28 apr 2012

Ieri per la prima volta ho partecipato ad una udienza e da ora in poi non intendo privarmi di questo diritto perché questo mi consente di capire cosa vanno dicendo questi signori, e ciò è molto utile, e lo rifarò perché difendersi nel processo vuol dire questo.

E sentendo gente come D’Aquino mi rendo conto di quali siano le ragioni per le quali la procura della Repubblica, sotto tre capi diversi, ha chiesto l’archiviazione per il reato che a tutti i costi mi si vuole addebbitare.

Si tratta delle dichiarazioni di un noto criminale che può essere credibile quando rivela i retroscena riscontrabili di un omicidio, di una estorsione, di una rapina. Ma in questo caso si tratta di sciocchezze e calunnie contro di me, Pistorio e altri uomini politici. Cosa avrei dato a queste persone? Posti di lavoro, favori, opportunità economiche? Ma ne citassero una di queste cose che gli avrei dato!

E’ bene che la magistratura e i cittadini si rendano conto che un pluriomicida non avrebbe neppure il diritto di essere ascoltato per le sciocchezze che dice magari sperando di ottenere sconti di pena.

26 apr 2012

“Le dichiarazioni del Presidente Cascio sono inopportune ed istituzionalmente scorrette, sia nella forma che nel merito. Inopportune perche’ il presidente dell’Assemblea dovrebbe sapere, anche informandosi con i suoi vice se necessario, che le uniche misure qualificanti della finanziaria, quali i tagli alla spesa pubblica, le norme per lo sviluppo e quelle per la semplificazione amministrativa, sono iniziative esclusivamente del Governo”.

Lo dice il Presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, commentando le dichiarazioni del Presidente dell’Ars Francesco Cascio sull’impugnativa della legge di stabilita’ da parte del Commissario dello Stato.

“Le parole di Cascio appaio, poi, istituzionalmente scorrette perche’ tracimano il ruolo di garanzia ed imparzialita’, che dovrebbe essere proprio del Presidente dell’Assemblea, dimostrando come Cascio non abbia mai avuto la serenita’ per guidare il Parlamento, con il risultato che oggi e’ sotto gli occhi di tutti.

Quanto ai toni utilizzati, non intendo inseguire il Presidente dell’Ars sul terreno della caduta di stile, laddove sarebbe facile ricordargli responsabilita’ e protagonisti delle ‘porcate’ come lui stesso le ha definite, figlie di quanti criticavano sui giornali la finanziaria, ma trattavano nell’ombra tabelle e provvedimenti di spesa incontrollata. Sarebbe infatti superfluo ricordare a Cascio, che pure lo dovrebbe ben sapere, che il bilancio non e’ un atto tipico del Governo, ma l’atto di maggiore responsabilita’ che attiene alla competenza esclusiva e finale dell’Assemblea.

Sull’opposizione di Cascio ad un eventuale commissariamento si puo’ leggere la totale difformita’ con la quale interpretiamo i rispettivi ruoli: io pronto a dimettermi domani senza essere mai stato neanche rinviato a giudizio per rispetto della Sicilia e dei siciliani, lui disposto a qualsiasi mediazione e qualsiasi incoerenza pur di non perdere un solo giorno della sua dorata presidenza”

26 apr 2012
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Pubblichiamo i video degli interventi, introduttivo e di replica, pronunciati stamattina da Raffaele Lombardo all’Ars nel corso del dibattito dedicato alle comunicazioni del governatore sulla vicenda giudiziaria che lo riguarda.

20 apr 2012
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Quella che è stata approvata qualche giorno fa in Assemblea è una finanziaria di straordinario rigore, per i tagli e per l’impostazione, che per pareggiare i conti ha dovuto tagliare diverse spese e che con il sistema degli accantonamenti sblocca una parte della spesa solo a condizione che ci siano le relative entrate.

Questa è l’impostazione generale della finanziaria che si avvale anche di una valorizzazione del patrimonio, questa volta dettagliatamente indicato. Non c’è dubbio che questa regione che ha problemi finanziari, come tutte le altre regioni e più delle altre essendo una regione del sud che paga di più i tagli e le manovre che i governi hanno fatto.

Non dimentichiamoci quattro numeri sui quali un governo responsabile non può che fare la sua parte. Le due manovre di Tremonti e di Monti ci hanno portato via 1,5 miliardi di euro. Aggiungiamo che non abbiamo ricevuto i 600 milioni di premialità della sanità che ci spettavano. E, infine, abbiamo anticipato 800 milioni di fondi Fas. Il governo avrebbe dovuto darci tutti i fondi Fas entro il 2012 e invece non ci ha dato neppure quanto abbiamo anticipato. Questa è una cifra notevolissima che grava sul nostro bilancio.

Non c’è dubbio che c’è stata una intesa e la volontà di far passare delle norme positive, come non c’è dubbio che qualche deputato non si è tirato indietro rispetto alla tentazione di metterci dentro qualche sciocchezza. Mi auguro che queste vengano bocciate dal commissario dello Stato perché sono frutto di interessi particolaristici che non sarebbe male far sparire.

Ma in questa finanziaria le cose importanti e fondamentali ci sono. Ci sono norme per lo sviluppo e per aiutare la produzione anche e soprattutto quella agricola. Ci sono le norme che riguardano l’antitaroccamento e il contrasto alle frodi che nuocciono alla nostra economia.

Poi un articolo sul fotovoltaico e le energie alternative. Le banche concedono prestiti fino ad un certo punto, la restante parte può essere garantita dal nostro fondo costituito con il conferimento di pezzi del nostro patrimonio. Questo potrà accelerare la creazione di piccoli e piccolissimi impianti di produzione energetica che serviranno alla produzione agricola come all’artigianato e in generale alle famiglie.

Poi ci sono due norme di vitale importanza per la Sicilia, anche se appaiono in conflitto con le norme sulle liberalizzazioni che sono state approvate dal governo Monti. Una riguarda la Serit, argomento sul quale torneremo perché bisogna prevedere più rate, è necessario sbloccare i beni ipotecati, ci vogliono lievitazione di interessi meno cervellotiche. E poi c’è una norma sulla grande distribuzione alla quale o si da un freno oppure è chiaro che la morte del piccolo commercio e della nostre produzioni agricole sono segnate.

Poi ci sono alcune norme che sembrano sciocchezze ma sono di importanza fondamentale. Finalmente abbiamo stabilito per legge che si può fare la mobilità di un dirigente o di un dipendente da un dipartimento all’altro. Fino a ieri, e sembra incredibile ma pur avendo tanti dipendenti l’amministrazione riscontrava che alcuni dipartimenti erano sguarniti di personale mentre altri avevano un surplus di personale sottoimpiegato. Adesso possiamo fare la mobilità e l’istituto che si occupava di rapporti con il personale, l’Aran, è stato profondamente modificato. Mentre prima costava milioni di euro adesso avrà solo tre consiglieri di amministrazione che prenderanno una indennità modestissima.

Altre norme poi riguardano la soppressione di due dipartimenti importanti. Uno è l’Agenzia per l’impiego e la formazione, un doppione del dipartimento lavoro, che viene assorbita da quest’ultimo.

L’altro dipartimento è l’Azienda foreste. Questa credo sia la norma più rivoluzionaria di questa finanziaria perché realizziamo il primo grande decentramento di poteri, risorse e personale dalla Regione all’ente intermedio che in questo momento è la Provincia ma domani mi auguro possa chiamarsi libero consorzio dei comuni. La norma prevede che nell’arco di pochi giorni con un decreto della Presidenza dobbiamo realizzare lo straordinario obiettivo di trasferire 26 mila persone che si occupano di anti incendio e che lavorano nel settore delle foreste, alle Provincie che potranno controllarli più da vicino e li aiuteranno e gli faranno fare certamente un lavoro più dignitoso rispetto a quello che potevano fare sotto l’occhio lontano della Regione. Potranno curare il verde delle scuole o degli ospedali attraverso le convenzioni che la Provincia potrà fare e questo è certo un ente più vicino al territorio e conosce meglio le esigenze.

Altre norme prevedono ad esempio che nei boschi, per quanto compatibile, si possano impiantare strutture precarie per fare attività lavorative, dal vendere bevande a organizzare passeggiate a cavallo.

Abbiamo poi abolito i Consorzi di ripopolamento ittico, una invenzione che non serviva a nulla se non a pagare consiglieri di amministrazione. Allo stesso modo abbiamo abolito la commissione di tutela ambientale provinciale e regionale che non si riunivano ormai da dieci anni. Mentre alcuni servizi come quelli dell’Arpa, ormai devono essere retribuite. Molto spesso offrono servizi alle imprese e non vedo perché queste non debbano fare la loro parte per pagare servizi che alla regione costano.

Abbiamo poi investito per la riduzione dei ticket sanitari e abbiamo previsto che le assunzioni per le vittime di mafia possano riguardare anche i parenti fino al secondo grado. Abbiamo poi cominciato a onorare, finanziandoli, i contratti dei regionali. Abbiamo fatto un piccolo passo e se ne dovranno fare altri. Vi posso assicurare che c’era una forte opposizione da un bel pezzo dell’assemblea e attraverso il maxiemendamento abbiamo posto questa condizione importante.

Abbiamo poi affrontato la questione del precariato che riguarda i nostri e i 22 mila degli enti locali. Abbiamo fatto una norma che però non so che esito e che fortuna avrà.

Parlare di precariato come solito vizio della regione è fuori di luogo. Io credo di essere stato il primo presidente che ha chiuso la partita del precariato attraverso il blocco delle assunzioni negli enti e nell’amministrazione e che allo stesso tempo ha fatto una forte stabilizzazione. Persone che di proroga in proroga stavano da venti anni soffocati nella speranza che la politica gli mantenesse il lavoro. Per i 4500 della regione non è più così. C’è ancora il problema degli altri che però inciampa su una norma nazionale. Dovremo organizzare un tavolo con il governo nazionale, che mi pare poco sensibile sull’argomento, perché capisca che qui è tutta un’altra storia che dobbiamo certo lasciarci alle spalle ma non lasciando in mezzo a una strada queste famiglie che sulla previsione di un modesto stipendio hanno costruito le prospettive della loro vita.

A proposito di rifiuti abbiamo poi approvato una norma molto importante che consente di intervenire sui comuni viziosi che in alcuni casi vanno commissariati. Gli Ato hanno un debito di un miliardo verso i fornitori, che sono anche le imprese che forniscono la manodopera e che realizzano la raccolta dei rifiuti urbani. I comuni non vigilano sulla efficienza della riscossione e a loro volta sono debitori nei confronti degli Ato rispetto ai quali hanno esercitato pressioni sempre con il solito obiettivo delle assunzioni. Lo scandalo è enorme e quando si ci infila la mafia scattano le misure conseguenti, dagli arresti al disvelamento di tutto questo formicaio di porcherie che stava sotto il settore dei rifiuti (per non parlare della vergogna e dello scandalo che sarebbe scoppiato sui termovalorizzatori). Ora cosa si fa? Intanto ci sono le sanzioni per i sindaci. E poi bisogna definire gli Ato e chiudere le liquidazioni entro quest’anno per poi organizzare una grande gara per le riscossioni. Ci auguriamo che la società per le riscossioni che dovrà rapportarsi con i singoli comuni abbia la capacità finanziaria per poter anticipare quel miliardo che abbiamo il dovere di pagare ai nostri creditori. Questo è il contesto complessivo che abbiamo affrontato.

Infine bisogna attaccare il patrimonio. Se questo è utile bisogna metterlo a profitto. Se invece è meglio che sia un privato ad occuparsene lo si dismetta. Ovviamente con la riserva che le dismissioni non possono pagare spesa corrente ma solo investimenti mentre la messa a reddito potrebbe consentirci di fronteggiare la spesa corrente.

19 apr 2012
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Non possiamo rischiare di bruciare l’esperienza autonomista che abbiamo avviato. Non possiamo bruciarla sull’altare delle logiche nazionali che uccidono la Sicilia perché sono coincidenti con interessi e poteri forti che hanno testa e cuore a nord di Roma, e mi auguro che su questo i siciliani non abbiano dubbi.

Una politica autonoma e autonomista deve imporre le regole e le conseguenze di uno Statuto che è rimasto solo sulla carta. Se vogliamo portare avanti il cammino intrapreso  dobbiamo sganciarci dalle logiche perverse che la politica nazionale e antisiciliana metterà in essere con le prossime elezioni politiche, inventando nuovi partiti e schieramenti, reclutando personalità che serviranno come specchietto per le allodole per i cittadini.

Il Movimento per le Autonomie porterà invece avanti la sua politica legata al territorio nonostante gli attacchi che mi sono stati fatti da parte di quattro squallidi speculatori ascari della politica nazionale per indebolire il movimento.

L’MpA dovrà entrare sempre più nel cuore e nella coscienza dei siciliani mettendo fuori gioco i camerieri dei partiti nazionali che in questi 65 anni hanno lasciato a bocca asciutta la Sicilia e i siciliani e che a livello nazionale lasciano l’Italia in una condizione molto simile a quella della Grecia.

Quindi tempi diversi per le elezioni. Se il governo nazionale va avanti fino alla prossima primavera-estate non c’è dubbio che noi dobbiamo attrezzarci per votare prima, cioè in autunno prossimo, e metteremo in essere le condizioni perché ciò avvenga.

Una scelta tutta politica che non ha niente a che fare con la mia vicenda giudiziaria, sulla quale renderò conto, in maniera il più possibile obiettiva, all’Ars il prossimo 26 aprile. E poi, come è giusto e doveroso che sia, cercherò di dedicarmi pienamente alla mia difesa perché, come si dice, ognuno è il miglior avvocato di se stesso perché nessuno come noi stessi sa quanto è capitato attorno a noi e quello che abbiamo fatto nella nostra vita.

19 apr 2012

“Dieci milioni di euro sono immediatamente disponibili per garantire la continuita’ e la corretta gestione dei servizi essenziali del Comune di Palermo in atto gestiti dalla Gesip”.

Lo afferma il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, che questa mattina ha inviato una nota al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Antonio Catricala’ e al Capo della Protezione Civile nazionale Franco Gabrielli, per chiedere la proroga al 30 giugno di quest’anno dell’ordinanza 3957 del 29 luglio 2011, relativa alle “disposizione urgenti di Protezione civile per fronteggiare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani nella provincia di Palermo”.

“I fondi necessari ad assicurare la continuita’ operativa della Gesip – spiega Lombardo – derivano dalla quota assegnata alla Regione siciliana delle risorse destinate agli obiettivi di servizio disciplinati dalla delibera Cipe del 3 agosto 2007″.

“Con questo stanziamento – conclude Lombardo – e’ possibile realizzare quel ponte temporale che conduca la Gesip alla fine di giugno, quando dovra’ essere completato il piano di riordino della partecipate in capo al Comune di Palermo e quindi anche della Gesip. Il piano di riordino ad oggi, ancora non e’ stato predisposto dal Comune di Palermo”.

L’obiettivo di realizzare il piano di riordino delle partecipate del comune di Palermo era gia’ stato discusso e programmato in occasione della riunione del 29 marzo scorso a Palazzo d’Orleans, quando per discutere della Gesip, il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo aveva incontrato il commissario straordinario del Comune di Palermo Luisa Latella, alla presenza del prefetto Umberto Postiglione.

16 apr 2012

Dopo due anni di lavoro molto intenso, oggi si sottoscrivono questi 26 accordi che consentono di sbloccare investimenti per 310 milioni di euro che riguardano 136 soggetti pubblici. Si tratta di progetti che sono immediatamente cantierabili.

Questo dato, accanto ad un’altra notizia molto importante, quella dell’impegno di fondi europei del Fesr per quasi 197 milioni di euro per finanziare la prosecuzione dell’autostrada Siracusa-Gela, mi rendono particolarmente soddisfatto per i risultati raggiunti nel nostro lavoro di sviluppo e impegno verso la Sicilia.

Qui il Pdf con i beneficiari e le schede dei progetti

16 apr 2012

Oggi pomeriggio, alle ore 16,30 a Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione siciliana, a Palermo, saranno firmati i piani integrati di sviluppo territoriale (Pist) che riguardano 136 fra Province, Comuni ed Enti territoriali. I Pist permetteranno di sbloccare 310 milioni di euro dell’asse 6 del Po Fesr con progetti immediatamente cantierabili. Subito dopo la firma, i piani saranno illustrati alla stampa dal presidente della Regione, Raffaele Lombardo.