18 gen 2011

Non mi lascio intimidire e vado avanti

scritto da Raffaele Lombardo 2 commenti
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Vorrei che i siciliani, e non solo loro, riflettessero su quanto capita. Lungi dall’intimidirmi o dal preoccuparmi bisogna riflettere sulle condizioni di libertà e democrazia per i cittadini che fanno il loro dovere e che esercitano le loro funzioni secondo coscienza e dandoci sotto senza risparmiarsi.

Abbiamo fatto cose impopolari: la riduzione dei costi della sanità, i tagli agli sprechi, la cancellazione del sistema dei termovalorizzatori infiltrati di malaffare, di delinquenza mafiosa, di cosa nostra.

Io non voglio connetterli a niente, però si grida allo scandalo per un alloggio del presidente della Regione. Oggi c’è stata l’ennesima puntata di questa vicenda. Ho fatto un esposto all’autorità di Pubblica sicurezza perché due soggetti, sedicenti giornalisti Rai, del telegiornale, con una cinepresa in mano e non esibendo alcun documento si sono presentati in campagna da me e hanno fatto delle riprese. Si tratta di un sito sensibile dove il presidente della Regione a volte soggiorna, e hanno fatto domande: se si stessero iniziando lavori per un campo fotovoltaico, se lì ci fosse un bed and breakfast, se lì si poteva dormire ecc e poi si sono aggirati da quelle parti fino a quando non sono andati via.

In un’epoca nella quale ci si scandalizza se si entra nella vita privata di questo o di quell’altro, la mia vita, le mie risorse finanziarie, il mio conto in banca, cosa mangio e chi assaggia, come vivo, sono oggetto di una verifica continua e costante. Tutto questo per dare addosso a un presidente della Regione che cerca di fare solo il proprio dovere tra mille difficoltà, ostacoli, incongruenze ed errori.

Una cosa intollerabile e se qualcuno pensa di intimidirmi o perseguitarmi io, a differenza di qualche direttore di telegiornale o di chicchessia, non mi preoccupo più di tanto. Mi limito a registrare che nel nostro paese le condizioni della democrazia, non per questo episodio naturalmente, sono molto contratte e credo che questa stagione deprecabile presto dovrà finire.

24 mag 2010

Ci sono diversi aspetti sensibili da considerare riguardo al Ddl sulle intercettazioni in discussione in questi giorni in Parlamento: il primo attiene alla questione legata alle indagini e al ruolo della magistratura e il secondo tocca nel profondo il concetto stesso di democrazia sostanziale.

Non posso che essere d’accordo con gli allarmi preoccupati, e preoccupanti, lanciati da quei magistrati che si occupano di indagini legate alla mafia e che vedono il rischio cui andrebbe incontro il loro ruolo di corpo autonomo e indipendente volto all’accertamento della verità se il Ddl dovesse essere approvato. Hanno usato parole forti su cui tutti avremmo il dovere morale di riflettere attentamente.

Anche sull’altro aspetto della questione, la democrazia e il ruolo di controllo della pubblica opinione e della società civile che passa necessariamente attraverso la conoscenza e l’informazione, non si possono sottovalutare i rischi che la legge in discussione comporta.

Certo, bisogna fare attenzione: non tutte le intercettazioni possono e devono essere pubblicate. La tutela della vita privata di persone non coinvolte in indagini deve essere sacra. Così come deve essere chiaro che le fughe di notizie pilotate a fini politici sono una iattura per la democrazia e la convivenza di un paese civile.

Chi abbia a cuore l’accertamento della verità e chiunque attribuisca un valore fondamentale alla democrazia e al ruolo di controllo dell’opinione pubblica su di essa non può che battersi affinché le norme in discussione siano modificate e opportunamente corrette.

E’ in gioco il nostro vivere civile.