20 ott 2011

La Sicilia, grazie al lavoro che stiamo portando avanti, è sempre più punto centrale di riferimento nei rapporti con l’area mediterranea e la presidenza che ci è stata assegnata alla Conferenza Intermediterranea sicuramente ci aiuta. Il diciannovesimo incontro della task force italo-russa che si sta svolgendo a Catania è, in questo contesto, significativo del ruolo che la nostra regione vuole e sta recuperando rispetto alla marginalità a cui è stata condannata in Europa. Il nostro sistema economico è fondato sulla piccola e media impresa, radicata nel territorio e può assicurare sviluppo duraturo.

E’ di fondamentale importanza, inoltre, in quest’ottica, il fatto che la Commissione europea abbia ripristinato il corridoio Helsinki-Berlino-Sicilia, rispetto alla tentazione di interromperlo, di fatto,  a Napoli. Così come l’acquisizione della Siremar, che incarna la tradizione della flotta navale siciliana dai tempi dei Florio, non deve limitarsi soltanto ai collegamenti con le isole minori o Napoli, ma guardare a Tunisi, Tripoli e al Cairo.

In questa nuova strategia internazionale stiamo tenendo rapporti forti con la Russia, la Cina e il Brasile perché ci sono presenze siciliane molto forti in questi Paesi e anche perché ci sono possibilità di scambi importanti: il nostro giacimento culturale sterminato, il settore agroalimentare e anche una Pmi molto interessante.

A fronte di questo nostro impegno devo purtroppo constatare che il governo nazionale continua a rimanere fermo sulle proprie posizioni, con la Lega che pare abbia perso la testa, oltre che il contatto, con il territorio. L’idea bizzarra e ridicola della “perequazione solare” per la quale al Nord, perché hanno meno sole dovrebbero avere più incentivi, fa ridere. La contrasteremo fino a quando non se la rimangeranno.

Sul decreto sviluppo, poi, ho la sensazione che si facciano soltanto chiacchiere: quando si sa che non ci sono risorse per finanziarlo vorrei vedere come si fa questo sviluppo. In questo contesto di grande crisi e di tagli che la Finanziaria comporta per la Regione, noi, a partire da novembre, avvieremo questo grande progetto per il credito d’imposta per gli investimenti, cui destiniamo 120 milioni di euro per produrre nuovo lavoro e sviluppo.

18 ott 2011

Oggi abbiamo avuto una serie di incontri molto importanti e positivi.

In mattinata, c’è stata una riunione con Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit, il successore di Alessandro Profumo, con cui abbiamo affrontato alcuni argomenti di grande rilevanza. Ad esempio, l’Unicredit studierà una formula per agevolare la scelta del fotovoltaico da parte delle famiglie e delle imprese, per i quali manca una copertura adeguata, che si potrebbe garantire col ‘conto energia’. Poi, è stato trattato il tema della rielaborazione, in termini diversi, del ‘mutuo per i rifiuti’, che la banca, ormai particolarmente presente nell’Isola, dovrebbe prendere in seria considerazione.

Nel pomeriggio, invece, ci siamo recati presso la fondazione ‘Italia – Cina’, presieduta da Cesare Romiti, che intrattiene rapporti istituzionali, molto forti e significativi, con lo Stato cinese. Qui si è discusso dell’impegno della Banca Cinese per lo Sviluppo nel settore del fotovoltaico (che ha necessità di credito), anche perché proprio i cinesi, ben si sa, sono leader mondiali nella produzione dei pannelli. Inoltre, i cinesi hanno dimostrato il loro interesse a valutare l’utilizzo del Maas che potrebbe costituire ua sorta di hub per le loro produzioni da smistare in Europa e Africa.

Si è discusso ancora di aeroporti e porti, argomenti che riguardano direttamente Pozzallo e Comiso. Nonché della promozione dell’immagine della Sicilia per un mercato turistico che ha superato ormai i 70 milioni di cinesi.

Ciò naturalmente si inserisce nell’ottica dei tanti incontri che si sono svolti fino ad oggi; delle tante delegazioni che sono giunte in Sicilia per acquistare i nostri vini e i nostri prodotti agroalimentari; degli scambi culturali che abbiamo fatto in occasione dell’esposizione di Shangai.

Tutto ciò, compresa una co-produzione legata al settore cinematografico, serve per rilanciare e promuovere l’immagine dell’Isola. Ed è oggetto di approfondimento tra i nostri tecnici e i dirigenti della Fondazione per definire un accordo che possa portare ad una collaborazione, di cui si è tanto parlato, e che ci auguriamo si concretizzi presto.

30 ago 2011
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Oggi a Roma abbiamo incontrato una delegazione di operatori commerciali che hanno apprezzato i nostri vini e i prodotti dell’agro-alimentare e incontreremo un responsabile del turismo che verrà in Sicilia, ma soprattutto si è parlato dei grandi progetti dei quali avevamo discusso con l’architetto Maggiora cioè alcune grandi infrastrutture.

Predisporremo delle schede che riguarderanno il fotovoltaico perché i cinesi sono anche produttori di pannelli fotovoltaici ma soprattutto devono accompagnare l’operazione con un investimento della loro grande banca per lo sviluppo.

Abbiamo poi affrontato la questione del grande aeroporto di cui i cinesi si sono fatti carico, almeno a parole, e vedremo se con la scheda che gli consegneremo l’idea li convince. Poi abbiamo parlato di alta capacità ferroviaria Messina-Catania-Palermo, strettamente connessa con il ponte, di una grande area commerciale nella quale far arrivare le loro merci per poi smistarle non solo in Sicilia ma anche in Europa e Africa. La Sicilia come hub per il mediterraneo per questa economia che è in fortissima espansione.

Abbiamo poi incontrato il ministro Frattini. La Sicilia sarà coinvolta nella trattativa per i nuovi fondi strutturali, la nuova fase dopo il 2013. Ci sarà una riduzione da 350 a 330 miliardi di euro per i territorio obiettivo coesione e noi seguiremo questa fase direttamente.

Poi si è parlato del bacino del mediterraneo e il ministro ci ha coinvolto  in questa fase di evoluzione, ci auguriamo verso regimi democratici. Anche in questo senso il ruolo della Sicilia può essere importante e io personalmente farò valere la mia presidenza della conferenza intermediterranea, una delle istituzioni che l’Europa riconosce e uno strumento importante per farsi valere.

Con Frattini abbiamo soprattutto affrontato due questioni che ci ha assicurato  che sosterrà: che  dal corridoio 1 Berlino-Palermo non salti la Calabria e la Sicilia così come aveva paventato Barroso in una sua dichiarazione secondo la quale avrebbe dovuto essere sostituito con Berlino-Napoli-Bari per poi continuare via nave per La Valletta, un assurdo geografico e storico.

Il ministro si è anche impegnato a cominciare a sollevare l’argomento verso il quale finora l’Europa si è dimostrata insensibile: quello della fiscalità di vantaggio. Si tratta di uno strumento importante che potrebbe essere anche più utile dei fondi strutturali che costano molto all’Europa e, per la verità, non è che abbiano prodotto effetti stratosferici.

30 ago 2011

“La Sicilia deve svolgere per l’Europa un ruolo centrale e strategico nell’area mediterranea e diventarne la cerniera geopolitica con l’Asia e l’Africa. Per raggiungere questo obiettivo serve una consistente opera di infrastrutturazione del territorio”. Lo ha detto il presidente della Regione Raffaele Lombardo, che questa mattina a Roma ha incontrato il ministro degli Affari Esteri Franco Frattini e i rappresentanti in Italia della Istituzioni cinesi. La creazione di un aeroporto intercontinentale, il Ponte sullo Stretto di Messina e la velocizzazione del sistema di trasporti interno: sono i maggiori attrattori per i principali fondi sovrani cinesi. Con la realizzazione di queste infrastrutture si consoliderebbe il ruolo di hub del Mediterraneo per la Sicilia e si otterrebbero ricadute virtuose sul tessuto imprenditoriale dell’Isola. Nei prossimi giorni i tecnici della Regione forniranno agli investitori cinesi le schede tecniche delle opere di loro maggiore interesse. Condizione necessaria per il migliore effetto di questi investimenti e’ il mantenimento dei finanziamenti sul Corridoio 1 Berlino-Palermo, che e’ stato ultimamente messo in dubbio. E’ anche per affrontare questo tema che il presidente ha incontrato il Ministro degli Esteri Frattini.

“Il Corridoio 1 va difeso da tutta la politica e le istituzioni siciliane – ribadisce il Presidente Raffaele Lombardo – perche’ la Sicilia e certamente anche le altre Regioni del Sud Italia, devono avere un ruolo nel Mediterraneo e non possono essere condannate ad un isolamento infrastrutturale che sarebbe un colpo durissimo alle loro economie. Non siamo contro ulteriori investimenti, come il corridoio Helsinki – Malta, ma ci opponiamo alle politiche che rallenterebbero sensibilmente la modernizzazione delle reti di trasporto e portuali siciliane. L’interesse dimostrato dai fondi d’investimenti cinesi, tra i piu’ importanti a livello mondiale, ci conforta su quanto, a livello internazionale, abbiamo messo in opera per un concreto rilancio della Sicilia”.

La Regione Siciliana, forte della presidenza della Commissione per gli affari comunitari e internazionali delle Regioni italiane e della Commissione intermediterranea della Conferenza delle regioni periferiche e marittime d’Europa, partecipera’ ai negoziati, tanto al loro livello tecnico quanto a quello politico, su quanto si dovra’ decidere a proposito dei corridoi che dovranno collegare il continente europeo alla sponda sud e alle regioni del Mediterraneo. Questo e’ un impegno che il Presidente Lombardo ha ottenuto oggi dal Ministro Frattini. Agli incontri hanno partecipato il capo della segretaria tecnica della Presidenza, Cleo Li Calzi,e il dirigente generale dei rapporti extraregionali, Francesco Attaguile.

26 lug 2011
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Della Sicilia i cinesi si stanno occupando ormai da tempo. Abbiamo avuto una serie di incontri con l’ambasciatore e con le autorità cinesi. Siamo stati presenti alla esposizione internazionale di Shanghai con un padiglione dei nostri beni culturali e abbiamo avviato incontri con gruppi di imprenditori  con i quali si è parlato, tra l’altro, di aeroporti e di infrastrutture.

Oggi siamo in una fase in cui potremmo avviare una interlocuzione per farli impegnare perché la Sicilia diventi, per la Cina, uno snodo per i rapporti commerciali, culturali, politici, istituzionali nel Mediterraneo.

Questo richiede grandi investimenti per un aeroporto intercontinentale, per un grande porto, per completare il Ponte sullo Stretto. Si cerca un partner privato e, da questo punto di vista, i cinesi di denaro da investire ne hanno. Queste opere, insieme alle altre infrastrutture, potrebbero far parte di un pacchetto complessivo che li vedrebbe impegnati in questa operazione, tenendone noi in mano, chiaramente, le chiavi di casa.

La nostra vocazione internazionale è molto importante. Abbiamo incontrato qualche giorno fa una delegazione di una regione della Russia, Uljanovsk, una delle più industrializzate, ed è previsto, per ottobre, l’arrivo di una importante rappresentanza di imprenditori russi. Un rapporto, quindi, con una economia forte che produce energia, dal gas al petrolio. E noi siamo già collegati perché la Wind Jet collega Palermo e Catania con alcune città russe e già parecchi russi cominciano ad arrivare qui da noi in vacanza acquistando, spesso, beni nell’isola.

Accanto a tali relazioni internazionali, ci sono poi gli importantissimi rapporti con le regioni mediterranee dove è necessario rafforzare il nostro ruolo di capitale del Mediterraneo perché così dice la storia, la geografia e la cultura dei popoli che vi si affacciano.

A tal proposito, io dovrei andare, i primi di settembre, a Cipro, una delle regioni della Commissione intermediterranea della CRPM (Conferenza delle regioni periferiche e marittime d’Europa) di cui sono stato eletto presidente. Rapporti che dovranno dare frutti dal punto di vista economico oltre che politico.

A Montpellier, un’altra delle regioni della Commissione intermediterranea, nel corso di un altro importante incontro, sarà presente Gorbaciov che dovrebbe venire il prossimo anno da noi in occasione del premio Al Idrissi. Gorbaciov, premio nobel per la pace e protagonista del cambiamento e del rinnovamento del sistema sovietico, potrebbe partecipare stabilmente e svolgere un ruolo determinante per l’affermazione delle regioni che si affacciano sul Mediterraneo.

08 mar 2011

I rappresentanti di una decina di aziende cinesi interessate al mercato delle energie alternative, parteciperanno da domani a una serie di incontri bilaterali organizzati in Sicilia dall’Istituto per il commercio estero e dalla Presidenza della Regione.

“Il mercato siciliano – spiega il direttore generale del dipartimento degli affari extraregionali, Francesco Attaguile – e’ di grande interesse per gli operatori cinesi, che guardano con curiosita’ sia alle applicazioni tecnologiche, che a quelle finanziarie.”

“Il nuovo piano energetico regionale, le interessenze con il piano regionale dei rifiuti, l’avanzato livello di progettazione e sperimentazione caratteristico dell’Etna valley, sono gli elementi di un grande, nuovo, mercato dell’energia che ha come fulcro la Sicilia che – conclude Attaguile – rappresenta il luogo fisico in cui in modo del tutto naturale, convergono gli interessi del mondo della ricerca, della produzione, della finanza e del mercato”.

Gli imprenditori cinesi domattina visiteranno il parco tecnologico e scientifico di Catania, dove Marco Romano, dirigente del dipartimento attivita’ produttive, illustrera’ le prospettive di sviluppo del settore dell’energia in Sicilia.

Il secondo intervento della mattinata – a cura di Francesco Attaguile – puntera’ sulle opportunita’ di internazionalizzazione offerte alle imprese nei settori di sviluppo strategico.

Del piano energetico regionale e delle sue scelte innovative, parlera’ Gianluca Galati, dirigente generale dell’assessorato dell’energia. Mentre Antonio Moretta, consulente per l’energia del Presidente della Regione, parlera’ dei sistemi di produzione energetica a zero emissioni in atmosfera e della loro applicazione in Sicilia.

Nel pomeriggio sono previsti incontri di approfondimento tecnico e finanziario, con gli operatori siciliani del settore. Giovedi’ e venerdi’, poi, la delegazione cinese visitera’ alcuni impianti d’avanguardia: il cantiere dell’autostrada Catania Siracusa, realizzato su un modello energeticamente autosufficiente, e alcuni impianti fotovoltaici d’avanguardia sia nel settore industriale che in quello dell’agricoltura.

21 ago 2010

“Quasi 300 mila visitatori alla Mostra di Shanghai in 6 giorni (la meta’ di quelli ospitati in un anno nel Parco della Valle dei templi di Agrigento). E’ l’importante risultato con il quale si e’ chiusa la mostra organizzata dall’assessorato dei beni culturali e dell’Identita’ siciliana a Shanghai in Cina in occasione dell’Expo. Notevole riscontro anche sui media cinesi della mostra siciliana e dell’innovativa tecnologia collegata all’esposizione.

Si tratta del “Qr code” un sistema che, attraverso un codice ottico, apposto all’ingresso dello stand permetteva di collegarsi, da un semplice telefonino, ed ottenere tutte le informazioni sui reperti e le iniziative esposte (i siti Unesco siciliani, l’impresa culturale di Padre Intorcetta) in tre lingue (italiano, inglese e cinese), nonche’ collegarsi al sito dell’Assessorato ed alla pagina dedicata dallo stesso su facebook (www.siciliaculturamobile.com).

Conclusa l’esperienza cinese gli argenti torneranno definitivamente ad Aidone al museo archeologico, mentre la phiale di Caltavuturo, rispondendo alle richieste del territorio, verra’ collocata, come da impegno assunto dall’Assessore Armao, nell’Antiquarium di Imera.

Primo a rientrare in Italia l’Assessore Armao si dice soddisfatto dei contatti avuti e delle intese avviate in questa prima parte della missione in concomitanza con la presenza siciliana all’Expo 2010.

“Abbiamo registrato un interesse rilevante, perfino maggiore delle attese. E’ il successo di una Sicilia che sa coniugare la sua storia e l’innovazione – dice l’assessore Armao -. Occorre proseguire sulla strada di questi fruttuosi ed importanti accordi internazionali che riconoscono al patrimonio culturale dei siciliani ed ai loro tesori il ruolo che meritano da parte delle principali istituzioni museali del mondo”.

19 ago 2010

Ci sono ormai tutte le condizioni favorevoli per superare le barriere fitosanitarie poste dalla Cina nei confronti dei nostri agrumi”. Ad affermarlo e’ Antonino Catara, presidente del Parco tecnologico e scientifico della Sicilia e componente della delegazione regionale in Cina, dopo aver incontrato Wang Yiyu, capo dipartimento dell’Amministrazione generale della supervisione della qualita’, ispezione e quarantena della Repubblica popolare cinese(Aqsiq). La delegazione siciliana sta effettuando una serie di incontri a Pechino per realizzare ulteriori collaborazioni culturali ed economiche tra la nostra isola e il Paese orientale.

Sempre in campo agroalimentare, la delegazione ha incontrato anche Xud Qiang, direttore dello sviluppo industriale del ministero della Scienza e della Tecnologia della Repubblica popolare (Most) e responsabile, tra l’altro, dei Parchi tecnologici e scientifici cinesi. L’incontro con Xud segue quelli che la delegazione siciliana ha gia’ avuto con i responsabili dei vari Parchi cinesi e con i quali sono stati sottoscritti, o lo saranno, accordi di collaborazione, soprattutto nel campo agroalimentare, nel quale la Sicilia e’ considerata all’avanguardia

Nel 2011, in occasione dell’”Anno della cultura cinese in Italia”, la Sicilia realizzera’ un evento che sara’ definito nei prossimi mesi. Un accordo preliminare in tal senso e’ stato gia’ definito nel corso di un incontro tra l’assessore regionale all’Istruzione e Formazione professionale, Mario Centorrino, i dirigenti generali Francesco Attaguile e Gesualdo Campo, e la signora Wang Ya, direttore generale della China national tourism administration, che ha invitato il presidente Lombardo a partecipare al Congresso mondiale del turismo che ci sara’ a novembre a Shanghai e nell’isola di Hainan, nell’estremo sud della Cina. Sulla base dell’intesa, Nino La Spina, direttore del’Istituto per il commercio estero di Pechino, ha assicurato il supporto organizzativo.

Oggi, la delegazione ha reso anche omaggio alle steli del ’600 dedicate ai missionari gesuiti siciliani e collocate nel parco della Scuola del partito comunista di Pechino. L’obiettivo della delegazione siciliana, soddisfatta dei risultati finora raggiunti nella loro missione istituzionale, e’ realizzare ipotesi concrete di scambio e di partneriato con la Cina, da sottoporre poi ai soggetti competenti del settore.