionali e a organizzare clamorose forme di reazione a quella che diverrebbe, e spero non lo diventi, insopportabile insensibilita’”.

05 apr 2011
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Questo è il governo della Lega. Ho accolto con piacere il presidente del Consiglio a Lampedusa. E’ vero, le navi sono partite con tanta gente e non possiamo che prenderne atto positivamente.

Ma il rubinetto non si è chiuso. E l’unica soluzione che si poteva adottare non viene adottata. Che ci vuole a fare una cosa di buon senso? Lo dico al ministro dell’Interno che in questa vicenda sta scommettendo tutto se stesso e la figura che il governo sta facendo non è delle migliori.

Il primo approdo bisogna farlo a 100 metri fuori dal porto e non sulla terraferma, con navi militari dove fare le operazioni di identificazione e le altre operazioni necessarie per poi smistarli nei centri ai quali sarebbero destinati.

Dicono che a Milano ci sarebbero 200 mila immigrati. E’ una vergogna. Li avete contati quanti sono quelli che stanno a lavorare in Sicilia? 150 mila? Al nord non ne possono andare immigrati?

Ma che vergogna di governo è quello che non riesce a far fare alle regioni la propria parte perché Bossi non permette. E dove sono i nostri cosiddetti ministri? In Puglia Mantovano ha avuto la dignità di dimettersi, qui non si dice neppure una parola. Dobbiamo forse fare una grande manifestazione perché ci sia finalmente l’Italia e un governo per tutta l’Italia?

Rispetto poi  all’ipotesi di cui ho letto su “La Repubblica” di portare in Sicilia la finale di Miss Italia, credo che al momento non ci sia nulla di concreto ma gli assessori competenti valuteranno, spero positivamente, se investiti dalla problematica e soprattutto se l’ipotesi è quella di realizzare l’evento a Lampedusa.

Per Lampedusa è necessario un rilancio di immagine. Lo dico a tutti, a partire dai siciliani, che ci si potrebbe organizzare per andare a trascorrere le nostre vacanze pasquali a Lampedusa o nelle altre nostre isole dove scopriremo cose che non conosciamo della Sicilia.

Sono pezzi di Sicilia poco conosciuti con un mare pulito che non ha niente da invidiare rispetto alle solite mete turistiche, una terra bellissima con gente ospitale e generosa, dove si mangia benissimo e dove si può trascorre una vacanza senza dover affrontare costi enormi.

Anche questa estate programmiamo una vacanza accanto ai nostri fratelli e amici lampedusani.

30 mar 2011

Grazie al nostro intervento prendiamo atto che per la prima volta il presidente del Consiglio viene a Lampedusa a rendersi conto in prima persona della sofferenza e delle difficoltà che l’isola e i lampedusani stanno affrontando giorno per giorno.

La visita di Berlusconi è un fatto positivo per l’isola e per la Sicilia. Gli impegni assunti oggi dal presidente del Consiglio vanno nella giusta direzione, quella che noi avevamo per primi indicata.

Il trasferimento, entro 60 ore, di tutti i migranti presenti; la moratoria fiscale e il gasolio a metà prezzo per i pescherecci, in accordo con l’Eni; una nave sempre pronta per il trasferimento di eventuali nuovi arrivi di migranti; un piano di comunicazione per il rilancio dell’immagine dell’isola; interventi di manutenzione straordinari.

Abbiamo mosso le acque nello stagno ma voglio rassicurare i siciliani e gli abitanti di Lampedusa che sulla realizzazione concreta dell’impegno solenne assunto da Berlusconi di fronte ad una popolazione stremata e provata da quanto accaduto in queste settimane, il mio governo ed io vigileremo con attenzione in modo che le promesse fatte vengano mantenute e rispettate integralmente affinché Lampedusa e la sua popolazione possano ritornare alla normalità.

27 mar 2011

Da questa mattina sono a Lampedusa. Ho fatto un primo giro sull’isola, incontrando le autorità, i lampedusani e gli immigrati, i quali mi hanno detto che vogliono andar via da qui. L’isola è letteralmente invasa da tunisini e sembra quasi di non essere più in territorio italiano.

I migranti sono tutti in giro alla ricerca di un po’ di cibo, di acqua, sigarette e altri beni di prima necessità. Non hanno servizi igienici e qualunque strada, vicolo e angolo dell’isola è destinato a trasformarsi in luogo dove bivaccare o dormire alla meno peggio.

Una realtà che non può più essere tollerata e che non può reggere. Occorre trovare una soluzione, nel più breve tempo possibile, per far tornare Lampedusa alle condizioni originarie. L’isola deve ricominciare a vivere e i migranti che può permettersi di accogliere sono gli 800-900 che possono essere ospitati al centro immigrati. Per tutti gli altri va trovata una soluzione immediata.

Sono convinto, l’ho detto e lo ribadisco, che l’unica soluzione è quella di inviare navi che intercettino i migranti in mare, li accolgano, li rifocillino e poi, dalle navi stesse, li mandino alle destinazioni finali che non siano Lampedusa.

Credo che il governo ancora non abbia chiaro dove intende mandarli. Si prevedono altri 10 o 20 mila arrivi. Quelli che sono giunti qui in questi giorni erano ampiamente previsti e annunciati ma il governo nazionale non è stato capace di approntare un piano e darsi una migliore organizzazione.

La Regione siciliana sta facendo tutto quanto in suo potere per fronteggiare la situazione: abbiamo portato l’acqua potabile, facciamo pulizie straordinarie, abbiamo attivato presidi sanitari, porteremo cucine da campo.

E non ci stancheremo di ringraziare per lo sforzo che stanno facendo le forze dell’ordine, le Ong, la Caritas, che insieme ai cittadini di Lampedusa e nonostante le enormi difficoltà, stanno svolgendo un lavoro eccellente.

Ma questo è un compito che tocca, in primo luogo, allo Stato. Pare che il  Commissario abbia la disponibilità di un milione di euro: quanto basta per qualche giorno, non di più.

Non si può continuare a lasciare l’isola abbandonata a se stessa e in ginocchio a meno che a qualcuno, incoscientemente e proditoriamente, non sia balenata la terribile idea di riportare Lampedusa, come era ai tempi del fascismo e prima ancora, colonia penale per deportati e confinati.

08 mar 2011
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La mia è una cultura dell’accoglienza e dell’ospitalità. Qui non si tratta degli immigrati clandestini in cerca di libertà come le migliaia che stanno arrivando a Lampedusa. Si sta usando questo clima di grande preoccupazione per la presunta invasione dell’Europa per portare in territorio siciliano, a Mineo, 2 mila persone che non costituiscono nessuna emergenza.

Si tratta di persone che si trovano già in Italia, divise in 10 centri diversi, quindi circa 200 persone a centro. E sono riuniti in questi centri, credo, con criteri di una omogenietà fra di loro di tipo politico, religioso, di provenienza geografica.

Tutte persone che hanno chiesto asilo politico, il che vuol dire che si sentono aggrediti, oppressi e violentati dai loro governi.

Perché si mettono tutti insieme? Perché le regioni che attualmente li ospitano se ne possano liberare? Forse perché c’è la solita Sicilia che tanto subisce e accoglie tutto?

Persone che non potranno essere costrette a star lì ma che avranno naturalmente il diritto di uscire e tornare la sera, in una realtà già complicata dal punto di vista della sicurezza. Che cosa succederà? Queste persone si aggireranno per le campagne? I coltivatori come potranno reagire? Il problema ce lo dobbiamo porre.

E soprattutto cosa succederà poi, quando il 75% di loro vedrà accolta la richiesta di asilo politico? Si integreranno dove e come? In un territorio in cui i tassi di disoccupazione sono tra i più alti d’Italia? O il governo intende mettere su una serie di imprese che potranno dare lavoro ai siciliani e anche a questa gente? Niente di tutto questo naturalmente.

Si parla tanto di solidarietà ma in questo caso la solidarietà non c’entra nulla. Non si tratta di ospitare gli sventurati cacciati dalla Libia o dalla Tunisia. E’ stata colta l’occasione per “comprarsi” questo villaggio che non serve più a nulla visto che è stato lasciato dagli americani, ci mettiamo tutti i richiedenti asilo politico che ci sono in Italia e vediamo quello che succede, tanto poi il problema rimane alla Sicilia.

Mi auguro che il ministro degli Interni e i sindaci trovino le condizioni perché non si crei un problema che non esiste. Queste persone potrebbero benissimo restare nelle sedi in cui sono, dove hanno trovato un equilibrio e una seri di rapporti sul territorio, piuttosto che essere “deportata” in un unico luogo.

09 lug 2010
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Raffaele Lombardo è stato nominato commissario per l’emergenza rifiuti in Sicilia. La decretazione dello stato di emergenza e la nomina sono state decise oggi dal Consiglio dei Ministri.

“Si è convenuto con il governo di chiedere l’emergenza che fotografa una situazione complicata. C’è un nuovo piano rifiuti da fare e una legge che semplifica e riduce gli Ato e fa fronte al grande buco di bilancio.

“A cosa serve l’emergenza che è incentrata sulla mia figura come commissario? Si tratta di fronteggiare una situazione fatta di Bellolampo, discariche che rischiano di esaurirsi, percolato, personale che spesso entra in sciopero. Si tratta di realizzare quanto previsto dalla legge dell’assemblea con una serie di deroghe che ci consentono di accelerare l’iter della realizzazione delle opere. Acquisto degli impianti, differenziata nella misura del 35 per cento entro l’anno prossimo. I siciliani devono capire che questo serve per non avvelenare l’aria e per risparmiare.”

Non è escluso che ci siano anche i termovalorizzatori ma niente del vecchio piano. Cercheremo di utilizzare al minimo la termovalorizzazione. Per farlo abbiamo bisogno dei fondi Fas. Io potrò avvalermi della collaborazione di  quattro soggetti attuatori e dei prefetti che collaboreranno al piano che ci dovrebbe far superare l’emergenza.”

06 lug 2010
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“Abbiamo fatto una riforma e stiamo dialogando col governo che vuole imporre l’emergenza. Ma il piano deve essere quello che noi decidiamo di fare. Puntiamo sulla differenziata e su questa dobbiamo crescere. Se poi dobbiamo bruciare la parte residua lo facciamo pure”

03 lug 2010

Pubblichiamo di seguito la nota a firma del presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, e dell’assessore all’energia e ai servizi di pubblica utilità, Pier Carmelo Russo, a proposito della soluzione dell’emergenza rifiuti in Sicilia.

Il Governo regionale ed il Governo nazionale sapranno trovare insieme la soluzione per realizzare quello che è un atto d’amore verso la Sicilia, prima che un atto politico, individuando la soluzione migliore per risolvere il problema del servizio di gestione dei rifiuti e per eliminare le conseguenze di una gestione dissennata protrattasi per troppo tempo.

L’obbiettivo finale dell’intervento è quello di garantire la piena applicazione della l.r. n. 9/2010 che, ad avviso di tutti, affronta in maniera congrua ed innovativa la disciplina del servizio di gestione integrata dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati, individuando numerose soluzioni che potranno costituire un parametro per le altre Regioni, a seguito dell’intervenuta soppressione delle Autorità d’Ambito ad opera del Legislatore nazionale.

(continua…)