27 gen 2012

Grande tenacia nel sostenere le ragioni della Sicilia

scritto da Raffaele Lombardo 21 commenti

Dopo l’incontro a Roma si apre una nuova fase, verificheremo settimana per settimana e accelereremo un percorso che abbiamo il dovere di accelerare perché questo serve ai siciliani.

Il nostro atteggiamento è stato di grande tenacia nel sostenere le nostre ragioni. Ci siamo impegnati anche a fare alcuni provvedimenti che ci riguardano: dal sistema della Serit che va visto nei dettagli a leggi fondamentali per le quali si è perso troppo tempo come quella sul commercio visto che il problema della nostra agricoltura è la trasformazione dei prodotti e la loro commercializzazione.

E’ naturale che il confronto non si chiude qui, emergeranno tanti altri problemi a proposito ad esempio dei commercianti o degli artigiani e in questo confronto renderemo conto di quello che facciamo, monitorandoci a vicenda con il governo nazionale in maniera tale che questo serva da stimolo per fare fino in fondo il nostro dovere.

Allo stesso tempo vogliamo confrontarci con i cittadini e con gli imprenditori, parlando con tutti e non solo con chi protesta ma anche con chi magari non ha voce per protestare. A cominciare dal quell’imprenditore del trapanese che ho sentito nel corso di una intervista che ha rilasciato e che produce attrezzature per le cantine sociali che sono in crisi. Si chiama Tamburello e lo incontrerò per sentire dalla sua voce coma mai tante misure che sono state adottate non stanno funzionando e come mai non siamo capaci, piuttosto che aspettare che vengano ad acquistare il nostro mosto a due lire, di fare noi il nostro vino in brick come si fa possibilmente utilizzando il nostro prodotto di base. Così come capita con altri prodotti, dalla pasta al pane. Il nostro latte parte per il nord, viene confezionato, triplica il suo costo e torna di nuovo in Sicilia sui banchi dei supermercati. Oppure, perché non dovremmo fare noi le marmellate se la migliore frutta parte dalla Sicilia? Siamo incapaci o non vogliamo lavorare? Utilizziamo le risorse dei fondi strutturali per “autonomizzarci” e per evitare che altri facciano i furbi sulla nostra pelle.

Credo che quello con Monti sia stato un ottimo confronto, nel quale, come forse si era soliti fare, non siamo andati con il cappello in mano. Ci siamo incontrati sul piano tecnico e tra tecnici.

Non abbiamo fatto un discorso solo per la Sicilia. L’agricoltura non è solo siciliana ma italiana, quella meridionale soffre e la nostra è particolarmente penalizzata in quanto di qualità e paga ancora di più lo scotto di una competizione sleale. Garanzia di tracciabilità e di controlli per garantire la sicurezza alimentare per vedere se i prodotti concorrenziali hanno sostanze dannose alla salute. Controlli vuol dire scoprirlo e soprattutto comminare sanzioni pesanti a chi usa quei prodotti nocivi. E’ poi importante che si indichi la provenienza e la tracciabilità dei prodotti in modo che la gente sappia cosa mangia e da dove viene il prodotto. Così come è necessario che si sappia che un pomodorino che si vende a tre euro lascia nelle tasche del produttore che si accolla i maggiori oneri forse trenta centesimi. Che lo scandalo venga alla luce perché uno scandalo c’è: la moltiplicazione per 10 o per 20 del costo dal produttore al consumatore, l’altro fregato della catena, che paga caro i prodotti mentre il produttore non riprende le spese.

Si è poi parlato di flessibilizzazione per quanto riguarda i tributi. Un principio che starebbe già in qualche decreto del governo e che significa rateizzare senza interessi stratosferici perché la gente non può pagare.

Si sono poi affrontate altre questioni: a partire dai costi minimi della sicurezza degli autotrasportatori che ricevono concorrenza sleale da parte di trasportatori bulgari o rumeni o russi che questi costi minimi non li fanno pagare e diventano più interessanti per le aziende produttrici o commerciali. Che le sanzioni riguardino anche la committenza oltre che un controllo molto forte. Questi sono impegni che il governo ha già preso.

Ancora, ci sentiremo con il consigliere diplomatico del presidente del consiglio per stilare un elenco di aziende che sono disposta ad andare a lavorare in Libia per la ricostruzione. Piccole imprese certo non da 50 miliardi di euro di lavoro ma lavori da 100, 200 o 500 mila euro per ricostruire un albergo distrutto o una casa o un ufficio o un acquedotto o un ufficio.

Poi abbiamo parlato dei treni a lunga percorrenza e il governo ci ha subito assicurato che uno di questi verrà ripristinato. Uno, erano molti di più e adesso si dovrà avviare una trattativa serrata con le ferrovie.

Tutta una serie di questioni che saranno verificate settimana per settimana da gruppi di lavoro. Uno si occuperà di pesca, agricoltura e trasporti – e a proposito di trasporti ci saranno interventi per il potenziamento dell’eco bonus, interventi per ridurre i costi delle tariffe autostradali. Del tema della benzina se ne parla nel tavolo che si occupa di federalismo fiscale. E’ importante fare accordi, come hanno fatto altre regioni a statuto speciale con lo stato e con il governo perché si tocchi il tema delle accise petrolifere. Questo tavolo comincerà ad incontrarsi già dalla settimana prossima.

Per un governo tecnico e per un presidente del Consiglio lontano mille miglia dalla politica e dai problemi della politica è stato un buon inizio di collaborazione. Si sono avute risposte concrete e realistiche. Non ci siamo sottratti alle nostre responsabilità e alle nostre lentezze. Dobbiamo accelerare ed essere impegnati per uno sforzo straordinario al servizio del popolo siciliano.

21 Commenti a “Grande tenacia nel sostenere le ragioni della Sicilia”

  1. Cico scrive:

    Presidente, guardi che i problemi li conosciamo bene, perchè molti fra di noi sono costretti ad affrontarli ogni giorno.
    Sono le soluzioni che bisogna trovare.
    Sarà pure andato a Roma senza il cappello in mano.
    Speriamo che ne sia tornato senza un pugno di mosche.

  2. ROSTOM scrive:

    Siamo certi, che da quello che scrive il Presidente Lombardo, si è andati per farsi dare risposte ataviche(fin dal 1860)! a fatti conreti, ma che rispetto al passato, vedono nel Presidente Autonomia della Reegione Siciliana, un interlocutore affidabile e che vedono una Sicilia, impegnata sul piano delle grandi ed epocali riforme, per merito, di chi, non deve solo gridare ma sopratutto guidare!

  3. mario64 scrive:

    Questi problemi esistevano ancora prima che gli autotrasportatori e le altre categorie iniziassero la lotta. Pare che il presidente abbia dormito sino ad ora e si sia svegliato pochi attimi fa, fremendo per scovare i problemi “a cui si troverà una soluzione..”
    Tipico atteggiamento del politico di mestiere e be poco apprezzabile. Rilevante sarebbe stato il suo intervento in tempi “non sospetti”, ma non quando era d’obbligo almeno far finta di fare qualcosa. Certo, non si è presentato con il cappello in mano davanti a Monti, per quanto nel chiedere, pare sia stato bacchettato per il suo “non agire”. Quanto avuto fino a questo momento è solo un contentino e tale rimarrà….. !!!! Il caro Monti non fa sconti a nessuno. Altro che “Autonomia”, a Roma , non ha detto nulla che potesse seriamente e concretamente aprire un percorso reale. Dobbiamo capitlo però, oggi più che mai, deve sapere stare al suo posto per poter ambire ad un carica di parlamentare nazionale. Ormai la sua avventura siciliana è malamente naufragata e il suo nome non desta nè fiducia, nè acclamazione….. Altri personaggi ci propone la Storia e non la politica ……

  4. teomat scrive:

    Che i problemi potevano essere risolti prima è ovvio. E’ sempre così, altrimenti non esisterebbero…
    Sono già tutti pronti a giudicare perchè si aspettavano la bacchetta magica, ma purtroppo quella ce l’ha solo Harry Potter.
    Prima di dare giudizi su Lombardo aspetterei l’esito di questi tavoli tecnici (d’altronde non si può pretendere che in un momento come questo Monti abbandoni tutto il resto e si dedichi solo alla Sicilia).
    Secondo me l’unica cosa che avrebbe dovuto fare in più Lombardo era chiedere una scadenza, magari dire che entro 3 mesi il governo doveva dare una risposta a ciascun quesito.
    Per il resto di suo penso possa far ben poco… E’ facile dire “Lombardo non fa nulla”, è più difficile dire cosa avrebbe dovuto fare (non ho ancora sentito una sola proposta di legge immediatamente applicabile in maniera autonoma dalla Regione).
    Purtroppo però se non ci si danno delle scadenze diventa impossibile dare un giudizio….quindi chiederei al Presidente di darci un termine entro il quale si aspetta di risolvere i vari problemi.

  5. teomat scrive:

    L’unica cosa che in effetti potrebbe fare la Regione è incentivare lo sviluppo delle imprese Siciliane. Ad esempio potrebbe cercare di favorire l’aggregazione sotto un unico marchio dei vari prodotti dell’agricoltura siciliana…un pò come il Parmigiano Reggiano o il Nero d’Avola.
    Questo favorirebbe l’esportazione dei nostri prodotti, forti di un unico marchio che ne sancisca la qualità e la provenienza. (il primo mercato a cui mi viene di pensare ad esempio è quello della pasta…perchè mai mangiare la Barilla se abbiamo la pasta siciliana?!)

  6. Cico scrive:

    Una cosa che il presidente Lombardo potrebbe fare, da subito, è piantarla con tutte queste inutili consulenze che lui e i suoi assessori continuano imperterriti a distribuire a destra e a manca.
    Forse potranno non essere determinanti in termini economici, ma lo sarebbero certamente in termini di partecipazione con fatti concreti all’esasperazione della gente.
    Oggi tanti siciliani, pur faticando e sudando tutto il giorno, non riescono più a mettere insieme il pranzo con la cena e ritengono oltremodo irritanti simili sprechi di risorse pubbliche.

  7. mario64 scrive:

    Caro Cico,da sempre Raffaele Lombardo predica bene e razzola male……Non ho ancora capito se è consapevole di quello che dice (grandi cose fatte e comportamenti irreprensibili, i soliti discorsi per fare effetto sulla gente ingenua…) o a forza di ripetere questi discorsi, si è convinto davvero di quello che dice…. In ogni caso….

  8. tony scrive:

    Leggendo le varie notizie dai quotidiani,ho notato che il presidente Monti è disponibile per migliorare i provvedimenti e allo stesso tempo ascoltare attentamente per discutere e migliorare continuamente le varie soluzioni possibili anche per il nostro meridione “dimenticato” dal governo precedente leghista.
    Il sud soffre non solo della concorrenza sleale di altri stati con gasolio e costo manodopera decisamente superiori,ma anche di infrastrutture (per esempio acquedotti per irrigare le campagne assenti,acqua indispensabile e purtroppo assente per la siccità estiva siciliana,per dire un esempio ).
    Leggendo l’interessante lettera del sig.Tamburello al GDS on line,vedo l’interessantissima sua proposta del consorzio tra cantine sociali, un marchio di qualità unico, tipo “Vino Siciliano”, e la giusta penetrazione di mercato mondiale, basterebbe copiare il consorzio “Parmigiano Reggiano” ad esempio ,e trovando i soci disposti a collaborare liberamente, potrebbe con qualche buon accorgimento funzionare e d espandere esponenzialmente nel mercato.
    Ottima anche l’idea del signor Tamburello su un decreto aiuta cantine per dare garanzie alle banche che come al solito sempre scettiche e che non vogliono assolutamente aiutare gli agricoltori. Esempio: se una cantina ha un debito di qualche milione di euro, basterebbe garantire un prestito di un milione di euro, montare un impianto fotovoltaico che produrrebbe un utile netto annuale di circa  200 mila euro che moltiplicato per 25 anni  sarebbe una bella cifra di 5 milioni di euro… Ma purtroppo se oggi una cantina o cooperativa indebitata, con bilanci (a causa della crisi) scarsi, va in banca, anche con progetti sicuri di rientro come il fotovoltaico, perde solo tempo.
    Le proposte di Tamburello sono molto interessanti.
    La Regione in passato ha applicato la tracciabilità sui prodotti,sulle carni,ecc,in modo che qualsiasi acquirente “vede” la provenienza di quello che acquista,ebbene,se la tracciabilità,è abbinata ai consorzi come per esempio quello del parmigiano reggiano,il tutto può sicuramente funzionare,aggiungo,che i prodotti siciliani,se possono entrare nelle grandi distribuzioni siciliane,e gli imprenditori non elevano esageratamente il prezzo di acquisto,forse l’agricoltura siciliana decolla e nascono nuovi potenziali posti di lavoro !

  9. amicopaolo scrive:

    “Credo che quello con Monti sia stato un ottimo confronto, nel quale, come forse si era soliti fare, non siamo andati con il cappello in mano. Ci siamo incontrati sul piano tecnico e tra tecnici.”

    Quello dei: “tecnici tra tecnici” e sul “piano tecnico” mi fa “tecnicamente” scoppiare da ridere.

    Oggi l’Italia e il mondo sono concentrati sulla vicenda della Concordia e la tragedia dell’Isola del Giglio.
    Il comandante di quella nave è “giustamente” insultato dagli italiani e dal mondo intero per l’infame e disonorevole comportamento, ma, non so perché mi si arrovella in testa una considerazione che associo alla mia Sicilia. Che c’entra direte Voi. Beh, non lo so ma sicuramente il raccontarlo mi aiuterà a guarire da questa fissazione al di là dei vostri pareri. Preso atto del comportamento inqualificabile del comandante della nave che ha provocato il disastro da sommare al suo disonorevole abbandono della medesima che ha causato una ventina di morti, mi chiedo: ma vuoi vedere che tutto sommato il comandante ha realizzato la sua incapacità ed ha scelto il male minore? Insomma ci sono state circa venti vittime e migliaia di sopravvissuti si sono salvati grazie al “fai da te”, invece, immaginatevi quanto poteva essere peggio se quest’incapace si ostinava con arroganza e presunzione a restare nella plancia di comando a coordinare il salvataggio dei passeggeri della nave con l’incompetenza che ha manifestato lui e tutta la sua catena di comando. Insomma, mi chiedo se il capitano, nella tragedia che non lasciava spazio alle ambiguità sulle proprie capacità, forse, ha avuto l’intima saggezza di abbandonare la nave perché altrimenti con lui era una catastrofe.

    Chissà se prima o poi l’intima saggezza non arrivi ai “tecnici” di questa catena di comando (Governo) lombardiana?

    Intanto a varca siciliana fa acqua ri tutti i pirtusi e u nostru capitanu (Lombardo) si senti chi responsabili ra Costa Crocieri (Monti) pi monitorari comu sta muriannu a Sicilia.

  10. amicopaolo scrive:

    Sfido chiunque a darmi notizie concrete sui risultati ottenuti da Lombardo con l’incontro con Monti (“tecnici tra tecnici”) a parte la notizia, anzi disgrazia che per fortuna non avverrà mai, che il ponte sullo stretto di Messina non è un progetto seppellito.

    Leggetevi il comunicato stampa della “Presidenza Del Consiglio dei Ministri” e smettetela di continuare a prenderci per il culo.
    E’ vero che Lombardo non è andato con il cappello in mano, infatti, ci iu cu culu a puanti pi dirici ca i fondi FAS ci servono per sanare la Sanità siciliana che il “Tecnico Russo” dice di aver risanato anche se la Corte dei Conti dice il contrario e sunnu nne guai.

    Povera Sicilia

  11. corradovigo scrive:

    Gli agricoltori Siciliani sono arrabbiati! Non ne possono (anzi, possiamo) più!
    Le manifestazioni de “i forconi” l’hanno detta lunga: la gente è stanca di pagare puntualmente ogni tipo di tassazione e di non ricevere nulla in cambio. Non ci sono servizi, non ci sono strade adeguate, non ci sono linee ferrate che così possono essere chiamate, ecc.
    C’è poco o nulla da andar fieri.
    La protesta d “i forconi”, però, non è stata supportata sapientemente nelle richieste fatte, probabilmente, in tutta fretta e senza meditare su “cosa e come” chiedere.
    In questi giorni ho incontrato tantissimi agricoltori, tanti operatori commerciali, giornalisti, alcuni politici e tutti, dico tutti, erano davvero sconcertati sul come è stata condotta la manifestazione. Ma tutti erano concordi sul fatto che la manifestazione ha dato lo spunto per ragionare sulle problematiche.
    Ecco che ho preparato dieci punti che il Presidente della regione Sicilia on.le Raffaele Lombardo potrebbe (qualora ne avesse voglia) portare al Premier prof. Mario Monti.
    Un pacchetto di richieste motivato tecnicamente: se chiedo una cosa, infatti, devo anche dire perchè la chiedo, e forse potrò ottenerla. Se la chiedo, invece, gridando e basta … è il solito fuoco di paglia!
    Oggi questi dieci punti li ritrovate pubblicati sul quotidiano LA SICILIA e provvedo adesso stesso ad inoltrarli tramite email all’Assessore all’Agricoltura dott. Elio D’Antrassi e a pubblicarli sul blog dell’on.le Raffaele Lombardo … così non potrà dire … non li avevo letti!
    Ecco le richieste:
    1) riduzione del 50% dei costi dell’energia elettrica per i seguenti motivi:
    ● la Sicilia è una Regione nella quale le condizioni climatiche sono assai diverse da quelle del resto d’Italia, per cui bisogna irrigare molto di più rispetto ad altre Regioni in cui avvengono anche d’estate piogge abbondanti
    ● la Sicilia è una Regione nella quale la maggior parte delle risorse idriche si trovano nelle falde profonde ed i costi di emungimento sono assai elevati, mentre nel resto delle Regioni non solo le piovosità riducono il bisogno di intervento irriguo, ma le falde sono a profondità ridotta
    ● la maggior parte delle irrigazioni fatte con acque Consortili hanno bisogno di rilanci, mentre nel resto d’Italia i Consorzi consegnano acque in pressione e non hanno i relativi costi per i rilanci
    2) riduzione delle accise sui carburanti agricoli per i seguenti motivi:
    ● i costi delle lavorazioni nei terreni agricoli Siciliani sono spesso assai più onerosi non solo per le superfici medie inferiori, ma soprattutto perchè spesso ci si trova ad operare in zone nelle quali per le operazioni colturali si impiega più tempo
    ● nella nostra Regione da qualche anno è stato incrementato l’utilizzo delle motopompe e dei gruppi elettrogeni a causa dei continui furti della rete elettrica e dei ritardi dell’ENEL ad effettuarne il ripristino
    ● la competizione sleale attuata dai paesi nord-Africani viene attuata anche con costi del gasolio agricolo irrisori, inferiori a 0,50 €/litro

    3) attivazione “compensata” della Cassa Integrazione Guadagni per i seguenti motivi:
    ● l’istituzione della C.I.G. prevede espressamente la possibilità di attivarla anche per l’agricoltura, cosa mai fatta fino ad oggi
    ● l’attivazione della C.I.G. consentirebbe un grande respiro sociale poichè gli operai di tutto il comparto agricolo in difficoltà vedrebbero riconfermato il proprio lavoro
    ● il datore di lavoro dovrebbe “compensare” la differenza fra quanto erogato dalla C.I.G. e quanto spettante in busta paga

    4) attivazione dei voucher per i seguenti motivi:
    ● l’attivazione dei voucher defiscalizzati o agevolati emessi dall’INPS riporterebbe una grande quantità di lavoro nel mondo agricolo
    ● L’utilizzazione dei voucher consentirebbe il mantenimento degli standard qualitativi richiesti dal mercato

    5) attivazione della “carta di credito” per i seguenti motivi:
    ● ogni azienda agricola attende rimborsi per calamità da decenni, anche se l’Assessorato Agricoltura della nostra regione ne ha cancellato per Decreto ogni aspettativa del pregresso fino al 2000
    ● cancellare il Decreto “ammazza-danni” e rimettere “in pista” le aspettative degli agricoltori
    ● istituire una Carta di Credito nella quale indicare tutti i rimborsi pregressi spettanti ad ogni azienda agricola
    ● effettuare la compensazione delle tasse (ICI, INPS, IRES, IRAP, ecc.) fra il “dovuto” dallo Stato e quanto, invece, si paga puntualmente ad ogni scadenza fiscale

    6) riattivare le barriere fitosanitarie per i seguenti motivi:
    ● l’importazione selvaggia ed incontrollata di merce e di materiale vegetale ha permesso l’introduzione di insetti nocivi fino a pochi anni fa inesistenti; in assenza di controlli fitosanitari “in uscita” dai Paesi dai quali importiamo le barriere fitosanitarie sono l’unico strumento di difesa
    ● l’innalzamento delle barriere fitosanitarie consentirebbe un maggior consumo di prodotti agricoli Italiani

    7) obbligo alla vendita del 50% di prodotti regionali nei Centri Commerciali per i seguenti motivi:
    ● nella maggior parte dei Centri Commerciali sono state concesse licenze per la costruzione senza tener conto che i gruppi che vi insistono provvedono all’acquisto indiscriminato di merce (di ogni tipo), senza tener conto della zona in cui si opera
    ● l’obbligo della commercializzazione del 50% della merce prodotta in Sicilia darebbe un grosso impulso alla nostra Regione

    8) normare il comportamento della GDO per i seguenti motivi:
    ● la GDO incassa denari liquidi all’atto della vendita dei prodotti, ma paga con ritardi estenuanti i fornitori
    ● la GDO impone, a causa dei ritardi enormi nei pagamenti (a volte anche 180 giorni), che gli operatori commerciali procedano allo “sconto fatture” con costi elevati che ricadono, infine, ai produttori
    ● la GDO impone “promozioni” discutibili nelle tempistiche e nelle quantità
    ● la GDO “impone” scontistiche ingiustificate durante alcuni periodi dell’anno, ma ne impone una ben più corposa “di fine anno” che ricade essenzialmente sui produttori

    9) revisione degli estimi catastali per i seguenti motivi:
    ● i valori fondiari sono già oggi superiori ai valori reali, e pertanto l’adeguamento imposto dal Governo innalza ancor di più dei valori già errati in partenza
    ● dai valori catastali scaturisce non solo la tassazione diretta quale IMU/ICI, ma anche la tassazione indiretta quali tributi Consortili; adeguarne, quindi, i valori a quelli reali è una equità sociale

    10) attivazione della delibera ARS del novembre 1996 per i seguenti motivi:
    ● nel novembre del 1996 l’ARS deliberò l’intero territorio Siciliano svantaggiato
    ● la delibera giace presso il Ministero dell’Economia mai presa in considerazione
    ● l’attivazione della delibera dell’ARS consentirebbe per gli agricoltori un risparmio per il pagamento dell’ICI e degli oneri previdenziali ed assistenziali

  12. etnagricoltura scrive:

    Ma come? Sapeva? Ma in questi anni di Governo ha tenuto queste informazioni segrete al Parlamento siciliano? O gli avranno dato un dossier solo un giorno prima di partire per Roma? Chi ci sarà coinvolto? Il siste? Tutte informazioni coperte da segreto di Stato, ed intanto noi chiudiamo!!!! Ho solo una speranza per me (in termini egoistici) e per i miei dipendenti, meglio tardi che mai… Forza Lombardo “facci sogna’…ogni tanto”
    Auguri e buon lavoro a tutti

  13. etnagricoltura scrive:

    oops volevo scrivere sisde…non mi vorrete male vero?

  14. mario64 scrive:

    Caro etnagricoltura, hai detto bene:”facci sognà!!!” . Questa è l’unica cosa che sa fare bene…..fare sognare quello che non realizzerà mai….!!!!!!!!!!!!!!!

  15. corradovigo scrive:

    Caro etnaagricoltura gli unici sogni sono quelli che sporadicamente riusciamo ad avere nel nostro letto …

  16. mario64 scrive:

    Certo, non avrei voluto essere nei panni di raffaele lombardo quando Monti gli ha fatto rilevare certe situazioni siciliane, di cui lui è il primo responsabile…..

  17. Cico scrive:

    A onor del vero, però, bisogna riconoscere che l’incapacità ad utilizzare le risorse messe a disposizione dalla Comunità europea non è una prerogativa del solo governo Lombardo.
    Anche chi lo ha preceduto alla guida della regione ha sempre incresciosamente manifestato questo limite.
    Caso mai, l’aggravante per l’attuale governatore è il non aver capito per tempo che quelle europee sono ormai rimaste le uniche entrate che potrebbero davvero aiutare la Sicilia ad uscire dal baratro in cui è sprofondata.
    Squallida strategia del “tanto peggio, tanto meglio”?
    Inettitudine degli uffici regionali preposti allo scopo?
    Forse non lo sapremo mai….

  18. emanuele scrive:

    Certo che criticare standosene comodamente dietr oun pc è semplice…

    La critica fine a se stessa non porta ha nulla…

    Meglio i forconi..che la polemica sterile sui blog.

  19. emanuele scrive:

    su un blog puoi veicole messaggi…idee.. perchè no far nascere e veicolare movimenti di opinioni…altrimenti si trasforma tutto in piagnistei, insulti, ecc, ecc.

  20. mario64 scrive:

    Caro Emanuele, la critica in oggetto è costruttiva,ecccome!!!! E’ la persona a cui è rivolta che non recepisce e non si ravvede. Meglio i forconi? Se mi dici questo, mi fai pensare male di te… I forconi sono il braccio della protesta. Manca la testa, manca quella…!!!!! Senza testa il braccio può solo muoversi senza capire in quale direzione e con quale forza operare. Nessuno ha paura di loro. E’ il terrorista che fa paura!!! Quello, alle spalle del braccio, ha una testa e che testa…!!!!! Hai mai “provato” a leggere gli scritti di ex terroristi? Certi professori universitari, non saprebbero esprimere, in forma e contenuto, le stesse considerazioni. E vado oltre….. Se hai seguito bene questo blog, di idee e di suggerimenti ce ne sono stati tanti e pure parecchio intelligenti. Siamo sempre lì….. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Chi pensa di essere “l’unto del Signore”, alla fine, si dimostra sempre meglio, una persona viscida e meschina, narsicista al massimo e infallibilmente destinata a sbagliare …….
    Sai perchè non si sono mai spesi i soldi della CE? Per un motivo banalissimo: se non possiamo gestirli da soli(in regime di esclusiva politica), meglio rinunciarci….. Ecco dove arriva la grettezza del politico….!!!!! E poi, va a Roma a chiedere aiuto …… !!!!!!!!!!!! Pensa di trovare anche lì le stesse persone che ha lasciato nell’isola…!!! Stolto!! Stolto!!!! Stolto!!!!!

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