27 nov 2011

Occorre ripensare i piani regolatori e creare condizioni di sicurezza

scritto da Raffaele Lombardo 5 commenti

In visita a Saponara il primo pensiero va alle famiglie che hanno perso i propri cari, alle quali esprimo fraterna vicinanza. La situazione  e’ certamente ancor piu’ complessa qui rispetto a Barcellona Pozzo di Gotto. Siamo all’opera per salvaguardare i centri urbani ma anche se non la nostra politica non è favorevole a  ‘nuovi insediamenti’  dobbiamo prendere atto che  in alcuni piccoli borghi sovrastati da pendici vi sono situazioni non sanabili proprio per la conformazione geo-morfologica e che quindi dovremo trovare soluzioni abitative diverse ma sempre nei comuni di appartenenza.

Abbiamo provveduto alla dichiarazione dello stato di calamita cui e’ seguito lo stato di emergenza dichiarato dal Consiglio dei Ministri. A breve aspettiamo l’ordinanza di protezione civile che dovrà contenere una copertura finanziaria adeguata agli ingenti danni registrati. Ma occorre ripensare i piani regolatori generali e, utilizzando risorse che devono venire anche dallo Stato, liberare le case costruite ai piedi delle colline, verificare come sono trattati i letti delle fiumare e valutare come sia possibile creare condizioni di sicurezza. Tutto questo deve essere fatto insieme ai tecnici delle strutture regionali, ma anche con il prezioso contributo dei sindaci che come pochi conoscono realmente il territorio.

5 Commenti a “Occorre ripensare i piani regolatori e creare condizioni di sicurezza”

  1. Cico scrive:

    Occorreranno ingenti risorse, umane e materiali.
    Se per le prime, forse, si può facilmente provvedere (penso alla moltitudine di forestali, occupati solo in primavera-estate per prevenire incendi, destinandoli anche alla pulizia degli alvei dei fiumi e della messa in sicurezza di costoni), per le seconde credo che sarà un problema.
    Bisogna decidere: aumentare la spesa per il personale con altre paventate e future stabilizzazioni, oppure investire nella tutela del territorio?

  2. mario64 scrive:

    Caro Cico,
    il vero dilemma è capire quale delle due decisioni porta più voti…. Raffaele Lombardo ragiona in questi termini…..

  3. amicopaolo scrive:

    Caro Cico,
    secondo te che farà, come finirà e con quale strategia? La penso come te senza che ci sia il bisogno di rispondermi.

    Ma comu ti pirsuari?? Non lo sai che la forestale ha il riposo invernale obbligatorio per recuperare le fatiche estive? Eppoi, loro potrebbero solo coordinare visto che sono tutti graduati mica è giustu sminuire la professionalità dei loro gradi?

    Povera Sicilia, almeno facissiru un serio rimboscamentu invernale.

  4. Nino21 scrive:

    A volte basta poco per ottenere molto. Fermo restando che ultimamente le precipitazioni stanno avvenendo in modo del tutto diverso, brevi ed abbondanti, v’è però da dire che vi sono tante altre cause che ne amplificano l’effetto. Le strade, poco per volta si alzano per effetto delle bitumazioni, visto che non si toglie il vecchio catrame, fino a portare il livello stradale allo stesso livello ( se non più alto ) delle abitazioni, capite voi stessi cosa succede se vi è una forte pioggia. Le strade, sporche di tutto, alle prime pioggie vanno ad otturare le grate d’ingresso delle fognature, non permettendo all’acqua di entrarvi. I terreni sono senza recinzioni ed i proprietari lavorano il terreno facendo sì che se piove l’acqua se ne scorra verso il vicino posto più in basso, questo fa sì che lìacqua si sommi ed aumenti, fino a diventare pericolosamente un fiume. Per ovviare a questo bisogna obbligare i proprietyari dei terreni a perimetrare ognuno il suo terreno con muretti alti almeno 50 cm ( conterrebbero 500 mm di precipitazioni ) e senza lasciare i buchi per lo scolo. Beh, è chiaro che non bisogna permettere la costruzione di qualsiasi manufatto nei greti del fiume e non relegare i fiumi in stretti corridoi cementificati apposta per lui. In montagna, collina, effettuare tutti quei lavori di contenimento ( fatti a regola d’arte ) e di scolo dell’acqua, riforestazione, magari con una politica di defiscalizzazione nei confronti di chi pianta alberi da legno, contribuendo, da parte dello stato, regione, all’acquisto di macchinari per la sua lavorazione ( del legno ), invece di andarlo a comprare al nord o, addirittura, all’estero. Così facendo si farebbero, come si dice, un travagghiu e du subbizza, si mantiene in efficienza la montagna, si crea lavoro ed i nostri soldi restano in Sicilia, contribuendo allo sviluppo della regione.

  5. zetan scrive:

    Abbasso i piani regolatori generali, hanno la maggiore responsabilità per il disastro attuale; hanno avuto il merito di garantire la speculazione a beneficio dei costruttori palazzinari, che poi sono stati e lo so ancora i maggiori finanziatori degli ascari di ogni area politica, nessuna esclusa.

    I PRG evidenziano un pensiero vecchio e fallimentare di pianificazione territoriale, da quando esistono si realizzano obbrobri di ogni genere nel contempo senza riuscire a conservare e vivere le perle del passato, realizzate con il buon senso, mancando il quale ci siamo affidati alla speculazione sui bisogni primari delle persone.

    Mi dispiace ma devo dissentire, ancor prima di ripensare dobbiamo indagare profondamente sviscerare cosa hanno prodotto e a chi hanno giovato questi strumenti.

    L’abusivismo è stata la risposta al problema non il problema.

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