30 ago 2011

Avviata con la Cina intesa culturale ed economica. Con Frattini accordo su ruolo della Sicilia nel Mediterraneo

scritto da Raffaele Lombardo 2 commenti
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Oggi a Roma abbiamo incontrato una delegazione di operatori commerciali che hanno apprezzato i nostri vini e i prodotti dell’agro-alimentare e incontreremo un responsabile del turismo che verrà in Sicilia, ma soprattutto si è parlato dei grandi progetti dei quali avevamo discusso con l’architetto Maggiora cioè alcune grandi infrastrutture.

Predisporremo delle schede che riguarderanno il fotovoltaico perché i cinesi sono anche produttori di pannelli fotovoltaici ma soprattutto devono accompagnare l’operazione con un investimento della loro grande banca per lo sviluppo.

Abbiamo poi affrontato la questione del grande aeroporto di cui i cinesi si sono fatti carico, almeno a parole, e vedremo se con la scheda che gli consegneremo l’idea li convince. Poi abbiamo parlato di alta capacità ferroviaria Messina-Catania-Palermo, strettamente connessa con il ponte, di una grande area commerciale nella quale far arrivare le loro merci per poi smistarle non solo in Sicilia ma anche in Europa e Africa. La Sicilia come hub per il mediterraneo per questa economia che è in fortissima espansione.

Abbiamo poi incontrato il ministro Frattini. La Sicilia sarà coinvolta nella trattativa per i nuovi fondi strutturali, la nuova fase dopo il 2013. Ci sarà una riduzione da 350 a 330 miliardi di euro per i territorio obiettivo coesione e noi seguiremo questa fase direttamente.

Poi si è parlato del bacino del mediterraneo e il ministro ci ha coinvolto  in questa fase di evoluzione, ci auguriamo verso regimi democratici. Anche in questo senso il ruolo della Sicilia può essere importante e io personalmente farò valere la mia presidenza della conferenza intermediterranea, una delle istituzioni che l’Europa riconosce e uno strumento importante per farsi valere.

Con Frattini abbiamo soprattutto affrontato due questioni che ci ha assicurato  che sosterrà: che  dal corridoio 1 Berlino-Palermo non salti la Calabria e la Sicilia così come aveva paventato Barroso in una sua dichiarazione secondo la quale avrebbe dovuto essere sostituito con Berlino-Napoli-Bari per poi continuare via nave per La Valletta, un assurdo geografico e storico.

Il ministro si è anche impegnato a cominciare a sollevare l’argomento verso il quale finora l’Europa si è dimostrata insensibile: quello della fiscalità di vantaggio. Si tratta di uno strumento importante che potrebbe essere anche più utile dei fondi strutturali che costano molto all’Europa e, per la verità, non è che abbiano prodotto effetti stratosferici.

2 Commenti a “Avviata con la Cina intesa culturale ed economica. Con Frattini accordo su ruolo della Sicilia nel Mediterraneo”

  1. vicky54 scrive:

    Trovo che sia estremamente interessante l’aver avviato contrattazioni con la Cina, ma penso e spero che ciò accada con taluni accorgimenti. I cinesi quando impiantano grosse aziende in varie nazioni, si avvangono di personale cinese, che sottopaga e che sottopone a regimi lavorativi da schiavisti. Inoltre bisognerebbe trovare il modo di salvaguardare le piccole aziende di produzione di pannelli fotovoltaici (nate proprio grazie ad inteventi della Regione)che con tanta fatica stanno portando avanti le proprie produzioni: i sistemi di salvaguardia ci sono e possono essere posti in essere, ma chiarendo già da subito con gli interlocutori quali saranno i “paletti” e le condizioni.
    La cosa che mi pare estremamente urgente, per contrastare davvero la crisi (cosa che il Governo nazionale non tiene in alcun conto nella propria sconquassata manovra) è riuscire a far comprendere alle nostre PMI che oggi più che mai bisogna “fare rete” e puntare anche all’internazionalizzazione: e qui il compito è assai arduo, per una retriva mentalità difficile da sdradicare e l’incontenibile individualismo condito ma tanta impreparazione e ottusità manageriale

  2. tony scrive:

    ottimo commento,@vicky54,
    Purtroppo le notizie che arrivano non sono incoraggianti,e molte multinazionali tipo Fiat andranno via,ad es. vedi :

    http://www.repubblica.it/economia/2011/08/31/news/fiat_mirafiori_perde_il_suv-21079686/

    e conoscendo l’indotto che trascina,i posti di lavoro che si perderanno saranno numerosi.
    Non resta altro da fare che impiantare fabbriche di assemblaggio dei prodotti cinesi ,con manodopera siciliana della zona,e la Cina avrà l’opportunità di trovare con la Sicilia la porta d’ingresso per vendere i propri semilavorati in Europa,dando contemporaneamente lavoro ai siciliani,basta fare dei contratti chiari e applicarli corretamente !

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