21 feb 2013

Pubblichiamo il video integrale del Forum di Raffaele Lombardo, registrato ieri, nel corso del quale il candidato del Partito dei Siciliani, rispondendo alle domande raccolte attraverso internet e la rete, affronta diversi temi di politica sia nazionale sia regionale, in vista delle prossime elezioni politiche del 24 e 25 febbraio prossimi.

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19 feb 2013

“Crocetta è un ciarlatano e illusionista che racconta frottole, senza capire quello che dice e soprattutto senza capire quel che legge. Le sue dichiarazioni sul bilancio della Regione ne sono la prova lampante: siamo nella mani di un presidente che non capisce nulla di amministrazione e bilancio”. E’ la replica di Raffaele Lombardo, capolista del Movimento per l’Autonomia alle elezioni per il Senato, alle dichiarazioni del presidente della Regione siciliana.

L’ex presidente della Regione ribatte punto su punto alle affermazioni di Crocetta.

“Quella di Crocetta – spiega – è una ricostruzione artefatta e sgangherata. Sostenere che io e il mio governo – di cui era parte integrante una consistente fetta dei suoi attuali fan – abbiamo creato un buco di bilancio di 6 miliardi è falso, totalmente falso. Quei 6 miliardi sono i mutui contratti nel tempo dalla Regione siciliana. Al di là della retorica populista e della sua totale dedizione alla causa elettorale, Crocetta dedichi un po’ di tempo a leggere le carte dell’amministrazione che guida e scoprirà che il mio governo ha riportato la spesa pubblica ai livelli del 2001 e gli unici mutui contratti in quel periodo sono quelli obbligatori e necessari per mettere a pareggio e salvare la sanità siciliana”.

“Un problema però esiste – ammette Lombardo – ed è tutto collegato al modo di fare di Crocetta. Se continua così, nel segno della totale inconsistenza amministrava, per la Sicilia sarà il baratro. D’altronde i cittadini di Gela hanno avuto modo di apprezzare le qualità gestionali di questo signore con le voragini che ha lasciato in quel comune. Se continua così – privilegiando il pagamento degli interinali, tra qualche tempo non ci sarà più la possibilità di onorare gli stipendi dei regionali”. Anche sul tema della legalità, Lombardo non si tira indietro. “Quella di Crocetta è una legalità di facciata. Il totale disprezzo degli altri e il suo senso di onnipotenza hanno creato in Sicilia un mostro politico, un mostro a cui si sono piegati, presentandosi con il cappello in mano, dirigenti, manager, parlamentari ed ex parlamentari che hanno tradito il voto degli elettori. Questo è il vero tradimento: ma d’altronde Crocetta è solo un vetero comunista che si spaccia per autonomista, prendendo in giro i siciliani”.

“Per questa ragione credo sia giusto che Crocetta a un confronto pubblico, davanti ai giornalisti, davanti alle telecamere – conclude Lombardo – per svelare, punto su punto le menzogne che racconta e il mercato che sta conducendo a suon di promesse e ricatti”.

05 ott 2012

Pubblichiamo di seguito il testo della lettera inviata da Raffaele Lombardo al minsitro dell’economia e delle finanze Vittorio Grilli lo scorso 2 ottobre.

In relazione agli attuali livelli di spesa, fissati per il raggiungimento dei limiti imposti dal rigido patto di stabilità interno, preme sottolineare che gli stessi non consentono a questa Amministrazione di soddisfare i fabbisogni minimi in ambiti cruciali della economia regionale quali i crediti vantati dal mondo delle imprese, le emergenze ambientali (acque e rifiuti; protezione civile), il trasporto pubblico locale e marittimo, il settore dell’istruzione pubblica.

La Regione Siciliana, già dai primi di settembre, ha intrapreso, in cooperazione con gli Uffici della Ragioneria Generale dello Stato, un confronto finalizzato alla definizione dei contenuti relativi all’intesa Stato-Regione concernente il patto di stabilità 2012.

In esito al predetto confronto tecnico, è stata tempestivamente inoltrata alla S.V. la proposta finale che, nel rispetto del quadro normativo vigente, esclude talune tipologie di spesa dal calcolo degli aggregati soggetti al patto.

A tutt’oggi la predetta proposta non risulta riscontrata dalla Ragioneria Generale dello Stato, arrecando grave nocumento al sistema delle imprese e delle istituzioni pubbliche, così determinando gravi conseguenze di ordine pubblico e sociale.

Tutto ciò, inquadrato nell’attuale contesto regionale, rischia altresì di influenzare gravemente il sereno svolgimento dell’ormai prossimo confronto elettorale.

Auspico, pertanto, un sollecito accoglimento della suddetta proposta in assenza del quale il Governo regionale si troverà costretto ad individuare misure idonee a scongiurare danni gravi ed irreparabili al tessuto economico e sociale dell’Isola.

Certo della Sua attenzione e in attesa di un riscontro, che mi auguro tempestivo, invio cordiali saluti

Raffaele Lombardo

AL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE
Dott. Vittorio Grilli
Via XX Settembre, 97
00187 Roma

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24 lug 2012

“L’incontro con il Presidente Monti è andato molto bene. Come sostenevamo, le notizie che ci volevano in default erano del tutto infondate”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo alla fine dell’incontro a Palazzo Chigi con il premier.

“La Regione Siciliana ha conti solidi – continua Lombardo – una finanza sostenibile e un debito che ha onorato il 30 giugno scorso pagando la rata del mutuo che incide per 7% del PIL regionale.

Quindi è in grado di pagare gli stipendi del personale: la mancata corresponsione degli emolumenti è un’altra menzogna che è stata dunque smentita. Esiste, invece, una criticità temporale legata alla liquidità: un fattore causato dalla riduzione delle entrate tributarie e dai crediti che vantiamo, alcuni con lo Stato che oggi ha sbloccato 240 milioni per la Sanita’, risorse da non collegare ai 400 milioni che il governo ha già deciso di erogare la scorsa settimana”.

Lombardo ha anche aggiunto: “Non chiediamo neppure che questi crediti ci vengano riversati perché, a prescindere da queste considerazioni, i nostri conti tengono per le radicali riforme che abbiamo approvato nella sanità, nel sistema dei rifiuti e con i tagli della spesa corrente. Abbiamo convenuto con il governo, e lo avevamo chiesto al Ministro dell’Economia Grilli, di avviare una collaborazione forte perché lo Stato sappia ciò che fa la Regione e perché la Regione si avvalga della collaborazione dello Stato. Con il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, abbiamo già impresso un’accelerazione per l’impiego dei fondi strutturali. Lo stesso approccio di forte collaborazione verrà avviato, e in alcuni casi sono già stati avviati i tavoli di confronto, con gli altri Dicasteri. Per esempio Stato e Regione devono ancora chiudere l’iter dei provvedimenti del federalismo fiscale”.

Il presidente ha anche confermato la data delle sue dimissioni: “Ho anche precisato – ha detto – che mi dimetterò il 31 di questo mese e che non ci saranno spese. Si temevano spese pazze e quant’altro. Non ci sarà altro che rigore e un programma di rientro della spesa e provvedimenti per la spending review che dovrà essere l’ossatura per la crescita e, come auspicato dal Presidente Monti, il punto il partenza di qualunque governo venga dopo di noi”.

20 lug 2012

Video integrale dell’intervento di Raffaele Lombardo alla seduta dell’Assemblea Regionale Siciliana di questa mattina, 20 luglio 2012.

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05 mar 2012

Il fabbisogno finanziario della Regione siciliana, per gli anni 2012/2013, ha un andamento decrescente rispetto al 2011. Ne consegue una flessione del ricorso al credito che deve essere finalizzato agli investimenti.

Questo il dato piu’ significativo del primo Bollettino sul fabbisogno della Regione presentato oggi che contiene i dati delle posizioni debitorie esistenti. In particolare il Bollettino aggiorna, al 31 dicembre 2011, i dati pubblicati nel precedente numero zero di Ottobre scorso.

Nel dettaglio si rileva l’attivazione di nuovi prestiti per 817.924.000 euro e il rimborso della quota di ammortamento del debito residuo a dicembre 2011 per 146.134.506 euro. Il nuovo debito scaturisce dall’attivazione di due contratti sottoscritti dalla Regione Siciliana nel 2010 per 166.500.000 e nel 2011 per 651.424.000. Entrambi i prestiti sono stati contratti a tasso fisso con la Cassa Depositi e Prestiti, il primo al 4,030% e il secondo al 6,530%, con ammortamento semestrale a partire dal mese di giugno 2012.

Per quanto riguarda i “prodotti derivati” la Ragioneria Generale della Regione, oltre ad effettuare un costante monitoraggio, ha intrapreso un’attivita’ di controllo con gli operatori finanziari, mirata alla revisione in termini piu’ favorevoli alla Regione per contenere e ridurre gli oneri.

“Con la pubblicazione del Bollettino – ha detto l’assessore Armao -, peraltro inserito nel programma dell’amministrazione digitale degli open data, si avvia una strategia informativa che pone al centro il cittadino e le istituzioni. Lo sforzo di sintesi, a vantaggio della chiarezza e della trasparenza, consentira’ a chiunque di seguire da vicino la dinamica del debito e la politica di gestione attiva adottata dalla Regione Siciliana”.

Questo numero del Bollettino evidenzia l’entita’ della passivita’ pari a circa euro 5,3 miliardi, in gran parte formatasi nelle precedenti gestioni di governo, a fronte di una massa finanziaria che ogni anno movimenta circa euro 27 miliardi in entrata e in uscita. Sono reperibili anche altre importanti informazioni come ad esempio il fatto che la natura delle controparti del debito a carico della Regione e’ istituzionale essendo rappresentata per circa il 96% dl MEF, Cassa depositi e Prestiti e BEI e che la componente a tasso fisso rappresenta l’83,4% dell’esposizione debitoria.

“E’ indubbio che il bilancio regionale negli ultimi esercizi finanziari presenta una maggiore rigidita’ – ha proseguito Armao – che e’ effetto delle ingenti prescrizioni di taglio alle spese (quasi un miliardo per il solo 2012), che le due manovre del 2011 ci hanno imposto. Essa e’ strettamente dipendente dai declassamenti operati dalle tre agenzie di rating, che, anche in questo caso, sono effetto diretto del dawngrade operato sul debito sovrano dello Stato italiano.

Tutto cio’ impone una piu’ accentuata attenzione nella gestione del debito ed una grande trasparenza nei confronti dei cittadini-contribuenti e del mercato”.

“Con la pubblicazione del Bollettino – ha detto il Ragioniere generale, Biagio Bossone – intendiamo progressivamente sviluppare e rendere nota l’analisi di sostenibilita’ del debito pubblico siciliano, da articolare secondo le ‘best practices’ metodologiche adottate in ambito internazionale. Tali pratiche richiedono che l’analisi sia condotta con periodicita’ regolare e che essa contempli: la proiezione della dinamica del debito lungo un orizzonte temporale sufficientemente lungo e un’analisi della vulnerabilita’ del debito a shock esterni e/o derivanti da scelte di politica economica, effettuata sulla base di opportuni stress test rispetto a valori tendenziali di base; la valutazione dei rischi di stress del debito rispetto a soglie critiche individuate sulla base della qualita’ delle politiche economiche e delle istituzioni locali; la formulazione di raccomandazioni per una gestione del debito che ne limiti gli eventuali rischi di stress”.

“La grande novita’ introdotta dal trattato sulla stabilita’ – ha spiegato l’assessore per l’Economia – che entro un anno prevede il pareggio di bilancio, determinera’ effetti anche in Sicilia. La Regione dovra’ rispettare i principi del trattato, anche per quanto riguarda l’indebitamento. Quindi, una gestione attiva e programmata dell’indebitamento, costituisce un elemento essenziale per il rispetto di vincoli che presto diverranno cogenti, ma ai quali il Governo regionale intende prepararsi per tempo”.

Armao ha concluso affermando che “l’ineludibile azione di risanamento avviata dal governo regionale punta ad un deciso recupero di credibilita’ della Sicilia non solo sul piano contabile e finanziario, ma sopratutto istituzionale. Solo con i ‘conti in regola’ la Sicilia potra’ affrontare il difficile cammino di uscita da una grave crisi economica mondiale ed essere cosi’ protagonista della ripresa del nostro Paese”.

17 feb 2012

L’approvazione da parte del parlamento europeo dell’accordo che apre la strada ai prodotti agricoli e della pesca del Marocco è un autentico misfatto che non potrà che arrecare enormi danni all’agricoltura meridionale e siciliana.

In un momento di profonda crisi della nostra economia l’intero sistema politico italiano, e soprattutto quello meridionale e siciliano, non può permettersi di far passare sotto silenzio un provvedimento che rischia di mettere in ginocchio il nostro comparto agricolo gettando sul lastrico centinaia di migliaia di famiglie che lavorano la terra.

L’impegno mio e del governo regionale, e sul quale ritengo debbano necessariamente convergere tutte le forze politiche e sociali che hanno a cuore la Sicilia e il suo sistema economico e produttivo, non può limitarsi alla solidarietà con i lavoratori e le aziende che operano nel settore ma si esplica in azioni concrete di sostegno e sviluppo.

A cominciare da uno dei comparti che saranno maggiormente colpiti dall’accordo appena ratificato, quello dell’agrumicoltura e soprattutto della produzione di arance, il nostro governo si assume l’impegno di avviare azioni e campagne di sostegno alla produzione e alla commercializzazione delle nostre arance DOP e IPG, prodotti ottenuti nel pieno rispetto dei disciplinari di produzione biologica, che possano contrastare gli effetti nefasti di quell’accordo.

E’ già stato decretato un accordo di filiera che prevede la trasformazione delle arance in spremuta fresca e sono allo studio e in fase avanzata di realizzazione campagne di sensibilizzazione nei confronti dei consumatori.

Così come, nei giorni scorsi, abbiamo firmato un protocollo con l’Abi e diverse assicurazioni per il sostegno e il finanziamento destinato ai giovani imprenditori agricoli.

Se l’Europa fa orecchie da mercante di fronte alle richieste e agli appelli dei nostri operatori agricoli e se il sistema politico italiano non riesce ad essere sensibile e compatto a difesa della nostra economia e dei nostri lavoratori, non ci resta altra strada che agire in autonomia a difesa dei nostri prodotti, della nostra terra e del lavoro dei nostri figli.

20 gen 2012

Non c’è dubbio che la crisi economica colpisce le regioni più deboli e le economie più fragili. Quella siciliana è sicuramente tra queste e ora vengono al pettine nodi che sono stati legati nei decenni.

Ieri ho incontrato i manifestanti e alcuni di loro si sono detti delusi. Ma io ho detto loro la verità e non li ho presi in giro. Non ho il potere di abbassare il prezzo della benzina o le tariffe autostradali o quelle delle assicurazioni.

Lo Statuto siciliano, dopo 50 anni di falsa autonomia e di politiche tutt’altro che autonomiste, purtroppo, è stato ridotto ad un pezzo di carta. Tutto quello che posso fare con i miei poteri e le mie competenze lo faccio. Al di là di questo non posso andare.

Sulla Serit e sulla politica della Crias stiamo intervenendo così come anche con una legge che dovrà inquadrare il settore del commercio e della grande distribuzione che taglia fuori i nostri produttori.

Non c’è dubbio che prezzo della benzina, traghettamenti, tariffe varie, lontananza dai mercati si ripercuotano pesantemente sui nostri produttori e sono tutti temi che ho chiesto al presidente del consiglio di trattare. Lo incontrerò la settimana entrante e queste rivendicazioni saranno portate con forza e con determinazione come sono solito fare.

Le ragioni delle manifestazioni le condivido tutte, le faccio mie, le difendo e le sostengo. E credo sia stato saggio dichiarare che stasera il blocco avrà termine perché se continua la protesta si ripercuoterebbe in maniera micidiale sui siciliani. Se si vuole protestare bisogna farlo a Roma per far sentire lì il disagio e la protesta. Credo abbiano fatto bene a capire che da stasera è il caso di interrompere questo meccanismo.

Io sottoscrivo la fondatezza e la bontà delle ragioni che hanno ispirato questa protesta. Rispetto alle infiltrazioni di cui si è discusso in questi giorni la magistratura e le forze dell’ordine stanno verificando e ci atterremo alle risultanze di queste indagini.