03 set 2011

“Il 29esimo anniversario dell’omicidio di Carlo Alberto dalla Chiesa suona ancora come un monito per tutti. La sua tragica morte segno’ una svolta nelle coscienze sane del paese e nella lotta alla mafia. Il Prefetto trovo il modo di intaccare patrimoni e rendite di potere. Su questa intuizione si e’ sviluppato un lungo e tenace lavoro proseguito in questi anni da magistratura, forze dell’ordine, istituzioni e societa’ civile. Questa guerra ha, purtroppo, dovuto registrare la caduta di altri eroi: tuttavia, pur non essendo ancora vinta, certamente puo’ annoverare importanti risultati da attribuire anche al sacrificio di Dalla Chiesa, eroe da ricordare e onorare sempre”.

Cosi’ il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ricorda l’anniversario dell’eccidio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente di scorta, Domenico Ruso.

03 set 2010

“Il ricordo di Carlo Alberto Dalla Chiesa e’, ancora oggi, un monito per quanti ricoprono un ruolo pubblico e di governo, a qualsiasi livello: la mafia si combatte non soltanto con il quotidiano sforzo di magistrati e forze dell’ordine che frutta sempre nuovi successi investigativi, ma anche affermando, con atti e comportamenti esemplari e trasparenti, il rispetto delle leggi e delle istituzioni. La lezione del Generale e Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa ci spinge a operare un continuo sforzo culturale tra i giovani perche’ senza rispetto della legalita’ non c’e’ sviluppo, non c’e’ liberta’ e non c’e’ riscatto sociale per la nostra Sicilia”.

E’ quanto ha detto il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, nel giorno del ventottesimo anniversario della strage mafiosa di via Isidoro Carini, per commemorare, a nome dell’intera giunta di governo siciliana, le vittime di quell’eccidio. “Accanto alla memoria di Carlo Alberto Dalla Chiesa, vogliamo onorare il ricordo di sua moglie, Emanuela Setti Carraro, e dell’agente della scorta, Domenico Russo, assassinati con lui”.

03 set 2010

“Chi fa parte della mafia e’ fuori dalla societa’ civile: questo il messaggio che ci ha lasciato il generale Dalla Chiesa, uomo solido, coerente, autentico, libero da compromessi e senza paure, che conquisto’ il cuore della gente, soprattutto dei giovani”.

Cosi’ il vicepresidente della Regione siciliana con delega all’Economia, Michele Cimino, nel ricordare il sacrificio di Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente di scorta, Domenico Russo, massacrati da un commando mafioso in via Carini, a Palermo, il 3 settembre del 1982.

“Il ventottesimo anniversario della strage – ricorda l’assessore Cimino – ci deve sempre piu’ spronare a debellare Cosa nostra che tenta di infiltrarsi nelle istituzioni e vessare gli imprenditori.

Sono convinto che la societa’ ormai sia matura: dal silenzio assenso al racket malavitoso si e’ passati alle denunce.

Imprenditori e comuni cittadini hanno capito che la nostra terra e’ fonte di ricchezza per tutto il Paese e che il racket uccide l’economia e il mercato del lavoro”.

03 set 2010

Il ricordo di Carlo Alberto Dalla Chiesa è, ancora oggi, un monito per quanti ricoprono un ruolo pubblico e di governo, a qualsiasi livello: la mafia si combatte non soltanto con il quotidiano sforzo di magistrati e forze dell’ordine che frutta sempre nuovi successi investigativi, ma anche affermando, con atti e comportamenti esemplari e trasparenti, il rispetto delle leggi e delle istituzioni.

La lezione del Generale e Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa ci spinge a operare un continuo sforzo culturale tra i giovani perché senza rispetto della legalità non c’è sviluppo, non c’è libertà e non c’è riscatto sociale per la nostra Sicilia.

Accanto alla memoria di Carlo Alberto Dalla Chiesa, vogliamo onorare il ricordo di sua moglie, Emanuela Setti Carraro, e dell’agente della scorta, Domenico Russo, assassinati con lui.