27 dic 2011

Molto profiquo l’incontro con il sottosegretario Catricalà di oggi pomeriggio nel corso del quale si sono affrontati molti dei temi in campo circa i rapporti tra il governo regionale e quello nazionale.

Innanzi tutto abbiamo affrontato il tema dell’ordinanza su Saponara e i comuni del messinese coinvolti nei recenti disastri. Quell’ordinanza ha bisogno di una dotazione finanziaria consistente e si è discusso della proposta di attingere alle accise sulla benzina per un piano serio di prevenzione e messa in sicurezza del territorio messinese e siciliano in generale.

Abbiamo parlato anche della questione dei treni a lunga percorrenza per i quali ho chiesto un confronto con le Ferrovie dello stato ma anche con il ministero delle infrastrutture. Ho ribadito al governo nazionale che i siciliani non possono subire questa scelta unilaterale da parte delle ferrovie sia per quanto riguarda l’aspetto inerente l’assenza di sevizio che per quanto concerne i lavoratori che da un momento all’altro si sono ritrovati in mezzo ad una strada.

Poi si e discusso anche di patto di stabilità e federalismo e delle premialità (seicento milioni) che deve essere trasferita alla Sicilia per avere mantenuto gli obiettivi di rigore in ambito sanitario. Abbiamo inoltre affrontato il tema dell’ultima quota del Fas che deve essere approvato da CIPE secondo un piano già definito e condiviso col governo centrale.

Abbiamo anche incontrato il ministro Clini con il quale si è defiito il discorso delle ordinanze di protezione civile per i rifiuti e si e discusso di bonifiche.

Tutto questo mentre teneva banco la questione politica con gli alleati e in particolare con L’Udc. Se l’obiettivo del gesto dell’Udc è il rilancio del governo sulla base dell’alleanza con il Pd, che ad oggi ha consentito di realizzare riforme rivoluzionarie per la Sicilia, ribadisco che da parte mia c’è volontà piena di costruire questa fase nuova dell’azione del governo fondata su un patto programmatico chiaro e su una alleanza capace di procedere senza incertezze verso le elezioni amministrative prossime e le elezioni politiche e regionali dell’anno successivo.

26 dic 2011

Mi auguro che il disagio delle forze politiche, non solo dell’Udc ma anche dell’Mpa e degli altri partiti, per un riassetto complessivo e un rilancio in vista delle elezioni possa rientrare. Il riassetto è indispensabile e in questo senso mi impegno e mi auguro che il confronto con l’Udc e con gli altri partiti alleati possa tornare su un binario di collaborazione proficua per tutti.

Non c’è dubbio che la giunta politica abbia i suoi vantaggi e i suoi pro indiscutibili. Si tratta però di un ragionamento che andiamo facendo in una fase in cui bisogna rilanciare l’azione amministrativa. Che l’Udc abbia le sue ragioni l’ho sempre riconosciuto e si era detto che immediatamento dopo il bilancio se ne sarebbe discusso. Pensavamo di approvarlo prima della fine dell’anno ma poi c’è stata la manovra di Monti che rimette in discussione i conti e che ci richiede uno sforzo notevole per farli quadrare nuovamente e quindi si allungano i tempi.

Io credo che comunque il ragionamento sull’equilibrio della giunta e sulle persone che la compongono si debba fare e sono pronto a farlo. L’ho detto anche ai vertici dell’Udc e credo che ci sia qualcosa da aggiustare e che ciò riguardi l’assetto complessivo e tutti i partiti che compongono la maggioranza. E’ una esigenza avvertita da tutti che non può che trovare riscontro anche nel presidente della Regione.

Non credo si tratti di imporre politici in giunta che poi non sarebbe più tecnica. Si tratta di trovare le persone giuste che abbiano al tempo stesso la competenza e la sensibilità politica che serve per rilanciare l’azione amministrativa. Credo che si convenga che non saranno deputati, ma che ci sia necessità di una revisione l’ho sempre sostenuto e assicurato. Se si fosse approvato il bilancio entro fine anno avremmo già affrontato la questione. Da qui alla riapertura dell’assemblea c’è il tempo e la volontà perché anche il problema dei numeri che di certo penalizza l’Udc possa essere risolto.

A proposito dei dirigenti generali non può esserci una proroga. Intanto interrompiamo il rapporto con i direttori che scadono e in seguito si ragionerà su quali confermare e quali spostare di dipartimento e quali nominare per superare gli interim che vanno colmati. Questo va fatto valutando l’efficienza dell’azione dei dirigenti e seguendo ragionamenti e proposte degli alleati. Io sono pronto ad essere il punto di ascolto finale perché anche qui un equilibrio e una efficienza siano assicurati.

Sono convinto che si debba rinsaldare la coalizione che attualmente sostiene il governo e anche aprire un dialogo con chi ci voglia stare anche al di fuori di quella maggioranza perché l’apporto di tutti è più che utile, questo è fuori di dubbio e in tal senso io mi muoverò nei prossimi giorni. Giorni di lavoro, domani abbiamo giunta e poi vedrò il sottosegretario Catricalà per affrontare alcuni nodi fondamentali che riguardano ordinanze tra le quali quelle di protezione civile per i comuni interessati al dissesto e alle precipitazioni delle settimane scorse, e la vertenza con le Ferrovie dello stato sulla quale ho assunto un impegno, tutte questioni sulle quali mi prefiggo di avere un confronto con tutti sull’azione di governo e sulle cose da fare in questo scorcio di legislatura.

23 dic 2011
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Mi sento di fare un bilancio. Io non solo accetto le critiche più o meno feroci, purché siano ispirate da onestà intellettuale e dalla coscienza libera da condizionamenti e interessi. Molto spesso queste condizioni non si verificano.

Il bilancio è di un immenso lavoro che si è fatto e che, solo per guardare ai giorni scorsi, ci ha visto lanciare il credito d’imposta per l’occupazione, 120 milioni impegnati per aziende piccole e piccolissime che si potenziano e danno lavoro. Risorse che abbiamo risparmiato da un bilancio che abbiamo riportato ai livelli di dieci anni fa, prima che si allargasse tanto, risparmiando 1 miliardo con la prima manovra Tremonti, 400 milioni con la successiva e oggi siamo chiamati a risparmiarne altri 400, visto che le diavoleria di una finanza più o meno creativa e di un sistema finanziario che specula sulla pelle della gente, mettono il nostro paese in ginocchio e nelle condizioni di dover fare quadrare i conti a tutti i costi, conti che pagano spesso le persone e i territori più deboli come il sud.

Abbiamo poi fatto una legge di aiuto all’agricoltura molto apprezzata e abbiamo finalmente riformato le aree di sviluppo industriale. Ce n’erano 11 e in ognuna di queste c’erano assemblee fatte di 50-60 persone e consigli di amministrazione di 10 e lo sviluppo industriale in Sicilia, con questo sistema, non c’è stato. Adesso abbiamo creato un organismo unico che sarà un interlocutore credibile che potrà orientare in tutto il territorio della Sicilia qualunque imprenditore voglia venire a lavorare e investire da noi.

Abbiamo approvato la legge sull’abitazione sociale e abbiamo portato avanti la ristrutturazione del sistema sanitario che magari fa registrare proteste e critiche – e molto spesso la demagogia la fa da padrone – che ci ha fatto risparmiare un sacco di soldi e ci ha consentito di rispettare il piano di rientro e di avere una premialità che ci consente di investire nella nuova edilizia ospedaliera e al tempo stesso ci deve fare migliorare la qualità di una sanità che era la più cara d’Italia e forse la peggiore come funzionamento.

Queste sono le riforme che abbiamo fatto e per ognuna di queste, compresa la chiusura dell’accordo per Termini Imerese, si investono decine di milioni di euro, si fanno decine di trattative, si vanno inseguendo tutte le emergenze che sorgono nel frattempo. E si cerca di provvedere ai bisogni dei cittadini soprattutto quelli di Giampilieri, San Fratello, Saponara, Barcellona molto spesso con risorse nostre visto che il governo centrale è stato quanto meno avaro nell’affrontarle.

Questo è il bilancio che mi sento di tracciare. La prospettiva e l’augurio intanto riguarda il mio impegno che sarà portato avanti con rigore, con grande fermezza e con l’onestà di chi sa dire, quando serve, di no e quando dice sì deve essere un sì vero. Ma anche con il senso di solidarietà che ci deve fare guardare a chi ha più bisogno, ai poveri, ai malati, agli anziani e ai ragazzi che cercano la prima occupazione.

Se si rivoluziona il sistema siciliano, se decentreremo i poteri ai comuni e ai liberi consorzi con la riforma che mi auguro l’assemblea senta sua e la approvi il più presto possibile, allora il sistema si rifonderà in tutti i campi.

Non c’è settore dell’amministrazione regionale dove non abbiamo avviato una riforma rivoluzionaria che deve portarci a far costare di meno le cose, a farle funzionare meglio e a determinare risparmi da investire nello sviluppo e nell’impresa privata che crea posti di lavoro e premia i meritevoli.

Questo sarà l’impegno per l’avvenire. I siciliani devono essere consapevoli che questo governo, fatto da persone in gamba che ho l’onore di presiedere, farà fino in fondo il proprio lavoro senza risparmiarsi e cercherà di contribuire affinché questo augurio abbia un senso e possa essere reale.

Un augurio quindi di un anno sereno per chi mi ascolta e anche per i siciliani che non stanno in Sicilia e che sono stati costretti a lasciare la propria terra, fenomeno che tutte le famiglie hanno vissuto e conoscono bene e che ha determinato nel nostro popolo quel sentimento di solidarietà e ospitalità che ha fatto sì che a Lampedusa e in Sicilia abbiamo accolto i migranti e i loro figli. Un sentimento di solidarietà e ospitalità nella consapevolezza che conquistare la serenità, la dignità, il lavoro ci vedrà impegnati giorno per giorno.

16 dic 2011
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Stamattina, al Fondo Uditore a Palermo, ho scoperto con piacere un meraviglioso polmone verde all’interno del quale sopravvivono anche alcune piante significative e che abbiamo fatto bene a concedere al Corpo forestale. Qui, con pochi soldi, il che non guasta visti i tempi di crisi, si riuscirà in brevissimo tempo a rendere il parco in parte fruibile alla città e ai cittadini.

Credo che Palermo meriti la restituzione di questo parco. La città nel corso degli ultimi 150 anni ha visto triplicare i suoi abitanti. Palermo era una città piena di verde e questo luogo deve contribuire, insieme ad altre aree che in collaborazione con l’azienda forestale e grazie a qualche investimento mirato potremo recuperare, a restituire quelle aree verdi alla città e ai suoi abitanti.

Complimenti quindi ai cittadini, all’Università, ai docenti e ai giovani che hanno spinto in tal senso e alle scelte che sono state fatte.

15 dic 2011
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Sulla manovra nazionale si stanno modificando le norme sulla casa e le pensioni. Dal governo ci aspettiamo le misure per la crescita e l’equità. Perché sarebbe penoso assistere da un lato a misure di rigore che finiscono col penalizzare i più deboli e i territori più deboli, come il Sud e la Sicilia, e non vedere poi un ritorno in termini di investimenti per la crescita che può avere successo se parte dal Sud.

15 dic 2011

Ancora una volta l’assemblea regionale approva all’unanimità una importante legge, quale quella sull’edilizia abitativa, dimostrando nei fatti quanto possa essere positivo e utile per la Sicilia il rapporto tra il governo e l’Ars quando si affrontano temi di così grande importanza che toccano direttamente i cittadini e le loro più immediate esigenze.

La legge consente di sostenere la domanda di abitazioni, forte in Sicilia, fornendo anche un concreto sostegno al settore edile in questo momento di grave crisi. Vengono introdotti strumenti concreti che consentiranno il recupero e la riqualificazione dei centri storici e di aree degradate dei nostri comuni. E mette a disposizione tre milioni di euro per l’acquisto di nuovi alloggi per gli sfollati di Favara e per il recupero del suo centro storico.

Altrettanto importante è la possibilità di utilizzare fondi per la ristrutturazione immediata delle case popolari ove potranno trovare sistemazione le famiglie del messinese particolarmente colpite dall’alluvione.

Si tratta quindi, insieme al finanziamento del microcredito approvato nei giorni scorsi, di un ulteriore tassello sulla strada delle riforme e degli interventi dell’amministrazione regionale nei confronti della popolazione, con particolare riferimento soprattutto alle fasce più deboli e solitamente meno protette.

14 dic 2011
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A proposito della riforma delle Asi, abbiamo una gestione finalmente unitaria che può seriamente avviare uno sviluppo industriale in Sicilia.

Un grande imprenditore che viene a dialogare con una regione non sa dove andare e non si può pensare che vada girando nelle 11 aziende di sviluppo industriale. Se ha un interlocutore unico che gli consiglia dove andare ed ha uno sguardo d’insieme certamente quasto imprenditore trova più facile investire in Sicilia.

Questa riforma è una vera e propria rivoluzione, una riforma che in Sicilia si aspettava ormai da molti anni. Fino ad oggi avevamo 11 Asi, 9 per le province più due per Gela e Caltagirone, che determinavano assemblee di una cinquantina di persone e cda di una decina e quindi ritardi nelle scelte, mancate risposte ecc., che hanno fatto sì che noi abbiamo il tasso di imprese, vecchie e nuove, tra i più bassi d’Italia. E questo nonostante il nostro territorio offra condizioni importanti e positive perché si investa.

Il nostro governo regionale ha fatto riforme strepitose, dal sistema sanitario a quello dei rifiuti, dal blocco delle assunzioni alla riforma delle Asi, che cercano di determinare una svolta storica alla nostra terra. Mi auguro che queste riforme abbiamo successo e diano i risultati desiderati e, soprattutto, che per l’avvenire nessuno pensi di tornare indietro. Altrimenti ci sarebbe da lasciarla la Sicilia, e siccome così non deve essere, lungo la strada dell’autonomia e delle riforme bisogna andare avanti.

Allo stesso tempo abbiamo approvato il finanziamento del microcredito che partirà il prossimo 11 gennaio:  si riferisce a piccoli prestiti, fino a 6 mila euro, che si danno alle famiglie che magari non hanno i titoli per accedere al prestito bancario. Si possono mettere in movimento 2.500 piccole iniziative che molto spesso riguardano la salute delle persone fidandosi di gente che magari è in condizione di povertà e che però poi restituirà il prestito che ottiene.

Si è fatto con la Caritas e con molte associazioni di volontariato che conoscono il territorio e le persone che ne hanno bisogno.

E’ una cosa molto positiva che in questo momento di grande difficoltà economico-finanziaria serve alla Sicilia.

13 dic 2011

Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione, in Assemblea Regionale Siciliana, del disegno di legge di riforma delle ASI, voluto dal governo e portato avanti con tenacia  e determinazione dall’assessore Venturi cui va il nostro plauso.

La riforma appena approvata prevede l’abolizione di tutte le ASI, con i relativi consigli di amministrazione, consentendo una riduzione dei costi e l’istituzione dell’IRSAP. Un unico ente che permetterà di sfruttare al meglio il patrimonio delle zone industriali siciliane, sotto una unica guida strategica, con minori costi ed una migliore efficienza consentendo il rilancio ed il risanamento che la Sicilia si è imposta anche sul fronte dello sviluppo industriale oltre che della lotta agli sprechi.

Anche questa roforma dimostra che la strada intrapresa sin dal principio della nostra azione di governo, tra lo scetticismo di una parte politica fin troppo roma-milano centrica, è quella più giusta per fronteggiare la crisi che in Sicilia si avverte maggiormente.