21 ott 2011

“La Regione siciliana accogliera’ a braccia aperte Laura Salafia, una figlia di questa terra vittima di una vicenda assurda. Laura puo’ anzi deve tornare a Catania dove potra’ essere assistita con le opportune cure domiciliari”.

Cosi’ il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, sulla vicenda della studentessa rimasta paralizzata agli arti inferiori e superiori dopo essere stata ferita da una pallottola vagante a Catania il primo luglio dello scorso anno. La giovane si trova da 15 mesi ricoverata all’ospedale di Montecatone, in provincia di Bologna.

“Non appena il suo percorso clinico si completera’ a Montecatone – aggiunge il Presidente della Regione – la Sicilia sara’ pronta a ricevere questa sua sfortunata figlia. Gia’ l’assessore Mario Centorrino sta organizzando una visita alla giovane universitaria per far sentire viva la presenza del governo siciliano. Nonostante cio’ mi rechero’ anch’io a visitarla perche’ e’ giusto che senta la vicinanza mia personale e delle istituzioni regionali che rappresento”.

27 mar 2011

Da questa mattina sono a Lampedusa. Ho fatto un primo giro sull’isola, incontrando le autorità, i lampedusani e gli immigrati, i quali mi hanno detto che vogliono andar via da qui. L’isola è letteralmente invasa da tunisini e sembra quasi di non essere più in territorio italiano.

I migranti sono tutti in giro alla ricerca di un po’ di cibo, di acqua, sigarette e altri beni di prima necessità. Non hanno servizi igienici e qualunque strada, vicolo e angolo dell’isola è destinato a trasformarsi in luogo dove bivaccare o dormire alla meno peggio.

Una realtà che non può più essere tollerata e che non può reggere. Occorre trovare una soluzione, nel più breve tempo possibile, per far tornare Lampedusa alle condizioni originarie. L’isola deve ricominciare a vivere e i migranti che può permettersi di accogliere sono gli 800-900 che possono essere ospitati al centro immigrati. Per tutti gli altri va trovata una soluzione immediata.

Sono convinto, l’ho detto e lo ribadisco, che l’unica soluzione è quella di inviare navi che intercettino i migranti in mare, li accolgano, li rifocillino e poi, dalle navi stesse, li mandino alle destinazioni finali che non siano Lampedusa.

Credo che il governo ancora non abbia chiaro dove intende mandarli. Si prevedono altri 10 o 20 mila arrivi. Quelli che sono giunti qui in questi giorni erano ampiamente previsti e annunciati ma il governo nazionale non è stato capace di approntare un piano e darsi una migliore organizzazione.

La Regione siciliana sta facendo tutto quanto in suo potere per fronteggiare la situazione: abbiamo portato l’acqua potabile, facciamo pulizie straordinarie, abbiamo attivato presidi sanitari, porteremo cucine da campo.

E non ci stancheremo di ringraziare per lo sforzo che stanno facendo le forze dell’ordine, le Ong, la Caritas, che insieme ai cittadini di Lampedusa e nonostante le enormi difficoltà, stanno svolgendo un lavoro eccellente.

Ma questo è un compito che tocca, in primo luogo, allo Stato. Pare che il  Commissario abbia la disponibilità di un milione di euro: quanto basta per qualche giorno, non di più.

Non si può continuare a lasciare l’isola abbandonata a se stessa e in ginocchio a meno che a qualcuno, incoscientemente e proditoriamente, non sia balenata la terribile idea di riportare Lampedusa, come era ai tempi del fascismo e prima ancora, colonia penale per deportati e confinati.

07 set 2010

Ripensare il turismo in Sicilia significa rafforzare il grande lavoro che in questi anni ha svolto l’assessore Strano, dando assoluta centralità e strategicità al settore e chiedendo uno sforzo supplementare a tutti i rami dell’amministrazione per alimentare scelte coerenti verso la rinnovata attenzione nei confronti delle politiche turistiche.

Ripensare la politica del turismo significa che ogni scelta, dall’agricoltura all’economia, dalla cultura alla formazione, fino alla sanità dovrà avere come punto di riferimento la centralità delle politiche del turismo stesse, della ricettività e dell’accoglienza a partire dalla promozione delle attività in Italia e all’estero che dovranno essere poste al servizio diretto dell’incentivazione dei flussi turistici verso la Sicilia.

Tutto ciò oggi è possibile solo perchè, in questi anni, nonostante le difficoltà finanziarie e la grave crisi internazionale, l’Assessore Strano ha sostenuto in maniera egregia il peso di uno dei settori maggiormente complessi dell’amministrazione regionale.
Solo il ripensamento della politica del turismo in una logica integrata quindi con i diversi rami dell’amministrazione regionale può dare sostanza e risultato al lavoro che è stato svolto in questi anni da questo governo e da Strano per primo.