29 giu 2012

“La Corte dei Conti con il giudizio che parifica il rendiconto per il 2011, colloca la situazione finanziaria regionale nel contesto di grave congiuntura economica nazionale ed evidenzia gli sforzi posti in essere dal Governo regionale nell’adozione di misure di risanamento che hanno ricondotto la spesa corrente al di sotto del livello del 2000, sforzi definiti dal Procuratore generale ‘di moralizzazione politico-finanziaria e di riduzione della spesa’”.

Cosi’ il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo commentando l’udienza pubblica della Corte dei Conti per la parificazione del rendiconto 2011 della Regione tenutasi stamane a Palermo.

“La Corte – commenta l’assessore regionale per l’economia Gaetano Armao – conferma il rispetto del Patto di stabilita’, indica alcune misure di riequilibrio che il Governo ha piu’ volte proposto all’Ars e che saranno riproposte nel contesto del disegno di legge all’esame della Commissione Bilancio, affrontando quelle spinte contrarie di interessi corporativi e di ricercatori di rendita che la stessa Corte ha stigmatizzato con le parole conclusive del Presidente Arrigoni”.

“Nelle considerazioni della Corte – conclude Armao – risulta confermata la linea del confronto aperto dal Governo regionale con il Governo nazionale sull’autonomia finanziaria ed il rafforzamento del riequilibrio finanziario”

25 giu 2012

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13 giu 2012

In questi giorni abbiamo provveduto a ridurre l’impegno contabile relativo all’Avviso 8 del 2009, la cui graduatoria non ha ricevuto il visto di legittimità dalla Corte dei Conti. Si tratta di un atto dovuto, che non intacca in alcun modo le possibilità di utilizzo delle risorse del Fondo Sociale Europeo.
Nell’arco dell’ultimo anno e tre mesi gli impegni giuridicamente vincolanti sul FSE sono cresciuti dal 23 (nei primi quattro anni!) al 63 per cento (1.306 milioni di euro) delle risorse disponibili, e la spesa certificata è passata dal 3.5 per cento al 19 per cento.
Si è cioè entrati finalmente in una nuova fase che vede i nuovi bandi accompagnati da Bruxelles e le nuove graduatorie approvate dalla Corte dei Conti. Il cambiamento intervenuto, il nuovo positivo ritmo di impegno e di spesa ci sono stati riconosciuti non più tardi di una settimana fa dal Commissario europeo Lazlo Andor  nel corso di un’audizione specificamente dedicata all’andamento Fondo Sociale Europeo della Sicilia.

04 giu 2012

Al 31 dicembre 2011 risultano rispettati tutti gli obiettivi di spesa e di impegno necessari per evitare che la Sicilia perda le risorse comunitarie assegnate. Lo precisa la Presidenza della Regione, in riferimento alle dichiarazioni del Commissario europeo per le Politiche regionali, Johannes Hahn.

La quota comunitaria da spendere entro il 2012, per evitare il disimpegno automatico, e’ di 606.308.846 euro; nel dicembre 2011 sono stati gia’ certificati 443.431.377,60 euro. Un’ulteriore quota di risorse comunitarie pari a 224.879.837,89 euro e’ gia’ stata spesa dai beneficiari finali. Nel sistema di monitoraggio risulta gia’ registrato un avanzamento finanziario nel 2012 di 239.990.488,21 euro, per i quali sono in corso accurati controlli da parte dei Dipartimenti attuatori. Questo fa ben sperare per il superamento delle soglie, ancor prima della naturale scadenza.

Infatti il pagamento dei beneficiari inseriti nel sistema ammonta ad oggi a 683.421.865,21 euro, suddivisi per i vari dipartimenti regionali (vedi tabella allegata).

La Regione siciliana ha gia’ accolto e inoltrato, a febbraio scorso, la proposta della Commissione e del ministro Barca di attuare il Piano di Azione e Coesione attraverso la rimodulazione del Programma, cosi’ come le altre Regioni del Mezzogiorno.

L’approvazione, da parte della Commissione europea, permettera’ un’ulteriore accelerazione della spesa.

Nei primi mesi del 2012, la Presidenza della Regione ha emanato una serie di direttive per individuare eventuali responsabilita’ nella perdita e nell’uso non efficace dei fondi europei, con precisi meccanismi sanzionatori. La direttiva presidenziale prevede infatti un tavolo di valutazione sull’avanzamento della spesa e sui processi di qualificazione della stessa con cadenza bisettimanale a partire dal 27 febbraio scorso. Il monitoraggio, quindi, non sara’ consuntivo, intervenendo cioe’ “a giochi fatti”, come in passato, ma e’ gia’ partito e sara’ costante. E cio’ anche per apportare alla programmazione e al sistema di governance i correttivi che si rendessero necessari.

01 giu 2012

L’Onorevole Raffaele Lombardo, sia personalmente che nella sua qualità di Presidente della Regione siciliana, ha fatto notificare una citazione in giudizio ai giornalisti de “La Repubblica” Francesco Viviano e Alessandra Ziniti ed al responsabile della sede palermitana del quotidiano Sebastiano Messina nonché alla Società editrice l’Espresso S.p.A. al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti, nella sua duplice veste, dalla campagna di stampa “falsa e diffamatoria” posta in essere dal Gruppo Repubblica – L’Espresso nel corso del 2010.

In particolare il quotidiano “La Repubblica” in più circostanze ha diffuso la notizia “destituita di fondamento – sostengono i legali di Lombardo – che la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania, nelle persone dell’allora Procuratore D’Agata e dei suoi sostituti, aveva depositato presso l’ufficio del Gip una richiesta d’arresto per il Presidente Raffaele Lombardo”.

“Solo la secca smentita del Procuratore D’Agata, che si e’ visto costretto a reiterarla per ben due volte – si legge nell’atto di citazione - ha evitato una grave deviazione del percorso democratico deciso dal popolo siciliano col voto espresso nella primavera del 2008“.

“Il tentativo del gruppo Repubblica – L’Espresso di precedere l’evento determinandolo non ha avuto successo ed ora il medesimo gruppo editoriali ed i singoli responsabili personalmente, dovranno rispondere di tale condotta dinanzi al Tribunale Civile di Roma”.

Il Presidente Raffaele Lombardo ha affidato l’incarico di rappresentarlo in giudizio all’Avv. Alessandro Benedetti del foro di Roma

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I giornalisti farebbero bene a verificare le informazioni ricevute prima di pubblicare articoli privi di fondamento