17 feb 2012

Azioni concrete a difesa della nostra agricoltura e dell’economia della Sicilia

scritto da Raffaele Lombardo 18 commenti

L’approvazione da parte del parlamento europeo dell’accordo che apre la strada ai prodotti agricoli e della pesca del Marocco è un autentico misfatto che non potrà che arrecare enormi danni all’agricoltura meridionale e siciliana.

In un momento di profonda crisi della nostra economia l’intero sistema politico italiano, e soprattutto quello meridionale e siciliano, non può permettersi di far passare sotto silenzio un provvedimento che rischia di mettere in ginocchio il nostro comparto agricolo gettando sul lastrico centinaia di migliaia di famiglie che lavorano la terra.

L’impegno mio e del governo regionale, e sul quale ritengo debbano necessariamente convergere tutte le forze politiche e sociali che hanno a cuore la Sicilia e il suo sistema economico e produttivo, non può limitarsi alla solidarietà con i lavoratori e le aziende che operano nel settore ma si esplica in azioni concrete di sostegno e sviluppo.

A cominciare da uno dei comparti che saranno maggiormente colpiti dall’accordo appena ratificato, quello dell’agrumicoltura e soprattutto della produzione di arance, il nostro governo si assume l’impegno di avviare azioni e campagne di sostegno alla produzione e alla commercializzazione delle nostre arance DOP e IPG, prodotti ottenuti nel pieno rispetto dei disciplinari di produzione biologica, che possano contrastare gli effetti nefasti di quell’accordo.

E’ già stato decretato un accordo di filiera che prevede la trasformazione delle arance in spremuta fresca e sono allo studio e in fase avanzata di realizzazione campagne di sensibilizzazione nei confronti dei consumatori.

Così come, nei giorni scorsi, abbiamo firmato un protocollo con l’Abi e diverse assicurazioni per il sostegno e il finanziamento destinato ai giovani imprenditori agricoli.

Se l’Europa fa orecchie da mercante di fronte alle richieste e agli appelli dei nostri operatori agricoli e se il sistema politico italiano non riesce ad essere sensibile e compatto a difesa della nostra economia e dei nostri lavoratori, non ci resta altra strada che agire in autonomia a difesa dei nostri prodotti, della nostra terra e del lavoro dei nostri figli.

18 Commenti a “Azioni concrete a difesa della nostra agricoltura e dell’economia della Sicilia”

  1. mario64 scrive:

    Bravo…, bravo….Sempre la stessa cosa dice…!!! Prima di lui, altri politici catanesi parlarono delle spremute di frutta…. Le filiere sono ancora le stesse….!! In questo momento il biologico non fa ridere nessuno…. La gente compra per i soldi che ha!!! Solo scardinando il sistema degli intermediari si può dare vita a qualcosa di nuovo.Ma c’è qualcuno che ci vuole mettere le mani? Lombardo? Non mi pare il tipo…..

  2. tony scrive:

    Sono molto amareggiato per questo voto dalla UE ,non bastavano i problemi della Sicilia,il caro gasolio,la manodopera che non può competere con i prezzi del Marocco,tutto questo porterà inevitabilmente una forte riduzione delle vendite siciliane,e conseguentemente altri licenziamenti,altra desertificazione delle campagne.
    E ancora peggio I SICILIANI EUROPARLAMENTARI SCALDABANCHI che hanno votato a favore del decreto Ue.
    Ma stiamo scherzando ???
    Ora gli agricoltori marceranno su Palermo il sei marzo e poi vogliono andare a Roma per protestare contro l’accordo che abbatte i dazi sui prodotti ortofrutticoli e ittici !
    E questo per iniziare,deluso molto fortemente di berlusconi,mai più voterò per questi individui che dopo i miracoli che dovevano fare,hanno ucciso la Sicilia !

  3. Cico scrive:

    Se però il parlamento europeo ha deliberato questo accordo nei confronti di un Paese esterno all’UE, evidentemente, deve aver avuto le sue buoni ragioni.
    Forse i prodotti dichiarati come provenienti dai paesi mediterranei (Italia, Spagna e Grecia) non garantivano più la quantità ritenuta sufficiente o, peggio ancora, una qualità degna di essere tutelata.
    Cerchiamo di non gridare sempre al complotto ordito ai nostri danni: anche perchè, storicamente, proprio noi siciliani vantiamo precedenti poco onorevoli in fatto di truffe alla Comunità europea riguardo alla produzione agricola.
    Credo comunque che un’arancia o una pesca siciliana, come pure il pesce azzurro del nostro mare, non potranno mai essere paragonati ad analoghi prodotti provenienti dal Marocco.

  4. filomenoa scrive:

    Il post in commento rappresenta in maniera palese l’ essere portato verso la dittatura di Raffaele Lombardo.
    Cercare di impedire ad un popolo di usufruire di eventuali approvazioni del parlamento europeo non fa altro che dimostrare quanto sia anti democratico il sig. Lombardo Raffaele.
    La smetta con le Sue affermazioni palesi contro la democrazia e l’ umanità.

  5. corradovigo scrive:

    È facile criticare adesso
    Fino a ieri cischacfatti?
    Io le ho dato, via web, sempre suggerimenti gratuiti e supportabili
    Oggi è troppo tardi.
    Ogni azione non varrà nulla.
    Completi la legislatura e poi cambiamo comandante!

  6. etnagricoltura scrive:

    Io sono stanco di lavorare per non guadagnare nulla (anzi indebitarmi), ma Lei onorevole Lombardo non si stanca mai di parlare e di dire sempre cazz.ate. Lei si che è un vero professionista, in realtà la ammiro e la invidio…sopratutto perchè riesce a dare da mangiare ai suoi figli senza indebitarsi con la Serit

  7. lele scrive:

    Quantomeno, quando si dicono cose giuste, cercate di tacere altrimenti correte il rischio di farvi cadere la maschera e scoprirvi quali detrattori di Lombardo solo per interessi di natura esclusivamente politica. Le cose di cui parla oggi lombardo sono state dette da più di qualche personaggio, politico e non, giornalisti compresi, e nulla si può obiettare su quanto sta accadendo a bruxelles. L’accordo UE Marocco è scandaloso, indipendentemente dal fatto che lo dica lombardo o meno. Anzi, in qualità di presidente della regione siciliana lombardo ha pure l’obbligo di contrapporsi a tali scelte scellerate. Voi invece provate pure a cercare inutili quanto offensive scusanti verso le decisioni dell’europa, proprio come prova a fare cico.Etnagricoltura dovrebbe sostenere le ragioni di queste forme di protesta, invece…solo rancore politico.
    Poca, ma poca credibilità nei vostri messaggi, e questo non porterà mai a nulla di costruttivo. Il male della nostra terra è proprio questo, non riuscire a farci guidare dai principi e dalle idee vincenti, ma solo farci accecare dal rancore politico. Chiedo espressamente a cico, mario64, filomena e etnagricoltura di EMIGRARE, non ci servono i perdenti per provare a riacquistare dignità.
    W la Sicilia libera!

  8. mario64 scrive:

    Caro Lele, il tuo intervento, forse è finalizzato ad un plauso da parte di Raffaele Lombardo. Al di là di questa finalità non va di certo.Parli di principi ed idee vincenti…. Ma dove sono? La realtà in cui versa quest’isola, dove Lombardo, fino ad oggi ha fatto tutto, ma proprio tutto quello che voleva, non mi pare abbia risentito di tali principi ed idee vincenti. Lo stesso assessore Russo, non è uscito dalla commissione nazionale sulla sanità, da vincitore. Far passare per idee vincenti , le idee di uno che non ha idee e nemmeno principi, è il vero leit motiv di chi è davvero il vero perdente. Ho usato questo termine, e non lo userò più. Non credo a questo mondo ci siano perdenti!!!! E chi lo crede, è il vero perdente!!! Perchè ha già predetto il giudizio universale…..Mi sembra quanto mai ignobile, criticare gente come etnagricoltura. Gente che si rompe il sedere a far quadrare i conti in una realtà in cui l’assitenzialismo rende ricchi gli amici del potere e i loro stessi parenti. Comprendo la rabbia di etnagricoltura e la comprendo da persona che conosce il settore. Mio padre era un imprenditore agricolo, uno di quelli, per intenderci, come etnagricoltura. Viveva di quello che produceva, senza mai ricevere nessun contributo e a tal proposito , mio padre aveva una sua idea…. e non solo Lui… Mio padre non era pincopallino, aveva ricoperto anche cariche sindacali nel settore e conosceva bene quello che orbita intorno al settore dell’agricoltura e a chi era riservato. Infine, tu mi parli di riacquistare dignità? E chi ce la dovrebbe fare riacquistare tale dignità, chi non ne ha mai avuta?
    E quando parlo di certe persone,ho l’abitudine di parlarne perchè le conosco bene …fin troppo bene!!!! Spero tu non sia in buona fede, perchè se davvero credi in certi argomenti (chiacchiere…e basta), mi faresti pure un tantino di compassione….

  9. tony scrive:

    Caro Lele,’era da fare un favore ai francesi di sarkozy che, si sa, al Marocco e ai franco-africani ci tengono .Che importa se migliaia di lavoratori, siciliani,centinaia di aziende ed un fatturato di milioni di euro svaniranno come neve al sole: tanto accadrà in Sicilia,quella del 61 a zero.Quella stessa isola che per Monti ed i suoi, è una lontana regione
    E questa è la libera concorrenza di cui parlate ??
    libera concorrenza rispetto alla quale questo provvedimento é l’esatta contraddizione; come si può mettere in competizione, infatti, il costo di produzione di arance raccolte da schiavi pagati con un pugno di datteri da sfruttatori senza scrupoli, con aziende siciliane il cui costo del lavoro è insostenibile?
    Particolari che al Presidente Monti non interessano più di tanto, visto che quando gli agricoltori e i forconi andranno a protestare la sua risposta è già pronta: vi capisco ma non c’è un euro per aiutarvi.

  10. corradovigo scrive:

    Facciamo i nomi ed i cognomi di chi era assente alla votazione, ma parliamo dei grandi assenti e degli astenuti!
    Innanzi tutto vorrei sottolineare come un GRANDE ASTENUTO è stato il collega prof. Paolo De Castro … che da collega … l’ha fatta proprio grossa ad astenersi!
    Altro GRANDE ASSENTE Ciriaco De Mita … che stava facendo? Era a Nusco per il Carnevale?
    Poi grande assente … Rita Borsellino e Sonia Alfano … due Siciliane così occupate da … non accorgersi che si giocava un tiro mancino alla nostra regione.
    Per fortuna che … siamo sempre al traino di altre regioni o nazioni: La Spagna, infatti, che non stà con le mani in mano presenterà un ricorso contro il nuovo accordo appena ratificato.
    Il ricorso sarà presentato dal Coordinamento di agricoltori e allevatori (Coag), che ne dà notizia nella sua pagina web. Secondo l’organizzazione, la ratifica dell’accordo col paese magrebino rappresenta “una batosta” per l’agricoltura spagnola, dal momento che “ipoteca il futuro di 250.000 coltivazioni ortofrutticole e minaccia 450.000 posto di lavoro e oltre 8,5 miliardi di euro in esportazioni l’anno. (ANSAmed).
    E allora Presidente Lombardo che si fa? Andiamo trainati dalla Spagna e ci accodiamo anche noi al ricorso?
    Magari ne prepara uno l’avv. Armao, suo Assessore, così risparmiamo un bel pò di quattrini!
    Aspetto impaziente!

  11. etnagricoltura scrive:

    Al fine di evitare che Lombardo&Co. assumano un mega consulente per fare un copia ed incolla, riporto dal blog: http://www.vigo.it la seguente da “UE-Marocco … con invito a cena” (ringrazio l’Italia e la Sicilia per le opportunità che dedica ai propri schiavi cittadini):
    ….Caro Corrado,
    Come avrai visto, tra i primi viaggi di Monti v’è stato quello in Marocco a preparare questo accordo a cui ne fa seguito un altro, il cambio: la possibilità di realizzare infrastrutture e vendere tecnologia.
    Quello “Agricolo” contempla clausole significative: sono esenti da questi abbassamenti doganali solo alcune culture
    orticole in serra, ad es fragole, proprio quelle culture che sono prodotte significativamente dagli Olandesi ed dai Tedeschi.
    Dacian Ciolos lo puoi invitare ma non può nulla.
    Lo scambio è dunque Sicilia agricola (Italia, Francia et….) contro Tecnologia tedesca etcc…
    Non è la prima volta, anzi negli accordi commerciali tra paesi è normale che si rinunci a porzioni piccole di mercato
    in cambio di altre ben più sostanziose.
    Ciò che è anomalo e nuovo è che si usino alcuni Territori d’Europa, per avvantaggiarne altri di un altro Stato.
    I paesi che in questo momento non sono in sofferenza e sono creditori, Germania in testa, considerano l’Europa nel suo insieme territorio a loro disposizione.
    Sono gli effetti concreti dell’Impero. Come la crisi Greca, come le manovre di Monti, come….
    La Governance Europea oggi è nelle mani dei grandi gruppi finanziari e degli stati “Virtuosi”, fino a quando i popoli
    non cominceranno (forse hanno già cominciato !) a dire la loro. La storia non mente.
    Stanno facendo come pazzi pur di non dichiarare il default greco (Remember Argentina ?): Ci vogliamo chiedere perché ?
    In Grecia stanno foraggiando ma soprattutto (poco si dice a proposito: vedi il Sole) stanno rinegoziando il debito riducendolo addirittura del 70%, si devono ancora mettere d’accordo solo sul tasso d’interesse del restante (cosa importantissima per recuperare). Non possono permettersi di fare passare il principio che il debito non si paghi !
    Se il default non conviene a loro, forse a noi si ?
    Se fossero in tante le Nazioni Europee a non pagare il debito cosa succederebbe concretamente, nella vita quotidiana, a noi?
    Chi ci rimetterebbe e chi guadagnerebbe ?
    Il primo effetto sarebbe la separazione delle monete.
    Poi un grande processo inflattivo, ovvero riduzione del potere di acquisto dei redditi fissi e ripresa delle produzioni: tutte, compresa quella agricola.
    I debiti si svalutano.
    I beni immobili si rivalutano.
    Le attività produttive si rilanciano.
    Le grandi finanziarie perdono buona parte, ma non tutto, di quello che hanno rapinato in questi decenni.
    Si soffrirà, certamente. Ma ora che si sta facendo ? e le prospettive sono forse rosee ?
    Io sono per il default.
    Un caro saluto, e se inviti Ciolos portalo a mangiare da me !

  12. n36volpe scrive:

    Fisco: controlli Gdf Palermo, 94,8% ambulanti non emette scontrino

    http://www.asca.it/newsregioni-Fisco__controlli_Gdf_Palermo__94_8_PERCENTO__ambulanti_non_emette_scontrino-1126914-.html

    E questo solo A palermo diventeremo la barzelletta,adesso quelli della lega Nord ci andranno a nozze vedrete.

  13. mario64 scrive:

    @ n36volpe. Se fossero solo gli ambulanti, sarebbe poca cosa. Ma pensiamo a tutti i liberi professionisti, in testa i medici che non emettono la benchè minima ricevuta fiscale…!!! Eppure, i bravi finanzieri vengono mandati nei posti più miseri e non dove si consumano le più colossali evasioni fiscali. Mi chiedo perchè?

  14. etnagricoltura scrive:

    Molto depresso, il mio umore è molto depresso, qui in Sicilia non vedo più volare una mosca, locali chiudono e sopratutto la gente non paga più le forniture…crediti e tasse ma soldi in tasca niente di niente. Ho paura, tanta paura ed i tassi di Equitalia/Serit galoppano più di spread e titoli azionari di qualsiasi tipo ma sempre in alto, sempre più in alto. Ma i soldi per pagare dove sono? Ho paura

  15. mario64 scrive:

    Caro etnagricoltura, cerca di aver coraggio e di non avvilirti. Si va avanti e basta…!!!!!! Una cosa importante è ricordare una frase di Cristo: L’uomo non vale forse più del suo vestito? Cosa voglio dirti? Tutto il peggio che possa capitarci, non ci deve far dimenticare che la VITA viene prima di tutto e sopra tutto!!!! Penso di averti fatto capire ilmio messaggio…… Non pensare che io sia un “predicatore”. La mia vita non è stata facile e continua a non esserlo. Eppure vado avanti, ogni giorno , contando solo su me stesso e su quelle persone che mi rispettano veramente…. Anni fa,ho avuto l’insana idea di chiedere aiuto ad una persona che reputavo amica, ma haimè, non avevo capito che i politici non sono amici di nessuno e non coltivano il senso di umanità verso i propri simili. Ho imparato molto dalle esperienze negative, soprattutto a capire la gente e come opera…. Una cosa mi è rimasta impressa: chi non è fedele nel poco, come potrà esserlo nel molto? Ti raccomando….., come disse qualcuno: finchè non suona la tua campana …vai!!!!

  16. Cico scrive:

    Presidente, dato che lei non ne parla mai, mi permetta di ricordarle che la regione siciliana (intesa come amministrazione) rischia di finire in bancarotta a causa di un debito che, secondo alcune stime, ammonterebbe a circa 6 miliardi di euro.
    Quali iniziative il suo governo intende intraprendere per recuperare tale deficit, in mancanza delle quali imprese, lavoratori, precari e disoccupati finiremo tutti con il c..o per terra?

  17. etnagricoltura scrive:

    @mario64
    Grazie

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