23 ago 2010

“Inviterei il signor Luis Durnwalder ad uscire dalle poche migliaia di chilometri quadrati, che alternativamente amministra con Silvius Magnano, per cimentarsi in un’esperienza piu’ corposa che porta con se’ problematiche ben piu’ ampie e difficili di quelle che presenta la provincia autonoma di Bolzano. Chissa’ se sarebbe capace di mantenere lo stesso quadro roseo dell’economia altoatesina con il suo pil doppio di quello siciliano”. E’ la risposta del vicepresidente della Regione siciliana con delega all’Economia, Michele Cimino, alle affermazioni estive a “Spiegel” del sempiterno Durnwalder.

“Dall’Alto Adige non ci aspettiamo certamente alcun cofinanziamento – prosegue Cimino – in quanto nel Mezzogiorno non si fa certo quella bella vita che egli indica, ma si affrontano, quotidianamente, problemi seri, che riguardano soprattutto l’occupazione, tema che la politica romana ancora non ha voluto affrontare e risolvere. Non a caso il presidente Berlusconi, nei cinque temi programmatici del patto di fine legislatura questa volta ha voluto inserire come prioritario proprio il tema occupazionale”.

“Mi fa piacere, infine, apprendere che ‘l’eterno Durni’ guadagna piu’ del presidente degli Stati Uniti – conclude l’assessore – convinto che in perfetta mentalita’ teutonica paghera’ fino all’ultimo centesimo di tasse allo Stato italiano”.

19 ago 2010

Ci sono ormai tutte le condizioni favorevoli per superare le barriere fitosanitarie poste dalla Cina nei confronti dei nostri agrumi”. Ad affermarlo e’ Antonino Catara, presidente del Parco tecnologico e scientifico della Sicilia e componente della delegazione regionale in Cina, dopo aver incontrato Wang Yiyu, capo dipartimento dell’Amministrazione generale della supervisione della qualita’, ispezione e quarantena della Repubblica popolare cinese(Aqsiq). La delegazione siciliana sta effettuando una serie di incontri a Pechino per realizzare ulteriori collaborazioni culturali ed economiche tra la nostra isola e il Paese orientale.

Sempre in campo agroalimentare, la delegazione ha incontrato anche Xud Qiang, direttore dello sviluppo industriale del ministero della Scienza e della Tecnologia della Repubblica popolare (Most) e responsabile, tra l’altro, dei Parchi tecnologici e scientifici cinesi. L’incontro con Xud segue quelli che la delegazione siciliana ha gia’ avuto con i responsabili dei vari Parchi cinesi e con i quali sono stati sottoscritti, o lo saranno, accordi di collaborazione, soprattutto nel campo agroalimentare, nel quale la Sicilia e’ considerata all’avanguardia

Nel 2011, in occasione dell’”Anno della cultura cinese in Italia”, la Sicilia realizzera’ un evento che sara’ definito nei prossimi mesi. Un accordo preliminare in tal senso e’ stato gia’ definito nel corso di un incontro tra l’assessore regionale all’Istruzione e Formazione professionale, Mario Centorrino, i dirigenti generali Francesco Attaguile e Gesualdo Campo, e la signora Wang Ya, direttore generale della China national tourism administration, che ha invitato il presidente Lombardo a partecipare al Congresso mondiale del turismo che ci sara’ a novembre a Shanghai e nell’isola di Hainan, nell’estremo sud della Cina. Sulla base dell’intesa, Nino La Spina, direttore del’Istituto per il commercio estero di Pechino, ha assicurato il supporto organizzativo.

Oggi, la delegazione ha reso anche omaggio alle steli del ‘600 dedicate ai missionari gesuiti siciliani e collocate nel parco della Scuola del partito comunista di Pechino. L’obiettivo della delegazione siciliana, soddisfatta dei risultati finora raggiunti nella loro missione istituzionale, e’ realizzare ipotesi concrete di scambio e di partneriato con la Cina, da sottoporre poi ai soggetti competenti del settore.

17 ago 2010

L’assessorato regionale all’Economia sta predisponendo il disegno di legge di bilancio per l’anno 2011 e per il triennio 2011/2013. Una circolare ai vari rami dell’amministrazione gia’ anticipa i contenuti di quel che dovra’ essere il provvedimento che si colloca in un contesto dei conti pubblici regionali caratterizzato dagli effetti delle politiche di contenimento della spesa adottate nei pregressi esercizi, attestati dai risultati differenziali registrati con il rendiconto 2009. Infatti, l’andamento della gestione 2009 e’ stato positivamente influenzato dagli effetti discendenti dall’applicazione dell’articolo 4 della L.r. 6/2009 che, come e’ noto, ha operato il blocco della spesa per circa 700 milioni di euro per non compromettere l’equilibrio finanziario della Regione.

“Va evidenziato – afferma il vicepresidente della Regione siciliana con delega all’Economia, Michele Cimino – che la situazione finanziaria della Regione continua ad essere strutturalmente caratterizzata da una spesa consolidata difficilmente comprimibile e da insufficienti risorse finanziarie, fattori questi che hanno reso complessa e difficile l’approvazione dei documenti finanziari per il corrente esercizio finanziario, cioe’ bilancio di previsione e legge finanziaria. “Per completare il quadro di riferimento – prosegue Cimino – e’ doveroso un richiamo agli effetti della manovra economica emanata nel mese di maggio dal governo nazionale di cui al D.L. n. 78 del 31/5/2010, recentemente convertito in Legge 30 luglio 2010, n.

122. Tale manovra comporta minori trasferimenti diretti da parte dello Stato, la riduzione delle entrate tributarie ed un piu’ oneroso concorso al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica determinato, complessivamente per tutte le Regioni a statuto speciale, in 500 milioni di euro per il 2011 e in 1.000 milioni di euro per il 2012, ed il cui impatto sul bilancio della Regione siciliana e’ stimabile, in termini di maggiori oneri, in circa 200 milioni di euro, per l’esercizio finanziario 2011, ed in circa 400 milioni per l’esercizio finanziario 2012″.

“E’ fuor di dubbio – aggiunge l’assessore – che la manovra economica nazionale influenzera’ negativamente la gia’ difficile costruzione dei documenti finanziari per l’anno 2011 e per il triennio 2011-2013 che, conseguentemente, non potra’ prescindere dall’obiettivo prioritario di attivare comportamenti coerenti con le regole imposte dal Patto di stabilita’, perseguendo, altresi’, la stabilizzazione finanziaria e il rilancio dell’economia”.

“Tutti i rami dell’amministrazione regionale, pertanto – conclude l’assessore – gia’ in fase di elaborazione dei disegni di legge di bilancio e di finanziaria per l’anno 2011 e il triennio 2011/2013, sono invitati ad individuare, nell’ambito della proprie attribuzioni, misure dirette al contenimento delle spese e al reperimento di risorse aggiuntive”

10 ago 2010
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Dobbiamo cambiare sistema ed andare oltre l’atto di indirizzo che la giunta ha adottato qualche giorno fa. Non più tanta gente dipendente della Regione assunta in vario modo perché avrebbe dovuto assicurare riconoscenza eterna al politico potente di turno.

Qualche giorno fa ho incontrato alcune centinaia di giovani che avevano preso 100 e lode all’esame di maturità, insieme alle loro famiglie ed ai loro docenti. Ecco devono essere loro in futuro ad essere ingaggiati come consulenti. Cerchiamo di essere coerenti e utilizziamo quelli che attraverso sacrifici hanno raggiunto il top.

Dobbiamo dare un segnale: bisogna sacrificarsi e non cercare la raccomandazione per andare avanti. Così si migliora la macchina regionale, puntando sui migliori, sui più bravi.

I ragazzi vanno fuori per l’Università e questo è il primo passo per restare fuori. La Regione o in genere gli enti locali e l’amministrazione, non possono assorbire tutti i laureati. Anche perché li sottrarrebbero allo sviluppo dell’impresa privata che può e deve assorbire i più competenti e che è fondamentale per la crescita della nostra economia.

Quelli ingaggiati dalla amministrazione che siano i migliori però, per invertire una tendenza e per dare un riscontro all’entusiasmo dei genitori, figli e docenti soddisfatti e appagati ma anche carichi di speranza per una Sicilia migliore.

05 ago 2010

Il vicepresidente della Regione siciliana con delega all’Economia, Michele Cimino ha inviato, alla segreteria della giunta regionale per essere inserita all’ordine del giorno, la nota metodologica-programmatica per la rimodulazione del PO FERS 2007-2013, predisposta dal Dipartimento della Programmazione.

Si tratta di un’analisi dell’evoluzione del contesto di riferimento economico-sociale e istituzionale del provvedimento generale comunitario,in relazione anche alla revisione della strategia di Lisbona considerata la crisi; dell’analisi delle criticita’ riscontrate nel processo di attuazione,e ancora delle prime indicazioni per la rimodulazione degli strumenti e percorsi amministrativi per la qualificazione della concentrazione e accelerazione delle procedure di spesa, legate al processo di condivisione e approvazione.

04 ago 2010

La giunta di governo, presieduta da Raffaele Lombardo, ha dato parere favorevole al disegno di legge, predisposto dall’assessore regionale alle Attivita’ Produttive Marco Venturi, che introduce nuove regole per l’apertura e la chiusura dei negozi in Sicilia.

Il testo stabilisce come “regola ordinaria” la chiusura domenicale e festiva, non affidando questa scelta esclusivamente all’esercente.

Tuttavia il disegno di legge – che adesso iniziera’ l’iter parlamentare – prevede due modalita’ per consentire la deroga al regime ordinario. E’ lo stesso Venturi a spiegarle: “la prima consiste nella parziale modifica rispetto al regime ordinario, fermo restando l’impossibilita’ di apertura in occasione delle festivita’ maggiori e per almeno 32 domeniche. Tale deroga e’ disposta dal comune interessato, sentite le organizzazioni sindacali, senza particolari formalita’. La seconda opzione – prosegue Venturi – regolando l’ipotesi di ulteriore deroga rispetto a quanto previsto, prevede la convocazione di apposita conferenza di servizi da parte dell’assessore regionale alle Attivita’ Produttive a cui partecipano i comuni interessati e le rappresentanze datoriali e sindacali”.

Inoltre il disegno di legge, prevede l’abrogazione della disciplina dettata in tema di “Comuni ad economia prevalentemente turistica e citta’ d’arte”.

Il testo introduce, infine, una normativa che, anche in ragione di quanto piu’ volte richiesto pubblicamente dalle associazione dei commercianti, consente una mitigazione e programmazione delle aperture delle grandi strutture di vendita. Infatti, nel pieno rispetto delle prerogative costituzionali assegnate alle Regioni ed agli Enti Locali ed in ossequio ai principi comunitari fissati in tema di libero svolgimento delle attivita’ economiche, si e’ voluto introdurre un correttivo alla L.r. n. 28/99 che consenta alla Regione di adottare direttive in tema di programmazione urbanistica comunale con riferimento “all’apertura di grandi strutture di vendita al fine di garantire la presenza nel territorio delle esistenti realta’ economiche con specifico riferimento agli esercizi di vicinato e medie strutture di vendita” e cio’, chiaramente, ferma restando ogni specifica competenza dei Comuni in tema di programmazione urbanistica.

“Questo disegno di legge – conclude Venturi – e’ stato predisposto dopo svariati incontri ed avere ascoltato le proposte dei rappresentanti dei lavoratori del commercio in Sicilia e dei pubblici esercizi”.

30 lug 2010

“Stiamo sbloccando finanziamenti pari a circa 27 milioni di euro di risorse da destinare ai Consorzi Fidi per il finanziamento di contributi in conto interessi per le annualita’ 2003, 2004 e 2005. Considerato che la piattaforma informatica “Fidiweb” attraverso cui gestire queste pratiche, non e’ stata attivata, ho comunicato la rinuncia a questo sistema e la contestuale attivazione delle procedure di trasferimento diretto ai consorzi Fidi, delle risorse.

Questa occasione e’ utile per far comprendere lo spirito con cui questo governo agisce, concretamente e celermente”.

Lo ha dichiarato l’assessore regionale alle Attvita’ Produttive, Marco Venturi, intervenendo all’assemblea annuale di Assoconfidi in svolgimento al San Paolo Palace di Palermo.

L’Assoconfidi Sicilia raggruppa 41 Consorzi di garanzia fidi della Sicilia, di cui 29 riconosciuti dalla Regione. Presenti i consiglieri di amministrazione e soci imprenditori dei consorzi appartenenti ai settori dell’industria, del commercio e dell’artigianato che attraverso le loro garanzie consentono, ad oltre 90 mila imprese, l’accesso al credito per quasi 3 miliardi di euro (circa il 96% del credito erogato dalle banche con garanzia consortile) in Sicilia.

“In seguito a queste disfunzioni ho disposto una immediata azione amministrativa – ha proseguito Venturi – per l’erogazione delle annualita’ dal 2003 al 2005, provvedendo a sottoscrivere con i 12 consorzi fidi interessati, a seguito di incontri di concertazione, opportune integrazioni alle convenzioni gia’ sottoscritte che consentono di trasferire agli stessi, le risorse gia’ disponibili nel bilancio della Regione. Le operazioni di trasferimento sono gia’ in corso ed i primi provvedimenti saranno operativi a giorni”.

Venturi inoltre ha annunciato l’imminente sblocco delle risorse, circa 8 milioni, relative all’annualita’ 2006: “Relativamente all’annualita’ 2006, l’articolo 109 della Finanziaria da me proposto, consentira’ di procedere, concluse le procedure tecnico contabili, all’emanazione di apposito avviso, in corso gia’ di predisposizione per l’importo di circa ulteriori 8 milioni di euro”.

“La Finanziaria regionale – prosegue Venturi nel suo indirizzo di saluto – contiene diversi aspetti positivi per le imprese e per il mondo cooperativistico, fra cui spicca il credito d’imposta. Al Governo regionale spetta il compito di attuare queste riforme utili a sostenere il tessuto imprenditoriale siciliano, gia’ duramente colpito da una crisi economica senza precedenti, in attesa che si attui la ’semplificazione burocratica’. Per le imprese, infatti, la lentezza della pubblica amministrazione rappresenta un costo aggiuntivo pesante da sostenere. Basti pensare proprio al fatto che, per intoppi di varia natura, ingenti risorse destinate alle piccole e medie imprese commerciali ed artigianali aderenti ai consorzi Fidi, erano rimaste bloccate nelle casse della Regione. Una vicenda alla quale si sta ponendo rimedio – ha concluso Venturi – e che ben rappresenta come opera questo governo, avendo sempre ben presente l’obiettivo di recuperare i ritardi pregressi”.

28 lug 2010
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Partecipiamo, con trasparenza, ad una cordata, la Mediterranea Holding di cui possediamo il 37%. Non abbiamo la maggioranza e parlare di regionalizzazione è da cretini o disinformati, sempre che non ci sia malafede.” Queste le considerazioni di Raffaele Lombardo a proposito della privatizzazione della Tirrenia.

Abbiamo preteso, nello statuto, che la flotta Tirrenia lasci Napoli e venga a Palermo. Mi auguro che i siciliani apprezzino l’importanza di questa scelta. La sede legale e tributaria sarà Palermo ed è qui che pagheranno le tasse.”

Torna in Sicilia la flotta che fu dei Florio dopo circa un secolo e mezzo. I Florio, imprenditori più potenti degli Agnelli, avevano una flotta, la Tirrenia, che ci fu soffiata dopo l’Unità d’Italia, quando ci unificarono con la violenza e contro la nostra volontà distruggendo la grande imprenditoria meridionale.”

“Noi, come Regione, incideremo sulla strategia. Abbiamo preteso che la Sicilia e Palermo siano il sito da cui le cosiddette autostrade del mare si dipartano. Non solo il collegamento con Pantelleria o Favignama ma anche con Tunisi, Tripoli, Il Cairo, Casablanca, Barcellona, Marsiglia, Genova e Venezia. Rotte più convenienti in una logica di mercato che dovrà guidare questo processo.

La Regione non avrà funzione manageriale così come non pensiamo ad un nostro esponente che faccia l’armatore. La Regione, in questa operazione, non guadagna e non perde perché il rischio d’impresa è tutto sui privati, a tutela del patrimonio della Sicilia. Ciò fa parte delle condizioni statutarie.”

“Ultima considerazione importante: siamo pronti a cedere le nostre quote. Quindi nessun insulto agli imprenditori con cui ho discusso e che ho invitato a far parte di questa cordata. Chi lamenta una loro assenza, li porti qui e noi cederemo le nostre quote al costo del capitale e non un euro in più. Imprenditori che però devono assumersi il rischio d’impresa senza l’aiuto della Regione: l’imprenditore, industriale o confindustriale tiri fuori i capitali ed entri nell’azionariato della società.