Tagli ai costi della politica, decentramento, formazione e piano energetico
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Raffaele Lombardo ha indetto oggi una conferenza stampa per riferire sulle decisioni assunte dalla giunta di governo in merito alla riduzione dei costi della politica, al decentramento dei poteri e delle competenze dell’amministrazione regionale verso i comuni e i liberi consorzi, alla riorganizzazione del settore della formazione professionale e al piano energetico regionale.
Rispetto ai tagli sui costi della politica, la giunta ha deliberato:
- la riduzione del compenso degli assessori
- la riduzione dei componenti dei gabinetti
- la riduzione dei consulenti ed esperti
- la riduzione auto di servizio
- l’esclusione dei compensi per amministratori e componenti degli organi di controllo regionali
- la riduzione dei costi per studi, ricerche, rappresentanza, sponsorizzazione e comunicazione di Regione, enti regionali e società partecipate
- il contenimento costi dei dirigenti di enti regionali e partecipate e consulenti
- la riduzione degli affitti
- la riduzione del quinto d’obbigo di contratti regionali di beni e servizi
Complessivamente i risparmi si aggireranno tra gli 87 e i 90 milioni di euro.


di Sicilia Regionali, il Terzo Polo lancia Granata Giornale di Sicilia Nei giorni scorsi Raffaele Lombardo ha annunciato le sue dimissioni per il 28 o 29 luglio prossimi, dunque la corsa alla […]
Termini Imerese: Di Risio rassicura Lombardo , pronto a subentrare Agenzia di Stampa Asca (ASCA) - Palermo, 21 mag - Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo e l'assessor […]
1)riduzione compenso assessori: è l’unica iniziativa effettivamente realizzabile (anche se produrrà effetti modesti);
2)riduzione componenti gabinetti: in buona parte trattasi di esterni all’amministrazione (politici trombati, portaborse di altri politici, grandi elettori) che troveranno certamente il modo per riciclarsi, sempre però a spese del bilancio regionale;
3)riduzione componenti ed esperti: e ci voleva una delibera di giunta?
4)riduzione auto di servizio: si dovrà necessariamente attendere la scadenza dei contratti di leasing;
5)esclusione dei compensi…: ma non è già così?
6)riduzione costi per studi…comunicazione…:quindi chiuderà anche questo blog? Talè, quasi quasi mi dispiace;
7)contenimento costi dirigenti: i compensi sono fissati per legge quindi, per modificarli, bisogna fare nuove leggi;
8)riduzione degli affitti: e chi glielo dice a Sicilia Patrimonio Immobiliare (cioè Pirelli Re, cioè Tronchetti)?;
9)riduzione del quinto d’obbligo nei contratti: era una delle pochissime cose realmente vantaggiose per l’amministrazione regionale.
Cico…senza parole!
Abbandona questo blog, la tua intransigenza di fronte anche ad azioni meritorie non può portare a nulla di costruttivo. Ci sta la critica su alcune scelte politiche o meno, ma di fronte ad una notizia come questa, non si può assumere il tuo atteggiamento disfattista e preconcetto. Denota un astio nei confronti di Lombardo che va oltre le buone o le cattive azioni dello stesso. Qui in Sicilia, terra di grandi problemi irrisolti, non abbiamo certo bisogno di uno come te.
Emigra!
@Lele:
Nessun astio preconcetto.
Per impostazione culturale, sono abituato ad andare oltre le parole e attenermi ai fatti.
Ho soltanto evidenziato alcune “criticità” delle proposte di Lombardo che lui ha accuratamente evitato di evidenziare e con le quali però inevitabilmente occorrerà confrontarsi.
A meno che tu non sia un sostenitore del “bicchiere mezzo pieno” ad ogni costo: se permetti, io considero anche il “mezzo vuoto”, come dovrebbe sempre fare un buon politico.
Ribadisco che queste dichiarate iniziative di Lombardo ben difficilmente potranno essere concretizzate nella realtà: si tratta dei soliti proclami….
Caro Cico, ancora una volta hai centrato il segno!!! Voglio solo precisarti che Pirelli Re, non esiste più da qualche tempo. Al suo posto è nata Prelios. In questo campo sono abbastanza ferrato.
Grazie per l’informazione, Mario.
Anche lì, cambia la “forma” ma non la “sostanza”.
Vi è un elettorato che lamenta la mancanza di tagli degli stipendi ed indennità di chi comanda.
Vi è IDV che lamenta la mancanza di certi tagli.
Ecco, io penso che l’ on. Lombardo Raffaele con i tagli che ha proposto e pare deliberato in giunta regionale, ha invenstito, per i voti del citato elettorato e nello stesso tempo minaccia IDV ed altri partiti che parlano di tagliare mentre Egli taglia sul serio e con i fatti.
Mossa politica astuta del presidente on. Lombardo.
Questa notizia la sparata Umberto Bossi
Crisi/ Bossi: sud come Grecia con euro rischia fallimento
Domenica, 7 Agosto 2011 – 09:01
Umberto Bossi e’ convinto che solo il nord Italia sia in grado di reggere all’impatto della crisi con una moneta forte come l’euro, mentre il Meridione rischia di fallire. Dopo aver criticato l’adesione dell’Italia alla moneta unica e Carlo Azeglio Ciampi, il leader della Lega Nord, durante un comizio a Pontida, ha sostenuto che oggi “l’euro e’ una moneta forte in uno Stato debole”. Quando l’Italia e’ entrata nell’euro, ha ricordato, lo ha fatto con paesi come “l’Irlanda che faceva le padelle, la Grecia che non faceva un cazzo, e il nostro Sud che faceva, come la Grecia, un cazzo”. “Forse noi padani potremo resistere e riusciremo a farcela – ha aggiunto – non certo il Sud, il Sud fallisce Non vale un Cazzo”.
So già che probabilmente sarò criticato e tacciato di propagandare Lombardo, ma sono abituato a dare a Cesare quel che è di Cesare, senza peli sulla lingua e senza ambiguità – Bravo Presidente, qualcosa si comincia a muovere per il giusto verso!
Adesso bisogna avere e mostrare ancora più coraggio ed andare avanti per questa strada e fare di più per il riscatto della Sicilia…adesso mettiamo mani a “la madre di tutte le battaglie”: l’Alta Corte per la Sicilia.
Potevano mancare gli “ascari” di professione, in questa notizia? impossibile! ed eccoli, li, in fila, a guardare, da politici, quali di si dichiarano, il bicchiere mezzo vuoto………….non possono andare da nessuna parte! sono una minoranza della minoranza! meno male che ci sono ancora uomini e donne di buona volontò che sono pronti al sacrificio, in nome della Sicilia! Ascari!!! e capre!
QUANTI DEI PUNTI CITATI SI REALIZZERANNO? E’ SICURO CHE SARANNO APPROVATI ? CON L’ENTRATA DEL FEDERALISMO FISCALE (CHE E’ ALLE PORTE) LA SICILIA PERCEPIRA’ DALLO STATO E ANCHE DALL’DELL’EUROPA MENO SOLDINI, PER COMPENSARE L’AMMANCO CHE COSA PENSA DI FARE, AUMENTARE LE TASSE GIA’ SALATE O DIMINUIRE GLI STIPENDI AI REGIONALI, ADEGUANDOLI A QUELLI STATALI? SE PENSA CHE CI SIANO ABBASTANZA FONTI, PERCHE’, CONSIDERANDO L’INFLAZIONE, L’ISTAT ECC. ECC. NON INTEGRA GLI STIPENDI AGLI STATALI PORTANDOLI AI LIVELLI DEI REGIONALI, FORSE GLI STATALI VIVONO IN UN’ALTRA REGIONE?
Forse ancora non l’avete capito: l’Italia è a un passo dal fallimento. Se fino a ieri a noi arrivavano le briciole, adesso di briciole non ce ne più. Abbiamo solo due strade, se non vogliamo cadere nel baratro: Autonomia, quella vera, quella mai applicata in Sicilia – Non il federalismo fiscale concepito alla nordica maniera, ma lo Statuto d’Autonomia Siciliano che, oltre a costare lacrime e sangue ai nostri padri, rappresenta il federalismo perfetto – oppure, se non l’Autonomia, ALLORA INDIPENDENZA!! NON CI SONO ALTRE VIE: nessuno ci farà sconti (non ce ne hanno mai fatti) AUTONOMIA – INDIPENDENZA O ANNIENTAMENTO TOTALE.
Sono provvedimenti da apprezzare ma sicuramente non da ritenere sufficienti. Non sono sufficienti a colmare l’abisso che separa la casta Siciliana dalla cittadinanza Siciliana.
Un’ altra sparata di Lombardo, uomo difficile da decifrare, è quella che non abolirà le provincie, quindi non applicherà l ‘art. 15 dello Statuto perche le provincie si aboliranno da sole perchè gradualmente saranno svuotate dei loro compiti trasferendoli ai comuni e alla regione. Nel frattempo continueremo da coglioni ad andare a votare alle provinciali e a mantenere un numeroso branco di trombati, falliti e roba varia. Complimenti al presidente per una sparata degna di chi ha paura a fare quello che andrebbe fatto per il bene della Sicilia.
Intanto,posso dire che questo è stato,oltre a un grande gesto,un grande segno di responsabilità per chi governa e capisce che di qualche privilegio si può fare benissimo a meno.
Ora aspetto che il parlamento nazionale,il senato,tutte le regioni le provincie inutili,e cosi via,facciano anche loro un passo indietro,tagliando i privilegi inutili,forse l’Italia recupera risorse da reinvesire intelligentemente per tutti.
E facile criticare,io ammiro chi ha il coraggio di fare il primo passo verso l’abolizione di tutti questi maxi privilegi,e intanto si anticipa la manovra nazionale con sicuramente la solita macelleria sociale che colpirà il ceto DEBOLE.
Pazienza,come sempre ,altre tasse,e i ricchi continuano a essere sempre più ricchi,protetti dal loro B !
Credo che al di là delle posizioni che ognuno voglia assumere e dei punti di vista soggettivi legittimi, bisogna avere un riferimento chiaro per sé e per chi debba giudicare (l’elettore.. o noi comuni mortali commentatori da strapazzo…). Probabilmente il Presidente Lombardo ha le idee più chiare di noi ed opera step by step onde evitare “traumi culturali” in questa terra ancor troppo ancorata a tradizionalismi imposti e poco avvezza ai cambiamenti drastici e necessari in linea con lo sviluppo contestuale.
Elemento ispiratore primario ed essenziale, credo sia l’applicazione dello Statuto Siciliano, il cui richiamo non può che trovarci tutti d’accordo.
E allora pur comprendendo la linea strategica del Presidente prima accennata, perché non viene presa in maniera chiara e precisa la linea conduttrice del nostro Statuto, cosa che peraltro aumenterebbe e non di poco i consensi e la solidarietà nei confronti del Presidente ??
Un caro saluto
Caro Santo Trovato, non sò fino a che punto tu conosca le regole che governano ilmondo della finanza. Quello chedici tu non è così semplice cometu voglia rappresentarlo. In ogni caso, questo tentativo di sottrarsi alla sorte, per te segnata, dell’Italia, mi lascia perplesso. Un detto mi sovviene adatto a queste situazioni: quando la barca stà per affondare (Personalmente, non credo si arrivi a ciò ,e lo dico con le adeguate conoscenze nel campo delle finanze)i sorci sono i primi ad abbandonare la nave. Poi,ti rendi conto di quanti impiegati statali rischierebbero il posto di lavoro ? Parlate…parlate…ma tanto per dire qualcosa…. Poi, non voglio accennare a coloro che sanno solo usare un termine stupido seppure colui che lo ha reso tanto celebre, non lo sia, visto che riesce a plagiare gli animi semplici…. e inconcludenti….
Allora, abbiamo il prezzolato, che, oltre ad essere un ottimo psicanalista, è anche un uomo che di finanza ne capisce tanta……….poi, capisce d’industria, di cultura, di svaghi………..un tuttologo……..uomo dello scibile………ma come abbiamo fatto a stare senza di lui, cosi tanto tempo? forse non ne sentiamo la necessità, di avere un’illuminato,che dispensa sapere a tutti ed a tutto il mondo?……….accogliamo l’ascaro prezzolato, con il ns ben arrivato..
qui, se qualcuno che parla, parla, parla……….ci sei tu ed gli altri “amici”………..dovete fare il vs……..lo capiamo, ma vi hanno “beccato”……sanno che siete e qual’è il vs compito…………….poveretti…….
Rostom, sta parlando del presidente Lombardo?
Psicanalista, uomo che capisce di finanza, di industria, di cultura… è lui, no?
sà parlando di voi……….mario64, filomeao, cico…………siete sempre pronti a dispensare idee, suggerimenti, gossip, ……..ma come mai non vi siete candidati?………potreste fare molto di piu dall’intenrno, che dall’esterno, visto le vs attitudini e studi……….a quanto, pare, siete invece degli imcompresi, e restate con me a dialogare, si fa per dire, dialogare, in un blog…………grandi ascari……….grandi……
I miei complimenti Rostom quando ci vuole ci vuole.
C’è l’ascaro di professione, quello per missione, quello per vocazione, la Sicilia non è avara nemmeno quando crea contro se stessa.
La nostra Sicilia è proprio una grande nazione quasi un continente. I cinesi se ne sono accorti e tentano approcci degni di uno stato sovrano, con il sub-continente indiano condividiamo quantomeno le origini linguistiche, con gli ascari la biodiversità.
C’è spazio per tutti qui da noi, adesso per fortuna c’è spazio anche per gli autonomisti e gli indipendentisti, che se facciano un ragione anche gli ascari che rischiano la cassa integrazione.
Mah…che dire.
Cadono le braccia (e anche qualcos’altro) a terra.
Mi permetto di suggerire di non abusare troppo dell’epiteto “ascaro” perchè, altrimenti, perde molto di efficacia.
Anche perchè, con questo caldo, l’associazione con “ascaretto” (i meno giovani sanno senz’altro cos’è) è immediata.
Non dovrei essere io a farlo notare, però di proposte concrete (soprattutto nel campo della riduzione degli sprechi e nel contenimento delle spese regionali ritenute indispensabili) credo di averne suggerite diverse, fin dalla nascita di questo blog.
E allora, perchè continuo a lamentarmi quando, finalmente, il presidente Lombardo SEMBRA averne attuate alcune?
Appunto, SEMBRA: e ho anche spiegato, secondo me, i motivi.
Guardate, non ho alcuna difficoltà ad evidenziarlo.
Se fra 3 mesi risulterà che, di quanto deliberato dalla giunta in questi giorni, sarà stato ATTUATO il 50%, io, ultimo fra gli ultimi presunti “ascaretti”, sarò il primo ad ammettere pubblicamente, qui sul blog, di avere sbagliato a non fidarmi di Lombardo e a recitare il mea culpa (ammesso che ci sia ancora il blog…).
Ma se ciò non avverrà, chi farà atto di contrizione nei confronti dei siciliani?
Caro Cico il tuo discorso è molto equilibrato . Lo apprezzo molto. Al contrario di certe effimere farneticazioni. Rendo testimonianza a quanto affermi. Le tue proposte sono sempre meritevoli di attenzione. Purtroppo, la realtà è in mano a certi soggetti poco raccomandabili. Poi ci sono pure “i venduti”. A onor di franchezza, parlo di tutti gli onorevoli che non si accorgono , o fanno finta di niente… Poi, ci sono gli “stupidi”, ovvero l’esercito degli stupidi. Eppure penso che il loro vero scopo è quello di arruolare altri da rendere stupidi al proprio posto. Purtroppo, e grazie alle lezioni di validissimi insegnanti e di un contesto scolastico umanistico e filosofico, sono immune dalle idiozie che animano la politica. Poi, cosa dire di coloro che ti chiedono perchè non ti candidi? O sono in mala fede o poco comprendono la realtà che ci circonda…… parlo anche e forse soprattutto di quella “sommersa”….. Quella che stabilisce chi deve stare a quel posto e perchè ci deve stare…….e soprattutto a chi deve obbedire… Un perfetto burattino senza fili….visibili….
Cadono proprio le braccia nel constatare che tutte le discussioni sono polarizzate sul pro e contro Lombardo quasi si richiedesse una adesione emotiva al dissenso, il dissenso contro uno che sta incidendo profondamente nella stagnante condizione siciliana che fino ad ieri è stata pianificazione per intero fuori dal territorio ed accuratamente attuata dagli ascari di turno.
Tra quanti contestano, legittimamente, Lombardo alcuni sostengono che tra questo presidente ed gli attuali ministri siciliani o sottosegretari non passa alcuna differenza.
Appare un comodo modo per non affrontare analiticamente la questione.
Lombardo ha un grande merito, aver avviato una campagna che riporta centralità alla Sicilia, le convergenze con Milazzo non le ho inventate certo io, Lombardo con tutte le sue contraddizioni sta aprendo una porta che conduce verso l’autonomia, finora vilipesa e calpestata, ha un progetto politico questo è sotto gli occhi di tutti, così come osservare altresì che l’Italia non esiste più qualora fosse mai esistita. Lo si critica perché non sta attuando nulla dello statuto? vero concordo poco si sta facendo, ma mi rendo anche conto che le forze che ne contrastano l’attuazione hanno governato gli ultimi 65 anni. Sarebbe opportuno capire quale la potenza che sta dietro queste organizzazioni. L’immediato di Lombardo potrà sembrare ambiguo ma, nessuno potrà più ipotizzare un ritorno al passato come abbiamo conosciuto negli scorsi 64 anni.
Se si discutesse senza le polarizzazioni sterili, probabilmente ci si potrebbe intendere un po meglio ma, in tanti ci siamo resi conto che dietro certi commenti non c’è alcun interesse nel tentare una analisi profonda della complicata situazione attuale, quanto invece la denigrazione precostituita che è tipica di quanti hanno subito la contrazione di alcuni privilegi che nel corso degli anni avevano acquisito.
Le mie critiche principali alla politica di Lombardo riguarda prevalentemente alcune delle nomine dirigenziali nella sanità od dipartimenti regionali in genere, molti non si sono distinti per discontinuità con le clientele. Ma il progetto politico di Lombardo lo approvo, una Sicilia veramente autonoma od indipendente non verserebbe nelle condizioni di degrado nella quale è stata condotta, con la complicità di quei gruppi nei lo stesso Lombardo è stato dirigente.
Ma un siciliano è sempre pronto ad accogliere un proprio fratello delle fila dei patrioti sicilianisti quando se ne ravvisano le condizioni.
Buone vacanze a tutti.
Che il Presidente sia animato di tanta buona volontà è innegabile, il problema semmai è che fatta la legge taluni esecutori, burocrati, trovano come aggirarla.
In queste sere di agosto tra una birra e un’ altra, amici raccontavano che in un dipartimento regionale che ha a che fare con lo sviluppo, (o sottosviluppo) per aggirare una direttiva regionale a proposito della lotta agli sprechi, si sono trasformati dall’oggi al domani, taluni funzionari e dirigenti, in ispettori, in modo da continuare a beneficiare del rimborso per l’uso dell’auto propria, solo per citare un esempio. Così ora, ansichè diminuire gli sprechi aumentano!!!!!!
….come dire l’intenzione c’è, manca qualcosa altro. !!!!!!!!!!!!!!
buone vacanze
Il MIS negli anni ’40 contava circa 500 mila iscritti e la Sicilia fu a un passo dall’indipendenza, ma le nazioni vincitrici della seconda guerra mondiale decisero diversamente.
La lotta politica del Mis e quella militare dell’Evis (l’esercito volontario per l’Indipendenza della Sicilia), braccio armato del MIS, ci lasciò in eredità lo statuto d’Autonomia della Regione Siciliana che potrebbe sembrare solo un insieme di norme che regola la vita e il funzionamento di un particolare ente pubblico, una regione a statuto speciale, la Sicilia per l’appunto,ma in realta esso rappresenta per la Sicilia tutta molto, ma molto di più; rappresenta il terminale storico delle tante costituzioni che il regno di Sicilia sovrano ebbe nella sua storia; da quella informale da cui nacque lo stesso regno per acclamazione parlamentare nel 1130 a quello costituzionale del Vespro del 1296, da quella liberale del 1812 a quella democratica del 1848. Il Regno di Sicilia fu annesso con modi irregolari e truffaldini al regno d’Italia in frode alla stessa volotà del governo provvisiorio siciliano del 1860 che stava per convocare al medesimo scopo il parlamento. Il moto separatista degli anni ’40 fu solo l’ultima pagina di una lunga contesa che trovò in questo statuto sì un conpromesso, ma di livello quanto mai elevato. Lo Statuto è così una vera e propria carta costituzionale una legge fondamentale a tutti gli effetti; lo statuto è infine anche una sorta di trattato di pace, una convenzione, un patto tra la Sicilia e l’Italia redatto con la volotà dei rappresentanti di entrambi i popoli e non modificabile parimenti senza la medesima volontà.
Lo Statuto Siciliano delinea di fatto una forma confederativa tra la Sicilia e lo Stato italiano. I suoi massimi organi e le sue istituzioni sono quelli di uno stato sovrano che appena depotenzia la sua piena podesta per garantire all’esterno l’unità politica dello stato italiano,ma mantenendo in gran parte al proprio interno ogni potestà.
L’attuazione dello Statuto però non è immediata, essa richiede in gran parte i decreti attuativi che tardano ad essere emanati dall’apposita commissione paritetica. Lo Statuto Siciliano da ben 65 anni attende che i vari governi italiani, succedutisi sino ad oggi, promulghino i decreti attuativi in maniera da rendere attuabili tutti i suoi articoli, costituzionalmente pattuiti. Dei 43 articoli di cui è composto lo Statuto d’Autonomia della Regione Siciliana, solo per qualcuno di scarso peso e rilevanza è stato promulgato il relativo decreto attuativo.
Intanto la Corte Costituzionale, sostituitasi illegittimamente a partire dal 1957 all’Alta Corte, ha demolito pezzo per pezzo lo Statuto con le sue sentenze unilaterali.
Se fossero applicati tutti gli articoli dello Statuto, la Regione Siciliana avrebbe nuove entrate (si pensi, per esempio, a quelle previste dall’articolo 37) tant’è che il bilancio complessivo, da calcoli effettuati da esperti in materia di economia, sarebbe superiore di almeno 7 miliardi di Euro a quello attuale!
I SICILIANI IGNORANO CHE LA SICILIA SOSTIENE L’ECONOMIA ITALIANA E COME SOVRAPPREZZO SUBISCE DALL’ITALIA UNA SERIE DI IMBROGLI CHE FANNO APPARIRE TUTTO IL CONTRARIO, CIOE’ CHE E’ ‘ITALIA CHE MANTIENE LA SICILIA E I POVERI MORTI DI FAME SICILIANI – SE CON L’ATTUAZIONE DELLO STATUTO ALLA SICILIA NON NE VERREBBE ALCUN VANTAGGIO E DI CONSEGUENZA AL NORD ITALIA NON PORTEREBBE DANNO, STATENE CERTI CHE LO STATUTO SAREBBE STATO DA MOLTO TEMPO ATTUATO.
Noi oggi ci troviamo ad un crocevia e abbiamo davanti a noi tre strade:
la prima strada ci porta ad accettare supinamante ciò che abbiamo già subito in 150 anni di unità d’Italia e in 65 anni di regpubblica italiana, ma questa strada non è più percorribile perchè ci porterà all’annientamento ed alla rovina totale;
la seconda strada è quella di pretendere l’applicazione totale ed integrale dello statuto d’Autonomia siciliano;
la terza strada, infine, è quella che abbiamo già percorso nel 1943 e che abbiamo accantonato, ma che può essere nuovamente ed ancora ripresa.
La Sicilia rivendica il suo imprscindibile diritto a quella indipendenza della quale godette per otto secoli ininterrottamente, e che è indispensabile per la vita del suo popolo.
1) I La Sicilia, durante otto secoli, ebbe la rappresentanza popolare nel suo palrlamento. Nel 1816, la prepotenza borbonica, appoggiata dall’Austria, nella unificazione dei due regni di Sicilia e Napoli non osò sopprimere “de jure” il parlamento siciliano, ma si limito a non più convocarlo, mantenendo però due amministrazioni distinte, con tutti i relativi ministeri. Questo non soddisfece punto i siciliani le cui fiere proteste giunsero alla rivoluzione del 1848 e posero le premesse del malcontento generale che consentì l’inganno piemontese del 1860;
la Sicilia fu sempre uno stato indipendente e non fu mai soggetta ad altri stati; talvolta i suoi re furono temporraneamente sovrani di altri paesi, ma ciò non significò mai fusione degli stati, ma costituì quello che si chiama “unione personale”;
2) In tutto il periodo che va da Ruggero il Normanno al 1816, mai era avvenuta alterazione nelle forme politiche siciliane senza che vi fosse il consenso del parlamento, il quale designava il re e ne controllava gli atti;
3) al parlamento soltanto spettava il diritto di stabilire le tassazioni;
4) anche nelle vacanze del parlamento, rimanevano in carica delle commissioni parlamentari le quali amministravano e vegliavano alla custodia delle franchigie nazionali;
5) gli antichi statuti del parlamento non furono abrogati da nessuna valida legge, anzi furono sempre confermati dagli atti dei susseguenti parlamenti e dal giuramento di tutti i re;
6) i siciliani avevano sempre il diritto di richiamare in osservanza le antiche leggi;
7) il parlamento poteva fare nuove leggi per migliorare ed aggiornare la costituzione dello Stato
9) la Sicilia ebbe sempre la sua bandiera, la sua moneta e le sue particolari prerogative.
Mai la Sicilia rinunziò al proprio diritto ed alla propria costituzione; essa non poteva venire abrogata se non dal Parlamento, e mai più, dal 1848 in poi, esso fu convocato.
Il 1860 non fu altro che frutto di violenza e frode.
Con la frode il Piemonte, nascosto sotto le camicie rosse di Garibaldi, sbarcò in Sicilia, corruppe i generali napoletani e ottenne vittoria sulle truppe borboniche. Con la violenza assoggettò la Sicilia ed instaurò il suo illeggittimo domini, sanzionato dalla unilaterale annessione al Piemonte decretata il 15 ottobre 1860.
Da allora non fu che una serie di vessazioni, di persecuzioni e di torture. Non si può pensare che con orrore a quello che il governo italiano fu capace di fare nel 1863. Vi furoo allora diecimila fucilati, ventimila carcerati, settemila deportati, sedici mila scampati nei boschi e quattordici mila fuggiti all’estero. E le cose proseguirono sempre male sino a determinare l’insurrezione del 1866, spenta nel sangue. Non diversamente vvenne, dopo parecchi anni di disagi e di sofferenze nel 1893, quando la classe dei contadini si agitò in seguito al danno che le tariffe doganali per favorire le industrie del Nord, avevvano prodotto all’agricoltura siciliana.
Lo sfruttamento della Sicilia e il suo asservimento agli interessi capitalistici del Nord non cessarono mai, anzi si andarono sempre più aggravando e incrudendo. La Sicilia fu sempre tenuta come una colonia [...]
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Chi ha scritto questa pagina?
Un nostalgico siciliano dei nostri giorni che, anacronisticamente, vive il suo tempo guardando al passato senza accorgersi che, intanto, il tempo scorre e siamo già nel terzo millennio, in un mondo globalizzato, dove il regionalismo non ha più motivo di esistere e dove, per confrontarci con le nuove sfide che il nostro tempo ci impone, occorre non più guardare indietro, ma rimboccarsi le maniche per entrare, come ama dire il nostro Presidente Napolitano, “a vele spiegate in Europa” tutti insieme appassionatamente, un’unica nazione [l'Italia(?)] ed un solo popolo [il popolo italiano(?)] ??
Per la verità, questa pagina è uno stralcio di una più ampia pagina scritta da ANDREA FINOCCHIARO APRILE, il 10 Settembre 1945, nel suo “APPELLO DEGLI INDIPENDENTISTI AI MINISTRI DEGLI STATI ESTERI DELLE CINQUE GRANDI POTENZE RIUNITE A LONDRA”!
Leggo questa pagina e mi rendo conto CHE LA SUA ATTUALITA’ E’ IMPRESSIONANTE!
Nulla è cambiato dal 1945 ad oggi…e più mi rendo conto che NULLA E’ CAMBIATO e ancora più mi rendo conto CHE L’ATTUALITA’ DI QUESTA PAGINA E’ IMPRESSIONANTE!
Da un’intervista a Ludovico Corrao:
«Il governo di Milazzo è una esperienza che raccoglie trasversalmente tutti i partiti presenti in Sicilia. Alcuni parlamentari regionali si ribellavano al dominio dei potentati economici finanziari nazionali e internazionali. Io stesso all’interno della Democrazia Cristiana, chi all’interno dei monarchici, dei comunisti. Quando si dice che il Pci appoggiava Milazzo, non è così, non erano tutti d’accordo, per esempio Li Causi non lo era. Era con Milazzo la parte più giovane, più dinamica, quella che aveva appreso la lezione di Togliatti che ricordò che la Sicilia ha le caratteristiche di una nazione. Caratteristiche che vengono dalla sua identità storica, dalla sua cultura millenaria, dalla lingua stessa. Dalle sue potenzialità economiche del sottosuolo e del mare. Avveniva questa presa di coscienza soprattutto dinanzi all’incalzare delle nuove economie mondiali, che scaricavano sul Sud, non solo dell’Italia ma di tutto il mondo, le contraddizioni che esistevano nel capitalismo occidentale che doveva risolvere i suoi problemi o con la guerra, o con una nuova forma di colonialismo. La Sicilia era l’emblema di questo tipo di politica. Perché in Sicilia tutte le risorse petrolifere erano affidate al monopolio delle compagnie americane. Né vi era possibilità di libera concorrenza per altre società, compresa anche la stessa società di Stato, l’Eni di Mattei, che non ebbe mai dai governi democristiani la concessione di sfruttamento delle risorse del sottosuolo. Quindi sfruttamento diciamo monopolistico, senza concorrenza del petrolio, pagando delle miserie per i diritti di concessione al governo siciliano. Non ne veniva alcuna ricchezza perché pompavano il petrolio, se lo lavoravano per conto loro e lo vendevano; in Sicilia non restava niente».
Continua “da un’intervista a Ludovico Corrao”
(Questa è cronaca attuale!!!)
«La classe politica dirigente siciliana diventa succube di Roma, anche perché era nominata dai vertici dei partiti. Non è come in America, che c’è il federalismo. L’autonomia qui diventa una parola priva di sostanza. Quando si devono fare le liste chi decide non è la direzione politica siciliana ma tutto dipende dal potere centrale dei partiti. Quando si hanno le mani legate non si può più parlare di autonomia. Ma tornando al discorso del settore petrolifero. Anche nel settore dei fosfati dei Sali potassici, essenziale per la trasformazione dell’agricoltura sono i concimi, per uno sviluppo più intensivo, per passare dalla coltivazione monocorde del grano a produzioni di qualità. La Sicilia è ricca di miniere di Sali potassici ma anche lì lo sfruttamento era affidato ad un monopolio italiano, che era Cefis, e la Montedison. Lo stesso per l’energia elettrica. Il primo commissario dello Stato, Selvaggi, aveva costituito un ente di elettricità siciliana autonomo dai monopoli nazionali, ma questo non ebbe vita, perché dominavano i monopoli dell’elettricità del nord. E così in tutti gli altri settori, la Sicilia non aveva nessuna reale disponibilità delle sue ricchezze. In più iniziava la politica della comunità europea e avvenne un danno clamoroso: mentre la Sicilia era stata considerata nei millenni il granaio di tutti gli imperi, per la sua qualità di grano duro, con il quale si fa la migliore qualità di pasta e di pane, fu invece stabilito di dare via libera alle grandi organizzazioni agrarie sia americane che del nord Europa, che non producono il grano duro ma il grano tenero. Equipararono il grano duro con il grano tenero… quindi la Sicilia con l’arrivo di questa concorrenza vide chiudere tanti suoi pastifici. Fallirono tanti mulini e aprirono la strada ai tanti monopoli dei pastifici e delle catene alimentari».
Ludovico Corrao parla di una Sicilia che E’ LA SICILIA DI OGGI!
Ma lo statuto concesso dieci anni prima?
«Lo Stato lo aveva concesso questo statuto di autonomia, ma come? Per cedere sia alle pressioni del movimento separatista, preoccupato dai pericoli che potevano arrivare dalle bande tipo quella di Giuliano, con la Sicilia che diventava ingovernabile, sia soprattutto per costituire un sistema di potere in cui si accontentassero certe esigenze dei civili ma che mantenesse fermo il bastone a Roma».
Lo statuto era la carota fatta seguire dal bastone…
«C’era anche il pericolo, allora reale, comunista. Infatti i comunisti insieme ai socialisti avevano visto una grande affermazione nelle prime elezioni regionali nel ‘47 con il 33%. C’era il pericolo poi che la monarchia, già condannata dal referendum, potesse grazie agli agrari siciliani ritornare. (…) Dinanzi a questo quadro generale, il governo si decide a concedere questo statuto speciale che fu approvato prima della costituzione della Repubblica. Le garanzie erano praticamente in un patto tra lo stato italiano e il popolo siciliano e questo patto veniva garantito da un organo costituzionale, un’alta corte di giustizia per la Sicilia, che dirimeva eventuali questioni di conflitto tra Sicilia e Stato. Tra i primi incaricati ci fu Don Luigi Sturzo come presidente di questa corte. Ma poi, con un semplice atto di diniego amministrativo, la corte fu annullata».
E non accadde nulla?
«Ci furono delle proteste da parte del governo regionale, allora presieduto da Giuseppe Alessi, che era la punta più avanzata della DC per l’autonomia, ma poi questi fu emarginato…».
Arrivò il governo Restivo…
«Esattamente. Viene meno lo statuto che era la garanzia del patto. La corte costituzionale veniva adita da parte dello Stato attraverso un commissario speciale che poteva impugnare le leggi della regione. Così il commissario dello stato è rimasto, eppure soltanto per le leggi della regione e non le leggi dello stato che violano i diritti della Sicilia. Una abnormità anche dal punto di vista costituzionale. Poi doveva essere garantito che tutte le rimesse degli immigrati siciliani venissero concentrate in una tesoreria regionale a favore della Regione. Invece tutte le rimesse continuarono a confluire alla Banca d’Italia e quindi anche il plusvalore che questa moneta americana che allora aveva si perdeva, in Sicilia arrivava alla fine carta straccia. E ancora, lo statuto diceva che il presidente della Regione era capo delle forze dell’ordine nell’isola, questo non è stato mai attuato. E così via…».
Scusate se mi sono un pò dilungato e forse tediato, ma dovevo dare la giusta risposta a chi tra questi esimi commentatori gli è sopraggiunto “un detto viene adatto a queste situazioni: quando la barca stà per affondare i sorci sono i primi ad abbandonare la nave” – Avrebbe ragione l’edotto commentatore qualora “questi sorci fossero stati invitati a salire sulla nave!”.
Vai avanti Presidente!
Adesso bisogna avere e mostrare ancora più coraggio ed andare avanti per questa strada e fare di più per il riscatto della Sicilia…adesso mettiamo mani a “la madre di tutte le battaglie”: l’Alta Corte per la Sicilia!
La Dc ha elargito tanto per “ammutolire” i siciliani. Oggi, grazie ad un governo del Nord,è riemerso un problema esitente ma allo stesso tempo latente. Tutti zitti ….. Cassa per il Mezzogiorno e tanti posti di lavoro…. Oggi più niente…. Cosa faceva allora Lombardo? Cosa avrebbe fatto se non fosse stato stretto all’angolo dall’UDC siciliana che prima lo aveva fatto segretario regionale? E se tutto questo non fosse successo che cosa avrebbe detto e fatto Lombardo? Fu vera conversione? La risposta ai posteri……Mi chiedo perchè nessuno si fa avanti per combattere questa battaglia, all’infuori dei soliti politici di professione. E come gente animata da questo ardente e onorevole ideale guardi a certi personaggi poco onorevoli…..
Dice un vecchio proverbio siciliano popolare:
“Lassau dittu Don Santinu Sulera,
varda cu sugnu e nun taliari cu’ era”.
Inoltre, mario64, parecchi cittadini siciliani, fuori dai soliti politici di professione, si sono già fatti avanti per combattere “questa battaglia”: http://lnx.lasiciliaeisicilianiperlostatuto.org/chisiamo/
“GENTE ANIMATA DA QUESTO ARDENTE E ONOREVOLE IDEALE”
http://lnx.lasiciliaeisicilianiperlostatuto.org/i-comitati/30-ottobre-manifestazione-a-palermo/video-gallery30-ottobre/
http://lnx.lasiciliaeisicilianiperlostatuto.org/i-comitati/30-aprile-manifestazione-a-catania/video-gallery30-aprile/
Caro santo, la buonanima di mio Padre, una persona che conosceva bene il mondo, ripeteva un detto penso antico ……. “U pruvatu no’ pruvari, picchì chiù u provi e chiù tintu u trovi”. Personalmente, non ho mai dato credito a questo detto. Ma col tempo e alla luce di diverse (innumerevoli) vicende, devo dare ragione e merito alla saggezza popolare e soprattutto alla buonanima di mio Padre……
Propongo di eleggere Mario64 Presidente del Partito Siciliano dei Saccenti… ca parrunu, parrunu e non diciuni nenti… Poverino, è proprio vero che non ha mai concluso nulla, perchè ha tutto il tempo di stare dietro a questo blog… e forse ha bisogno di un buon pisicologo poichè sembra affetto di una gravissima forma di ANTILOMBARDITEOGLIONITE acuta… Capita!