18 mag 2011

“Qualcuno si illudeva che il ministro Fazio avesse liberta’ di pensiero e di parola. In effetti, dopo avere elogiato solo pochi giorni fa la sanita’ siciliana, e’ stato richiamato all’ordine dai vice ascari isolani, in arte parlamentari del Pdl, e ha invertito la rotta di 180 gradi. Parlando stavolta al contrario del nostro sistema sanitario, ne ha esaltato le criticita’”. Lo dice il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo che cosi’ replica alle parole del ministro della Salute, Ferruccio Fazio, pronunciate nel corso del “question time” alla Camera.

“Anche il riflesso condizionato dei vice ascari non s’e’ fatto attendere: da Buzzanca a Marinello, da Caputo a Germana’, inguaribili nostalgici del sistema sanitario modello Salemi e dintorni, e’ partito il coro ‘Russo deve dimettersi’. In effetti, a ben considerare l’incredibile performance del Ministro, un siciliano con un minimo di dignita’ e orgoglio per lo straordinario impegno profuso dall’assessore Massimo Russo, nel riformare un vecchio sistema sanitario di cui c’e’ poco da rimpiangere, dovrebbe chiedere le dimissioni del Ministro per ragioni di coerenza e serieta’”.

01 ott 2010

Mi aspettavo che oggi, come un sol uomo, gli ascari, spietati campieri coi siciliani quanto proni al cospetto di padroni romani, insorgessero contro di me. Ciò è puntualmente avvenuto.

Così come mi aspettavo la campagna d’autunno a base di sistematiche fughe di notizie e di aggressioni quotidiane ma sinceramente non ambivo a che fosse il ministro di Giustizia a dare il la.

E’ vero, le nostre storie sono abissalmente diverse e me ne vanto. In quanto ai miei appuntamenti e perfino alle mie parole è giusto che vengano vagliate dalla magistratura cui non servono incitamenti così come a me non servono nè lodi nè scudi protettivi.

Per concludere,  fa bene il ministro Alfano ad occuparsi delle mie agende perché se si occupasse di quelle dei suoi sodali dovrebbe cambiare sodali o cambiare quantomeno ministero.

04 set 2010
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Gli ascari erano un corpo armato che, ben pagato, lavorava per conto dell’Italia coloniale in Somalia e in Eritrea e uccideva il proprio popolo, i propri fratelli.
Il termine ascari viene oggi usato per quei politici che tradiscono la propria gente pur di compiacere i propri padroni, per fare carriera, perché altrimenti vengono cacciati o sgridati. Non preoccupandosi di maltrattare il proprio popolo e pur di fare carriera, l’ascaro politico serve il padrone romano e nuoce alla propria comunità.
Se non ci fossero gli ascari, la Sicilia non sarebbe trattata e considerata come una colonia.

04 set 2010
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Chi erano gli ascari? Un termine sempre più diffuso nella dialettica politica quotidiana che non mi pare però ben compreso, spesso, anche dagli stessi utilizzatori.

Gli ascari non devono confondersi con gli ascaretti, il noto gelato alla panna ricoperta di cioccolato. Anche se la figura allegorica dell’ascaretto potrebbe bene inserirsi nel linguaggio politico odierno per rappresentare quegli uomini siciliani che in una posizione gerarchica sottostante a quella degli ascari lavorano soltanto per operare azioni gradite ai loro capi, capetti e danti causa.

Allora chi erano gli ascari e chi sono oggi? L’ascaro era il soldato indigeno delle vecchie truppe coloniali europee, specialmente quelle italiane in Eritrea, Somalia e Libia. Lo dice lo Zingarelli che aggiunge questa definizione: “chi serve da ausiliario i partiti”. Oggi ascaro e’ proprio questi, colui che urla ai quattro venti, ad esempio, la necessità e l’urgenza di sottoscrivere il protocollo per l’aeroporto di Comiso in spregio ai diritti dei Siciliani, con le spese per il controllo aereo e per la sicurezza non a carico dello stato, con il rango di aeroporto regionale e non nazionale come invece accade per aeroporti meno rilevanti quali quello di La Spezia o Ancona.

Adesso pare, dalle corrispondenze e dalle trattative di questi ultimi giorni che la Sicilia e Comiso otterranno quello che meritano: il pari trattamento con altre regioni Italiane ed il rango di aeroporto inserito nella rete nazionale. Per questo ho scritto al presidente del Consiglio e a tutte le autorità competenti la nota che riporto qui di seguito.

La Regione Siciliana dà per sottoscritto il protocollo ma solo alle condizioni favorevoli per l’aeroporto e per tutto il territorio. Non mi arrendo davanti al tentativo di calpestarne i diritti e i legittimi interessi, nonostante il lavorio subdolo di ascari e ascaretti.