10 feb 2012
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Quanto io creda nel Ponte sullo stretto di Messina è risaputo. Un’opera straordinaria che proietterebbe una luce positiva sulla Sicilia che anziché essere solo l’isola dei Gattopardi, della mafia e dell’inefficienza diventerebbe anche la terra della più straordinaria opera realizzata al mondo.

Una delle più grandi infrastrutture mai costruite con ricadute sul nostro turismo, sul mercato del lavoro, sull’intera economia siciliana. Un’opera alla quale non possiamo rinunciare.

Se il governo Monti, una volta superata la valutazione di impatto ambientale, dovesse dirci: “fuori dalle risorse pubbliche, promuovete una iniziativa per portare nelle casse della società 1 o 2 miliardi di euro”, io mi farei in quattro e girerei il mondo, a cominciare dalla Sicilia, per raccogliere la disponibilità di chi ci crede.

E’ un impegno che assumo e sono pronto a mettermi in gioco in tal senso perché ho sentito troppa gente disposta ad investire, anche piccole cifre, per partecipare a quel grande progetto di finanza che i privati stanno mettendo su.

Avremmo poi tutto il diritto, e anche il dovere, di chiedere a qualunque governo per quale motivo, se si è spinto fino a questo punto il progetto e la realizzazione del ponte, da un momento all’altro dovremmo fermarci e riprendere tra 5 o 10 anni. E perché mai ad un progetto del genere si dovrebbe negare una partecipazione pubblica di 1,5 o 2 miliardi di euro quando invece l’alta velocità che attraversa il nord del paese, la pianura Padana partendo dalla Val di Susa, costa 10 volte tanto?

02 ago 2011
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Rispetto alla questione del cosiddetto corridoi 1 c’è, quantomeno, una mobilitazione importante e credo che possiamo vantare il fatto di esserci accorti e aver sollevato il problema per primi.
I nostri deputati siciliani non si erano accorti di questo piccolo dettaglio, lo dico tra virgolette, cioè del fatto che venivamo tagliati fuori dal corridoio, che deviava su Bari, e l’estremo lembo sud dell’Europa, cioè Malta, si sarebbe dovuto raggiungere via mare.
Che Bari abbia diritto ad un treno ad alta velocità che la colleghi con Napoli sarebbe normale in un paese unito. Questa Italia invece, che in questo anniversario dell’unità sta celebrando la sua divisione, fa passare come una grande conquista l’alta capacità ferroviaria per collegare una regione importante come la Puglia quando, per accorciare di un quarto d’ora il tempo per andare da Milano a Roma, si spendono miliardi di euro.
Ma è una illusione anche quella di Bari perché chissà quando avrà una velocità decente, almeno con questo assetto politico di partiti nazionali e gruppi economici che penalizzano e saccheggiano sistematicamente il sud da 150 anni.
Tanti parlamentari europei italiani, da Mauro a Pittella, si sono accorti che era uno scempio e si sono impegnati a battersi perché venisse ripristinato il corridoio 1. Io non posso far altro che ringraziarli per l’attenzione e per la sensibilità che hanno dimostrato.
Dobbiamo muoverci insieme agli altri presidenti del sud perché queste opere, a partire dal Ponte sullo Stretto, rientrino in una strategia per cui ci possiamo sentire parte importante dell’Italia e dell’Europa.
Un piccolo particolare: i deputati europei della Sicilia non hanno sottoscritto nulla, non se ne sono curati, non se ne sono accorti e non sono intervenuti, non so se per distrazione o per gelosia. Mi auguro che nei prossimi giorni possano aggiungere la loro voce, seppure flebile, a quella dei loro colleghi che si sono impegnati a favore del sud, della Sicilia, della Calabria, e quindi di una Italia che, almeno in Europa, venga riconosciuta come un paese unito.

13 feb 2010

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Ieri, al Palazzo della Cultura “Antonello da Messina”, è iniziata la presentazione in Sicilia e in Calabria del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina e dell’organizzazione messa a punto per la sua realizzazione.

Hanno partecipato, oltre a Raffaele Lombardo, anche il ministro dei trasporti Altero Matteoli, il presidente della Provincia di Messina Giovanni Ricevuto, il sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca, il presidente Anas Pietro Ciucci e l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti.

Per il governatore, “il Ponte è un’opera molto importante e utile per il territorio. Oggi si fissano le tappe fondamentali per un progetto di organizzazione del lavoro e anche una data importante, quella del gennaio 2017 quando termineranno i lavori.

Mi auguro che anche da parte delle ferrovie sia fissata una data quella per l’alta velocità in Sicilia che è importante per lo sviluppo del territorio. Il Ponte sarà anche importante perché ridurrà il divario fra Nord e Sud in modo che l’unità del Paese possa essere pienamente vissuta”.

Inoltre, Lombardo ha dichiarato che “la Regione seguirà da vicino la realizzazione dell’opera e vigilerà affinché tutto avvenga nella massima legalità. Il Ponte sarà importante anche perché nella realizzazione dell’opera saranno coinvolte le imprese siciliane; devono essere i siciliani e i calabresi a costruire il Ponte”.

Il governatore ha anche lanciato una frecciata contro chi si oppone alla realizzazione dell’importante infrastruttura:

Dicono che costerà troppo ma basta l’esempio della Torino-Lione per capire che non è così. Parliamo di 50 miliardi di euro contro 6“.