30 nov 2011
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L’Mpa è stato tra i primi ad andare all’opposizione di Cammarata quando c’è stata una rottura le cui ragioni sarebbero tutte da spiegare. E’ stata però una opportunità perché non siamo stati coinvolti in una gestione disastrosa tutta all’insegna della più assoluta indifferenza nei confronti dei drammi di una grande città come Palermo che oggi ha un debito complessivo che certamente la città non riesce a reggere.

E’ necessaria una cura ricostituente e una gestione così rigorosa da far tremare i polsi a chiunque. Da questo punto di vista non so se saremo chiamati a esprimere un parere sulla candidatura della Borsellino. In ogni caso, chiunque la voglia o la debba sostenere, o la si correda di uno staff di superamministratori per cui la signora svolgerà una funzione importante di rappresentanza della città e di guida di una squadra, o altrimenti io non vedo la Borsellino nelle condizioni di governare una macchina ingovernabile come è stata ridotta la città di Palermo.

Serve il concorso di tutti. Non certo, come la signora Borsellino continua a dire, chiudersi nell’angusto spazio di una sinistra dura e pura che però quando deve fare i conti con l’amministrazione comincia a perdere colpi.

Sono necessari bravi amministratori con una lunga esperienza e una grande competenza nella materia amministrativa.

19 lug 2011
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Non so se la borsa terrà. So solo che questa manovra si è rivelata intempestiva e bruciata da quello che le borse vanno perdendo.
Questo ci dice alcune cose per quanto riguarda la Sicilia e mi auguro che i 90 deputati siciliani ne assumano la consapevolezza.
La prima è che, così come la manovra è stata approvata in quattro e quattr’otto ascoltando il monito del capo dello stato, anche qui da noi si sia più uniti. C’è un rigetto contro la politica incapace o sperperatrice, inefficiente o complice, che deve spingere la politica a dare risposte immediate e se possibile unitarie.
Oggi incontro l’assessore Armao per discutere di una manovra regionale che dovrà esserci. Il nostro paese vive una fase di crisi drammatica. Non siamo sulla soglia della vicenda greca, ma il momento è di grande difficoltà e da più parti si parla di un governo di unità nazionale e del superamento dell’attuale assetto.
Mi auguro che nell’arco di poco tempo noi possiamo presentare questa manovra e la legge di riforma della Regione fondata sulla sussidiarietà, sul decentramento dei poteri ai comuni e sulla creazione di un ente sovracomunale che non costi nulla: il libero consorzio dei comuni.
Si tratta di attuare una norma dello Statuto, l’articolo 15, che prevede un ente sovracomunale e che non è mai stato attuato. Non c’è niente da abolire e non voglio contestare nulla. Non c’è dubbio che se anche questo tema vedesse il concorso, la partecipazione e il consenso di tutti sarebbe il segno che noi vogliamo offrire alla Sicilia e al Paese intero una riforma che si può fare e che in questo momento rappresenterebbe uno dei tagli contro i privilegi della cosiddetta casta che i siciliani e gli italiani attendono.

29 giu 2011
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Leggo e valuto alcune considerazioni pubblicate sulla stampa. La semplificazione burocratica viene segnalata come una riforma mancata. E’ stata approvata solo qualche settimana fa. Però, e mi chiedo se questa sia informazione onesta, nel commentare la mancata attuazione della legge si parla della riduzione degli stipendi di presidente e assessori. Come se la semplificazione burocratica fosse questo e non invece, ad esempio, l’ottenimento di una risposta in tempi certi da parte dell’amministrazione.

La legge elettorale è una mancata riforma solo perché abbiamo deliberato in aula di farla valere dall’anno prossimo? Sulla formazione professionale stiamo precedendo lungo una strada molto impervia e abbiamo avuto il coraggio di scendere in campo. Il vero disastro è che non si pagano gli stipendi da molti mesi e questo va certamente fatto. Ripubblicizzazione dell’acqua: stiamo aspettando una legge nazionale che faccia seguito al referendum ma intanto noi non abbiamo privatizzato nulla. Le zone franche urbane aspettiamo di finanziarle con i Fas. Ato rifiuti: li abbiamo messi in liquidazione per fare i 9 previsti. Riordino delle società partecipate: la commissione bilancio l’ha completato la settimana scorsa.

Il credito d’imposta sappiamo che dobbiamo finanziarlo, ma lo possiamo fare o con i Fas o con i fondi strutturali. Dall’Europa ci aspettiamo un ok insieme al ministro Fitto mentre i Fas li stiamo ridefinendo. Il riordino enti agricoli e Iacp sono pezzi della finanziaria trasformati in disegni di legge e che l’assemblea esaminerà presto.

Se addirittura si scrive che la riforma sanitaria è una riforma mancata, anche se tutti gli obiettivi sono stati raggiunti, allora si può scrivere qualsiasi cosa. Non si può parlare di riforme mancate ma di articoli che vogliono sostenere che le riforme non ci sono. Tutte hanno bisogno di essere rifinite, rilanciate, aggiustate, attuate in parte grande o piccola, ma che il processo delle riforme sia partito e che questa Regione, tanto per dirne una, sia arrivata al livello di spesa corrente del 2001 riducendo le spese e gli sperperi, significa che abbiamo imboccato una strada diversa.

E questo dà fastidio non solo ai custodi del vecchio regime che si sono posti all’opposizione ma a tutto un corteo e a un coro di gente con ruoli diversi, anche nell’informazione, che gli stava attorno.

23 giu 2011
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Succede che quando una cosa si fa, in giunta, è merito degli altri mentre quando una cosa non si fa è colpa mia. Allora intendo fare chiarezza su un punto.
Sulla vicenda della vicedirigenza nessuno ha intenzione o ha parlato di disattendere le sentenze.
Ho chiesto all’assessore al personale e anche a quello al bilancio di verificare come questa vicenda possa servire a rendere più efficiente la macchina amministrativa e che non comporti oneri straordinari ad una regione che in quanto a stipendi e a indennità ne paga tantissimi.
Fossero i 16mila… ma il problema è che ci sono loro e poi i forestali e i formatori e le partecipate: abbiamo oltre 100mila persone. Stiamo cercando di riordinare tutto e abbiamo portato il livello della spesa corrente al di sotto del 2002 e 2001.
E’ necessario un approfondimento e i siciliani non potranno che apprezzare la nostra prudenza e l’invito a trovare una buona soluzione.

01 giu 2011

Quello della formazione, come tutti gli altri rami dell’amministrazione, ha bisogno di una riorganizzazione della quale ci stiamo occupando.

Non c’è dubbio che stiamo cambiando sistemi e regole che hanno dilatato la spesa, a prescindere dal prodotto e dalla qualità dei risultati, e che poggiano su una anomalia: gli enti privati, come è giusto che sia, hanno assunto gli operatori come hanno voluto salvo poi aspettarsi, sempre e comunque, dalla Regione le cosiddette garanzie occupazionali.

L’aggressione all’assessore Centorrino è comunque la reazione sconsiderata ad una serie di inziative che hanno certo bisogno di essere riordinate ma che intendono iscriversi in una strategia di riforma ineludibile.

La giunta, nei prossimi giorni, potrà raccogliere le proposte che vengono avanzate. Mi sento comunque di dire che il nostro intento è quello di assicurare la massima attenzione verso quanti, comunque, su quella occupazione hanno costruito una vita sicura per sé e per le loro famiglie.

04 feb 2011
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Ieri abbiamo firmato un accordo, esaminato anche in giunta, con l’Eni.

La trattativa è stata durissima perché in passato i protocolli sono stati fatti da terzi, valevano per tutti e la Regione firmava. Stavolta il protocollo lo abbiamo rifatto di sana pianta noi nell’interesse esclusivo della Regione. C’erano delle compensazione ambientali da fare e da rimettere a posto dei saggi che erano stati fatti per cercare petrolio. Noi abbiamo tutto l’interesse che i pozzi ripartano.

L’Eni si è impegnata a discutere del progetto della Catania-Gela, farà il porto di Gela che varrà anche per un’attività commerciale che mi auguro riprenda in modo che quella zona non viva solo di petrolio, chiude e mette in sicurezza il grande deposito del pet-coke che era all’aria aperta e determinava emissioni sicuramente venefiche. L’ambiente, la sicurezza e la salute sono al centro di questo protocollo.

E poi 800 milioni di investimento, tasse pagate in Sicilia per 20 anni per un miliardo di euro, sono il frutto di questa trattativa che ha visto confrontarsi una Regione, in questo caso da me rappresentata, che non ha mollato su niente. Fin quando durerà il mio mandato farò così con tutti.

Nessuna polemica con i grandi gruppi. Ma bisogna anche rispettare gli ospiti, non si può venire qua a fare quel che si vuole e portarsi via gli utili. Non so se Ikea, ad esempio, ha fatto una sede legale e fiscale in Sicilia in modo da pagare le tasse qui da noi. Il principio deve valere per tutti: quando c’è da dare autorizzazioni bisogna pretendere che questa norma statutaria venga rispettata.

Se si inverte la tendenza anche in questo e se si determina la svolta secondo la quale gli amministratori pubblici devono fare gli interessi del loro ente fino in fondo, fino a dire mille volte no fino a quando non si arriva al sì, abbiamo raggiunto un risultato. Perché una via di mezzo, nell’interesse dei siciliani, si trova.

07 gen 2011

L’amministrazione regionale si tinge di rosa. Dopo la nomina di Patrizia Monterosso a capo di gabinetto, il presidente della Regione Raffaele Lombardo ha nominato Cleo Li Calzi capo della sua segreteria tecnica e Rossana Interlandi direttore del Servizio di pianificazione e controllo strategico di Palazzo d’Orleans. In precedenza Li Calzi, che vanta una lunga esperienza professionale, aveva collaborato con il Comune di Palermo. Interlandi, ex assessore regionale all’Ambiente, ha recentemente ricoperto di ruolo di dirigente generale dell’assessorato all’Energia. E oggi si e’ insediata anche Lucia Borsellino, figlia di Paolo, nominata dirigente generale del Dipartimento regionale delle Attivita’ sanitarie e dell’Osservatorio Epidemiologico.

06 ott 2010
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Il Giornale di Sicilia segue ormai una linea ben tracciata e quello che scrive oggi è quantomeno fuorviante perché si parla di sottogoverno e si fa riferimento alla Camera di Commercio, forse alle Asi e domani probabilmente ai Consorzi di Bonifica.

E’ furoviante perché i siciliani devono sapere che le Camere di Commercio sono amministrate da rappresentanti delle varie categorie, commercianti, artigiani, industriali, agricoltori. La Regione non nomina nessuno. Il presidente viene nominato nell’ambito di questa rappresentanza ampia. Forse alla Regione spetta la nomina di un Revisore dei Conti.

In quanto alle Aree di Sviluppo Industriale che sono di competenza della Regione, prima di nominare i prossimi consigli, molti sono commissariati, sono stati nominati dirigenti regionali commissari piuttosto che 50 componenti di assemblea o 10 consiglieri di amministrazione. Anche in questo caso una scelta che porta non ad occupare posti ma a ridurre al minimo gli oneri per la gestione concentrando in una sola mano e affidando ad una sola mente la gestione di enti come le Asi per i quali peraltro abbiamo presentato un Disegno di legge per istituire una sola istituzione, l’Istituto per lo Sviluppo Industriale Regionale, amministrato da 5 persone di cui alcuni sono esponenti delle forze imprenditoriali, a fronte degli attuali 700/800 componenti di Assemblee e Consiglieri di amministrazione.

Stesso discorso per quel che riguarda l’Iacp: piuttosto che metter su consigli di amministrazione di 12 persone, dove abbiamo potuto, abbiamo nominato commissari che sono tutti dirigenti del Genio Civile.

Anche in questo caso la nostra idea è quella di eliminare questi enti, ad esempio l’Esa. Non i lavoratori, sia ben chiaro, nessuna preoccupazione per loro. Ora i soliti noti, visto che abbiamo parlato di soppressione degli enti inutili o costosi, cominciano a ingenerare nel personale il timore che siano mandati a casa. Questo timore è assolutamente infondato. Si chiude un ente che ha un apparato pletorico che costa ai siciliani milioni e milioni di euro e il personale verrà impiegato in maniera più proficua in altri rami dell’amministrazione.

Questo discorso vale anche per i Consorzi di bonifica che oggi hanno un solo commissario che si avvale di vice-commissari, uno per ogni consorzio, in attesa di unificare e concentrare questi consorzi in tre/quattro bacini tanti quanti sono i bacini idrici regionali.
Ciò in attesa che tutti questi enti, come delineato nel processo di riforma e di decentramento della Regione, possano essere affidati ai Comuni o ai consorzi di Comuni.

Mi pare che sia tutto il contrario di questa serie di sciocchezze che leggiamo e sentiamo di nomine di sottogoverno, arraffapoltrone ecc. Eliminare tutti gli orpelli che hanno caratterizzato questa Regione che, francamente, portano ad affondare il popolo siciliano.

Questo è quello che vogliamo fare.