24 mag 2011

Oggi in Commissione Bilancio è stato dato il via a importanti interventi sul territorio a partire dai fondi da assegnare a Ibla, alla città di Ragusa e all’aeroporto di Comiso.

Si tratta di un fondamentale e significativo passo per la valorizzazione di una delle zone più ricche e interessanti della Sicilia e che, come presidente della Regione, mi sono impegnato personalmente a seguire con attenzione.

E’ un territorio, quello del ragusano, che necessita di una serie di interventi infrastrutturali che possano consentirgli di mettere a profitto la bellezza e le risorse storiche, artistiche e paesaggistiche che vi sono sono racchiuse e che richiamano, già oggi, un grande interesse turistico. Così come sono da valorizzare le tradizioni e le ricchezze agricole e alimentari, anch’esse spendibili in funzione della vocazione turistica della zona.

In questo contesto si inserisce il voto in Commissione e la messa a disposizione di risorse finanziarie per Ibla, il centro storico di Ragusa, così come i fondi per l’aeroporto di Comiso, indispensabile opera infrastrutturale che garantirà a tutto il territorio, e all’intera Sicilia, sviluppo, lavoro e crescita economica e sociale.

20 mag 2011
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Non vedo perché si debba sempre speculare e alzare la voce. Abbiamo ad esempio sbloccato la Catania-Ragusa. La classe dirigente locale dia un’occhiata al piano industriale. Lo dico perché tra dieci anni, quando si riempirà di macchina e di cittadini, non si risolva solo in un grande affare per chi la costruisce ma per tutti i siciliani, per chi la usa. Teniamo conto che introduciamo il principio del pedaggio affidato ad un privato, quindi occhio a quello che succede. L’ho detto anche clamorosamente.
Rispetto alle questioni di Ibla e dell’aeroporto di Comiso, sottolineo che il governo non fa le leggi. Il governo le propone o propone emendamenti. Mi assumo la responsabilità di un emendamento per il quale c’è la copertura finanziaria, che riguarda Ibla perché venga ripristinato per legge, e per l’aeroporto di Comiso, che abbia quei 5 milioni che gli permettano di partire domani e non quando i comodi di lorsignori ministri vorranno.
Servono, questi come i 5 milioni messi per la Catania-Ragusa, per scuotere dal torpore, dalla strafottenza, dall’indifferenza, dall’ostilità nei confronti del sud e della Sicilia dimostrata da questo governo.
La questione di Ragusa pare sia pronta per il Cipe. L’aeroporto lo facciano loro. Noi siamo pronti a sostenerlo comunque.
Ma sarebbe una indecenza e una vergogna che, mentre Ancona ha i servizi pagati dallo Stato, un aeroporto come quello di Comiso che può avere più passeggeri di quello di Catania e che serve uno dei territori più ricchi della Sicilia, non possa ottenerli.
Che aspetta il ministro dell’economia a firmare? Noi siamo pronti a finanziarlo. Questo è quello che ho promesso.

Ci siamo anche occupati di Agrigento e, al di là delle polemiche e delle chiacchiere propagandistiche di qualcuno, noi facciamo il nostro dovere fino in fondo e rendiamo disponibili le risorse che abbiamo. Abbiamo proposto la via della nuova ordinanza che ci consenta una serie di deroghe e siamo pronti a mettere la nostra parte di risorse. E questi quattro ascari da strapazzo facciano in modo che anche Roma metta un poco di risorse per l’emergenza crolli in modo che una città strepitosa che accoglie nella sua Valle dei Templi centinaia di migliaia di turisti riacquisisca la dignità e le condizioni di sicurezza.

12 mag 2011
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Mi spiace per un pezzo di classe dirigente ragusana con la quale talvolta non ci capiamo o entriamo in conflitto. Si minacciava la marcia su Palermo. Forse il 18 la faranno su Roma.
Il governo nazionale ha dirottato al nord miliardi di euro con la delibera Cipe di qualche mese fa: un manifesto di come questo governo sia il più antimeridionale da Garibaldi e Cavour in poi.
E non si trovano 5 milioni per l’aeroporto di Comiso?
Se fossero stati concessi sei mesi fa oggi avremmo un’alternativa funzionante rispetto a Catania, oggi chiuso per la cenere dell’Etna.
Comiso sarebbe già in funzione anche per il territorio e per la crescita del traffico.
A Catania, ad esempio, non sbarca Ryanair perché pretende tariffe più basse da parte dell’aeroporto. Comiso non farebbe concorrenza a Catania, si potrebbe dedicare ai voli low cost a cominciare proprio da quelli di Ryanair.
L’ho detto, lo ribadisco e lo rivendico: se non lo fa subito il governo nazionale, lo faremo noi con i fondi della Regione in attesa che lorsignori si determino a fare il loro dovere e a tirar fuori quello che serve.

30 nov 2010
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Sulla Catania-Ragusa mi sono impuntato per un atto di responsabilità nei confronti di quel territorio, così come è stato in occasione della vicenda dell’aeroporto di Comiso, quando mi sono battuto perché il protocollo non definisse l’aeroporto di interesse non nazionale cosa che avrebbe significato in prospettiva far pagare ai passeggeri le spese per i servizi di controllo aereo e di sicurezza, circa 4 o 5 milioni all’anno. Ho detto di no e l’aeroporto di interesse non nazionale è saltato.

Nel caso della Ragusa-Catania ho più che il sospetto che questa gara per individuare l’imprenditore che fa il progetto di finanza finirà nelle mani di un imprenditore che peraltro fa politica nel Pdl, legittimo certo e nessuna discriminazione sempre che faccia gli interessi di quel territorio oltre che i suoi da imprenditore.

Questo governo che ha sottratto la gestione delle autostrade al Cas può mai pensare di imporre un accordo con chi vincerà questa gara i cui contenuti non sono conosciuti dalla Regione per filo e per segno?

Vogliamo sapere per quanti anni questo imprenditore privato percepirà il pedaggio e in che termini lo farà. Se un privato mette la metà del finanziamento, circa 400 milioni, questi soldi li ottiene dalle banche a condizione che presenti uno studio dal quale si evincano tempi e modalità di ricavo di quell’investimento in modo da poter restituire il prestito e fare il suo utile.

Ma se l’imprenditore, senza che nessuno glielo contesti, sottostima il traffico per cui ritiene di dover incassare il pedaggio per 40 anni questo si traduce in un arricchimento illecito, eccessivo e abnorme di quell’imprenditore causando un danno enorme ai siciliani.

Questa, innanzi alla mia coscienza e ai miei doveri di presidente della Regione, è una cosa che non posso consentire.

Quindi facciamo le cose come si deve: si scrive al ministero, andrò questa settimana all’Anas per porre in termini di correttezza e di legalità una vicenda che invece puzza di tutt’altro.

04 set 2010
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Chi erano gli ascari? Un termine sempre più diffuso nella dialettica politica quotidiana che non mi pare però ben compreso, spesso, anche dagli stessi utilizzatori.

Gli ascari non devono confondersi con gli ascaretti, il noto gelato alla panna ricoperta di cioccolato. Anche se la figura allegorica dell’ascaretto potrebbe bene inserirsi nel linguaggio politico odierno per rappresentare quegli uomini siciliani che in una posizione gerarchica sottostante a quella degli ascari lavorano soltanto per operare azioni gradite ai loro capi, capetti e danti causa.

Allora chi erano gli ascari e chi sono oggi? L’ascaro era il soldato indigeno delle vecchie truppe coloniali europee, specialmente quelle italiane in Eritrea, Somalia e Libia. Lo dice lo Zingarelli che aggiunge questa definizione: “chi serve da ausiliario i partiti”. Oggi ascaro e’ proprio questi, colui che urla ai quattro venti, ad esempio, la necessità e l’urgenza di sottoscrivere il protocollo per l’aeroporto di Comiso in spregio ai diritti dei Siciliani, con le spese per il controllo aereo e per la sicurezza non a carico dello stato, con il rango di aeroporto regionale e non nazionale come invece accade per aeroporti meno rilevanti quali quello di La Spezia o Ancona.

Adesso pare, dalle corrispondenze e dalle trattative di questi ultimi giorni che la Sicilia e Comiso otterranno quello che meritano: il pari trattamento con altre regioni Italiane ed il rango di aeroporto inserito nella rete nazionale. Per questo ho scritto al presidente del Consiglio e a tutte le autorità competenti la nota che riporto qui di seguito.

La Regione Siciliana dà per sottoscritto il protocollo ma solo alle condizioni favorevoli per l’aeroporto e per tutto il territorio. Non mi arrendo davanti al tentativo di calpestarne i diritti e i legittimi interessi, nonostante il lavorio subdolo di ascari e ascaretti.

02 set 2010

“No al declassamento di Comiso ad aeroporto regionale, la Regione firmera’ a condizione che l’aeroporto venga considerato di interesse nazionale e che gli oneri occorrenti all’espletamento dei servizi, come Enav e vigili del fuoco, necessari ad assicurare la funzionalita’ dell’aerostazione, siano a carico dello Stato. Cosi’ come gia’ avviene per altri aeroporti come quelli di Ancona o La Spezia, che hanno un volume di traffico irrisorio se messo a confronto”.

Lo ribadisce il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, in un lettera a firma anche dell’assessore per le Infrastrutture Luigi Gentile, inviata, ieri, al presidente del Consiglio dei Ministri, ai Ministri competenti e all’Enac.

Una lettera nella quale Lombardo spiega i motivi per cui la Regione ha rinviato la firma del documento prevista per ieri.

“Un passaggio del protocollo lascia, infatti, perplessi – sottolinea Lombardo -”. Si tratta, in particolare, dell’articolo 4 nel quale si dice ‘… ed acclarato, allo stato, l’interesse non nazionale, …’.

Per la Regione – come si evidenzia nella lettera – questo riferimento puo’ essere rivolto unicamente al mancato interesse dello Stato in ordine alle aree del sedime dell’ex aeroporto militare di Comiso. Con questo, le amministrazioni statali non dovranno sottrarsi dall’assicurare il proprio contributo agli oneri occorrenti all’espletamento dei servizi di statoCOMISO.

Il presidente della Regione ribadisce che “al riguardo, e’ appena il caso di ricordare che l’aeroporto civile di Comiso,di II^ categoria, al pari di quanto contenuto in tutti i documenti in cui e’ stata prevista la realizzazione dell’infrastruttura aeroportuale, e’ da considerarsi un aeroporto ricompreso nella rete degli aeroporti nazionali”.

La lettera prosegue con precisi riferimenti: ‘L’interesse nazionale della struttura aeroportuale – si legge – e’ stata gia’ acclarata nel piano regionale dei Trasporti e della Mobilita’ – piano attuativo del trasporto aereo del novembre 2004, come recepito nell’APQ trasporto aereo sottoscritto anche da codeste Amministrazioni, che prevede la realizzazione del sistema integrato della Sicilia orientale comprendente gli aeroporti di Comiso e di Catania e, pertanto, le due strutture aeroportuali dovranno essere considerate come un unica struttura interfunzionale ed interdipendente’.

La lettera si conclude con la rinnovata disponibilita’ alla firma del protocollo d’intesa “con le modifiche concordate nel corso della riunione”.

26 lug 2010

Sono solidale con la clamorosa iniziativa di protesta che l’On. Giuseppe Di Giacomo, ex sindaco di Comiso, ha voluto intraprendere per riaccendere i riflettori sull’Aeroporto di Comiso, bloccato, nonostante sia pressoché completo e dopo un ingente impegno economico da parte degli enti preposti, da inspiegabili ritardi e dalla precisa volontà politica di qualche nemico della Sicilia.

Proporrò con determinazione la vicenda all’attenzione del prossimo Consiglio dei Ministri. Noi, come è nostra abitudine, non chiediamo favoritismi o trattamenti di riguardo al governo centrale ma solo il riconoscimento dei nostri diritti e la piena disponibilità ad affrontare in maniera propositiva e positiva le questioni che riguardano la Sicilia.

E’ impensabile che una struttura relativamente piccola quale è l’aeroporto di Comiso debba sobbarcarsi costi che non le competono e che la metterebbero, fin da subito, in difficoltà. Per questo chiediamo al governo centrale e alle autorità competenti che si assumano i costi per il controllo aereo e per i servizi relativi alla sicurezza, assicurati dai vigili del fuoco, così come avviene in qualsiasi altro aeroporto sul territorio italiano.

Non possiamo consentire che un’opera strategica per quel territorio, che avrebbe importanti ricadute positive sia dal punto di vista turistico sia da quello economico e del commercio agricolo, venga lasciata marcire e sia sacrificata sull’altare dell’incapacità e di perverse logiche politiche.

E’ necessario che il Governo nazionale riassuma immediatamente l’iniziativa e ponga in essere ogni sforzo per arrivare in tempi brevi all’apertura dell’aeroporto. Non tollereremo più alcun ritardo ulteriore e manifesteremo tutta la nostra protesta istituzionale nei confronti dei colpevoli di questa perversa strategia dell’immobilismo. Per queste ragioni non solo condivido la protesta dell’on. Di Giacomo, ma gli confermo anche la piena adesione ufficiale del Governo regionale nella sua interezza.

15 giu 2010

La giunta regionale ha dato il via libera alla definitiva smilitarizzazione dell’aeroporto di Comiso.

Il governo regionale ha approvato il protocollo d’intesa con l’agenzia del demanio, il ministero della Difesa, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Enac, che conclude le procedure interministeriali per la cessione del sedime aeroportuale al demanio regionale.

I lavori di adeguamento delle strutture sono stati completati lo scorso 15 aprile. La firma del protocollo – delegata all’assessore alle Infrastrutture, Luigi Gentile – consentira’ di completare le procedure autorizzative dell’Enac e la struttura aeroportuale potra’ essere definitivamente destinata al traffico “civile”.