06 lug 2010

Riportiamo di seguito la lettera di Raffaele Lombardo pubblicata questa mattina dal Giornale di Sicilia

Divertente l’accostamento che l’eurodeputato Iacolino fa tra i mondiali di calcio e la partita che si gioca in Sicilia e che mi vede impegnato in prima linea non tanto per far vincere una squadra contro l’altra  ma per cercare di dividere i 22 che fino a ieri erano abituati a giocare insieme e a segnare un goal dietro l’altro nella porta di una sola Sicilia  che senza attaccanti, senza difensori, senza portiere era condannata a perdere Lei, in uno con i suoi figli giovani e non, l’eterna partita dello Sviluppo e dell’Autonomia. Non posso seguire l’on.le Iacolino nel citare nomi di calciatori e allenatori perché ormai per me sono lontani i tempi dell’ozio franco-belga  che mi consentiva una approfondita lettura dei quotidiani specializzati.

Ma tornando al calcio una rassicurazione intendo rivolgergli: la partita è appena cominciata.

È vero: la squadra ha bisogno di rincalzi, la strategia va cambiata, qualche giocatore va mandato negli spogliatoi perché è più forte di lui la tentazione di fare autogoal. Però quello che conta è che a fine partita l’era dello sperpero, del saccheggio e della mala amministrazione venga irreversibilmente archiviata e dimenticata.

Che la sanità piuttosto che costare miliardi di euro in più e assegnare primariati e dirigenze a fini clienterali-elettorali, costando di meno, elimini il vergognoso record che la Sicilia ha conquistato della massima mobilità sanitaria (la gente che non fidandosi del proprio ospedale va a farsi curare a Milano, Firenze, Bologna se non addirittura a Lione e ad Innsbruck).

Che il sistema dei rifiuti piuttosto che produrre deficit miliardari e cumuli di “monnezza” agli angoli delle strade, infiltrato fino alla nausea di criminalità e malaffare, veda i cittadini differenziare, gli impianti funzionare e per quel tanto che servirà, se servirà, i termovalorizzatori produrre energia.

Che il nostro territorio piuttosto che essere devastato dall’invasione delle cavallette megaeoliche a solo vantaggio dei grandi gruppi spesso di speculatori,  venga fruito dai siciliani anche per la produzione di energia da fonti alternative ad uso delle famiglie e delle imprese a cominciare da quelle agricole inginocchiate dopo decenni di dissennata politica che hanno fatto della Sicilia un mercato di consumo di prodotti confezionati altrove mentre il nostro grano, le nostre arance, il nostro olio, la nostra uva, si vende ormai a metà del prezzo del costo di produzione. Che non si assuma più, come non si assume da quando siamo al Governo, nella Pubblica Amministrazione, per investire non nelle assunzioni, ma nelle politiche di sviluppo il fiume di denaro che oggi si spende in stipendi. Inoltre, voglio rassicurare l’on.le Iacolino: non rischiamo di uscire dall’Europa; nell’Europa non ci siamo; è come se fossimo nell’Africa tropicale; nell’Europa e nell’Italia federale questa squadra che tra mille insulti, mille aggressioni, mille attentati, nonché miei errori e manchevolezze naturalmente, ho l’onore di presiedere si sforza di entrare con una Sicilia che, piuttosto che ingannare con le chiacchiere i suoi giovani talenti, costringendoli nella sostanza a cercare altrove fortuna, crea le condizioni perché in Sicilia possano dignitosamente lavorare e vivere.

Questa squadra vincerà la sua partita e questa Terra un giorno sarà bellissima.

Raffaele Lombardo

08 mag 2010

Gli interventi del presidente della provincia di Catania, Giuseppe Castiglione e della senatrice Simona Vicari, impongono una replica dell’intero governo regionale.

Le loro dichiarazioni, riportate dalle agenzie di stampa, denunciano un grave deficit di conoscenza della materia giuridica e denunciano un grave livello di preoccupazione personale a cui si puo’ opporre solo una risposta “ufficiale”.

Nel merito:

a) Il piano regionale dei rifiuti esiste, in quanto la legge regionale 9 del 2010 ha fatto salvo il piano precedente, fino all’adozione del nuovo;

b) Le linee guida per il nuovo piano, nei termini previsti dall’articolo 9 della legge regionale 9, che Vicari e Castiglione farebbero bene a leggere, sono state rese dal Presidente della Regione lo scorso 5 maggio, ad appena otto giorni dall’entrata in vigore della stessa legge;

c) Sempre la legge 9/2010 dispone – all’articolo 14 – che nel caso in cui i sindaci e i presidenti delle province non adottino congrue misure di presidio delle condizioni di igiene e sanitaà pubblica, assicurando l’integrale copertura del costo del servizio, siano commissariati, decadano e sia intrapresa nei loro confronti, azione di responsabilità amministrativa ed erariale;

d) La finanziaria regionale in corso di pubblicazione ha disciplinato – agli articoli 46 e 47 – l’intervento finanziario straordinario della Regione Siciliana per i debiti pregressi dei comuni e per gli interventi straordinari.

La norma sugli interventi straordinari è stata concordata col dipartimento nazionale della protezione civile il 29 aprile. È stata presentata dal governo in aula il 30 aprile ed approvata il 1 maggio: in appena 48 ore;

e) L’amministrazione provinciale di Catania, pur essendo stata interessata dalla Prefettura etnea non è in alcun modo intervenuta nella situazione di crisi determinatasi nell’ATO Catania 3 – Simeto Ambiente, per quanto trattandosi di crisi sul territorio di più comuni, tale intervento fosse un suo specifico obbligo (art. 191 D.Lgs. n. 152/2006).

In presenza di tale omissione che – sulla base dell’articolo 14 della legge 9/2010 – ove reiterata, darebbe luogo alla decadenza di chi se ne sia reso responsabile, la Regione siciliana è intervenuta ponendo fine allo stato di crisi nella raccolta, approvando i bilanci fino ad oggi non approvati e ripristinando la corretta applicazione della Tariffa di Igiene Ambientale;

f) Secondo quanto si legge nella relazione della commissione bicamerale, approvata all’unanimità nella scorsa legislatura (Presidente Barbieri), quello dei termovalorizzatori era un “affare” che vedeva la commistione di interessi illeciti, di speculazioni di un’imprenditorialità collusa se non organica a interessi criminali. La legge 9/2010, approvata con un solo voto contrario dal parlamento regionale, vieta ormai in Sicilia la realizzazione di impianti di termovalorizzazione, consentendo soltanto la realizzazione di impianti coerenti con la direttiva CE 2008/98;

g) Per quanto riguarda le discariche, la stessa legge regionale prevede espressamente, ancora una volta all’articolo 9, una revisione del piano regionale e una bonifica delle spese. Tale intervento è già stato disposto con l’ordinanza di protezione civile n. 3785 che porta la firma del Presidente del Consiglio dei Ministri, on. Silvio Berlusconi;

h) La stessa ordinanza ha individuato per la provincia di Palermo la Regione Siciliana quale soggetto attuatore, con cio’ riconoscendone ruolo, funzione ed efficace attivita’.

21 gen 2010
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Ecco i punti cardine dell’intervento della Regione sull’emergenza rifiuti: “Più responsabilità ai sindaci, pochi Ato, aumento del livello di raccolta differenziata e impianti“.

20 gen 2010

La Regione vara un piano per fronteggiare la situazione di crisi finanziaria dei Comuni siciliani nel sistema di gestione integrata dei rifiuti. Il programma è stato messo a punto dopo una riunione alla quale hanno partecipato l’assessore regionale dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità, Pier Carmelo Russo e i dirigenti generali dei dipartimenti regionali delle Autonomie locali e della Funzione pubblica, Luciana Giammanco, dell’Economia, Vincenzo Emanuele e dell’Acqua e dei rifiuti, Ferdinando Dalle Nogare.

Le misure urgenti sono state decise in attuazione dell’articolo 11 della legge finanziaria regionale del 2009 che prevede la possibilità per la Regione, in caso di esigenze di ordine pubblico o di particolari situazioni di emergenza, di concedere anticipazioni ai Comuni, nel limite del 30 per cento del Fondo per le autonomie locali. Il rimborso delle somme andrà fatto entro i 3 anni successivi.

In una lettera, a firma dei 3 dirigenti generali, inviata ai sindaci e alle Autorità d’ambito per la gestione dei rifiuti, vengono concessi 3 giorni di tempo affinché gli enti locali provvedano a presentare la richiesta di anticipazione. Le autorità d’ambito dovranno supportare le amministrazioni comunali nell’elaborazione e quantificazione delle richieste. In questo modo, l’amministrazione regionale potrà provvedere all’elaborazione del piano finanziario di riparto delle somme.

Se, a causa della mancata presentazione della richiesta di anticipazione, dovesse verificarsi l’interruzione o la sospensione del sistema di gestione integrata dei rifiuti, l’assessorato regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica potrà procedere al commissariamento del Comune, soprattutto in caso di emergenza igienico-sanitaria.