29 mag 2012
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Per quanto riguarda il rigassificatore di Priolo, abbiamo chiesto all’impresa precise garanzie sulla contemporaneità che deve esserci tra la costruzione del rigassificatore e la messa in sicurezza della raffineria che ha bisogno di manutenzioni straordinarie.
Quella raffineria va messa in sicurezza perché, molto spesso, si sprigionano nubi tossiche e i cittadini devono allontanarsi dalle loro case. Non si può giocare con la sicurezza.
Non appena avremo questo protocollo aggiuntivo, che mi dicono sia già pronto, potremo sbloccare la vicenda in un senso o nell’altro.
La nostra cautela non è certo dovuta a strafottenza o ad ostilità preconcetta ma solo al fatto che abbiamo a cuore la salute, la sicurezza e l’interesse dei cittadini. Il resto viene dopo.

28 mag 2012
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Domani incontro il ministro Passera per fare il punto ulteriormente dopo gli incontri al ministero e con Dr Motors a proposito di Termini Imerese.
Loro sanno come stanno le cose. E lo sapevano prima quando ci hanno detto che si poteva andare sicuri. Non vorrei che ci fosse un boicottaggio da parte di Fiat. Diretto o indiretto, ora mi smentiranno tutti, diranno, ma come si permette… Ma il ragionamento è semplice:  se Dr produce autovetture piccole e medie che costano la metà di quanto costano le Fiat è chiaro che scende in campo un concorrente fortissimo.
Pare che se si mettono a posto i rapporti con le banche Di Risio potrebbe cominciare a produrre. Certo ai lavoratori bisogna dare risposte.
La Regione ha partecipato a centinaia di incontri e ci mette centinaia di milioni di euro. Anche per una questione di principio: 2.000 persone che hanno imparato un mestiere, che avevano un livello di produttività maggiore che non altri lavoratori della stessa fabbrica, vanno tutelate e salvaguardate.

15 mag 2012
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04 mag 2012
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Io sono per esprimere un voto autonomista, oggi più che mai. Il nostro Statuto è messo sotto i piedi quotidianamente e chi ha osato opporsi a questo andazzo rischia di lasciarci le penne.
I cittadini devono comprenderlo: smettiamo di farci menare per il naso dalle logiche dei partiti nazionali che mettono in ginocchio il sud e la Sicilia, comprimono l’autonomia e non danno speranza ai cittadini.
Sosteniamo quindi il Mpa dove è presente e soprattutto il candidato sindaco che il nostro partito sostiene
oppure le liste autonomiste e certe liste civiche, la grande famiglia autonomista espressione di una insofferenza verso una politica dei partiti nazionali che fa solo la fortuna dei capi e dei leader che ragionano su alleanze e lottizzano le cariche pubbliche fregandosene delle esigenze della gente.

20 apr 2012
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Quella che è stata approvata qualche giorno fa in Assemblea è una finanziaria di straordinario rigore, per i tagli e per l’impostazione, che per pareggiare i conti ha dovuto tagliare diverse spese e che con il sistema degli accantonamenti sblocca una parte della spesa solo a condizione che ci siano le relative entrate.

Questa è l’impostazione generale della finanziaria che si avvale anche di una valorizzazione del patrimonio, questa volta dettagliatamente indicato. Non c’è dubbio che questa regione che ha problemi finanziari, come tutte le altre regioni e più delle altre essendo una regione del sud che paga di più i tagli e le manovre che i governi hanno fatto.

Non dimentichiamoci quattro numeri sui quali un governo responsabile non può che fare la sua parte. Le due manovre di Tremonti e di Monti ci hanno portato via 1,5 miliardi di euro. Aggiungiamo che non abbiamo ricevuto i 600 milioni di premialità della sanità che ci spettavano. E, infine, abbiamo anticipato 800 milioni di fondi Fas. Il governo avrebbe dovuto darci tutti i fondi Fas entro il 2012 e invece non ci ha dato neppure quanto abbiamo anticipato. Questa è una cifra notevolissima che grava sul nostro bilancio.

Non c’è dubbio che c’è stata una intesa e la volontà di far passare delle norme positive, come non c’è dubbio che qualche deputato non si è tirato indietro rispetto alla tentazione di metterci dentro qualche sciocchezza. Mi auguro che queste vengano bocciate dal commissario dello Stato perché sono frutto di interessi particolaristici che non sarebbe male far sparire.

Ma in questa finanziaria le cose importanti e fondamentali ci sono. Ci sono norme per lo sviluppo e per aiutare la produzione anche e soprattutto quella agricola. Ci sono le norme che riguardano l’antitaroccamento e il contrasto alle frodi che nuocciono alla nostra economia.

Poi un articolo sul fotovoltaico e le energie alternative. Le banche concedono prestiti fino ad un certo punto, la restante parte può essere garantita dal nostro fondo costituito con il conferimento di pezzi del nostro patrimonio. Questo potrà accelerare la creazione di piccoli e piccolissimi impianti di produzione energetica che serviranno alla produzione agricola come all’artigianato e in generale alle famiglie.

Poi ci sono due norme di vitale importanza per la Sicilia, anche se appaiono in conflitto con le norme sulle liberalizzazioni che sono state approvate dal governo Monti. Una riguarda la Serit, argomento sul quale torneremo perché bisogna prevedere più rate, è necessario sbloccare i beni ipotecati, ci vogliono lievitazione di interessi meno cervellotiche. E poi c’è una norma sulla grande distribuzione alla quale o si da un freno oppure è chiaro che la morte del piccolo commercio e della nostre produzioni agricole sono segnate.

Poi ci sono alcune norme che sembrano sciocchezze ma sono di importanza fondamentale. Finalmente abbiamo stabilito per legge che si può fare la mobilità di un dirigente o di un dipendente da un dipartimento all’altro. Fino a ieri, e sembra incredibile ma pur avendo tanti dipendenti l’amministrazione riscontrava che alcuni dipartimenti erano sguarniti di personale mentre altri avevano un surplus di personale sottoimpiegato. Adesso possiamo fare la mobilità e l’istituto che si occupava di rapporti con il personale, l’Aran, è stato profondamente modificato. Mentre prima costava milioni di euro adesso avrà solo tre consiglieri di amministrazione che prenderanno una indennità modestissima.

Altre norme poi riguardano la soppressione di due dipartimenti importanti. Uno è l’Agenzia per l’impiego e la formazione, un doppione del dipartimento lavoro, che viene assorbita da quest’ultimo.

L’altro dipartimento è l’Azienda foreste. Questa credo sia la norma più rivoluzionaria di questa finanziaria perché realizziamo il primo grande decentramento di poteri, risorse e personale dalla Regione all’ente intermedio che in questo momento è la Provincia ma domani mi auguro possa chiamarsi libero consorzio dei comuni. La norma prevede che nell’arco di pochi giorni con un decreto della Presidenza dobbiamo realizzare lo straordinario obiettivo di trasferire 26 mila persone che si occupano di anti incendio e che lavorano nel settore delle foreste, alle Provincie che potranno controllarli più da vicino e li aiuteranno e gli faranno fare certamente un lavoro più dignitoso rispetto a quello che potevano fare sotto l’occhio lontano della Regione. Potranno curare il verde delle scuole o degli ospedali attraverso le convenzioni che la Provincia potrà fare e questo è certo un ente più vicino al territorio e conosce meglio le esigenze.

Altre norme prevedono ad esempio che nei boschi, per quanto compatibile, si possano impiantare strutture precarie per fare attività lavorative, dal vendere bevande a organizzare passeggiate a cavallo.

Abbiamo poi abolito i Consorzi di ripopolamento ittico, una invenzione che non serviva a nulla se non a pagare consiglieri di amministrazione. Allo stesso modo abbiamo abolito la commissione di tutela ambientale provinciale e regionale che non si riunivano ormai da dieci anni. Mentre alcuni servizi come quelli dell’Arpa, ormai devono essere retribuite. Molto spesso offrono servizi alle imprese e non vedo perché queste non debbano fare la loro parte per pagare servizi che alla regione costano.

Abbiamo poi investito per la riduzione dei ticket sanitari e abbiamo previsto che le assunzioni per le vittime di mafia possano riguardare anche i parenti fino al secondo grado. Abbiamo poi cominciato a onorare, finanziandoli, i contratti dei regionali. Abbiamo fatto un piccolo passo e se ne dovranno fare altri. Vi posso assicurare che c’era una forte opposizione da un bel pezzo dell’assemblea e attraverso il maxiemendamento abbiamo posto questa condizione importante.

Abbiamo poi affrontato la questione del precariato che riguarda i nostri e i 22 mila degli enti locali. Abbiamo fatto una norma che però non so che esito e che fortuna avrà.

Parlare di precariato come solito vizio della regione è fuori di luogo. Io credo di essere stato il primo presidente che ha chiuso la partita del precariato attraverso il blocco delle assunzioni negli enti e nell’amministrazione e che allo stesso tempo ha fatto una forte stabilizzazione. Persone che di proroga in proroga stavano da venti anni soffocati nella speranza che la politica gli mantenesse il lavoro. Per i 4500 della regione non è più così. C’è ancora il problema degli altri che però inciampa su una norma nazionale. Dovremo organizzare un tavolo con il governo nazionale, che mi pare poco sensibile sull’argomento, perché capisca che qui è tutta un’altra storia che dobbiamo certo lasciarci alle spalle ma non lasciando in mezzo a una strada queste famiglie che sulla previsione di un modesto stipendio hanno costruito le prospettive della loro vita.

A proposito di rifiuti abbiamo poi approvato una norma molto importante che consente di intervenire sui comuni viziosi che in alcuni casi vanno commissariati. Gli Ato hanno un debito di un miliardo verso i fornitori, che sono anche le imprese che forniscono la manodopera e che realizzano la raccolta dei rifiuti urbani. I comuni non vigilano sulla efficienza della riscossione e a loro volta sono debitori nei confronti degli Ato rispetto ai quali hanno esercitato pressioni sempre con il solito obiettivo delle assunzioni. Lo scandalo è enorme e quando si ci infila la mafia scattano le misure conseguenti, dagli arresti al disvelamento di tutto questo formicaio di porcherie che stava sotto il settore dei rifiuti (per non parlare della vergogna e dello scandalo che sarebbe scoppiato sui termovalorizzatori). Ora cosa si fa? Intanto ci sono le sanzioni per i sindaci. E poi bisogna definire gli Ato e chiudere le liquidazioni entro quest’anno per poi organizzare una grande gara per le riscossioni. Ci auguriamo che la società per le riscossioni che dovrà rapportarsi con i singoli comuni abbia la capacità finanziaria per poter anticipare quel miliardo che abbiamo il dovere di pagare ai nostri creditori. Questo è il contesto complessivo che abbiamo affrontato.

Infine bisogna attaccare il patrimonio. Se questo è utile bisogna metterlo a profitto. Se invece è meglio che sia un privato ad occuparsene lo si dismetta. Ovviamente con la riserva che le dismissioni non possono pagare spesa corrente ma solo investimenti mentre la messa a reddito potrebbe consentirci di fronteggiare la spesa corrente.

05 apr 2012
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Non posso che essere grato ad Armao, a Bossone, a Pisciotta e agli altri collaboratori che hanno fatto i salti mortali per star dietro a ipotesi, accordi, misure per la crescita o per il contenimento della spesa che sono emerse nel corso di dibattiti, in assemblea, in commissione o altrove. Un plauso, quindi, un ringraziamento e l’invito a proseguire il buon lavoro svolto.
D’altro canto io sono stato invitato ad andare in commissione bilancio, e in questi giorni spero di poter andare. Con Armao conto poi di sentire i capigruppo e i deputati che sono portatori di idee. L’interessante è che i conti quadrino, ci siano misure di contenimento e riduzione della spesa, ci siano misure di aumento delle entrate, si facciano i tagli per evitare che il bilancio non stia in piedi e poi ci siano misure per la crescita: dai confidi, all’anti taroccamento, alla Serit eccetera.
Tra le altre cose credo che non si possa ignorare che c’è un debito che abbiamo con i regionali, legato a contratti che avevano oneri che non sono stati sostenuti dalla Regione. Questo è un ragionamento che indubbiamente va fatto a prescindere da qualsiasi chiacchiera si possa fare sui privilegi dei regionali.
Noi abbiamo bloccato le assunzioni, abbiamo fatto una legge per la semplificazione amministrativa con la quale ci vincoliamo a scadenze e impegni precisi però che la gente abbia diritto ai miglioramenti contrattuali, quando questi miglioramenti ci sono, questo è fuori discussione.
Mi auguro quindi di trovare con tutti un’intesa tale per cui si trovi una quadratura del cerchio e in quattro e quattr’otto, se c’è la volontà, si approvi il bilancio e la finanziaria.

01 mar 2012
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Le difficoltà del mondo agricolo sono straordinariamente più grandi che non nel passato e c’è da fare i conti con questi eventi anno per anno.
Ieri, ad esempio, abbiamo fatto un blitz nei supermercati – e li faremo regolarmente – e nel mirino è finito un olio, insulto al buon senso e all’intelligenza, definito extra vergine di oliva e che viene venduto a 2,5 euro. Vorremmo capire che olio è se solo per raccogliere le olive ci vuole almeno il doppio di quella cifra. Si tratta di materia sofisticata? Da dove viene? Non possiamo che perseguire chi fa queste truffe, se truffe ci sono, e il nostro istituto zooprofilattico sta verificando di cosa si tratta ma sospettiamo che ci sia qualcosa che non va.
Abbiamo contestato il trattato che l’Europa ha fatto con il Marocco a proposito di importazione di prodotti agricoli e intendiamo batterci ancora di più perché su questo trattato si torni indietro.
E se c’è da scendere in piazza bisogna farlo a Bruxelles o a Roma in ordine a questi temi piuttosto che venire a passeggiare dalle parti di Palermo e dintorni.
E questo lo faremo così come abbiamo fatto ricorso alla Corte costituzionale per ad alcuni punti del decreto Salva Italia che penalizzano la Sicilia e la sua autonomia, compresa la liberalizzazione degli orari degli ipermercati che hanno già rovinato il piccolo commercio ma poi soprattutto hanno aggredito la nostra produzione agricola visto che la grande distribuzione ha più facilità ad approvvigionarsi presso mercati nei quali i prodotti provenienti dall’estero hanno costi più bassi dei nostri.

10 feb 2012
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Mercoledì abbiamo incontrato i collaboratori del ministro Barca con i quali abbiamo messo in piedi un’ipotesi di sull’utilizzo dei fondi europei perché non si possono più tollerare ritardi.
Se il sistema non dovesse funzionare sono pronto a staccare la spina, a prescindere da ridicole mozioni di sfiducia.
Ho già inoltrato a tutti gli assessori, perché diventi vincolo contrattuale per i loro dirigenti generali, una nota in cui è previsto che o si va avanti con la spesa europea oppure nessuno può restare al suo posto, non possiamo permettercelo. La Sicilia dovrà costituire un esempio anche per le altre regioni meridionali.