04 ott 2012

Mi spiace che l’ex assessore Venturi e i suoi amici siano usciti fuori dai gangheri quando abbiamo impedito l’ennesima nomina, dopo le tante da lui fatte, di un suo uomo di fiducia, privo dei titoli indispensabili, a commissario dell’Irsap. E mi spiace che egli si sia lasciato andare con parole dense di rancore e di rabbia.

Gli ricordo che è stato il governo di cui ha fatto parte e l’Ars a volere la riforma delle Asi, con l’eliminazione di centinaia di posti di sottogoverno, e non lui, eroe solitario più o meno incompreso e gli ricordo anche che è stato il dominus incontrastato della politica dello sviluppo in Sicilia  le cui carenze sono state a me addebitate.

Io non posso che querelarlo per le calunnie e falsità. Non hanno capito, Venturi nè i suoi intimi, che Raffaele Lombardo per le società aeroportuali, per le Irsap, per qualche altra partecipata regionale, non è uomo che cede alle lusinghe, agli allettamenti, alle minacce nè alle intimidazioni dell’ultima ora. E alla magistratura, alla quale mi rivolgo per avere giustizia, fornirò ogni particolare circa l’assoluta legittimità dei nostri comportamenti e i tentati abusi dell’assessore Venturi.

Inoltre, a proposito di affaristi e mafiosi, ricordo all’ex assessore, riportando testualmente il pensiero di un giurista palermitano consultato a proposito della riorganizzazione delle partecipate regionali che “l’antimafiosità non si configura come un merito, ma come la mancanza di un, seppur grave, demerito. E comunque non giustifica un saccheggio a spese dei siciliani”.

E sempre a proposito di affaristi e mafiosi, l’assessore Venturi non avrà dimenticato che il governo del quale ha fatto parte, non per nulla giudicato il peggiore da lui e dai suoi amici, circa i termovalorizzatori e le discariche da un canto e la raccolta differenziata dall’altro; circa la devastazione del paesaggio con l’eolico da un canto e la salvaguardia del territorio dall’altro; circa la costruzione di un rigassificatore nel bel mezzo di una raffineria vetusta da un canto e la tutela della vita e della sicurezza dall’altro, ha scelto, grazie a Raffaele Lombardo – e me ne vanto – contrastando sì concretamente e non a chiacchiere interessi affaristici, tangentizi e mafiosi. Il governo che ho presieduto ha seguito l’unica strada dell’interesse superiore del popolo siciliano.

24 mag 2012

Contro la mafia, “Possiamo sempre fare qualcosa”. E’ una delle frasi di Giovanni Falcone che spesso continuano ad essere ripetute. Qualsiasi cosa si scelga di fare essa non puo’ e non deve prescindere dal ricordo.

E’ con questo spirito che la Presidenza della Regione Siciliana ha appena pubblicato un sito internet (http://www.insiemeperricordare.com) attraverso il quale i cittadini sono chiamati ad esprimere e condividere i loro pensieri, i ricordi ma anche a descrivere luoghi, emozioni, sentimenti, stati d’animo, propositi. Tutto cio’ allo scopo di disegnare, tutti insieme, una sorta di “mappa” attraverso la quale leggere il nostro passato per costruire il futuro.

E’ necessario contrastare il rischio concreto che le ricorrenze delle stragi di mafia, a partire dagli attentati contro Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli agenti delle loro scorte si trasformino in mero evento rituale. Ogni anno la partecipazione della gente comune, dei cittadini, pare affievolirsi mentre aumenta in maniera esponenziale il presenzialismo di esponenti politici e istituzionali che spesso utilizzano quei giorni, quegli eventi come passerelle mediatiche fini a se stesse.

I cittadini, le giovani generazioni, i parenti delle vittime – devono riappropriarsi anche dei momenti di celebrazione e di memoria. La lotta alla mafia passa necessariamente da una crescita dell’intera societa’ civile che deve trovare e coltivare, all’interno del proprio impegno come nei momenti di vita quotidiana, gli anticorpi contro un sistema come quello mafioso basato sulla violenza e sull’oppressione.

21 mar 2012

Non possiamo e non vogliamo dimenticare chi, nonostante i chiari pericoli, ha lottato contro la violenza mafiosa: un parassita che si nutre di silenzio e indifferenza, oltre che di violenza. Voglio rivolgere un pensiero particolare anche al mondo dei bambini, vittime due volte. E penso per esempio al piccolo Giuseppe Di Matteo, rapito e ucciso quando era appena tredicenne, e a Giuseppe Letizia, il pastorello dodicenne che assistette all’omicidio di Placido Rizzotto e che morì in circostanze oscure. I loro coetanei di oggi devono essere educati, quindi, al rigetto della subcultura mafiosa. Per queste ragioni rivolgo il plauso mio e della giunta regionale a chi organizza eventi come la “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime della mafie”.

Per il 23 maggio, ventennale della strage di Capaci, stiamo sostenendo con due progetti l’impegno di Tina Montinaro, vedova di uno degli uomini della scorta di Giovanni Falcone, per mantenere la memoria di quei giorni orribili. Un ‘Parco della Memoria’ che realizzeremo insieme all’Anas in un terreno attiguo al luogo della strage di Capaci e la coproduzione con La7 di un film tv che si intitolerà con il nome in codice della scorta, Quarto Savona Quindici.

09 mar 2012

La Regione Siciliana e La7 produrranno insieme un lungometraggio dedicato a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e ai poliziotti della Quarto Savona 15, il gruppo di scorta del giudice, uccisi a Capaci il 23 maggio di venti anni fa.

Il lungometraggio, con la regia di Claudio Bonivento, e un cast di alto livello, verra’ trasmesso su La7 in occasione della ricorrenza, all’interno del programma “Film Evento” condotto in studio dal direttore del Tg La7 Enrico Mentana, con approfondimenti e dibattiti dal vivo.

Questa produzione cinematografica non e’ soltanto il tributo alla memoria di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e di tutti i caduti nella lotta alla mafia, a venti anni esatti dalla stagione delle stragi, ma vuole essere anche un prezioso tassello di memoria per accrescere la consapevolezza di tutti i cittadini del nostro Paese, per dire insieme, ancora una volta, un “no” deciso a tutte le mafie.

“Questo progetto – spiega Daniele Tranchida, assessore regionale al Turismo e allo Spettacolo – ha una fortissima valenza simbolica e sara’ anche il paradigma virtuoso di una nuova identita’ della Sicilia, che dobbiamo costruire e promuovere insieme, declinando i temi della legalita’ e dello sviluppo”.

“Nel sostenere questa iniziativa – continua Tranchida – va anche ricordato che quella tragica stagione del ’92 e’ diventata uno spartiacque nella storia della nostra isola e del nostro Paese. Da quel momento (e lo dimostra in tutta la sua tragica innocenza la frase – “vi perdono, ma inginocchiatevi” – che Rosaria Schifani, vedova di uno degli agenti di polizia caduti nell’eccidio di Capaci, rivolse ai boss mafiosi, il giorno dei funerali ) prende il via il risveglio delle coscienze di tutti i cittadini; da quel momento esatto nasce la necessita’ di un cambiamento, la voglia di voltare pagina e sottrarre la Sicilia all’intollerabile giogo mafioso”.

“Per questa ragione – conclude Tranchida – accompagneremo questo progetto cinematografico di La7. E’una scelta compiuta per creare una testimonianza culturale, oltre che simbolica, per andare oltre le celebrazioni del ventennale delle Stragi e raccontare un volto nuovo e diverso di una Sicilia che ha imparato a dire “no”.

09 mar 2012
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Lavora con noi Tina Montinaro, la vedova di uno degli uomini della scorta di Giovanni Falcone. Il prossimo 23 maggio sarà il ventennale di quella strage e insieme a lei stiamo organizzando due bellissime iniziative.

Insieme all’Anas, per un progetto di 500 mila euro, si realizza, in un terreno attiguo al luogo della strage, il Parco della memoria. Un luogo fisico perché non si dimentichi e che permetterà ai cittadini e ai giovani di trovare le tracce di una memoria che non deve perdersi.

Poi abbiamo messo in cantiere in questi giorni un’altra iniziativa, la coproduzione  con La7 di un film tv che si intitolerà con il nome in codice della scorta, Quarto Savona Quindici. Quel giorno, oltre che Falcone e la moglie, morirono anche tre agenti della scorta e questa iniziativa serve anche perché, insieme a Falcone, vengano ricordati tutti gli uomini e le donne, di cui purtroppo si rischia di perdere la memoria, che hanno perso la vita accanto ad uomini straordinari.

Abbiamo accolto quindi con piacere questo altro punto di vista espresso da uno dei familiari di questi uomini e abbiamo dato vita a queste iniziative che saranno certamente importanti e apprezzabili.

16 gen 2012

Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ha incontrato nel pomeriggio Ignazio Cutro’, l’imprenditore da anni testimone di giustizia che ha contribuito, con le sue dichiarazioni, a smantellare la rete delle estorsioni e far condannare mafiosi ed estortori della provincia di Agrigento.

Cutro’, dopo aver denunciato i suoi estorsori, rischia un’ipoteca e il fallimento della sua impresa edile per un cartella esattoriale di oltre 85 mila euro, aveva iniziato questa mattina lo sciopero della fame davanti Palazzo d’Orleans.

“Non possiamo accettare il benche’ minimo segnale di disattenzione delle istituzioni – ha detto Lombardo alla fine dell’incontro – nei confronti di chi e’ impegnato in prima fila, con coraggio, nella lotta fondamentale alla mafia e al racket delle estorsioni. Accompagneremo passo dopo passo l’imprenditore per fare in modo che, nel rispetto delle previsioni normative a favore dei testimoni di giustizia, vengano sospese le cartelle esattoriali. In ogni caso, qualsiasi intoppo burocratico verra’ superato e se non dovesse essere possibile ottenere la sospensione di questi tributi, l’amministrazione regionale potra’ intervenire direttamente con fondi dedicati per garantire la continuita’ operativa dell’impresa di Cutro’”.

26 ott 2011

“Un plauso alla Squadra mobile di Catania che, nonostante le difficolta’ operative causate dai tagli del governo, lavora con abnegazione e efficacia per contrastare la mafia e i suoi affari. La cattura di Giovanni Arena segna un ulteriore passo verso la definitiva sconfitta di questo cancro sociale.” Questo il commento del presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, alla notizia della cattura del boss mafioso Giovanni Arena.

22 ott 2011

L’assessore regionale per l’Economia, Gaetano Armao, con il comandante del Corpo forestale regionale, Pietro Tolomeo, ha compiuto oggi un sopralluogo a “Fondo Uditore”, l’area di Palermo su cui doveva sorgere il Centro direzionale regionale ed ora destinata al Parco urbano della Memoria e della Legalita’. Nella stessa area avra’ sede anche l’omonimo museo della “Memoria e della Legalita’”.

Si tratta di un segmento di un ampio progetto, che prevede lo spostamento a monte, via tangenziale, del traffico metropolitano, restituendo alla circolazione urbana la circonvallazione, arteria su cui decine di persone hanno perso la vita.

In questo contesto, il progetto prevede anche lo spostamento nel fondo Luparello del Centro direzionale ecocompatibile regionale.

“La scelta del governo di istituire un sito della memoria – ha detto l’assessore Armao – non ha solo un alto valore simbolico civile ed ambientale. Vogliamo che questo sia un luogo vivo, dove l’esperienza della legalita’ e della lotta alla mafia si traduca in iniziative concrete di contrasto e di educazione. Puntiamo ad aprire al pubblico, entro pochi mesi, questo straordinario parco urbano, fino ad oggi negato alla fruizione dei cittadini, con il supporto del Corpo Forestale, di studiosi dell’universita’ e con l’auspicata collaborazione delle associazioni ambientali”.