20 apr 2012
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Quella che è stata approvata qualche giorno fa in Assemblea è una finanziaria di straordinario rigore, per i tagli e per l’impostazione, che per pareggiare i conti ha dovuto tagliare diverse spese e che con il sistema degli accantonamenti sblocca una parte della spesa solo a condizione che ci siano le relative entrate.

Questa è l’impostazione generale della finanziaria che si avvale anche di una valorizzazione del patrimonio, questa volta dettagliatamente indicato. Non c’è dubbio che questa regione che ha problemi finanziari, come tutte le altre regioni e più delle altre essendo una regione del sud che paga di più i tagli e le manovre che i governi hanno fatto.

Non dimentichiamoci quattro numeri sui quali un governo responsabile non può che fare la sua parte. Le due manovre di Tremonti e di Monti ci hanno portato via 1,5 miliardi di euro. Aggiungiamo che non abbiamo ricevuto i 600 milioni di premialità della sanità che ci spettavano. E, infine, abbiamo anticipato 800 milioni di fondi Fas. Il governo avrebbe dovuto darci tutti i fondi Fas entro il 2012 e invece non ci ha dato neppure quanto abbiamo anticipato. Questa è una cifra notevolissima che grava sul nostro bilancio.

Non c’è dubbio che c’è stata una intesa e la volontà di far passare delle norme positive, come non c’è dubbio che qualche deputato non si è tirato indietro rispetto alla tentazione di metterci dentro qualche sciocchezza. Mi auguro che queste vengano bocciate dal commissario dello Stato perché sono frutto di interessi particolaristici che non sarebbe male far sparire.

Ma in questa finanziaria le cose importanti e fondamentali ci sono. Ci sono norme per lo sviluppo e per aiutare la produzione anche e soprattutto quella agricola. Ci sono le norme che riguardano l’antitaroccamento e il contrasto alle frodi che nuocciono alla nostra economia.

Poi un articolo sul fotovoltaico e le energie alternative. Le banche concedono prestiti fino ad un certo punto, la restante parte può essere garantita dal nostro fondo costituito con il conferimento di pezzi del nostro patrimonio. Questo potrà accelerare la creazione di piccoli e piccolissimi impianti di produzione energetica che serviranno alla produzione agricola come all’artigianato e in generale alle famiglie.

Poi ci sono due norme di vitale importanza per la Sicilia, anche se appaiono in conflitto con le norme sulle liberalizzazioni che sono state approvate dal governo Monti. Una riguarda la Serit, argomento sul quale torneremo perché bisogna prevedere più rate, è necessario sbloccare i beni ipotecati, ci vogliono lievitazione di interessi meno cervellotiche. E poi c’è una norma sulla grande distribuzione alla quale o si da un freno oppure è chiaro che la morte del piccolo commercio e della nostre produzioni agricole sono segnate.

Poi ci sono alcune norme che sembrano sciocchezze ma sono di importanza fondamentale. Finalmente abbiamo stabilito per legge che si può fare la mobilità di un dirigente o di un dipendente da un dipartimento all’altro. Fino a ieri, e sembra incredibile ma pur avendo tanti dipendenti l’amministrazione riscontrava che alcuni dipartimenti erano sguarniti di personale mentre altri avevano un surplus di personale sottoimpiegato. Adesso possiamo fare la mobilità e l’istituto che si occupava di rapporti con il personale, l’Aran, è stato profondamente modificato. Mentre prima costava milioni di euro adesso avrà solo tre consiglieri di amministrazione che prenderanno una indennità modestissima.

Altre norme poi riguardano la soppressione di due dipartimenti importanti. Uno è l’Agenzia per l’impiego e la formazione, un doppione del dipartimento lavoro, che viene assorbita da quest’ultimo.

L’altro dipartimento è l’Azienda foreste. Questa credo sia la norma più rivoluzionaria di questa finanziaria perché realizziamo il primo grande decentramento di poteri, risorse e personale dalla Regione all’ente intermedio che in questo momento è la Provincia ma domani mi auguro possa chiamarsi libero consorzio dei comuni. La norma prevede che nell’arco di pochi giorni con un decreto della Presidenza dobbiamo realizzare lo straordinario obiettivo di trasferire 26 mila persone che si occupano di anti incendio e che lavorano nel settore delle foreste, alle Provincie che potranno controllarli più da vicino e li aiuteranno e gli faranno fare certamente un lavoro più dignitoso rispetto a quello che potevano fare sotto l’occhio lontano della Regione. Potranno curare il verde delle scuole o degli ospedali attraverso le convenzioni che la Provincia potrà fare e questo è certo un ente più vicino al territorio e conosce meglio le esigenze.

Altre norme prevedono ad esempio che nei boschi, per quanto compatibile, si possano impiantare strutture precarie per fare attività lavorative, dal vendere bevande a organizzare passeggiate a cavallo.

Abbiamo poi abolito i Consorzi di ripopolamento ittico, una invenzione che non serviva a nulla se non a pagare consiglieri di amministrazione. Allo stesso modo abbiamo abolito la commissione di tutela ambientale provinciale e regionale che non si riunivano ormai da dieci anni. Mentre alcuni servizi come quelli dell’Arpa, ormai devono essere retribuite. Molto spesso offrono servizi alle imprese e non vedo perché queste non debbano fare la loro parte per pagare servizi che alla regione costano.

Abbiamo poi investito per la riduzione dei ticket sanitari e abbiamo previsto che le assunzioni per le vittime di mafia possano riguardare anche i parenti fino al secondo grado. Abbiamo poi cominciato a onorare, finanziandoli, i contratti dei regionali. Abbiamo fatto un piccolo passo e se ne dovranno fare altri. Vi posso assicurare che c’era una forte opposizione da un bel pezzo dell’assemblea e attraverso il maxiemendamento abbiamo posto questa condizione importante.

Abbiamo poi affrontato la questione del precariato che riguarda i nostri e i 22 mila degli enti locali. Abbiamo fatto una norma che però non so che esito e che fortuna avrà.

Parlare di precariato come solito vizio della regione è fuori di luogo. Io credo di essere stato il primo presidente che ha chiuso la partita del precariato attraverso il blocco delle assunzioni negli enti e nell’amministrazione e che allo stesso tempo ha fatto una forte stabilizzazione. Persone che di proroga in proroga stavano da venti anni soffocati nella speranza che la politica gli mantenesse il lavoro. Per i 4500 della regione non è più così. C’è ancora il problema degli altri che però inciampa su una norma nazionale. Dovremo organizzare un tavolo con il governo nazionale, che mi pare poco sensibile sull’argomento, perché capisca che qui è tutta un’altra storia che dobbiamo certo lasciarci alle spalle ma non lasciando in mezzo a una strada queste famiglie che sulla previsione di un modesto stipendio hanno costruito le prospettive della loro vita.

A proposito di rifiuti abbiamo poi approvato una norma molto importante che consente di intervenire sui comuni viziosi che in alcuni casi vanno commissariati. Gli Ato hanno un debito di un miliardo verso i fornitori, che sono anche le imprese che forniscono la manodopera e che realizzano la raccolta dei rifiuti urbani. I comuni non vigilano sulla efficienza della riscossione e a loro volta sono debitori nei confronti degli Ato rispetto ai quali hanno esercitato pressioni sempre con il solito obiettivo delle assunzioni. Lo scandalo è enorme e quando si ci infila la mafia scattano le misure conseguenti, dagli arresti al disvelamento di tutto questo formicaio di porcherie che stava sotto il settore dei rifiuti (per non parlare della vergogna e dello scandalo che sarebbe scoppiato sui termovalorizzatori). Ora cosa si fa? Intanto ci sono le sanzioni per i sindaci. E poi bisogna definire gli Ato e chiudere le liquidazioni entro quest’anno per poi organizzare una grande gara per le riscossioni. Ci auguriamo che la società per le riscossioni che dovrà rapportarsi con i singoli comuni abbia la capacità finanziaria per poter anticipare quel miliardo che abbiamo il dovere di pagare ai nostri creditori. Questo è il contesto complessivo che abbiamo affrontato.

Infine bisogna attaccare il patrimonio. Se questo è utile bisogna metterlo a profitto. Se invece è meglio che sia un privato ad occuparsene lo si dismetta. Ovviamente con la riserva che le dismissioni non possono pagare spesa corrente ma solo investimenti mentre la messa a reddito potrebbe consentirci di fronteggiare la spesa corrente.

01 mar 2012

L’ assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari ha attivato i primi interventi nell’ambito della legge regionale 25 del 24 novembre 2011.

Gli interventi attivati consentiranno un piu’ facile accesso al credito e, soprattutto, di dilazionare l’indebitamento agrario per ricondurlo entro un limite di sopportabilita’ rispetto al reddito di azienda.

Con il Decreto Assessoriale 538 e’ stata attivata la concessione di mutui di durata almeno decennale a tasso agevolato per il consolidamento delle passivita’ onerose di natura agraria sussistenti al 31 dicembre 2010. Lo stanziamento previsto e’ di 5 milioni di euro.

Un altro Decreto Assessoriale, il 541, ha attivato, invece, la concessione di finanziamenti agevolati di durata non superiore a 8 anni a tasso agevolato per il consolidamento delle esposizioni, in essere al 31 dicembre 2010, nei confronti dell’Inps, comprese quelle in carico a Serit/Equitalia. Lo stanziamento e’ pari a 2 milioni di euro.

Infine con il Decreto del Dirigente Generale 536 e’ stato emanato l’Avviso pubblico di manifestazione d’interesse rivolto ai Confidi operanti in Sicilia per l’attuazione della proroga fino a 24 mesi delle cambiali agrarie, scadute al 31 dicembre 2010, con il concorso regionale nel pagamento degli interessi. Si tratta di un intervento finalizzato al salvataggio delle aziende agricole fortemente indebitate a causa della congiuntura economica negativa. Lo stanziamento e’ pari a 6 milioni di euro.

I beneficiari di questi interventi sono gli imprenditori agricoli, anche operanti nel settore dell’agriturismo, titolari di imprese agricole, singole o associate, iscritte alle Camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura, nel Registro delle imprese agricole, aventi qualsiasi forma giuridica, e con sede nel territorio della Regione siciliana.

Gli aiuti per il consolidamento dei debiti, sia previdenziali che bancari, e per la proroga delle cambiali agrarie, sono concessi in conto interessi e secondo i massimali dei regolamenti in de minimis cosi’ come stabilito dai regolamenti comunitari di riferimento.

01 mar 2012
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Le difficoltà del mondo agricolo sono straordinariamente più grandi che non nel passato e c’è da fare i conti con questi eventi anno per anno.
Ieri, ad esempio, abbiamo fatto un blitz nei supermercati – e li faremo regolarmente – e nel mirino è finito un olio, insulto al buon senso e all’intelligenza, definito extra vergine di oliva e che viene venduto a 2,5 euro. Vorremmo capire che olio è se solo per raccogliere le olive ci vuole almeno il doppio di quella cifra. Si tratta di materia sofisticata? Da dove viene? Non possiamo che perseguire chi fa queste truffe, se truffe ci sono, e il nostro istituto zooprofilattico sta verificando di cosa si tratta ma sospettiamo che ci sia qualcosa che non va.
Abbiamo contestato il trattato che l’Europa ha fatto con il Marocco a proposito di importazione di prodotti agricoli e intendiamo batterci ancora di più perché su questo trattato si torni indietro.
E se c’è da scendere in piazza bisogna farlo a Bruxelles o a Roma in ordine a questi temi piuttosto che venire a passeggiare dalle parti di Palermo e dintorni.
E questo lo faremo così come abbiamo fatto ricorso alla Corte costituzionale per ad alcuni punti del decreto Salva Italia che penalizzano la Sicilia e la sua autonomia, compresa la liberalizzazione degli orari degli ipermercati che hanno già rovinato il piccolo commercio ma poi soprattutto hanno aggredito la nostra produzione agricola visto che la grande distribuzione ha più facilità ad approvvigionarsi presso mercati nei quali i prodotti provenienti dall’estero hanno costi più bassi dei nostri.

17 feb 2012

L’approvazione da parte del parlamento europeo dell’accordo che apre la strada ai prodotti agricoli e della pesca del Marocco è un autentico misfatto che non potrà che arrecare enormi danni all’agricoltura meridionale e siciliana.

In un momento di profonda crisi della nostra economia l’intero sistema politico italiano, e soprattutto quello meridionale e siciliano, non può permettersi di far passare sotto silenzio un provvedimento che rischia di mettere in ginocchio il nostro comparto agricolo gettando sul lastrico centinaia di migliaia di famiglie che lavorano la terra.

L’impegno mio e del governo regionale, e sul quale ritengo debbano necessariamente convergere tutte le forze politiche e sociali che hanno a cuore la Sicilia e il suo sistema economico e produttivo, non può limitarsi alla solidarietà con i lavoratori e le aziende che operano nel settore ma si esplica in azioni concrete di sostegno e sviluppo.

A cominciare da uno dei comparti che saranno maggiormente colpiti dall’accordo appena ratificato, quello dell’agrumicoltura e soprattutto della produzione di arance, il nostro governo si assume l’impegno di avviare azioni e campagne di sostegno alla produzione e alla commercializzazione delle nostre arance DOP e IPG, prodotti ottenuti nel pieno rispetto dei disciplinari di produzione biologica, che possano contrastare gli effetti nefasti di quell’accordo.

E’ già stato decretato un accordo di filiera che prevede la trasformazione delle arance in spremuta fresca e sono allo studio e in fase avanzata di realizzazione campagne di sensibilizzazione nei confronti dei consumatori.

Così come, nei giorni scorsi, abbiamo firmato un protocollo con l’Abi e diverse assicurazioni per il sostegno e il finanziamento destinato ai giovani imprenditori agricoli.

Se l’Europa fa orecchie da mercante di fronte alle richieste e agli appelli dei nostri operatori agricoli e se il sistema politico italiano non riesce ad essere sensibile e compatto a difesa della nostra economia e dei nostri lavoratori, non ci resta altra strada che agire in autonomia a difesa dei nostri prodotti, della nostra terra e del lavoro dei nostri figli.

17 feb 2012

E’ stato firmato ieri a Palermo, nelle sede dell’assessorato regionale alle Risorse agricole un protocollo d’intesa tra Regione Siciliana, Abi (Associazione bancaria italiana) e assicurazioni per finanziare i giovani imprenditori del settore agricolo. Giovani e agricoltura e’ un binomio possibile. E’ un ulteriore segnale di attenzione e sostegno da parte dell’Amministrazione regionale verso i giovani agricoltori siciliani. Un risultato importante che si colloca in linea di continuita’ con i progetti gia’ intrapresi grazie alla costituzione del Fondo di garanzia del PSR Sicilia 2007-2013 (ammontante a circa 37 milioni di euro) e l’accordo con la Societa’ di gestione dei fondi per l’agroalimentare (SGFA) per il rilascio della G-Card (Green Card).

L’intesa firmata ieri facilita l’esecuzione degli investimenti da parte dei giovani agricoltori ammessi alla Misura 112 del PSR Sicilia 2007-2013, ovvero di eta’ inferiore ai 40 anni e che decidono di avviare un’azienda agricola. A seguito dell’emanazione del Decreto di concessione dell’aiuto per la Misura 112 del PSR Sicilia 2007-2013 da parte della Regione siciliana, il giovane agricoltore puo’ accedere a un anticipo contributivo concesso da un’assicurazione convenzionata e ad un finanziamento bancario a copertura della propria quota privata. Questa prassi determina una maggiore facilita’ di accesso al credito per i giovani imprenditori agricoli, e contestualmente, maggiori garanzie per il sistema bancario e le assicurazioni. Per le banche e’ importante specificare che la presenza di un soggetto terzo, come SGFA, rappresenta la possibilita’ di godere di una garanzia diretta rispetto alle somme finanziate.

Per Rosaria Barresi, Autorita’ di Gestione del Psr Sicilia 2007-2013, “sono circa 4.250 le richieste di finanziamento pervenute da parte di giovani che con entusiasmo vogliano insediarsi nel modo delle produzioni agroalimentari. Tra questi, 1.200 progetti sono gia’ stati ritenuti finanziabili”.

L’agricoltore che sta per avviare la propria attivita’, dovra’ accendere un conto corrente di servizio dedicato al progetto di spesa, indicando la banca di riferimento e la societa’ assicurativa prescelta.

Viene stimolata anche la reciprocita’ tra banche ed assicurazioni, per il rilascio consapevole della delibera di fidejussione e della delibera condizionata di finanziamento, favorendo in tal modo anche il flusso informativo tra gli uffici dell’Amministrazione regionale, le banche e le assicurazioni convenzionate.

Queste sono le banche che hanno gia’ aderito al protocollo: Intesa Sanpaolo, Banca Sella, UniCredit, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Agricola Popolare di Ragusa, Federazione Siciliana della Banche di Credito Cooperativo, Banca Nuova, Unipol Banca. Tra le assicurazioni invece, gia’ confermata la presenza di Olimpia Insurance Broker.

Si tratta di nuove opportunita’ di investimento che consentiranno dunque il ricambio generazionale del mondo agricolo, contribuendo a rendere il settore maggiormente attrattivo, piu’ differenziato e multifunzionale, realmente proiettato verso i mercati globalizzati ed il futuro.

15 feb 2012
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Quando si dovesse ratificare questo accordo tra Unione Europea e Marocco per la libera entrata di prodotti agricoli da quel paese a tutta l’Europa non c’è dubbio che con quella concorrenza, visto che lì si usano anticrittogamici e si paga la manodopera un decimo di quanto la paghiamo noi, i nostri prodotti saranno spacciati e abbiamo voglia di bloccare la Serit o di attivare il fotovoltaico o effettuare controlli sulla tracciabilità dei prodotti come sta facendo in queste ore il corpo forestale della Regione siciliana.

O si blocca un trattato come questo oppure è inutile discutere: si condanna l’economia meridionale e siciliana, centinaia di migliaia di persone, alla fame.

L’Europa non può far finta di niente. Da un canto ci impone i tagli per restare dentro i parametri, affama popoli che magari avranno anche i loro torti e poi con un trattato di questo genere ci condanna alla fame.

Se di una drammatica realtà come questa non ci si rende conto non c’è protesta che tenga. Francamente non ce la possiamo fare. Per questo ho lanciato questo appello. Mi auguro che i nostri parlamentari europei tutti, quelli italiani, si facciano carico di questo problema e si intervenga attraverso i gruppi parlamentari dei partiti e blocchino questo trattato. Io mi impegno a scrivere a Monti e ai deputati e speriamo di essere in tempo. In caso contrario non avremmo che piangerci addosso e disperarci.

01 feb 2012
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Leggo che si annuncia la ripresa delle proteste da parte del cosiddetto movimento dei forconi, pare perché non siano stati convocati ai tavoli tecnici. Ma noi cosa stiamo facendo? Forse è il caso di renderne conto a scanso di equivoci e  in modo che nessuno abbia l’alibi per inscenare proteste che magari gli danno la ribalta della stampa o della tv ma che hanno lasciato macerie in Sicilia.

Ho ricevuto molte persone a partire da Tamburello un imprenditore che sta sul mercato e che ha dovuto licenziare personale e con il quale abbiamo parlato di cantine, consorzi e di un vino di base che dobbiamo fare e per il quale siamo in fase avanzatissima di progettazione e di realizzazione.

Stiamo organizzando una collaborazione tra le forze – la nostra forestale, l’istituto zooprofilattico, la guardia di finanza e i nas – per il controllo, a cominciare dalla Sicilia, contro il taroccamento, uno dei punti della piattaforma di chi protestava e di tutto il mondo agricolo. Mi aspetto che anche a Roma si faccia così. La vicenda di Vittoria con i prezzi eccessivi dei prodotti di cui abbiamo letto in questi giorni non è ovviamente estranea a questo tipo di ragionamento. Quindi il controllo anche da parte degli istituti sanitari per verificare che il prodotto sia sicuro. Cominciamo dalla Sicilia e lo faremo con grandissimo rigore e lo faremo giorno per giorno in modo che si capisca che non si può colpire né il produttore né il consumatore.

Ancora, ho incontrato fino a poco fa il presidente della Serit, la dottoressa Cannata. Stiamo lavorando per alleggerire la pressione della Serit sul mondo agricolo e sull’artigianato.

Il fotovoltaico, stiamo lavorando per istituire un fondo di garanzia che aiuti gli agricoltori, gli artigiani, le famiglie che vogliono farsi il loro impianto. Per cui ci sarebbe un limite di prestito per le banche e poi bisognerebbe intervenire per il resto. Se riuscissimo ad assicurare una media di 100 kilowatt ad ogni famiglia daremmo una mano all’economia siciliana come non mai. Questo fondo da 1 miliardo andrebbe istituito anche utilizzando il nostro patrimonio immobiliare e daremmo una mano grandissima al mondo agricolo e a tutti i siciliani.

Stiamo poi pensando ad una banca. Oggi ne ha parlato l’assessore Armao in aula. Non è una cosa facile, so come la Banca d’Italia sia durissima in tal senso, e so come ci sono stati rapinati il Banco di Sicilia e Cassa di Risparmio, con tutto il rispetto per le regole del gioco che vanno rispettate. Ma so anche che sarebbe importante avere istituti di credito veramente siciliane che, nel pieno rispetto delle regole, puntino sull’impresa, la sostangano e l’aiutino piuttosto che rendergli il credito quantomeno difficile.

Stiamo lavorando poi ad una serie di note con le quali intervenire su sprechi e privilegi a cominciare da quelli della macchina amministrativa regionale.

Ancora, sui fondi strutturali. Abbiamo un ritardo, non c’è dubbio. Ieri ci siamo incontrati con il ministro Barca al quale abbiamo chiesto, così come fatto in Campania, che ci sia una collaborazione stretta con il ministero in modo che si veda giorno per giorno cosa facciamo, dove sbagliamo, cosa si deve correggere. Il 7 incontrerò dei tecnici del ministero e la settimana successiva faremo un incontro qui da noi e poi verrà anche il ministro Barca a visitare alcuni luoghi e alcune imprese importanti del nostro sistema economico.

Vado ogni settimana a Roma per vedere il ministro dei trasporti per parlare di ecobonus da incrementare, abbiamo insediato il tavolo per il federalismo fiscale e per le accise. Tutti argomenti e temi che andavano a dieci a l’ora e noi dobbiamo farli andare a 120 se non a 150 all’ora.

Mi auguro che i cittadini siano, non dico tranquillizzati, ma almeno consapevoli che non ci si deve fermare e io e il mio governo non ci fermeremo.

31 gen 2012
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Partono i tavoli tecnici ma, al di là di questi, parte il nostro impegno in base alle considerazioni che sono state fatte nel confronto tra noi, Monti e i ministri che lo accompagnavano.

Abbiamo rilevato che sono insostenibili le tariffe autostradali, il costo del gasolio, le polizze assicurative, i costi minimi di sicurezza legati alle politiche dello stato e alle scelte del governo centrale, così come molte cose ci sono da rivedere in sede europea.

Da parte del governo ci è stato detto quello che sapevamo rispetto ai fondi strutturali per i quali bisogna mettersi a correre a dismisura. Le cose che sappiamo sono due. Primo: non abbiamo disimpegnato un euro. E, secondo: certamente dobbiamo correre per evitare all’ultimo momento di dover salvare il salvabile.

Questo a maggior ragione a seguito della protesta di questi giorni le cui ragioni sono fondate e che ci vede impegnati a lavorare momento per momento. Fondo di garanzia, federalismo fiscale e accise che portano alla riduzione del prezzo della benzina, fondo di garanzia per cercare di tutelare i nostri imprenditori agricoli e pescatori rispetto al sistema delle banche certo non molto generoso ma abbastanza intransigente, misure specifiche per i vari settori dell’agricoltura, garanzie sui controlli di sicurezza alimentare, sulla tracciabilità, la filiera e i costi di produzione.

Tutte iniziative che stiamo adottando perché ci competono e se lo si è fatto questo lavoro fino ad oggi lo si è fatto con molta leggerezza. Nessuno può permettersi di scherzare o esprimersi in termini polemici più o meno seri.

Che poi addirittura i rilievi, e questo è offensivo nei confronti di Monti oltre che di noi stessi, siano stati fatti alle sette quando l’incontro è cominciato alle otto e finito dopo le dieci è onestamente poco confacente con lo spirito di serietà e di costruttività che ha caratterizzato quel confronto.