18 ott 2011

Oggi abbiamo avuto una serie di incontri molto importanti e positivi.

In mattinata, c’è stata una riunione con Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit, il successore di Alessandro Profumo, con cui abbiamo affrontato alcuni argomenti di grande rilevanza. Ad esempio, l’Unicredit studierà una formula per agevolare la scelta del fotovoltaico da parte delle famiglie e delle imprese, per i quali manca una copertura adeguata, che si potrebbe garantire col ‘conto energia’. Poi, è stato trattato il tema della rielaborazione, in termini diversi, del ‘mutuo per i rifiuti’, che la banca, ormai particolarmente presente nell’Isola, dovrebbe prendere in seria considerazione.

Nel pomeriggio, invece, ci siamo recati presso la fondazione ‘Italia – Cina’, presieduta da Cesare Romiti, che intrattiene rapporti istituzionali, molto forti e significativi, con lo Stato cinese. Qui si è discusso dell’impegno della Banca Cinese per lo Sviluppo nel settore del fotovoltaico (che ha necessità di credito), anche perché proprio i cinesi, ben si sa, sono leader mondiali nella produzione dei pannelli. Inoltre, i cinesi hanno dimostrato il loro interesse a valutare l’utilizzo del Maas che potrebbe costituire ua sorta di hub per le loro produzioni da smistare in Europa e Africa.

Si è discusso ancora di aeroporti e porti, argomenti che riguardano direttamente Pozzallo e Comiso. Nonché della promozione dell’immagine della Sicilia per un mercato turistico che ha superato ormai i 70 milioni di cinesi.

Ciò naturalmente si inserisce nell’ottica dei tanti incontri che si sono svolti fino ad oggi; delle tante delegazioni che sono giunte in Sicilia per acquistare i nostri vini e i nostri prodotti agroalimentari; degli scambi culturali che abbiamo fatto in occasione dell’esposizione di Shangai.

Tutto ciò, compresa una co-produzione legata al settore cinematografico, serve per rilanciare e promuovere l’immagine dell’Isola. Ed è oggetto di approfondimento tra i nostri tecnici e i dirigenti della Fondazione per definire un accordo che possa portare ad una collaborazione, di cui si è tanto parlato, e che ci auguriamo si concretizzi presto.

26 set 2011

La consegna che il Ministero della Difesa effettuerà domani a favore della Regione Siciliana  dell’area e dei manufatti dell’aeroporto di Comiso, chiuderanno un percorso lungo e travagliato. Per evitare ogni ulteriore ritardo, la Regione trasferirà contestualmente al comune di Comiso il sito aeroportuale, affidandogli la custodia delle opere già realizzate.

Con quest’ultimo passaggio si perfeziona l’iter che dovrà portare alla piena operatività il nuovo aeroporto, a dispetto dei tanti che hanno, per anni, animati solo da un istinto distruttivo e sacrificando il bene del proprio territorio a beghe locali di carattere politico, sperato in un intoppo dell’ultimo momento che pregiudicasse lo straordinario risultato per il quale il mio governo si è battuto senza lesinare sforzi e risorse. E’ opportuno ricordare in questo senso l’impegno economico che la Regione ha sostenuto negli anni e la destinazione di 4,5 milioni di euro di fondi regionali a favore del nascente aeroporto, arrivati a colmare i ritardi ingiustificabili accumulati dallo Stato nella gestione dei fondi Fas, oggi rivelatisi provvidenziali e forse insostituibili, dopo la recente manovra finanziaria del governo.

Questo risultato ci riempie d’orgoglio, non solo perché realizza il sogno inseguito per anni da un territorio troppo spesso marginalizzato, ma anche perché sana la ferita infrastrutturale che attanaglia la provincia di Ragusa, unica in Italia a non poter contare su un solo kilometro di autostrada.

Da domani tocca al Comune di Comiso ed alla società di gestione dell’aeroporto dare sostanza alla cerimonia di consegna, definendo senza indugi gli aspetti tecnici necessari per avviare l’operatività della scalo comisano.

Il nostro desiderio è quello di poter decollare al più presto da Comiso e soprattutto di vedere atterrare migliaia di turisti diretti negli Iblei, mentre altri aerei volano, pieni dei prodotti d’eccellenza dell’ortoflorovivaismo, per raggiungere i mercati nazionali e del nordeuropea.

26 set 2011

Domani verranno sottoscritti gli atti che completeranno l’acquisizione in uso al Comune di Comiso dell’area di sedime dell’aeroporto, gia’ trasferita dal Ministero della Difesa al dipartimento Infrastrutture della Regione siciliana, mediante trascrizione in Conservatoria.

“Stiamo positivamente concludendo le procedure per la piena attivazione dello scalo – sottolinea l’assessore Pier Carmelo Russo – e di questo ulteriore passo in avanti, non posso che compiacermi”.

“Tuttavia, per precedenti impegni istituzionali – fa sapere Russo – non potro’ essere domani a Comiso ed e’ per questo che ho espressamente delegato a rappresentarmi l’assessore per l’Economia Gaetano Armao. Il Dipartimento Infrastrutture, che ha la titolarita’ esclusiva di ogni atto che riguarda l’area in questione, assicurera’ comunque la propria presenza”.

12 mag 2011

“L’aeroporto di Comiso dovrebbe essere aperto da tempo, perche’ la Sicilia sud orientale necessita di un altro scalo che, con Fontanarossa, contribuisca a movimentare le merci, gli affari e il turismo, dando un notevole impulso alle imprese siciliane e all’economia dell’intera Isola”.

Lo dichiara l’assessore regionale alle Attivita’ Produttive, Marco Venturi in seguito alla decisione di chiudere l’aeroporto di Catania Fontanarossa fino a domani a causa della cenere vulcanica.

“L’aeroporto di Comiso – continua venturi – resta, invece, chiuso per i cavilli burocratici con cui il Governo nazionale, ancora una volta, mortifica la Sicilia, trattandola come l’ultima delle sue colonie. Salvo accorgersi dei suoi stessi errori quando, come oggi, l’aeroporto di Catania viene chiuso per effetto della ‘cenere vulcanica’. In occasioni come questa c’e’ chi rimpiange di non avere Comiso a disposizione”.

“Ci si attivi – conclude Venturi – perche’ questo non accada nuovamente e perche’ l’aeroporto di Comiso possa servire quotidianamente l’economia siciliana, oltre che in casi straordinari, quale le intemperanze del vulcano piu’ alto d’Europa”.

04 apr 2011

E’ raccapricciante la sistematica opera di mistificazione che Innocenzo Leontini conduce anche sulla vicenda relativa all’autostrada Catania Ragusa.

Nessuno, per conto dell’amministrazione regionale, ha revocato il finanziamento per quell’infrastruttura. Anzi sollecitiamo ancora una volta il ministro Matteoli e l’Anas a procedere con le attività necessarie alla realizzazione dell’opera, dal momento che il Governo nazionale ha comunicato la possibilità di utilizzare i Fas 2007-2013, nella misura di 200 milioni di euro, per quanto di copertura regionale.

Contrariamente a quanto i soliti detrattori insinuano, non ho mai fatto né immaginato di fare alcuna pressione per ostacolare il finanziamento dell’opera. Nell’interesse dei siciliani e dei residenti nell’area in cui insiste questa importante infrastruttura, ho chiesto elementi di conoscenza in merito ad un piano industriale che non conosciamo abbastanza (quantità dei pedaggi e durata del contratto utile a consentire il rientro dell’investimento di parte privata).

Si metta il cuore in pace Leontini e cerchi altri argomenti per la campagna elettorale. Se proprio ha altro fiato da spendere faccia proprie le nostre richieste e si rivolga anche lui al  Ministro Tremonti considerato che il titolare del dicastero dell’Economia,  con meno di 5 milioni di euro, potrebbe consentire l’avvio delle attività sull’aeroporto di Comiso.

Un’infrastruttura fondamentale per lo sviluppo del territorio, che ha già suscitato l’interesse di  compagnie aeree low cost, come già avvenuto in passato per Trapani – Birgi (un milione e ottocento mila passeggeri in soli tre anni).

Se il governo nazionale si decidesse a tradurre le parole in fatti concreti il territorio ibleo e la Sicilia in generale potrebbero cogliere  un’opportunità di sviluppo imperdibile.

A Leontini, come a tutti i deputati nazionali e regionali, ribadisco la piena volontà di un confronto aperto anche sulla vicenda dell’autostrada Catania Ragusa, nell’interesse della Sicilia e dei siciliani.

23 feb 2011
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A proposito di infrastrutture, l’alta capacità ferroviaria tra Palermo e Catania è a portata di mano. Per mettere in collegamento queste due grandi città con un treno che percorra il tragitto di 180 chilometri in un’ora e quarantacinque minuti, basterebbe intervenire con una cifra di 800/900 milioni di euro, non un investimento impossibile.

E poi l’aeroporto di Comiso che deve essere completato. Non lo si può lasciare inutilizzato e non vedo perché non gli si debbano assicurare i servizi di sicurezza e di controllo aereo.

E ancora, l’aeroporto di Agrigento a proposito del quale quale sono intervenuti, ed intervengono, ministri e deputati. Non credo che il governo nazionale attraverso i propri ministri, per questioni di ripicca politica, voglia cancellarlo.

In ogni caso lo finanzieremo noi. Ci è stato detto dall’Enac che ci sono le condizioni perché lo si possa realizzare, se la Regione partecipa insieme a un gruppo privato che crede in quell’investimento.

Noi siamo pronti a fare la nostra parte. Perché quell’aeroporto a cui tiene tanto il presidente D’Orsi e tutti gli agrigentini, sorgerebbe in un territorio nel quale, con tutto il rispetto per i signori ministri in carica e non, non c’è un metro di autostrada o una circonvallazione. Credo che un piccolo aeroporto gestito da un privato che investe perché ci crede e quindi si impegnerà a far venire la gente, possa essere una cosa molto importante. L’ho confermato al presidente D’Orsi e mi sento di poter prendere l’impegno pubblicamente.

16 dic 2010
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Ho incontrato Tremonti al ministero. Mi ha detto che gli oneri relativi ai servizi del controllo aereo e della sicurezza per l’aeroporto di Comiso saranno a carico dello Stato.

E’ sotto gli occhi di tutti il fatto che questo risultato sia strettamente connesso con la nostra battaglia volta a non far passasse l’impostazione secondo la quale l’aeroporto fosse di semplice interesse regionale.

Mi sono ostinato a non consentire questo declassamento che avrebbe comportato che i servizi sarebbero stati a carico dell’aeroporto stesso se non addirittura della Regione.

Allora i vari corifei del governo, del centralismo e dei partiti nazionali mi criticarono e mi attaccarono. Oggi i fatti ci hanno dato ragione. Figuriamoci se, con la crisi in atto, il governo si sarebbe sobbarcato tali oneri se avesse avuto l’alibi costituito dal fatto che noi ne riconoscevamo semplicemente l’interesse regionale.

E’ questo il coronamento di un impegno e di una tenacia che abbiamo voluto dimostrare per ragioni di coscienza e non certo per farci amici questo o quel deputato del Pdl che allora gridò allo scandalo perché io resistevo.

06 set 2010
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Sull’aeroporto di Comiso ho espresso una firma condizionata, il protocollo è sottoscritto.

Ho posto delle condizioni e ho detto agli illustri interlocutori che ritengo, com’è giusto, che questo aeroporto è di interesse nazionale perché integrato nel sistema della Sicilia orientale così come quello di Trapani è integrato in quello della Sicilia occidentale.

La Sicilia è difficilmente raggiungibile in auto e anche per nave. Non c’è dubbio che l’aereo sia il mezzo più comodo. E l’area di Comiso è di importanza fondamentale perché è una terra molto bella, ospitale, ricca e interessante dal punto di vista ambientale e dei beni culturali. Io quindi lavoro in una prospettiva positiva.

Aeroporto nazionale, quindi, con i servizi pagati dallo Stato centrale che non andrà in fallimento per questo mentre per l’aeroporto sarebbe stato di certo un grave danno.

La firma è data ma considero scontato che l’aeroporto non sia regionale e che meriti che lo Stato sostenga quei servizi e se nessuno mi contesta ciò io non intendo revocarla.

Grazie alla nostra resistenza, perché noi dobbiamo imparare a dire di no ai diktat e ai voleri dei padroni di Roma, mentre l’art. 4 del protocollo definiva l’aeroporto non di interesse nazionale, noi abbiamo preteso che si eliminasse la voce “aeroporto” in modo che l’interesse non nazionale fosse riferito alle aree. Che le aree siano di interesse non nazionale e siano cedute dallo Stato è una cosa giustissima.

Abbiamo resistito perché questo declassamento dell’aeroporto venisse cancellato e grazie alla nostra resistenza siamo riusciti ad ottenere questo piccolo grande risultato.

Io sono convinto che l’aeroporto di Comiso avrà un grandissimo sviluppo e sarà fondamentale per la Sicilia. E’ questo il motivo per cui ci siamo battuti.