04 nov 2011

Prendiamo atto con soddisfazione della firma, da parte del Presidente dell’Anas, Ciucci, del decreto che finanzia il completamento dell’autostrada Siracusa-Ragusa-Gela. Rivendichiamo con forza il merito del nostro governo nella risoluzione di un problema infrastrutturale che si trascina da anni e che ha costretto la parte orientale dell’isola ad una emarginazione insopportabile, se si pensa che ad oggi la provincia di Ragusa è l’unica in Italia a non essere attraversata da nemmeno un kilometro di autostrada.

Assistiamo sgomenti al giubilo di quanti in quei territori rivendicano il risultato di oggi, dimenticando gli insopportabili ritardi accumulati dal governo nazionale nel finanziamento dell’opera, cosiccome sempre accaduto in questi anni in Sicilia sulla realizzazione delle grandi infrastrutture. Sarebbe più coerente e di buon gusto per loro spiegare ai cittadini di quelle province come mai abbiamo dovuto attendere le oramai probabili elezioni nazionali per ricevere ciò che ci spettava di diritto come siciliani. Tra l’altro, desidero ricordare a chi oggi esulta che il finanziamento verrà gestito dal Consorzio Autostradale Siciliano, lasciando anche questo merito al Governo regionale che si attiverà immediatamente per trasformare lunghe attese e sterili promesse in realtà.

Ancora più risibili appaiono le manifestazioni di esultanza per la firma dovuta del Presidente del Consiglio sulla delibera Cipe che dovrebbe finanziare il raddoppio della Ragusa-Catania. Anche qui è opportuno ricordare che, mentre il Governo regionale ha appostato da tempo le risorse di competenza per la realizzazione dell’opera, abbiamo atteso per mesi prima la riunione del Cipe e poi la firma di Berlusconi.

29 giu 2011

Il Tribunale amministrativo regionale siciliano ha dichiarato nullo il provvedimento adottato dai ministri Matteoli e Tremonti in forza del quale il Cas (Consorzio autostrade siciliane) veniva “sollevato” dalla gestione delle autostrade nell’isola.

In pratica, il Tar conferma in pieno la posizione assunta dell’amministrazione regionale. Soltanto un anno fa il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo aveva definito quel provvedimento congiunto dei due ministeri “un atto illegittimo, privo di fondamento, un vero e proprio scippo fatto con grande destrezza ai danni della Sicilia e dei siciliani. Un atto portato avanti nonostante il governo regionale, sin dal suo insediamento, abbia assunto, tempestivamente, iniziative forti e incisive, impegnando cospicue risorse finanziarie del bilancio regionale per contrapporre, a ogni precedente attivita’, spesso rivolta all’occupazione di poltrone e allo sperpero di risorse pubbliche, un’azione costante di riqualificazione straordinaria del patrimonio autostradale siciliano”.

“Il ricorso al Tar e’ stato necessario – aggiunge Lombardo – per la mancanza di dialogo. Ora sappiamo di avere avuto ragione. E’ il momento di far prevalere il buonsenso, per gestire il patrimonio autostradale della Sicilia e dei siciliani. La cosa che ci preme maggiormente e’ esercitare il controllo e la vigilanza nell’interesse della nostra isola e del suo popolo. Si deve tornare al dialogo: per questo motivo ribadiamo la necessita’ che i ministeri delle Infrastrutture e dell’Economia e l’Anas, accolgano l’invito che da tempo abbiamo rivolto loro, per costituire un unico soggetto, unitamente alla Regione siciliana”.

18 gen 2011
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Il governo della Regione si è difeso. Purtroppo i ministri dell’economia e delle infrastrutture hanno decretato, unilateralmente e senza informarci, di sottrarre al nostro Consorzio autostradale la gestione delle autostrade, peraltro finanziate anche con i nostri soldi, che si ritrovano sul nostro territorio e sono usate prevalentemente dai siciliani.
Abbiamo dovuto ricorrere al Tar. E’ deprimente, ma siamo stati costretti dalla mancanza di dialogo e solo per difenderci. Il governo ha dovuto subire lo smacco della condanna del Tar e fare un passo indietro.
Una volta che abbiamo avuto ragione, credo con molto buonsenso, ho incontrato il presidente dell’Anas e il ministro delle infrastrutture proponendo che si faccia una gestione comune tra Anas e Cas in modo da decidere insieme come organizzarsi, ad esempio, coi pedaggi perché è impensabile che da noi si paghi quanto in Lombardia: sono economie e strutture differenti.
L’Anas è un’azienda di grande rilievo insieme alla quale possiamo gestire il patrimonio autostradale della Sicilia e dei siciliani. La cosa che ci preme maggiormente è che noi possiamo esercitare il controllo e la vigilanza nell’interesse del popolo siciliano e della nostra isola.

28 dic 2010
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Il Tar ha sospeso il decreto che revocava la concessione delle autostrade al nostro consorzio. Il decreto di due ministri, Matteoli e Tremonti, è stato bloccato e sospeso da un tribunale amministrativo.
Questo vuol dire che piuttosto che imprecare e far polemica gratuita, quando riterremo di avere ragione, ricorreremo contro i provvedimenti che riteniamo iniqui. Non c’è dubbio che i deliberati del Cipe che orientavano 22 miliardi verso il nord, saranno oggetto di un nostro ricorso. Così come impugneremo i provvedimenti del consiglio dei ministri sulla Sicilia adottati senza la presenza del presidente della regione, come previsto dal nostro Statuto.
Ci auguriamo che la magistratura tenga conto della nostra Carta fondamentale così come tutti noi crediamo nella Costituzione.

30 nov 2010
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Sulla Catania-Ragusa mi sono impuntato per un atto di responsabilità nei confronti di quel territorio, così come è stato in occasione della vicenda dell’aeroporto di Comiso, quando mi sono battuto perché il protocollo non definisse l’aeroporto di interesse non nazionale cosa che avrebbe significato in prospettiva far pagare ai passeggeri le spese per i servizi di controllo aereo e di sicurezza, circa 4 o 5 milioni all’anno. Ho detto di no e l’aeroporto di interesse non nazionale è saltato.

Nel caso della Ragusa-Catania ho più che il sospetto che questa gara per individuare l’imprenditore che fa il progetto di finanza finirà nelle mani di un imprenditore che peraltro fa politica nel Pdl, legittimo certo e nessuna discriminazione sempre che faccia gli interessi di quel territorio oltre che i suoi da imprenditore.

Questo governo che ha sottratto la gestione delle autostrade al Cas può mai pensare di imporre un accordo con chi vincerà questa gara i cui contenuti non sono conosciuti dalla Regione per filo e per segno?

Vogliamo sapere per quanti anni questo imprenditore privato percepirà il pedaggio e in che termini lo farà. Se un privato mette la metà del finanziamento, circa 400 milioni, questi soldi li ottiene dalle banche a condizione che presenti uno studio dal quale si evincano tempi e modalità di ricavo di quell’investimento in modo da poter restituire il prestito e fare il suo utile.

Ma se l’imprenditore, senza che nessuno glielo contesti, sottostima il traffico per cui ritiene di dover incassare il pedaggio per 40 anni questo si traduce in un arricchimento illecito, eccessivo e abnorme di quell’imprenditore causando un danno enorme ai siciliani.

Questa, innanzi alla mia coscienza e ai miei doveri di presidente della Regione, è una cosa che non posso consentire.

Quindi facciamo le cose come si deve: si scrive al ministero, andrò questa settimana all’Anas per porre in termini di correttezza e di legalità una vicenda che invece puzza di tutt’altro.

25 nov 2010
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A noi è stata revocata la concessione per la gestione delle autostrade, molte delle quali sono state fatte con soldi della Regione.

Questo Stato oltre a non darci quello che ci spetta ci vuole togliere quello che è stato fatto con i nostri soldi. In questo contesto io voglio dire ai siciliani, e soprattutto ai ragusani, che sono stati già sobillati contro di me da qualche miserabile che si definisce politico, a proposito dell’aeroporto di Comiso. Si dice che Lombardo non vuole completare l’aeroporto, ma perché il nostro governo non lo completa e non lo dota di ulteriori strutture e finanziamenti come ha fatto con gli aeroporti del nord?

Io mi sono intestato una battaglia che ha impedito che l’aeroporto partisse declassato come aeroporto regionale. E’ rimasto un aeroporto che ha prospettive di crescita e di sviluppo nazionale e serve un’aerea territoriale tra le più ricche di tutto il sud: la provincia di Ragusa. Se non mi fossi speso in quella battaglia  a quest’ora quell’aeroporto sarebbe di serie B e ci saremmo potuti scordare gli investimenti dello Stato.

Questi politici che stanno vicini al governo vogliono spendere le loro energie perché lo stato investa per completare l’aeroporto? O hanno esaurito le loro energie attaccando Raffaele Lombardo?

La stessa storia si ripete per la Catania-Ragusa. Cosa si è congegnato a Roma? Di sottrarci la concessione delle autostrade e di sottrarla al Cas che noi stavamo cominciando a risanare. Ora il Cas non so di cosa camperà se i pedaggi delle autostrade vengono incassati dallo Stato. I dipendenti ce li paghiamo noi? Vedete che altro insulto che ci dà questo governo?

Dopo averci revocato la concessione vogliono fare la Catania-Ragusa, opera che noi vogliamo molto più di quanto non voglia lo Stato centrale. Vogliono però che questa strada venga fatta con un pezzo di finanza di progetto. E come mai, visto che tutte le altre autostrade siciliane sono state fatte con soldi pubblici? Perché c’è un disegno preciso: fare entrare un privato, che noi abbiamo detto chi è, parente di questa maggioranza, per far pagare ai ragusani il pedaggio per almeno trent’anni.

Io rilancio: la strada costa 800 milioni e dovevamo metterne 200 la Regione, 200 lo Stato e 400 il privato. Anziché 200 la Regione ne mette 400 attingendo al Fas che ci spetta e gli altri 400 li mette lo Stato. Se poi il pubblico, l’Anas, la Regione, lo Stato vogliono far pagare un pedaggio lo applicheranno altrimenti anche la Catania-Ragusa sarà gratuita come lo sono la Palermo-Catania o la Palermo-Mazara del Vallo.

In caso contrario, con la scusa dell’investimento da parte del privato succederà che questo applicherà il pedaggio, che i ragusani pagheranno salato il venire a Catania e viceversa e quel privato che si sarà insediato sarà l’unico in Sicilia e accamperà il diritto, quando dovessimo privatizzare il sistema delle autostrade, e la pretesa di far pagare al popolo siciliano il pedaggio per muoversi da una qualsiasi città ad un altra anche in quei comuni in cui già il prodotto interno lordo, il reddito pro capite e i livelli di occupazione sono tra i più bassi d’Italia se aggiungiamo di che arricchire gli sfruttatori e le sanguisughe della Sicilia allora avremo completato l’opera.

I miei amici ragusani sappiano che il disegno programmato alle loro spalle e contro la loro vita è questo, dove per vita intendo quelle risorse che sono poche e per chi si muove si assottigliano ancora di più e vengono sottratte alla propria famiglia e ai propri figli.

08 set 2010

Ho incontrato stamattina a Roma il Presidente del consiglio Silvio Berlusconi.

Nel corso dell’incontro ho ribadito il giudizio negativo dell’MPA e IO Sud su eventuali elezioni anticipate che riteniamo una iattura per il Paese e per tutto il Sud.

Il governo deve continuare a lavorare per i prossimi tre anni e non sarà certamente il mancato voto dell’MPA che ne condizionerà la tenuta.

Ho detto al Presidente Berlusconi che valuteremo con attenzione  i cinque punti che porterà all’esame del Parlamento e sui quali chiederà, eventualmente, la fiducia, a partire da quelli che riguarderanno il Sud e che riteniamo imprescindibili per garantire il nostro sostegno.

In particolare chiediamo che nel piano per il Sud vengano inseriti i temi della fiscalità speciale, concordandoli prioritariamente con le autorità comunitarie, del varo di un piano straordinario per le infrastrutture e delle misure per la lotta alla criminalità organizzata.

Per quanto attiene le questioni aperte con il governo regionale siciliano, riteniamo imprescindibili, e in questo senso l’ho rappresentato a Berlusconi, chiudere tre grandi questioni che si trascinano da troppo tempo insolute:

1)  la firma del decreto di attribuzione dei fondi  FAS da cui scaturirà come primo effetto il finanziamento dei cantieri di lavoro regionali, creando 40 mila posti di lavoro;

2) la revoca del decreto che sottrae al consorzio autostrade siciliano (CAS) la gestione delle autostrade dell’Isola;

3) il tema dei trasporti marittimi, con la soluzione della vertenza Tirrenia.

Nel corso dell’incontro non sono stati toccati né i temi della politica regionale né le questioni inerenti la composizione del governo.

03 set 2010
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Leggiamo da più parti che il governo si appresta ad elaborare un piano di investimenti per il sud. Non possiamo non apprezzare l’idea. Ci piacerebbe capire come si finanzia e, in ogni caso, ci auguriamo che si tratti di finanza alternativa e addizionale a quella che ci è già dovuta (Fondi Strutturali e FAS) e a quella che è mancata alle nostre ferrovie e alle nostre autostrade.

Chiederò un incontro con il presidente del Consiglio per illustragli le tre questioni che abbiamo ancora aperte: il caso di dell’aeroporto di Comiso, la Tirrenia e il Consorzio autostrade, vicende che toccano il sistema dei trasporti e delle infrastrutture che, per un’isola come la Sicilia, sono di importanza vitale per lo sviluppo.

A quelle aggiungerò un quarto punto relativo alla ripresa dei rapporti con la Libia e alle decine di miliardi di euro che saranno investiti in quel paese per la modernizzazione: la Sicilia e le sue imprese non possono restare escluse da quei lavori, sarebbe un peccato ed un errore.

Sebbene qui da noi non ci siano colossi come Finmeccanica ed Impregilo ci sono comunque tante medie e grandi imprese che hanno dovuto superare una selezione cento volte più dura imposta dalla realtà economica e sociale del sud. Imprese che, in Sicilia, si vanno affermando nel settore dell’edilizia come in quello dell’informatica, nella produzione dei pannelli fotovoltaici come nell’impiantistica, nelle infrastrutture, nella formazione professionale e universitaria, nell’assistenza sanitaria.

Ci sono molte imprese, pronte a consorziarsi tra loro o con le grandi imprese nazionali, che non possono trovarsi escluse dall’albo che il presidente del Consiglio potrà aggiornare e segnalare alle autorità libiche.

Siamo ad un tiro di schioppo da Tripoli. La compagnia aerea di un imprenditore siciliano, Wind Jet, è pronta ad attivare voli diretti da Palermo e Catania per Tripoli che si raggiunge in meno di un’ora.

Inoltre in Sicilia vivono centinaia di persone, provenienti dalla Libia, che conoscono la lingua e i luoghi meglio di chiunque altro. In questo momento di crisi e di recessione non potendo pensare ad investimenti in Slovenia o in Romania, territori più a portata di mano per il nord Italia che per il meridione, la prospettiva concreta per la Sicilia è il nord Africa e il bacino del Mediterraneo.

L’unica alternativa seria all’emigrazione. Non si tratta di interventi assistenziali ma di dimostrare concretamente la fiducia necessaria perché la Sicilia ed il sud possano riprendere con slancio la via dello sviluppo e del lavoro.