Una nuova fase per l’autonomia e lo sviluppo della Sicilia
6 commenti
La fase che si apre per il Mpa potremmo definirla una naturale rifondazione. Da domenica prossima, 11 dicembre, noi avviamo una fase del tutto nuova.
Si è chiuso un ciclo caratterizzato da due momenti: un avvio spontaneistico del movimento con manifestazioni e iniziative varie a difesa della Sicilia – ricordo la resistenza all’importazione dei rifiuti o le manifestazioni a favore del ponte – a cui ha fatto seguito la fase del governo che un po’ ci ha fatto smarrire il senso del movimento perché ci ha portato a ragionare in termini di governo e responsabilità amministrative.
Ora si avvia una fase nuova, complicata ma indispensabile, incentrata sul concetto di militanza. Il militante deve essere il perno e il protagonista del Movimento per le Autonomie.
Siamo stati il partito degli eletti, talvota della spontaneità e della reazione alle tante cose che non vanno nel sud. Ora bisogna guardare in faccia alle cose. La situazione del sud e della Sicilia in particolare è molto critica. Lo sviluppo industriale che non c’è, l’emigrazione che aumenta, il reddito pro capite che diminuisce, le infrastrutture che non ci sono, le ferrovie che tagliano, l’aumento delle tasse che colpirà le fasce e le aree più deboli, richiedono un partito agile fatto di migliaia di militanti. Gente disposta a mobilitarsi per scendere in piazza perché, se non mettiamo in campo un partito di lotta e invece restiamo alla fase del partito che si fa i conti su come fare le liste e recuperare candidati purché portino voti, riproduciamo gli errori dei grandi partiti nazionali che non hanno un’anima e quindi non si ritrovano in una grande battaglia che il sud e la sicilia meritano.
In caso contrario, questa unità della quale celebriamo i 150 anni sarà un desiderio o un ricordo ma in effetti l’Italia resta disunita e a questo punto non vedo perché, se la Lega che ritiene che il nord sia penalizzato parla di indipendenza della Padania, non dobbiamo pensare anche noi ad organizzarci in maniera autonoma e differente rispetto al resto del paese.


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Avanti tutta, spero che il tempo dei siciliani minchioni sia terminato, c’è molta attesa per questa nuova fase; l’identità del movimento deve essere espressa chiaramente, senza ambiguità, tentennamenti o calcoli di opportunità, tipo oggi dico questo ma domani non so, i siciliani, ritengo, stiano cercando stabilità, non abbia esitazioni perché saremo in molti a giocarci la faccia, non solo Lei.
Un saluto fraterno.
P.S. lasci perdere, per favore, sto cavolo di ponte, oltretutto non è neppure un buon viatico e, con tutto il rispetto, la fa apparire anche desueto.
La solita minestrina messa in frigo e poi riscaldata di nuovo…
Qualcuno non si rende conto che ormai si è “sputtanato”…. A conquistare la fiducia si perde molto tempo, ma a perderla basta poco e non è facile tornare indietro…..
Solo un personaggi carismatico , ma puro , potrebbe guidare la lotta del popolo siciliano…
Vi do una chicca attendibile: LOmbardo mollerà il PD e passerà con Micciché per un’alleanza prettamente meridionalista. Tutti questi articoli non sono altro che una preparazione del terreno per annunciare questo ennesimo capolavoro politico di Lombardo. Pi mmia comunque ci fa cchiù fiura, anzi. Comunque sempri megghiu ri stari cu sti ipocriti ru PD.
Per mario64,
p.faraone@live.it
Apriti cielo e una vita che lo dico che il bene dei Siciliani e la Secessione la Sicilia diventi una Nazione indipendente e Autonoma,Forse finalmente lo hanno capito che, e il solo modo per far rinascere la Nostra isola,Portare sviluppo,creare infrastrutture, leggi più dure contro la Mafie e per chi delinque,Investire nel turismo,e nell’agricoltura,Se tutto questo potesse finalmente succedere i Siciliani tornerebbero ad essere un grande popolo.Prego il Signore che illumini i deputati e ministri per il bene dei Siciliani Speriamo Bene era Ora.Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii !!!
Caro presidente, qualora i deputati nazionali non dovessero accogliere la richiesta siciliana sulle accise sarebbe un colpo alla costituzione, quindi, l’inizio di una dovuta lotta in varie sedi. La prego, io, che ho votato Mpa e mi sono battuto per esso, mi sento lontano anni luce da dichiarazioni come quelle di D’Alia e Granata sull’argomento ponte (Genovese per ovvi motivi non lo considero nemmeno). Mi chiedo: ma che ci facciamo con questi? Se dovesse anche Lei mollare il Ponte si sarà fatto complice della volontà dichiarata di mantenere la sicilia in stato di arretratezza infrastrutturale ed economica. Ad Majora
Per lo sviluppo della Sicilia ci vogliono i “piccioli”.
Senza risorse, non si va da nessuna parte.
E siccome, nel prossimo futuro, dal governo centrale ne arriveranno sempre meno (per colpa anche del presunto “federalismo”), occorre trovare il modo di rastrellare liquidità direttamente in loco e di reinvestirla subito per creare qualche scintilla di sviluppo.
Non c’è molta scelta, secondo me: tralasciando motivazioni etiche, tipiche di una certa sinistra inconcludente, l’unica via è quella di una sanatoria edilizia.
Sono decine di migliaia le costruzioni abusive in Sicilia: fissando dei paletti e con le opportune distinzioni (evidentemente, case “sul” mare o di precaria realizzazione non potranno in alcun modo essere sanate), prevedendo una sanzione equa (cioè che possa risultare conveniente per l’abusivo, ma anche per l’amministrazione e quindi avere una buona probabilità di essere effettivamente pagata) si potrebbe, secondo me, abbastanza facilmente ed in breve tempo, realizzare un “tesoretto” prezioso.
Credo infatti che in tanti sarebbero disposti a pagare qualche migliaio di euro pur di ottenere l’abitabilità per la propria casa, magari lasciata in condizioni di degrado vista l’impossibilità finora di regolarizzarla: in questo modo, peraltro, si ridarebbe un pò di fiato al settore dell’edilizia.