17 feb 2012

E’ stato firmato ieri a Palermo, nelle sede dell’assessorato regionale alle Risorse agricole un protocollo d’intesa tra Regione Siciliana, Abi (Associazione bancaria italiana) e assicurazioni per finanziare i giovani imprenditori del settore agricolo. Giovani e agricoltura e’ un binomio possibile. E’ un ulteriore segnale di attenzione e sostegno da parte dell’Amministrazione regionale verso i giovani agricoltori siciliani. Un risultato importante che si colloca in linea di continuita’ con i progetti gia’ intrapresi grazie alla costituzione del Fondo di garanzia del PSR Sicilia 2007-2013 (ammontante a circa 37 milioni di euro) e l’accordo con la Societa’ di gestione dei fondi per l’agroalimentare (SGFA) per il rilascio della G-Card (Green Card).

L’intesa firmata ieri facilita l’esecuzione degli investimenti da parte dei giovani agricoltori ammessi alla Misura 112 del PSR Sicilia 2007-2013, ovvero di eta’ inferiore ai 40 anni e che decidono di avviare un’azienda agricola. A seguito dell’emanazione del Decreto di concessione dell’aiuto per la Misura 112 del PSR Sicilia 2007-2013 da parte della Regione siciliana, il giovane agricoltore puo’ accedere a un anticipo contributivo concesso da un’assicurazione convenzionata e ad un finanziamento bancario a copertura della propria quota privata. Questa prassi determina una maggiore facilita’ di accesso al credito per i giovani imprenditori agricoli, e contestualmente, maggiori garanzie per il sistema bancario e le assicurazioni. Per le banche e’ importante specificare che la presenza di un soggetto terzo, come SGFA, rappresenta la possibilita’ di godere di una garanzia diretta rispetto alle somme finanziate.

Per Rosaria Barresi, Autorita’ di Gestione del Psr Sicilia 2007-2013, “sono circa 4.250 le richieste di finanziamento pervenute da parte di giovani che con entusiasmo vogliano insediarsi nel modo delle produzioni agroalimentari. Tra questi, 1.200 progetti sono gia’ stati ritenuti finanziabili”.

L’agricoltore che sta per avviare la propria attivita’, dovra’ accendere un conto corrente di servizio dedicato al progetto di spesa, indicando la banca di riferimento e la societa’ assicurativa prescelta.

Viene stimolata anche la reciprocita’ tra banche ed assicurazioni, per il rilascio consapevole della delibera di fidejussione e della delibera condizionata di finanziamento, favorendo in tal modo anche il flusso informativo tra gli uffici dell’Amministrazione regionale, le banche e le assicurazioni convenzionate.

Queste sono le banche che hanno gia’ aderito al protocollo: Intesa Sanpaolo, Banca Sella, UniCredit, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Agricola Popolare di Ragusa, Federazione Siciliana della Banche di Credito Cooperativo, Banca Nuova, Unipol Banca. Tra le assicurazioni invece, gia’ confermata la presenza di Olimpia Insurance Broker.

Si tratta di nuove opportunita’ di investimento che consentiranno dunque il ricambio generazionale del mondo agricolo, contribuendo a rendere il settore maggiormente attrattivo, piu’ differenziato e multifunzionale, realmente proiettato verso i mercati globalizzati ed il futuro.

14 feb 2012

Da lunedi’ 20 febbraio le piccole e medie imprese siciliane potranno avere accesso al credito a tassi agevolati usufruendo dei vantaggi previsti dal fondo JEREMIE acrononimo di Joint European Resources for Micro to Medium Enterprises (Risorse europee congiunte per le micro e medie imprese). Si tratta di un’iniziativa della Commissione europea sviluppata in collaborazione con il Fondo europeo per gli investimenti alla quale ha aderito facendo da apripista per le altre amministrazioni regionali la Regione Siciliana. Il progetto promuove l’uso di strumenti di ingegneria finanziaria per migliorare l’accesso al credito per le Pmi, mediante i fondi strutturali (Po-Fesr 2007/2013).

L’iniziativa e’ stata presentata nel corso nel convegno, promosso da Bnl Paribas e dal Fei (Fondo europeo investimenti), stamane presso il cinema Planet di Catania.

“Sono 110 i mln di euro disponibili e ripartiti tra Bnl e Unicredit – ha affermato l’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao aprendo i lavori – che da lunedi’ prossimo consentiranno alle imprese di accedere agli sportelli di queste due banche. Per i finanziamenti sino a 25mila euro bisognera’ rivolgersi ad Unicredit, per quelli fino a 400mila euro alla Bnl.

In entrambi i casi sara’ applicato un tasso ridotto quasi del 50% rispetto a quello di mercato; ulteriori agevolazioni riguardano le procedure e gli oneri di istruttoria”.

La misura prevede un plafond complessivo di 110 milioni di euro, di cui 44 di fondi a valere sulle risorse finanziarie del Po-Fesr 2007/2013 messe a disposizione dalla Fei e 66 mld da parte di Bnl.

“Inoltre – ha proseguito Armao – le imprese non pagheranno interessi sulla quota a carico del Fei che e’ pari a circa il 40%, accendendo ad un tasso complessivo ben al di sotto di quello applicato per analoghe operazioni creditizie”.

Al fondo possono accedere imprese artigiane, micro, piccole e medie imprese economicamente e finanziariamente sane, aventi sede in Sicilia ed operanti in tutti i settori merceologici, eccetto, alcune specifiche categorie fra cui quelle che si occupano di produzione e commercio di armi, di gioco d’azzardo, di tabacco.

“Iniziative come queste a supporto del tessuto produttivo siciliano – ha continuato Armao -, sono la migliore risposta a chi nei giorni scorsi ha montato polemiche strumentali sull’utilizzo dei fondi europei. Mi aspetto – ha concluso Armao – una grande risposta da parte delle piccole e medie imprese siciliane, esattamente come e’ avvenuto col credito d’imposta”.

Al convegno ha preso parte Marco Romano, presidente del Parco Scientifico e Tecnologico. Per Bnl sono intervenuti, Giampiero Giuffrida, direttore territoriale area sud, Dario Denaro, direttore area Sicilia e Stretto, e Giovanni Notaro, referente divisione finanziamenti agevolati.

08 nov 2011

Alla fine del primo semestre 2011 le banche con sede legale in Sicilia erano 34 (di cui 28 banche di credito cooperativo, 3 societa’ per azioni e 3 banche popolari), per un totale di 510 sportelli. Gli sportelli delle 32 banche che operano nell’isola pur avendo sede legale altrove erano, invece, 1240.

Sono alcuni dei dati sui servizi bancari in Sicilia contenuti nell’aggiornamento al 30 giugno 2011 e che manifestano la continuita’ di una situazione economica regionale difficile.

Tuttavia, non emergano elementi di peggioramento rispetto ai 6 mesi precedenti e rispetto a quella riscontrabile in altre aree del Paese.

“Questa analisi – commenta l’assessore Gaetano Armao – rafforza quanto emerso con grande evidenza in questi giorni con l’avvio del Credito d’imposta in Sicilia. L’imprenditoria sana e desiderosa di rischiare ha bisogno di misure di sostegno sul versante del ricorso al credito e l’assessorato all’Economia intende fare la sua parte con interventi mirati e con l’attivita’ di controllo e vigilanza, compito che svolge periodicamente attraverso l’Osservatorio regionale sul credito”.

Alle banche regionali fa capo il 19,57% dell’intero ammontare regionale dei depositi da clientela residente. Tra le aziende di credito regionali la quota maggiore dei depositi e’ detenuta dalle banche s.p.a e dalle popolari, con il 70,87%, a fronte del 29,13% che fa capo alle BCC (Banche di Credito Cooperativo). Le banche con sede legale in Sicilia hanno erogato il 17,78% dell’intero ammontare dei prestiti alla clientela residente in Sicilia. Le sofferenze delle banche con sede in Sicilia (6,72%), hanno registrato un aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (5,41%) e una lieve diminuzione rispetto al dato registrato a dicembre 2010 (6,85%).

I tassi attivi (fondamentalmente riferibili ai conti correnti) sui finanziamenti alle famiglie consumatrici, per le operazioni a revoca, hanno fatto registrare una diminuzione rispetto al trimestre precedente, mentre i corrispondenti valori nelle altre aree confrontate hanno avuto un andamento opposto; relativamente alle operazioni a scadenza (principalmente mutui e prestiti)c’e’ stata una generalizzata tendenza all’aumento dei tassi, seppur entro valori contenuti. Nella Regione, pero’, i tassi applicati continuano a risultare superiori al dato medio nazionale (operazioni a revoca: Sicilia 7,52% – Italia 5,31% – operazioni a scadenza: Sicilia 3,73% – Italia 3,37%).

“I dati – ha spiegato Armao – evidenziano che i tassi attivi per i finanziamenti per acquisto abitazione, nelle operazioni fino a 125.000 euro sono sostanzialmente in linea con i tassi delle altre regioni e con la media nazionale. Il tasso applicato al settore dell’industria (6,81%) ha registrato un aumento piu’ consistente rispetto alle altre aree del confronto”.

In generale, i tassi di interesse applicati ai comparti di attivita’ economica continuano a mostrare una marcata differenza rispetto alle altre aree, soprattutto nel settore industriale (6,81%) che denota rispetto al dato nazionale, una divergenza pari a 2,23%, mentre l’edilizia fa rilevare un tasso superiore dello 0,64% e i servizi dell’1,15%.

Altro aspetto delicato riguarda l’incidenza delle garanzie richieste che e’ aumentata in tutte le aree geografiche confrontate; in Sicilia tale aumento ha determinato un rapporto del 47,36%, tra credito accordato e garanzie richieste.

“La consistenza delle garanzie – dice Armao – e’ sempre troppo elevata, sia rispetto alle altre regioni che al dato medio nazionale (16,45 punti). Il sistema bancario regionale usufruisce di un importante apporto dai confidi, che in finanziaria stiamo rafforzando”.

In diminuzione i tassi applicati alle famiglie consumatrici, anche se rimane un consistente gap col resto d’Italia.

“I dati – dice Roberto Bertola, presidente della commissione regionale Abi Sicilia – confermano che il sistema bancario sta appoggiando l’economia siciliana in maniera forte e decisa, con percentuali di crescita di gran lunga superiori a quelle relative al Pil regionale e nonostante rimanga ancora elevato il livello di rischiosita’ del credito. Utilizzando le elaborazioni curate dall’Abi su dati Banca d’Italia, si conferma un trend positivo da inizio anno dei nuovi affidamenti concessi in Sicilia: per le famiglie consumatrici + 7,6% Sicilia (+5,7% Italia), per le imprese (societa’ non finanziarie e famiglie produttrici) + 8,3% Sicilia (5,7% Italia)”.

“Il sistema bancario regionale – ha concluso Armao – deve fare la sua parte. Il credito d’imposta per gli investimenti dimostra quanto le imprese siciliane siano pronte a investire su progetti credibili, ma le banche debbono sostenerle in un momento cosi’ difficile”.

Sul sito dell’assessorato all’Economia sono disponibili la relazione del primo trimestre di quest’anno e la rilevazione sui tassi d’interesse.

02 ago 2011

Diventa operativa la G-card, l’importante strumento frutto della convenzione sottoscritta dall’Assessorato delle Risorse agricole ed alimentati della Regione siciliana con l’Ismea. Grazie a G-Card si semplificano i rapporti fra il settore bancario e le imprese agricole, riducendo le richieste di garanzie collaterali nell’accesso al credito. Il progetto e’ stato presentato dall’assessore regionale delle Risorse Agricole ed Alimentari, Elio D’Antrassi, nel corso di una conferenza stampa che si e’ svolta a Palermo, nella sede dell’assessorato. All’incontro con i giornalisti ha partecipato anche il dirigente generale del Dipartimento Interventi strutturali in agricoltura, Rosaria Barresi.

La G-card, nasce per facilitare l’accesso al credito degli agricoltori, attraverso il rilascio di una garanzia assicurativa.

Il tetto di credito e’ fino a 250.000 euro; le garanzie possono essere concesse entro il limite massimo del 70% dell’importo dei finanziamenti bancari erogati alle imprese, elevato all’80% per i giovani agricoltori. La procedura della G-card sara’ gestita dalla SGFA (Societa’ gestione Fondi per l’Agroalimentare, societa’ di scopo totalmente partecipata da ISMEA), ed e’ utilizzabile per tutte le operazioni creditizie destinate ad attivita’ agricole.

Lo strumento e’ particolarmente utile per le imprese agricole condotte da giovani agricoltori, ad esempio, quelli che beneficiano della misura 112 del PSR (Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013), che hanno difficolta’ ad offrire garanzie. Il costo della polizza, a carico dell’agricoltore, e’ di circa il 2% sul credito erogato.

“Questo strumento – ha dichiarato l’assessore D’Antrassi – permette alle aziende agricole di surrogare le garanzie con questa forma di garanzia assicurativa per accedere velocemente alla finanza bancaria. Gia’ nel Psr avevamo attivato una garanzia simile, gia’ accessibile, per il 50 % a carico delle aziende attraverso le Ipa regionali. Con la G card copriremo anche il banking privato, ovvero le risorse che saranno concesse dalle banche. I vantaggi saranno la facilita’ dell’accesso al credito e la possibilita’ di ottenere un tasso di interesse piu’ basso e un allungamento del periodo di ammortamento”.

“L’amministrazione regionale – ha affermato Rosaria Barresi, dirigente generale del dipartimento Interventi strutturali in agricoltura- ha scelto di inserirsi in questo processo che prima era gestito solo dall’Ismea e dalle banche, nell’ottica di snellire le procedure, facilitando il lavoro di entrambi questi soggetti. Mettiamo a disposizione degli imprenditori agricoli, tecnici che, sulla base della domanda presentata dall’eventuale beneficiario, compileranno ed analizzeranno la modulistica che sara’ presentata all’Ismea. In breve tempo l’istituto provvedera’ all’emanazione della G-Card che verra’ fornita all’imprenditore agricolo per possibili aperture di credito, destinate alle attivita’ produttive ed agli investimenti”.

18 giu 2011

L’assessore regionale per l’Economia, Gaetano Armao, ha presentato al presidente dell’Ars, Francesco Cascio ed al presidente della Commissione Bilancio, Riccardo Savona la relazione dell’Osservatorio regionale per il monitoraggio dei servizi e dei prodotti bancari per l’anno 2010.

Dal documento, elaborato dalla direzione generale del credito dell’Assessorato, emerge un quadro che “se conferma i primi segnali di ripresa economica, manifesta il permanere della situazione di svantaggio delle condizioni offerte dal sistema bancario ai siciliani”.

In particolare, si registra una diminuzione degli sportelli bancari e delle banche, sia di quelle con sede legale in Sicilia che fuori dall’isola; una ripresa nell’ultimo anno dei depositi, con una inversione della tendenza rispetto agli anni precedenti; un aumento dei prestiti alle famiglie e alle imprese e delle sofferenze, con valori superiori a quelli della media nazionale; una richiesta di garanzie ad imprese e famiglie superiori a quelle del resto dell’Italia.

“I dati dell’Osservatorio regionale – dice l’assessore Armao – mostrano che i tassi praticati dalle banche in Sicilia restano superiori a quelli del resto del Paese, mentre il drenaggio di fondi, provenienti dai depositi, verso altre regioni d’Italia si e’ fortemente attenuato. Ma ancora rimane il problema del maggior costo del denaro per le famiglie e le imprese e l’eccesso di garanzie richieste dalle banche, questioni sulle quali la Regione intende intervenire, oltre che con un confronto col sistema bancario, con iniziative mirate, quali il microcredito alle famiglie ed il rafforzamento dei consorzi fidi per le imprese”.

La struttura del sistema bancario alla fine del 2010 in Sicilia era costituita da 67 banche, 4 in meno rispetto al mese di dicembre 2009, mentre nello stesso periodo gli sportelli sono diminuiti di 47 unita’ (da 1806 a 1759), con 35 banche regionali (ossia quelle che hanno sede legale in Sicilia) e 512 sportelli.

Dall’analisi dell’andamento dei depositi delle imprese e delle famiglie consumatrici (e assimilabili) si rileva come nell’ultimo triennio si sia passati da una tendenza all’espansione ad una di rallentamento ed, infine, ad un’inversione di tendenza (dal 2009 al 2010) con valori negativi, peraltro in linea con l’andamento nazionale (-2,45% in Sicilia a fronte del -1,49% in Italia).

Secondo i dati dell’Osservatorio i prestiti alle famiglie consumatrici e alle imprese sono in aumento. L’analisi mette in evidenza che il settore produttivo che ne detiene il maggiore ammontare e’ quello dei servizi (56,24%), mentre l’industria manifatturiera e’ di gran lunga meno finanziata dalle banche (13,41%); il settore delle costruzioni ha infine un valore in linea con quello nazionale (17,23%).

“Questo giudizio – ha commentato Armao – e’ stato confermato anche dal recente rapporto sull’economia siciliana, presentato dalla Banca d’Italia nel quale si afferma che il rallentamento del credito in Sicilia, in atto dal 2007, si e’ interrotto, e che nel primo trimestre del 2011 l’aumento del tasso di crescita dei prestiti bancari e’ proseguito per le imprese”.

La difficile situazione congiunturale, secondo l’Osservatorio, ha portato il volume delle sofferenze delle banche operanti nell’Isola, in rapporto ai prestiti, al 6,33%, valore superiore al 4,61% della media nazionale. Tale rapporto si presenta superiore al dato nazionale sia riguardo all’ambito dei prestiti alle famiglie consumatrici (4,89% in Sicilia, 3,63% in Italia) che rispetto ai prestiti alle imprese (8,26% in Sicilia, 6,15% in Italia). Il volume delle sofferenze delle banche regionali in rapporto ai prestiti registra una percentuale del 6,85%.

“Anche in questo caso – ha spiegato l’assessore – e’ utile un raffronto con il recente documento della Banca d’Italia da cui risulta che il flusso dei crediti in sofferenza nel 2010 e’ stato pari al 2,2% dei prestiti esistenti all’inizio dell’anno. Dalla relazione della Banca d’Italia emerge che il rapporto tra lo stock di sofferenze e i prestiti bancari e’ progressivamente sceso dal 20,2% del 2000, al 6,3% del 2010. Nello stesso periodo il tasso di ingresso in sofferenza e’ diminuito dal 2% del 2000 fino all’1,5% nel 2007, per poi tornare ad aumentare”. Per ultimo l’Osservatorio si sofferma sui tassi attivi dei finanziamenti per cassa alle famiglie consumatrici, relativamente alle operazioni a revoca.

Questi, al 31 dicembre 2010, in Sicilia hanno fatto registrare un aumento dello 0,23% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; gli stessi tassi continuano a risultare superiori rispetto al dato medio nazionale (+2,52%). Rispetto a dicembre 2009 nell’Isola c’e’ stato un aumento dei tassi nelle operazioni a revoca, a differenza di altre aree geografiche, mentre i tassi applicati nelle operazioni a scadenza sono omogenei. I tassi attivi sui finanziamenti per acquisto abitazioni (sia per operazioni a tasso variabile che per quelle a tasso fisso) non presentano scostamenti significativi rispetto al dato medio nazionale.

Il rapporto tra credito utilizzato e accordato operativo e’ pari a 81,19%, in aumento di 2,14 punti rispetto al valore registrato nel mese di dicembre 2009 (79,05%) ed e’ piu’ alto del valore nazionale (8,84 punti di differenza).

L’incidenza delle garanzie sui finanziamenti continua ad evidenziare valori diversi da quelli della media nazionale; il rapporto fra garanzie ed accordato operativo, al 31 dicembre 2010 si e’ attestato al 46,35%, distanziandosi dal dato medio nazionale di 15,72 punti.

Ultimo punto della relazione riguarda il Taeg (Tasso annuo effettivo globale): al 31 dicembre 2010 si e’ registrato nell’Isola, un tasso medio del 3,23% per finanziamenti diversi da quelli per acquisto abitazione, ed uno medio del 3,36% per finanziamenti per acquisto abitazione.

“La relazione dell’Osservatorio regionale – ha aggiunto Armao – consente di monitorare i servizi offerti ai siciliani dal sistema bancario e le ricadute che da essi scaturiscono sulla crescita economica ed il supporto allo sviluppo. L’Assessorato ha coinvolto le banche in un comune impegno per far si’ che i servizi resi a famiglie e imprese siano utili a sostenerle. Occorre continuare in quest’opera per incrementare i primi segnali di uscita dalla crisi, quelli sui quali spingere per alimentare lo sviluppo che la Sicilia attende. Per far questo – conclude Armao – sara’ istituito un gruppo di lavoro specifico costituito da dirigenti dell’assessorato, l’Abi-Sicilia e rappresentanti delle associazioni dei consumatori”.

31 mag 2011

Garantire un accesso al credito piu’ agevole e meno costoso per imprese e famiglie, facendo leva soprattutto sul ruolo che la Regione e gli istituti di credito possono assolvere quali strumenti per lo sviluppo.

Lo ha chiesto l’assessore per l’Economia, Gaetano Armao, incontrando i vertici dell’Abi Sicilia e dei consumatori della Sicilia per affrontare le tematiche dell’accesso al credito alla luce del rapporto trimestrale sui tassi d’interesse presentato nei giorni scorsi dall’Osservatorio regionale.

“C’e’ un’economia siciliana – ha affermato Armao – che mostra i primi sintomi di crescita: infatti l’export del meridione, secondo i dati di Unioncamere e’ cresciuto nel 2010 del 17,8%, quasi tre punti in piu’ rispetto al Centro-Nord. E in questo contesto, la Sicilia e’ la regione che ha messo a segno la maggiore crescita (+ 42%)”.

L’assessore per l’Economia ha poi proseguito: “Occorre supportare meglio l’economia siciliana in tale fase delicata di avvio della ripresa. La Regione sta facendo la sua parte con l’avvio del microcredito per le famiglie, la predisposizione dei progetti per varare nel brevissimo termine il rafforzamento patrimoniale dei consorzi fidi e il credito d’imposta per gli investimenti con fondi regionali (dopo il blocco imposto da Roma sui fondi Fas), ma anche il sistema bancario deve fare la sua parte”.

“I dati elaborati dall’assessorato – ha spiegato – evidenziano, purtroppo, un appesantimento degli oneri e delle condizioni di accesso al credito, con costi maggiori di 2 punti e mezzo rispetto al resto d’Italia e sopratutto con garanzie richieste che hanno un’incidenza del 16% maggiore del resto del Paese. Mediante il monitoraggio dell’Osservatorio regionale sul credito abbiamo evidenziato questa linea di tendenza e proprio per individuare possibili soluzioni e misure di sostegno che si e’ ritenuto opportuno aprire il confronto con le banche e i consumatori”.

Roberto Bertola, recentemente riconfermato alla guida dell’associazione delle banche siciliane, ha riconosciuto come sia mutato in meglio il rapporto tra Regione e banche e come questo rinnovato clima di collaborazione potra’ positivamente incidere nel monitoraggio delle condizioni bancarie e negli interventi che potranno dispiegarsi per migliorarne la qualita’.

A conclusione dell’incontro si e’ convenuto di stabilire un periodico raccordo tra le istituzioni coinvolte nell’ambito delle attivita’ dell’Osservatorio regionale sul Credito dell’assessorato per l’Economia, per assicurare un confronto permanente tra gli attori del settore per approfondire analisi e individuare misure utili a sostenere famiglie e imprese nel rapporto con le banche.

La riunione e’ stata anche l’occasione per definire il varo della convenzione per la gestione del fondo di garanzia sul microcredito alle famiglie (12 milioni di euro) tra la Regione e Unicredit che tra poche settimane rendera’ operativo lo strumento agevolativo, intervenuta dopo la stipula delle convenzioni tra l’assessorato per l’Economia e 48 tra Onlus, diocesi, cooperative sociali e operatori del mondo del volontariato che assisteranno le famiglie nell’accesso al beneficio economico.

07 ott 2010
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Abbiamo incontrato i vertici della Banca Cinese dello Sviluppo e la cosa più importante che è emersa, e che ha entusiasmato i banchieri cinesi, è l’ipotesi di un loro investimento a sostegno degli impianti di energia alternativa di piccole e piccolissime dimensioni, quelli idonei per le famiglie, per le piccole imprese siciliane e per l’agricoltura.

Stiamo definendo il nuovo piano energetico e se si dovesse individuare questo canale di finanziamento da parte della banca cinese avremmo quadrato il cerchio.

A differenza degli impianti megagalattici, realizzati molto spesso da imprenditori non siciliani che drenano la risorsa del sole e ci lasciano in eredità il deserto per i prossimi mille anni, i piccoli imprenditori e le famiglie hanno difficoltà ad ottenere il credito. Noi non abbiamo più una grande banca siciliana visto che la Cassa di Risparmio e il Banco di Sicilia ci sono state rapinate e sebbene ci siano banche siciliane serie, queste non hanno la massa finanziaria che servirebbe per diffondere gli impianti di piccolo fotovoltaico.

Se con i cinesi riusciamo a raggiungere l’accordo, anche con un fondo di garanzia finanziaria della Regione, avremo fatto un ottimo lavoro, sul quale stiamo puntando con il nostro governo e i nostri assessori.

A proposito della questione del federalismo, credo che abbia preso la piega giusta, grazie alla vigilanza nostra e delle altre regioni del sud: deve essere solidale e, ad esempio, le garanzie di perequazione infrastrutturale ci dovrebbero assicurare sul fatto che dovremmo poter ottenere non dico le stesse infrastutture del nord ma qualcosa di quantomeno decente rispetto alle porcherie che Ferrovie ed Anas ci hanno lasciato.

Se ci intendiamo e se ci facciamo valere su questo fronte credo che non chiediamo l’elemosina ma pretendiamo quanto ci spetta e facciamo sì che l’Italia cominci ad essere meno divisa in due.