27 gen 2012

Dopo l’incontro a Roma si apre una nuova fase, verificheremo settimana per settimana e accelereremo un percorso che abbiamo il dovere di accelerare perché questo serve ai siciliani.

Il nostro atteggiamento è stato di grande tenacia nel sostenere le nostre ragioni. Ci siamo impegnati anche a fare alcuni provvedimenti che ci riguardano: dal sistema della Serit che va visto nei dettagli a leggi fondamentali per le quali si è perso troppo tempo come quella sul commercio visto che il problema della nostra agricoltura è la trasformazione dei prodotti e la loro commercializzazione.

E’ naturale che il confronto non si chiude qui, emergeranno tanti altri problemi a proposito ad esempio dei commercianti o degli artigiani e in questo confronto renderemo conto di quello che facciamo, monitorandoci a vicenda con il governo nazionale in maniera tale che questo serva da stimolo per fare fino in fondo il nostro dovere.

Allo stesso tempo vogliamo confrontarci con i cittadini e con gli imprenditori, parlando con tutti e non solo con chi protesta ma anche con chi magari non ha voce per protestare. A cominciare dal quell’imprenditore del trapanese che ho sentito nel corso di una intervista che ha rilasciato e che produce attrezzature per le cantine sociali che sono in crisi. Si chiama Tamburello e lo incontrerò per sentire dalla sua voce coma mai tante misure che sono state adottate non stanno funzionando e come mai non siamo capaci, piuttosto che aspettare che vengano ad acquistare il nostro mosto a due lire, di fare noi il nostro vino in brick come si fa possibilmente utilizzando il nostro prodotto di base. Così come capita con altri prodotti, dalla pasta al pane. Il nostro latte parte per il nord, viene confezionato, triplica il suo costo e torna di nuovo in Sicilia sui banchi dei supermercati. Oppure, perché non dovremmo fare noi le marmellate se la migliore frutta parte dalla Sicilia? Siamo incapaci o non vogliamo lavorare? Utilizziamo le risorse dei fondi strutturali per “autonomizzarci” e per evitare che altri facciano i furbi sulla nostra pelle.

Credo che quello con Monti sia stato un ottimo confronto, nel quale, come forse si era soliti fare, non siamo andati con il cappello in mano. Ci siamo incontrati sul piano tecnico e tra tecnici.

Non abbiamo fatto un discorso solo per la Sicilia. L’agricoltura non è solo siciliana ma italiana, quella meridionale soffre e la nostra è particolarmente penalizzata in quanto di qualità e paga ancora di più lo scotto di una competizione sleale. Garanzia di tracciabilità e di controlli per garantire la sicurezza alimentare per vedere se i prodotti concorrenziali hanno sostanze dannose alla salute. Controlli vuol dire scoprirlo e soprattutto comminare sanzioni pesanti a chi usa quei prodotti nocivi. E’ poi importante che si indichi la provenienza e la tracciabilità dei prodotti in modo che la gente sappia cosa mangia e da dove viene il prodotto. Così come è necessario che si sappia che un pomodorino che si vende a tre euro lascia nelle tasche del produttore che si accolla i maggiori oneri forse trenta centesimi. Che lo scandalo venga alla luce perché uno scandalo c’è: la moltiplicazione per 10 o per 20 del costo dal produttore al consumatore, l’altro fregato della catena, che paga caro i prodotti mentre il produttore non riprende le spese.

Si è poi parlato di flessibilizzazione per quanto riguarda i tributi. Un principio che starebbe già in qualche decreto del governo e che significa rateizzare senza interessi stratosferici perché la gente non può pagare.

Si sono poi affrontate altre questioni: a partire dai costi minimi della sicurezza degli autotrasportatori che ricevono concorrenza sleale da parte di trasportatori bulgari o rumeni o russi che questi costi minimi non li fanno pagare e diventano più interessanti per le aziende produttrici o commerciali. Che le sanzioni riguardino anche la committenza oltre che un controllo molto forte. Questi sono impegni che il governo ha già preso.

Ancora, ci sentiremo con il consigliere diplomatico del presidente del consiglio per stilare un elenco di aziende che sono disposta ad andare a lavorare in Libia per la ricostruzione. Piccole imprese certo non da 50 miliardi di euro di lavoro ma lavori da 100, 200 o 500 mila euro per ricostruire un albergo distrutto o una casa o un ufficio o un acquedotto o un ufficio.

Poi abbiamo parlato dei treni a lunga percorrenza e il governo ci ha subito assicurato che uno di questi verrà ripristinato. Uno, erano molti di più e adesso si dovrà avviare una trattativa serrata con le ferrovie.

Tutta una serie di questioni che saranno verificate settimana per settimana da gruppi di lavoro. Uno si occuperà di pesca, agricoltura e trasporti – e a proposito di trasporti ci saranno interventi per il potenziamento dell’eco bonus, interventi per ridurre i costi delle tariffe autostradali. Del tema della benzina se ne parla nel tavolo che si occupa di federalismo fiscale. E’ importante fare accordi, come hanno fatto altre regioni a statuto speciale con lo stato e con il governo perché si tocchi il tema delle accise petrolifere. Questo tavolo comincerà ad incontrarsi già dalla settimana prossima.

Per un governo tecnico e per un presidente del Consiglio lontano mille miglia dalla politica e dai problemi della politica è stato un buon inizio di collaborazione. Si sono avute risposte concrete e realistiche. Non ci siamo sottratti alle nostre responsabilità e alle nostre lentezze. Dobbiamo accelerare ed essere impegnati per uno sforzo straordinario al servizio del popolo siciliano.

26 set 2011

La consegna che il Ministero della Difesa effettuerà domani a favore della Regione Siciliana  dell’area e dei manufatti dell’aeroporto di Comiso, chiuderanno un percorso lungo e travagliato. Per evitare ogni ulteriore ritardo, la Regione trasferirà contestualmente al comune di Comiso il sito aeroportuale, affidandogli la custodia delle opere già realizzate.

Con quest’ultimo passaggio si perfeziona l’iter che dovrà portare alla piena operatività il nuovo aeroporto, a dispetto dei tanti che hanno, per anni, animati solo da un istinto distruttivo e sacrificando il bene del proprio territorio a beghe locali di carattere politico, sperato in un intoppo dell’ultimo momento che pregiudicasse lo straordinario risultato per il quale il mio governo si è battuto senza lesinare sforzi e risorse. E’ opportuno ricordare in questo senso l’impegno economico che la Regione ha sostenuto negli anni e la destinazione di 4,5 milioni di euro di fondi regionali a favore del nascente aeroporto, arrivati a colmare i ritardi ingiustificabili accumulati dallo Stato nella gestione dei fondi Fas, oggi rivelatisi provvidenziali e forse insostituibili, dopo la recente manovra finanziaria del governo.

Questo risultato ci riempie d’orgoglio, non solo perché realizza il sogno inseguito per anni da un territorio troppo spesso marginalizzato, ma anche perché sana la ferita infrastrutturale che attanaglia la provincia di Ragusa, unica in Italia a non poter contare su un solo kilometro di autostrada.

Da domani tocca al Comune di Comiso ed alla società di gestione dell’aeroporto dare sostanza alla cerimonia di consegna, definendo senza indugi gli aspetti tecnici necessari per avviare l’operatività della scalo comisano.

Il nostro desiderio è quello di poter decollare al più presto da Comiso e soprattutto di vedere atterrare migliaia di turisti diretti negli Iblei, mentre altri aerei volano, pieni dei prodotti d’eccellenza dell’ortoflorovivaismo, per raggiungere i mercati nazionali e del nordeuropea.

21 set 2011

Sono 157 le pratiche di contributi in conto interessi sbloccate da Giuseppe Giudice, commissario straordinario del Fondo regionale per il Commercio, gestito da Banca Nuova. Le pratiche sbloccate consentono di attivare finanziamenti per 14,5 milioni.

Dopo circa quattro mesi di inattivita’, dunque, si e’ rimesso in moto il meccanismo dei finanziamenti agevolati al commercio e ai servizi, garantito dal Fondo regionale istituito con legge regionale n. 32 del 2000.

Giuseppe Giudice, nominato ad inizio settembre dal presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, su proposta dell’assessore regionale per le Attivita’ Produttive, Marco Venturi, ha immediatamente avviato l’esame del Bilancio dell’esercizio 2010 e delle pratiche istruite da Banca Nuova.

“Le pratiche approvate con grande celerita’ dal commissario straordinario del Fondo – dice l’assessore Marco Venturi – consentiranno la concessione di contributi per la formazione di scorte di magazzino e il consolidamento di debiti bancari di piccole e medie imprese commerciali e di servizi. Questo era un provvedimento molto atteso dal mondo produttivo siciliano se si pensa che nel solo ambito relativo al contributo in conto interessi dovrebbe movimentare investimenti privati per circa 300 milioni di euro il tessuto economico e produttivo, soprattutto delle piccole e medie imprese siciliane”.

Nella prima tornata, conclusasi il 20 settembre, e’ stato inoltre approvato il bilancio dell’esercizio 2010, chiuso con un utile di 52 mila euro circa, durante il quale sono state deliberate 649 operazioni, sono state impegnate risorse del Fondo per un totale di 6 milioni 388 mila euro circa e sono stati attivati finanziamenti per oltre 57 milioni di Euro.

Il commissario restera’ in carica fino alla ricostituzione del Comitato amministrativo e comunque per un massimo di 3 mesi.

“Una boccata di ossigeno – ha commentato l direttore generale di Banca Nuova, Francesco Maiolini – che entra nel circuito del terziario, in una fase particolarmente difficile per l’economia, soprattutto nel Mezzogiorno”.

11 apr 2011

Le edicole siciliane potranno vendere caramelle, confetti, cioccolatini, gomme americane, biscotti preconfezionati, merendine preconfezionate e simili, tecnicamente definite “pastigliaggi”.

Lo prevede la circolare firmata nei giorni scorsi dall’assessore regionale alle Attivita’ Produttive, Marco Venturi.

La circolare (n. 4 dell’8 aprile 2011) di fatto condivide la decisione del Ministero dello Sviluppo economico nella parte in cui e’ prevista la comunicazione di inizio attivita’, oggi “Scia”, per la vendita dei pastigliaggi.

“Mentre non e’ necessario – scrive Venturi a tutti i comuni siciliani, alle Province regionali e alle Camere di commercio – il possesso dei requisiti professionali per la vendita di prodotti del settore merceologico alimentare. Questo perche’ – prosegue la circolare – la vendita dei pastigliaggi costituisce un’attivita’ marginale rispetto a quella principale, cosi’ come gia’ avviene per i tabaccai”.

“L’alto livello di concorrenza e competitivita’ ha fatto si’ che – spiega Venturi – mentre nelle altre categorie commerciali sia stata ampliata l’offerta di vendita (tabaccai che vendono giornali o grandi centri commerciali in cui si trova tutto), questo non e’ avvenuto per le edicole che avevano chiesto la possibilita’ di vendere anche altri articoli, non alimentari, come appunto i pastigliaggi. Mi e’ sembrato corretto – conclude Venturi – chiarire il punto e consentire anche a questa categoria la possibilita’ di ampliare l’offerta di vendita”.

11 feb 2011

Nessuna marcia indietro del governo sul disegno di legge per il commercio. “Comprendo le preoccupazioni dell’onorevole Apprendi – sottolinea il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo – e per questa ragione lo voglio rassicurare, rivolgendomi a lui come a tutti i deputati che insieme al governo hanno lavorato per questo disegno di legge.

Non mi schiero per chiudere o aprire, chiedo soltanto che si ragioni per un’alleanza fondata su regole certe con il sistema della distribuzione grande e piccola, affinche’ si valorizzi il prodotto siciliano”.

05 ago 2010

“Dispiace che Confcommercio e Confesercenti, ancora oggi, non intendano entrare nel merito del Ddl che introduce nuove regole per l’apertura e la chiusura dei negozi in Sicilia. Purtroppo questa e’ la loro posizione fin da quando abbiamo presentato la proposta di riforma di legge del settore. Il metodo adottato e’ stato quello della concertazione, il sistema piu’ democratico che esista, attraverso diversi incontri che si sono svolti presso l’assessorato regionale alle Attivita’ Produttive a partire da meta’ maggio sino a fine giugno, con le associazioni datoriali e con i sindacati di categoria”.

Lo dichiara l’assessore regionale alle Attivita’ Produttive,Marco Venturi, in merito alle dichiarazioni rilasciate da Confcommercio e Confesercenti sul nuovo provvedimento del governo regionale, riguardante gli orari degli esercizi commercilai.

“Nessuno ha imposto nulla -come sostenuto da Confcommercio e Confesercenti- ma ho auspicato una collaborazione che, purtroppo, al di la’ delle parole di circostanza, non e’ mai arrivata con proposte concrete e suggerimenti che, se sensati, sarebbero stati accolti. La tecnica adottata – prosegue Venturi – e’ stata invece quella di un certo modo di gestire la ‘cosa pubblica’: partecipare non con fini costruttivi, senza essere propositivi e col solo risultato di non dare risposte immediate ad una problematica molto sentita dal settore”.

“Il testo approvato dalla Giunta ha preso spunto, tra l’altro – continua Venturi – dalle sollecitazioni giunte anche dai settori piu’ deboli al fine di garantire il giusto diritto al riposo e alla condivisione del tempo libero in famiglia”.

“La Commissione parlamentare per le Attivita’ Produttive e’ la sede piu’ idonea per discutere nel merito sul disegno di legge. Mi auguro che in quella sede – conclude l’assessore – quando il presidente Caputo avra’ fissato la data per la discussione, Confersecenti e Confcommercio si presentino con prosposte fattive abbandonando posizioni inutilmente preconcette che farebbero solo del male all’economia dell’Isola”.

26 lug 2010

Sono solidale con la clamorosa iniziativa di protesta che l’On. Giuseppe Di Giacomo, ex sindaco di Comiso, ha voluto intraprendere per riaccendere i riflettori sull’Aeroporto di Comiso, bloccato, nonostante sia pressoché completo e dopo un ingente impegno economico da parte degli enti preposti, da inspiegabili ritardi e dalla precisa volontà politica di qualche nemico della Sicilia.

Proporrò con determinazione la vicenda all’attenzione del prossimo Consiglio dei Ministri. Noi, come è nostra abitudine, non chiediamo favoritismi o trattamenti di riguardo al governo centrale ma solo il riconoscimento dei nostri diritti e la piena disponibilità ad affrontare in maniera propositiva e positiva le questioni che riguardano la Sicilia.

E’ impensabile che una struttura relativamente piccola quale è l’aeroporto di Comiso debba sobbarcarsi costi che non le competono e che la metterebbero, fin da subito, in difficoltà. Per questo chiediamo al governo centrale e alle autorità competenti che si assumano i costi per il controllo aereo e per i servizi relativi alla sicurezza, assicurati dai vigili del fuoco, così come avviene in qualsiasi altro aeroporto sul territorio italiano.

Non possiamo consentire che un’opera strategica per quel territorio, che avrebbe importanti ricadute positive sia dal punto di vista turistico sia da quello economico e del commercio agricolo, venga lasciata marcire e sia sacrificata sull’altare dell’incapacità e di perverse logiche politiche.

E’ necessario che il Governo nazionale riassuma immediatamente l’iniziativa e ponga in essere ogni sforzo per arrivare in tempi brevi all’apertura dell’aeroporto. Non tollereremo più alcun ritardo ulteriore e manifesteremo tutta la nostra protesta istituzionale nei confronti dei colpevoli di questa perversa strategia dell’immobilismo. Per queste ragioni non solo condivido la protesta dell’on. Di Giacomo, ma gli confermo anche la piena adesione ufficiale del Governo regionale nella sua interezza.

10 mag 2010
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La Russia sta attenzionando con molto interesse la Sicilia, percepita come “qualcosa di diverso”, grazie alla sua “storia, che ne fa una nazione”.

Questa è la prima lezione proveniente dal convegno che si è svolto venerdì 7 maggio a Palermo, alla Camera di Commercio, dedicato alle “opportunità di Business in Sicilia”, a cui ha partecipato anche il Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo.

Abbiamo gettato le basi per una collaborazione stabile”, ha annunciato il governatore, rivelando altresì che la Lukoil, la più grande compagnia petrolifera russa e una delle maggiori al mondo, ha intenzione di accrescere la sua presenza nel proprio settore di competenza anche in Sicilia, impegnandosi pure nella ricerca, nel turismo e nell’agroalimentare.

Si è parlato anche di Termini Imerese”, ha detto Lombardo, perché “ci sono aziende che operano nella costruzione di auto ibride, interessate all’Europa e al Mediterraneo, che potrebbero prendere in considerazione la creazione di uno stabilimento” proprio laddove oggi sorge quello della Fiat.

Al convegno, organizzato dalla società catanese ”Sistema Group” in collaborazione con la Fondazione ”Conoscere Eurasia” e con Intesa San Paolo, col patrocinio della Regione Siciliana, hanno partecipato vari rappresentanti istituzionali e imprenditoriali della Federazione Russa, insieme a figure centrali che rappresentano la realtà commerciale e turistica dell’isola.

(continua…)