11 apr 2010

La decisione di alcune banche di sospendere le linee di credito dell’Ato Palermo 5, che peraltro e’ tra quelli “virtuosi”, e’ contestata dalla Regione e giudicata “totalmente erronea” dall’assessore Pier Carmelo Russo.

Proprio ieri il direttore generale Enzo Emanuele aveva scritto agli istituti di credito per assicurare che gli Ato, fino alla costituzione delle nuove societa’ consortili, continueranno ad avere piena autonomia gestionale. In ogni caso la Regione e’ impegnata ad assicurare le fonti di copertura e il rispetto degli impegni finanziari. Emanuele convochera’ lunedi’ i vertici degli istituti di credito interessati.

Per l’assessore Russo la sospensione delle linee di credito non trova giustificazioni neppure in rapporto ai tempi in cui la nuova legge sul sistema di raccolta dei rifiuti entrera’ in vigore. Il testo della norma, fa rilevare Russo, non e’ stato ancora pubblicato dalla Gazzetta ufficiale e il nuovo sistema entera’ a regime non prima della fine dell’anno. “Le iniziative delle banche – ha detto l’assessore – oltre a non avere alcun fondamento appaiono anche intempestive. Va ricordato che le posizioni creditorie delle banche sono garantite dalla legge in quanto gli enti locali sono comunque tenuti a garantire la copertura integrale dei costi del servizio laddove le societa’ d’ambito non dovessero provvedervi. Bene fa quindi il direttore Emanuele a convocare le banche per fare definitivamente chiarezza”.

11 apr 2010

Il Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, interviene con una sua nota nel dibattito sul possibile recupero degli Ato virtuosi.

“Il dibattito sui cosiddetti ATO virtuosi deve essere sottratto ad ogni valutazione emotiva. Per quanto siano comprensibili e, per larghi tratti, condivisibili le considerazioni di chi intenda rivendicare un’esperienza che – nel disastro complessivo della gestione del servizio integrato dei rifiuti – ha rappresentato una positiva eccezione.

“La nuova legge sui rifiuti, per quanto il Governo ne avesse proposto la permanenza, non ha potuto assicurare, allo stato, la prosecuzione di queste esperienze.

“Infatti, ai sensi dell’art. 200 del decreto legislativo 152 del 2006, gli Ambiti Territoriali Ottimali sono individuati sulla base del Piano regionale dei rifiuti.

“In Sicilia tale previsione e’ stata attuata con legge regionale n. 45 del 2007 e con DPR del 20 maggio 2008 (GURS n. 25/2008), in forza dei quali sono stati previsti dieci ATO, uno per ogni provincia ed uno per le Isole minori.

“Di conseguenza, ove la nuova legge sui rifiuti avesse previsto una diversa articolazione degli ATO, la norma regionale sarebbe stata con probabilita’ prossima alla certezza, negativamente vagliata in sede di giudizio di compatibilita’ costituzionale.

“La sua difformita’ dalla legge nazionale, sotto tale profilo vincolante, condiziona infatti la potesta’ legislativa della Regione siciliana.

“Tuttavia, proprio la stessa legge nazionale – ed in specie i commi 5 e 7 dell’art. 200 del D.Lgs. n. 152/2006 – consentono che “Le citta’ o gli agglomerati di comuni, di dimensioni maggiori di quelle medie di un singolo ambito, possono essere suddivisi tenendo conto dei criteri di cui al comma 1″ e che “Le regioni possono adottare modelli alternativi o in deroga al modello degli Ambiti Territoriali Ottimali” laddove predispongano un piano regionale dei rifiuti che dimostri la propria adeguatezza rispetto agli obiettivi strategici previsti dalla normativa vigente, con particolare riferimento ai criteri generali e alle linee guida riservati, in materia, allo Stato ai sensi dell’articolo 195″.

“Ne discende che, in sede di elaborazione del Piano Regionale dei rifiuti, potra’ essere colta l’opportunita’ di applicare modelli organizzativi alternativi, nuovi e diversi, che valorizzino le migliori esperienze pregresse e cioe’ che consentano la sopravvivenza dei cosiddetti ATO virtuosi fino ad un numero di quattro: altrimenti, con l’emendamento poi soppresso, si sarebbero ridotti ad uno.”

26 mar 2010
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È legge la riforma degli ATO. L’Assemblea Regionale Siciliana l’ha approvata, grazie al voto di 60 deputati su 62 presenti.

Per Raffaele Lombardo si tratta di una vera e propria “rivoluzione“, in virtù della quale i rifiuti non rappresenteranno più un “onere” e un “costo”, bensì una “risorsa”.

Essenza della riforma è la centralità della raccolta differenziata, così non si brucia la plastica, non si immettono veleni nell’atmosfera”.

Inoltre, è prevista la riduzione degli ATO: non più ventisette ma nove più uno.

Lo scopo è superare il paradosso del passato. Ovvero un sistema costoso ma coi rifiuti sparsi per le strade siciliane.

“Certo da domani mattina non ci sarà il miracolo, ma s’invertirà una tendenza che, nell’arco di poco tempo, farà costare di meno il servizio”, sicché le nostre strade possano essere al più presto ripulite, anziché “un ricettacolo d’immondizia”.

09 feb 2010

Il sistema di raccolta integrata dei rifiuti in Sicilia sara’ gestito attraverso nove Ato provinciali. E’ la novita’ piu’ rilevante introdotta dal disegno di legge proposto dall’assessore Pier Carmelo Russo e approvato oggi dalla giunta regionale.

Altro elemento di notevole portata della riforma e’ la costituzione di un’autorita’ d’ambito: un consorzio obbligatorio di cui fanno parte la Provincia e i Comuni ricompresi in ciascun Ato.

L’assemblea di ciascun consorzio determinera’ lo standard medio delle tariffe mentre i Comuni avranno l’obbligo non solo di determinare la Tarsu e la tariffa di igiene ambientale ma anche di individuare nei propri bilanci le risorse finanziarie da aggiungere alle somme provenienti dalle riscossioni delle bollette.

Un piano regionale fissera’ gli obiettivi e i criteri del servizio di raccolta integrata e della localizzazione degli impianti di trattamento della differenziata. Anche gli Ato dovranno dotarsi di un proprio piano d’ambito. E dovranno avviare iniziative concrete per incrementare la raccolta differenziata con il metodo “porta a porta”. Sono previste incentivazioni e forme di sensibilizzazione degli utenti.

Vengono inoltre potenziati i poteri di sostituzione e di controllo della Regione che faranno capo all’assessore per l’energia e i servizi di pubblica utilita’. Questi poteri saranno esercitati nei casi di mancata istituzione dell’autorita’ d’ambito, mancata adozione del piano d’ambito e dei bilanci di esercizio.

La nomina di commissari straordinari comportera’ la decadenza dell’autorita’ d’ambito commissariata e l’avvio delle azioni di responsabilita’ sia amministrativa che erariale. Tutte le violazioni saranno sanzionate comunque con il commissariamento e la decadenze delle amministrazioni e degli organi inadempienti. Nei casi di emergenza e di rischi sanitari saranno sempre adottati interventi sostitutivi immediati, anche senza diffida. E l’ente interessato sara’ chiamato sempre a pagare i danni.

La Regione si impegna a concorrere, con somme che saranno poi recuperate dal fondo per le autonomie locali, al ripiano delle passivita’ maturate al 31 dicembre a carico dei Comuni. Ogni Comune sottoscrivera’ un piano di rientro dal debito in cui saranno specificate tutte le misure e le iniziative che saranno intraprese per riequilibrare i costi e risanare i bilanci.

Il potenziamento del sistema sanzionatorio e degli interventi sostitutivi ha avuto, gia’ durante la stessa seduta della giunta, un primo avvio. L’assessore Pier Carmelo Russo ha presentato un elenco di quasi 200 Comuni che potrebbero essere commissariati se non presenteranno la richiesta delle anticipazioni necessarie per coprire i costi dei servizi.